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venerdì 15 maggio 2026

L’etica dei principi vs. l’etica della responsabilità


In una conferenza ormai famosa tenuta nel 1919, dal titolo "La politica come professione", Max Weber distingue due modi di agire nella pratica politica: l'etica dei principi e l'etica della responsabilità.

Nella sostanza, chi si comporta secondo l'etica dei principi non tiene conto delle conseguenze delle proprie idee.

Cioè, fa delle scelte secondo i suoi ideali, agisce in un modo che ritiene giusto, e questo può bastare: le conseguenze che derivano da ciò che è stato fatto non interessano. Non riguardano colui che agisce; riguardano, dice Weber, il mondo, quindi, gli altri.

Chi agisce secondo l'etica dei principi non si occupa del fatto che a seguito di una decisione giusta le circostanze possano peggiorare lo stato dei fatti; l'importante è aver preso la decisione giusta, in sintonia con i propri ideali.

L'etica della responsabilità, invece, per ogni decisione da prendere tiene conto delle conseguenze prevedibili.
Ingloba, nell'idea di giustizia, anche le conseguenze...

venerdì 13 febbraio 2026

Psicopatici al Potere

 
di Leonardo Guerra
 
“Il Partito persegue il potere esclusivamente per il suo bene. Non ci interessa il bene degli altri; ci interessa solo il potere…. solo il potere, il potere puro. Cosa significhi potere puro lo capirete tra poco. Siamo diversi da tutte le oligarchie del passato perché sappiamo quello che stiamo facendo. Tutti gli altri, anche quelli che ci assomigliavano, erano codardi e ipocriti. I nazisti tedeschi e i comunisti russi si sono avvicinati molto a noi nei loro metodi, ma non hanno mai avuto il coraggio di riconoscere le proprie motivazioni.” (George Orwell, 1984)

L’importanza della visione

In ogni società è importante condividere una visione ampia, profonda e chiara che origini dai valori e dai principi fondativi della stessa. Serve per il suo sviluppo e per quello degli individui che la compongono.
Questo succede, in bene e/o in male, in ogni civiltà. Rappresenta un tipo di percezione e di concezione della vita e del mondo condivisa.

Una mappa mentale collettiva, così che la bussola valoriale consenta a tutti di orientarsi nello stesso modo nell’ambiente circostante. Ne deriva un lessico e un dizionario condiviso che consente di comunicare efficacemente e capirsi in modo univoco. In questo modo tutti hanno gli stessi punti di riferimento.
Ne deriva un linguaggio, un relativo codice lessicale, termini, significati e concetti comuni...

lunedì 8 settembre 2025

La crisi del sistema scolastico tradizionale italiano

 di Alessandro Arrighi

Fino a non molti anni or sono, la scuola italiana era considerata tra le migliori del mondo. 

E poi, cosa è successo? 

La prima scuola in Europa era italiana e la nostra tradizione scolastica, nasce da grandi educatori, spesso, poi, proclamati Santi, che avevano a cuore l’educazione della persona e non erano finalizzati all’utilizzo economico dell’individuo, come accade nel sistema della mediocrazia. 

Fino a non molti anni or sono, la scuola italiana era considerata tra le migliori del mondo....

martedì 22 luglio 2025

Smascherare l'illusione occidentale della democrazia

di Finn Andreen

In questi tempi politicamente turbolenti “l’illusione della democrazia sta svanendo in tutto il mondo”, così ha scritto di recente un esperto. In Occidente c’è una crescente sensazione che la “democrazia” non stia funzionando bene, ma non c’è ancora pieno e chiaro apprezzamento di questo fatto. Michel Maffesoli, professore onorario alla Sorbona di Parigi, afferma da diversi anni che “la fine dell’ideale democratico è ormai sotto gli occhi di tutti”. 
Segnali di ciò possono essere visti nelle elezioni problematiche che hanno avuto luogo in Francia e in altri Paesi. 

L'“ideale” o “illusione” della democrazia deriva da idee sbagliate diffuse su questo sistema politico, nonostante i chiari dubbi dei più illustri pensatori politici del passato. 

Le idee sbagliate più importanti sulla democrazia: i rappresentanti eletti sono in genere leali e disinteressati, e l'elettorato è in genere informato e razionale per quanto riguarda la politica ...

mercoledì 16 luglio 2025

Il sionismo non è l'ebraismo


di Ariel Levi di Gualdo
(intervento pubblicato sul Quotidiano La Sicilia del 27.07.06)

Il Sionismo non è l’Ebraismo, è un moto politico nazionalistico nato a fine Ottocento da profughi in fuga desiderosi di sottrarsi alle persecuzioni degli ebrei dei paesi slavi e della Grande Russia. 

Agli ebrei della Russia zarista e poi comunista non bastava più sognare, avevano bisogno di mettersi in salvo dalle angherie.

Non si può parlare di Sionismo senza partire da corretti elementi storici, né questi può fondersi all’occupazione dei Territori palestinesi. Si tratta di due elementi originati da problemi diversi, anche se decenni dopo l’ideologia sionista e il dramma palestinese risulteranno connessi.
Il Sionismo oggi dovrebbe essere morto alla stregua del Comunismo, tanto per ricordare un altro movimento che accese d’illusioni masse oppresse. Il ciclo del Comunismo si chiuse a fine anni Ottanta attraverso tre tappe: la passione rivoluzionaria, il consolidamento ideologico, il pervertimento politico nato da un’utopia dogmatica, aggressiva e cristallizzata. Dopo vari ictus il Comunismo morì per arresto cardiaco.

La fase ciclica del Sionismo è identica, ma con una differenza: agli inizi del Terzo Millennio si trova nella fase del pervertimento politico generato da un’utopia dogmatica, aggressiva e cristallizzata. Quel che fa sorridere è che la fallimentare ideologia sionista sia protetta da quei paesi liberali che per decenni combatterono la fallimentare ideologia marxista, Stati Uniti in testa a tutti... 

lunedì 24 febbraio 2025

Il Gioco dei tre Bussolotti

 di Andrea Zhok

Per quanto meno frequentemente di un tempo, si possono ancora trovare ogni tanto, nelle stazioni o in altri luoghi affollati, alcuni prestidigitatori di strada che invitano il pubblico al gioco dei tre bussolotti. Si inserisce una biglia sotto uno dei tre recipienti opachi (bicchieri, coppette, ecc.) presenti sul tavolo e poi si invitano gli astanti a indovinare alla fine di una serie di manipolazioni rapide, dove si trova la biglia. Ecco, questa è la condizione in cui si trovano oggi, e da tempo, i cittadini italiani (europei, ma soprattutto italiani) quando si tratta di valutare la politica nazionale.

Noi ci possiamo affaticare a discutere di crisi finanziarie, di pandemie letali, di invasioni militari, di diritti umani, degli eterni valori della libertà e della giustizia, di 73 generi, di un sacco di cose appassionanti, e questo è il moto vorticoso dei bicchieri sulla tavola. Ma la difficoltà sta tutta nel mantenere l’occhio sulla posizione della pallina, perché quando la perdi di vista, il banco vince inesorabilmente. E qual è la pallina? ...

mercoledì 5 febbraio 2025

Civiltà umana al bivio: verso la sovrabbondanza o il collasso autoritario?

 
Un nuovo studio scientifico svela che la civiltà industriale è in declino, ma l’umanità potrebbe compiere un “balzo da gigante” evolutivo grazie all’energia pulita e alla tecnologia. Tuttavia, il populismo autoritario rischia di bloccare questa trasformazione.

La civiltà umana è a un bivio critico. Secondo un recente studio pubblicato sulla rivista Foresight, l’attuale ciclo di vita della civiltà industriale sta per concludersi. Questo non segna necessariamente un punto di non ritorno, ma potrebbe rappresentare l’alba di una nuova era: una civiltà postmaterialista caratterizzata da energia pulita, sovrabbondanza tecnologica e un sistema socioeconomico distribuito e sostenibile. Tuttavia, questa transizione potrebbe essere ostacolata da crescenti politiche autoritarie e centralizzate, spesso guidate da populismi di estrema destra.

Il documento, redatto dal teorico dei sistemi Nafeez Ahmed, membro del Club di Roma e figura di spicco nella Earth4 All Transformational Economics Commission, analizza secoli di dati storici e scientifici per spiegare l’ascesa e il declino delle civiltà. Il lavoro di Ahmed identifica quattro fasi nel ciclo di vita delle civiltà: crescita, stabilità, declino e trasformazione ...

martedì 28 gennaio 2025

C'è speranza nella politica?


(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/ce-speranza-nella-politica)

Mentre gli osservatori della Beltway dibattono intensamente sulle scelte del gabinetto della nuova amministrazione e sulle nomine alla Casa Bianca, gli osservatori più disillusi della nostra condizione economica hanno buone ragioni per chiedersi: che differenza fa? L'ordine politico è dominato da lobbisti con interessi particolari e burocrati assetati di potere, e non ha gli incentivi per ridurre l'interventismo e restituire le decisioni al popolo. La burocrazia può essere resa utile da burocrati migliori, o può essere frenata solo dalla rinascita della scelta individuale?

In che modo Robert Kennedy Jr., se confermato nel suo ruolo proposto di Segretario della Salute e dei Servizi Umani, ridurrà l'obesità in America? Promuoverà nuove normative e tasse, che invariabilmente si prenderanno cura di interessi radicati, a scapito di soluzioni individuali e sperimentali? 
Si rivolgerà, come hanno fatto altri, ai regolatori per vietare questo o quell'ingrediente, senza conoscere i costi economici o sanitari della sua sostituzione? Ridurrà le barriere alle opzioni alimentari sane e fermerà i sussidi che contribuiscono all'obesità? Ridurrà le conseguenze indesiderate generate dalle precedenti “soluzioni” alla salute pubblica? In breve, combatterà la sclerosi politica esattamente con gli strumenti che ci hanno portato fino a qui, chiedendo consiglio a coloro che traggono vantaggio dallo status quo? O sfiderà la collusione burocratica-aziendale e risveglierà un mercato competitivo? ...

giovedì 25 luglio 2024

Chi governa gli Stati Uniti?


Le elezioni presidenziali del 2016 si sarebbero dovute disputare tra due candidati, ovvero, Jeb Bush e Hillary Clinton, i cui “turni” erano arrivati.

E poi Donald Trump è sceso da una scala mobile, ha preso il suo “turno” e da allora l'establishment non è più stato lo stesso, proprio perché era il loro di “turno”.

Nel 2020 è stato il “turno” di Joe Biden, un uomo la cui unica credenziale politica era quella di essere rimasto in giro abbastanza a lungo da restare fedele a cose come il Senato e la Vicepresidenza.

Ora, nel 2024, è di nuovo il “turno” di Joe Biden. Nessuno nel suo partito aveva l'impressione che fosse il miglior candidato, il miglior attivista o il miglior presidente, ma dannazione, era il suo di “turno”.

E ora i democratici sono nel panico perché il candidato che sta prendendo il suo “turno” in realtà sta implodendo ...

mercoledì 27 settembre 2023

Chomsky: padroni dell’umanità, hanno ucciso l’Europa

Ripropongo la lettura di queste parole di Noam Chomsky (2014).

Si credono i padroni dell’umanità, e purtroppo lo stanno diventando: la politica democratica ha cessato di resistere loro, spianando la strada alla dittatura incondizionata dei poteri forti, economici e finanziari, che ormai dettano le condizioni della nostra vita pubblica.
 

Parola di Noam Chomsky, considerato il maggior linguista vivente, autore del capolavoro “Il linguaggio e la mente”. 
A 86 anni (oggi 94 - NdC), il professore statunitense dimostra una lucidità di pensiero e di visione che non lascia spazio a dubbi. 

Nessuna illusione: «Le nostre società stanno andando verso la plutocrazia. Questo è il neoliberismo», dice Chomsky, in Italia per il Festival delle Scienze di Roma, gennaio 2014. Il titolo dell’ultima raccolta di testi inediti tradotti in italiano è estremamente esplicito: loro, gli oligarchi globali, signori delle multinazionali e grandi banche d’affari, sono “I padroni dell’umanità”.

«La democrazia in Italia è scomparsa quando è andato al governo Mario Monti, designato dai burocrati seduti a Bruxelles, non dagli elettori», afferma Chomsky.

In generale, per Chomsky «le democrazie europee sono al collasso totale, indipendentemente dal colore politico dei governi che si succedono al potere».
Sono “finite”, le democrazie del vecchio continente – Italia, Francia, Germania, Spagna – perché le loro sorti «sono decise da burocrati e dirigenti non eletti, che stanno seduti a Bruxelles»... 

lunedì 17 luglio 2023

Scusarsi non costa nulla

di Piero Cammerinesi

Quando ancora un minimo di civiltà e di ragionevolezza si aggiravano nelle contrade di questo Paese si usava dire “Errare humanum est, perseverare autem diabolicum” [sbagliare è umano ma perseverare è diabolico].

Ora il latino non va più di moda, anzi neppure l’italiano. 

Parliamo solo in inglese o con gli emoticon, con la inevitabile drammatica riduzione del numero delle parole utilizzate e di conseguenza dei pensieri pensabili.

Effettivamente sbagliare poteva essere comprensibile e scusabile all’inizio della pandemenza, l’epidemia di irrazionalità che ha contagiato l’intera sfera terracquea poco più di tre anni fa, ma ben presto i dati disponibili avrebbero potuto – e dovuto – consentire a fasce sempre più ampie della popolazione di seguire i lumi della Ragione e non le tenebre della superstizione travestita da scienza.

C’erano ovviamente diverse persone che avevano da subito fiutato la truffa dietro alla vicenda pandemica ma furono ben presto sopraffatte dalla irragionevolezza generale che costrinse (quasi) tutti ad una cieca obbedienza al principio di autorità inteso a validare l’inganno globale, la più colossale menzogna di tutti i tempi ...

sabato 1 luglio 2023

Il dogma del lavoro e il signoraggio bancario: schiavi per sempre.

"L’etica del lavoro è l’etica degli schiavi, e il mondo moderno non ha bisogno di schiavi."
- B. Russel -


Ciò per cui oggi falsamente si blatera (per lusingare gli animi e cullare il sonno alle teste vuote), è la necessità di un rinnovamento del sistema occupazionale basato su una certa etica del lavoro.

Punto primo, l’introduzione di un regime meritocratico. Il che, per l’appunto, se mai si realizzasse (e non è chiaro quali siano le coordinate del/di merito), sarebbe nient’altro che un nuovo regime, peggiore dell’attuale.

L’unico criterio di scelta attuabile in luogo della raccomandazione, in un sistema produttivo tecnocratico governato ai vertici da potentati monetari e finanziari, sarebbe la totale sottomissione ai dettami produttivi. Chi osasse avanzare dubbi, rivendicare qualcosa o semplicemente biasimare il sistema, non meriterebbe la calda accoglienza in seno agli addendi di questa sommatoria, non sarebbe degno di tanta grazia benefattrice.

Ma questo non è che un punto irrisorio, una variante della questione.

Il problema è chiedersi perché questi infeltriti cadaveri che sgambettano in preda al mito del benessere lavorativo, degli scatti in carriera, plaudano all’inasprirsi di un regime sotto le cui ronde boccheggiano e marciscono da secoli. Perché si sentano entusiasti e lusingati dalle prospettive di una carriera basata sull’obbedienza, sulla dedizione, sullo straordinario, abbacinati dalla prospettiva di una cena col capo o da qualche centesimo in busta paga.

L’uomo, originariamente, è altro. Il suo impiego coatto e quotidiano (pena la fame) nella catena di montaggio è una mostruosità che andrebbe perseguita con la galera...

martedì 20 settembre 2022

I pagliacci dell'inverno hanno circondato il Regno Unito

di Tom Luongo

Con un margine ristretto, Liz Truss è diventata il Primo Ministro del Regno Unito. Non ha molto tempo per mettere insieme un governo, a meno che il Regno Unito non voglia tornare all'ennesima elezione generale.

Truss, in virtù del suo pieno sostegno all'Ucraina contro la Russia, è stata la scelta di quei conservatori intenti a mantenere aperti i rapporti con gli Stati Uniti, permettendo al Regno Unito di essere più indipendente dall'Unione Europea.

La scelta della cricca di Davos, Rishi Sunak, e beniamino dei Remainer della City di Londra, non è riuscito a superare la Truss alla fine. Quella che era iniziata come una decapitazione politica di Johnson per mano della cricca di Davos, che meritava di essere incarcerato per aver fatto saltare i colloqui di pace tra Russia e Ucraina ad aprile, si è conclusa con la sua versione femminile in carica adesso.

Sebbene sia felice di veder perdere la cricca di Davos, dare potere ai neoconservatori statunitensi non è una vittoria. Alla fine i profondi legami tra i servizi segreti e militari degli Stati Uniti e del Regno Unito hanno avuto la meglio nella battaglia per la leadership dei Tory.
Ancora una volta, non ci sono vincitori dal nostro punto di vista ...

mercoledì 7 settembre 2022

Ripensare al cambiamento climatico: i modelli apocalittici hanno preso un abbaglio?

 
La spiegazione keynesiana alle recessioni recita che esse nascono da un calo della domanda aggregata e quindi l'unico modo per tornare alla crescita è stimolarla attivamente. 

L'unica forza che può determinarne tale aumento è la spesa pubblica sotto forma di sussidi, welfare state e lavori pubblici finanziati dalla spesa in deficit. 
Contrariamente agli Austriaci, i keynesiani ignorano concetti come struttura del capitale, preferenza temporale e investimenti sbagliati. 
Oggi assistiamo di nuovo a questo copione con la religione del "cambiamento climatico", usata come volano per spingere ulteriore interventismo nell'economia e quindi tentare, in qualche modo, di ottenere un duplice obiettivo: esercitare maggiore controllo sulla popolazione per evitare che si rivolti contro i propri carnefici data la lunga serie di errori economici finora accumulati (e diventati ingestibili) e attenuare quanto possibile una crisi distruttiva che farebbe perdere privilegi ai clientes della pianificazione centrale. 

Infatti non è affatto un segreto che le aziende "verdi" non sarebbero mai decollate negli anni 2000 se non fossero state sostenute dai sussidi statali e, soprattutto, non avrebbero resistito alla prova del tempo se non fossero state continuamente sostenute, creando quindi una ramificazione di aziende zombi che non hanno fatto altro che dilapidare ricchezza reale ...

domenica 14 agosto 2022

Democrazia: capovolgere prima dell’uso

(Articolo originale dell'8 giugno 2009)

Secondo la Costituzione il voto è un “dovere civico”. Ma questo poteva andare bene nel 1948. Oggi è il non-voto a essere un dovere. Morale. Oggi di italiani contenti se ne trovano pochi.

Che siano di destra, di sinistra o indecisi, ormai quasi tutti sentono il fiato della crisi economica sul collo, e si lamentano sistematicamente ai quattro venti.“Paese di merda!” “Io me ne vado, qui non si può vivere”. “Siamo governati da una banda di delinquenti”.

Naturalmente lo sappiamo tutti che quella “banda di delinquenti” la votiamo noi, ma se qualcuno prova solo a suggerire di smettere di votarli, si sente rispondere con disdegno che "tanto non cambia nulla".
Il problema è tutto qui.

Cinismo, pigrizia mentale e pochezza morale concorrono ad una situazione paradossale che si potrebbe sintetizzare in questo modo: mi faccio del male da solo, ma non ho alternative, e quindi continuo a farmelo. Apparentemente, la cosa può sembrare vera: anche se uno non vota lo fanno tutti gli altri, e quindi il problema rimane. Un pò come agli incroci cittadini, che nell’ora di punta tutti occupano disordinatamente, pur di arrivare a casa “prima dell’altro”, invece di rispettare il semaforo. 
Se lo facessero tutti – dice ciascuno – io sarei il primo a rispettare il semaforo. Se invece lo fai da solo, non solo non serve a niente, ma ti prendi anche del cretino da quello dietro, che ti suona per farti passare a tutti i costi, nonostante il rosso. Dall’alto del suo palazzo il potente osserva soddisfatto i suoi popolani, ...
... che si scannano fra di loro invece di organizzarsi per un vantaggio comune ...

mercoledì 20 luglio 2022

L'ignoranza è speranza

Nel cosmo immaginario de Il Signore degli anelli, il capolavoro narrativo di John R. R. Tolkien pubblicato tra il 1954 e il 1955, i palantíri sono sfere di cristallo fabbricate dagli Elfi di Valinor «in giorni così lontani che il tempo non può misurarsi in anni» per osservare e comunicare a distanza. 

Le sfere potevano collegarsi tra di loro (esisteva anche un «server» centrale che le controllava tutte, il palantír custodito nella Cupola di Stelle, a Osgiliath) e persino mostrare eventi lontani nello spazio e nel tempo, da cui il loro appellativo di «Pietre Veggenti». 
Dei molti esemplari realizzati e poi perduti o distrutti nel corso dei secoli, all’epoca in cui si svolgono i fatti narrati ne risultavano attivi soltanto tre, rispettivamente al servizio di Sauron, lo spirito malvagio che minaccia i popoli liberi della Terra di Mezzo, lo stregone Saruman e l’umano Denethor, sovrintendente del regno di Gondor. 

Tra gli oggetti magici che appaiono nel racconto, i palantíri occupano un ruolo preminente nello sviluppo narrativo. È proprio dopo avere scrutato in una di queste pietre che il saggio Saruman si allea con l’Oscuro Signore e il valente Denethor rinuncia a combattere contro le truppe del male, finendo suicida.

Il palantír è anche letteralmente una televisione ...

lunedì 25 aprile 2022

Il mondo nel 2030

di Ignacio Ramonet
(anticipazioni di maggio 2013)


Ogni quattro anni, con l’inizio del nuovo mandato presidenziale negli Stati Uniti, il National Intelligence Council (NIC), l’ufficio di analisi e di anticipazione geopolitica ed economica della CIA (NIC), pubblica un rapporto che diventa automaticamente un riferimento per tutte le cancellerie del mondo.

Anche se, ovviamente, si tratta di una visione molto parziale (quella di Washington), elaborata da un’agenzia (la CIA) la cui missione principale è difendere gli interessi degli Stati Uniti, il rapporto strategico del NIC presenta una indiscussa utilità perché è il risultato della messa in comune – rivista da tutte le agenzie di intelligence USA – di studi elaborati da esperti indipendenti di varie università e di molti altri paesi (Europa, Cina, India, Africa, America Latina, mondo arabo-mussulmano, ecc.).

Il documento confidenziale che il presidente Barak Obama ha trovato sulla scrivania del suo ufficio alla Casa Bianca lo scorso 21 gennaio, quando ha iniziato il suo secondo mandato, è stato appena pubblicato col titolo Global Trends 2030: Alternative Worlds (Tendenze mondiali 2030: nuovi mondi possibili).
Cosa ci dice questo documento?

La principale constatazione è il declino dell’Occidente ...

mercoledì 20 aprile 2022

Da Parigi a Karachi: c'è aria di cambi di governo


di Tom Luongo

Non c'è niente di buono nella guerra. Su questo punto tutte le persone civili possono essere d'accordo. Quindi, coloro che supportano come "stanno le cose attualmente" possono smettere di leggere...
Adesso.

Ma una delle cose che fa la guerra è esporre le reali intenzioni di tutti. Anche se la prima vittima della guerra è la verità, niente schiarisce l'aria di più truppe e carri armati che attraversano i confini e costringono le persone a reagire a tutto ciò.

Dall'inizio della “Operazione militare speciale” russa in Ucraina, c'è stata un'accelerazione di ogni conflitto sulla scena mondiale, con risultati contrastanti per tutti i soggetti coinvolti, inclusa la Russia.

Come ho detto a lungo, questo è un conflitto di proporzioni esistenziali per ogni attore che conta. Dai neoconservatori nell'establishment USA/Regno Unito alla cricca di Davos nell'UE, dai truffatori corrotti al Congresso alla cerchia ristretta di Putin al Cremlino.

L'Ucraina rappresenta il campo di battaglia che determinerà l'esito della terza guerra mondiale.
È sia l'inizio che la fine, l'alfa e l'omega.

Per questo motivo i leader politici di tutto il mondo sono sotto pressione.
Alcuni saranno all'altezza della sfida, altri appassiranno sotto il bagliore dei riflettori ...

venerdì 18 marzo 2022

La terra dove è morta la storia

 
di David Stockman

Alla luce delle notizie grottescamente unilaterali sulla guerra ucraina da parte dei media generalisti, possiamo dire che l'America è diventata la terra in cui è morta la storia.

Dalla copertura giornalistica di CNN e NBC, ad esempio, si potrebbe pensare che i confini dell'Ucraina erano stati concordati da tutti per eoni; che il governo di Kiev non abbia fatto assolutamente nulla per suscitare sospetto e rabbia russi; e che lo zio Sam, la NATO e l'Unione Europea abbiano svolazzato per i quartieri ai confini della Russia semplicemente facendo il tifo per la democrazia e distribuendo disinteressatamente aiuti economici e biscotti ai popoli ucraini che soffrono da tempo.

Beh no. L'esplosione della guerra in Ucraina di oggi non si sarebbe assolutamente verificata se non per il violento colpo di stato del febbraio 2014 che rovesciò il presidente filo-russo democraticamente eletto dell'Ucraina; e quel colpo di stato fu finanziato, organizzato e coreografato dai neocon con sede a Washington, dai ficcanaso e dai mercanti di armi che altrimenti non avrebbero avuto motivo di esistere nel mondo post-sovietico.

Inoltre, esaminando i modelli di voto delle elezioni presidenziali ucraine del 2010, possiamo vedere esattamente come l'intervento di Washington a sostegno del golpe di Maidan abbia minato sin da allora un governo stabile a Kiev e relazioni amichevoli con lo storico vicino e sovrano dell'Ucraina: la Russia. Questo perché mentre le elezioni del 2010 riflettevano le nette divisioni dell'elettorato ucraino (vedi mappa sotto), hanno comunque prodotto un governo ragionevolmente accettabile per la maggior parte dell'elettorato ed uno che ha continuato a lavorare per nuovi accordi con entrambi i vicini: UE ad ovest dell'Ucraina e la Russia ad est ...

lunedì 24 gennaio 2022

Chi sarà ritenuto responsabile per l'attuale devastazione?



Se la risposta politica alla pandemia avesse assunto la forma di un semplice consiglio, non saremmo nel mezzo di questo disastro sociale, economico, culturale, politico. Ciò che ha causato il naufragio è stata l'applicazione della forza politica in un modo che non ha precedenti nella storia umana.

La risposta si è basata sulla costrizione imposta da tutti i livelli dello stato. Le politiche a loro volta hanno dato energia ad un movimento populista, la Guardia Rossa Covid, che è diventata un'arma civile, andando a sorvegliare i corridoi delle drogherie per rimproverare chi non aveva la mascherine. I droni sciamavano nei cieli in cerca di feste da sventare e chiudere. Una sete di sangue contro chi non si conformava si è scatenata a tutti i livelli della società.

I lockdown hanno concesso ad alcune persone un significato ed uno scopo, come fa la guerra. L'obbligo di bastonare gli altri è disceso dallo stato al popolo. La follia ha preso il sopravvento sulla razionalità e non è stata più una questione di "due settimane per appiattire la curva". 
La mania di sopprimere il virus ponendo fine al contatto da persona a persona si è estesa a due anni ...