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venerdì 1 maggio 2026

Hormuz. Non solo petrolio, bloccato anche l'elio che serve l'IA delle big tech

Dal Golfo ai semiconduttori, la guerra con l’Iran minaccia il cuore dell’economia digitale. Non contano soltanto il petrolio, il gas o le rotte marittime. Esistono materie prime meno note, che però reggono interi sistemi industriali e tecnologici. L’elio è una di queste.

Un articolo di “La Rivista Intelligente” ricorda che dallo stretto passa anche il gas prodotto principalmente dal Qatar: duecento contenitori criogenici di elio, del valore di circa un milione di dollari ciascuno, sono bloccati nel Golfo Persico.

Dallo Stretto di Hormuz passano non soltanto petrolio e fertilizzanti ma passa anche un gas insostituibile per raffreddare i macchinari che producono i semiconduttori: l’elio. Lo ricorda un interessante articolo su La Rivista Intelligente a firma Patrizia Tenda. L’elio, noto ai più per essere utilizzato nel riempimento dei palloncini, ha la sua applicazione principale in criogenia: principalmente per raffreddare i magneti superconduttori per imaging a risonanza magnetica. 
Non solamente: pressurizza i serbatoi di carburante dei razzi e serve per altre applicazioni nei sistemi di propulsione nel settore aerospaziale. Il grande acceleratore di particelle del Cern dipende da sistemi criogenici all’elio. Problema numero uno: non esiste sostituto per l’elio. Il problema numero due è che l’elio è raro, perché non può essere prodotto o sintetizzato. 
Per accumularsi gli servono milioni di anni...

sabato 25 aprile 2026

La Germania si prepara alla guerra: il nemico è la Russia

 
La nuova strategia militare cambierà in modo permanente i rapporti tra Mosca e Berlino. 

Berliner Zeitung, Germania: la nuova strategia militare della Germania definisce esplicitamente la Russia un avversario.

Il ministro della Difesa tedesco Pistorius ha presentato una nuova strategia militare che identifica direttamente la Russia come principale avversario, secondo quanto riportato dalla Berliner Zeitung

Il documento afferma, senza alcun fondamento, che Mosca si starebbe preparando a un "attacco militare" contro i paesi della NATO.

La nuova strategia militare cambierà per sempre le relazioni tra Mosca e Berlino. Tutti i tedeschi ne subiranno le conseguenze...

giovedì 16 aprile 2026

I media occidentali e l’architettura del consenso

di Mustafa Fetouri

La «vittoria» moderna si prepara molto prima di sparare il primo colpo. È preparata con una sofisticata architettura di consenso prefabbricato, in cui l’inganno politico e la complicità dei media trasformano aggressioni illegali in «necessità morali».

Per sostenere uno stato di guerra perpetua, il pubblico deve essere protetto dall’orrore del campo di battaglia e nutrito con una dieta costante di «minacce imminenti» e «interventi umanitari».

Che si trattasse delle fantomatiche armi di distruzione di massa di Baghdad, della narrazione dei «combattenti per la libertà» nell’occupazione afghana, o della distorta «responsabilità di proteggere» che ha ridotto la Libia ad un tragico mercato per il traffico di esseri umani, i media hanno agito sempre meno da cani da guardia e sempre più da megafono dello stato.

La formula rimane inquietantemente coerente: i politici occidentali mentono, i media amplificano e milioni di persone muoiono...

venerdì 6 marzo 2026

Ma tu ci andresti in guerra?

- Ma tu ci andresti in guerra?
- In che senso?
- Domani l’Italia viene attaccata, Russia, Cina, non importa, leva obbligatoria, tutti coscritti. Tu andresti?
- Ma sei fuori? No che non ci vado. Tu sì?
- Chiaro.
- Davvero? Tu andresti in guerra?
- Assolutamente. È il mio Paese. La mia casa. Il posto dove sono nato, dove sono cresciuto. Certo che combatterei per difenderlo e per difendere i suoi valori.
- Quindi tu se domani scoppia la guerra, ti arruoli e vai.
- Te l’ho detto, sì.
- Be’, sai che non pensavo che…
- A novanta giorni.
- Eh?
- Arruolamento a novanta giorni.
- Cioè? ...

lunedì 2 marzo 2026

La catastrofe culturale

Considerazioni piuttosto scomode ma sicuramente utili..

di Andrea Zhok

Ho appena visto un filmato con festeggiamenti in una città italiana di alcuni giovani – una ventina -, figli di esuli iraniani, che gioiscono perché, parole testuali:

“E’ morto Khamenei, la dittatura è finita”.

Ora, premesso che quando si è giovani dire e credere scemenze rientra tra i diritti umani, è difficile immaginare una maggiore lontananza dalla realtà.

Sorvoliamo sui dettagli volgarmente etici, come il fatto che state festeggiando perché una potenza nucleare ha appena assassinato l’equivalente sciita del papa.

Sono banalità, mi rendo conto, e aver sdoganato l’assassinio politico come forma di civiltà oramai non fa più notizia (ricordo però sommessamente che il senso delle norme morali sta nella loro universalità, nella loro implicita reciprocità: ergo quando legittimi un assassinio politico laggiù, legittimi ogni assassinio politico, anche quando lo scenario sarà casa tua.)

Ma passiamo oltre...

sabato 8 novembre 2025

La guerra come videogioco

Droni, joystick e algoritmi: l’Ucraina diventa il laboratorio del conflitto del XXI secolo. E mentre la guerra si gamifica, c’è chi inizia a prenderci gusto.

di Alphaville/Mat

La guerra in Ucraina, che prosegue da oltre tre anni e mezzo, non è solo una tragedia geopolitica: è una mutazione profonda. Un laboratorio brutale dove si sta riscrivendo il codice genetico del conflitto armato. Non si combatte più con trincee e baionette, ma con droni FPV, app militari e joystick da console. Il campo di battaglia è diventato un ecosistema digitale, e il soldato moderno assomiglia sempre più a un gamer con licenza di uccidere. Al centro di questa rivoluzione ci sono loro: i droni. Non più strumenti di sorveglianza, ma protagonisti letali.

Intervistato da Mattia Pelli in Alphaville, Mirko Campochiari, analista militare e fondatore del canale Parabellum, osserva: «in questa guerra ormai il 70% degli attacchi avviene con i droni». La fanteria tradizionale è diventata carne da macello, i carri armati bersagli mobili. «Un mezzo costoso come un carro armato non offre molto più protezione di un normale veicolo civile», aggiunge Campochiari. 
Il risultato? Una corsa verso mezzi più economici, sacrificabili, replicabili...

sabato 18 ottobre 2025

Immagina che ci sia la guerra e nessuno ci vuole andare


Da camice bianco a mimetica: i modelli della propaganda di Covid si ripetono su un nuovo sfondo.

Un commento di Milosz Matuschek

La storia si sta ripetendo come tragedia, come farsa, o è già un dramma real-satirico? È ormai evidente: Merz vuole la guerra. 

Che si tratti della reintroduzione della leva obbligatoria, di pacchetti di debiti miliardari, di miliardi per l’Ucraina, di presunti avvistamenti di droni, di proclami sulla “prontezza alla guerra” come “la prossima grande cosa”, di considerare lo stato di tensione o di questa frase: non siamo ancora in guerra, ma nemmeno più in pace. Se la storia ci insegna qualcosa, è questo: chi vuole la guerra troverà sempre un motivo per giustificarla. La grande domanda è solo una: chi dovrebbe seguire questi politici in qualche trincea? 

Non si può spiegare seriamente perché un potenziale aggressore come Putin dovrebbe aspettare che noi ci armiamo o che magari costruiamo una légion étrangère di migranti pronti a combattere. 
Lo sente in ogni talk show quanto siano mal equipaggiate le forze armate tedesche. Non si può nemmeno spiegare in modo convincente perché sia necessario dichiarare uno stato di tensione ora e non, per esempio, un caso di difesa già dai tempi della distruzione di Nord Stream. 
Il tempismo e la scelta delle parole sono sempre parte della coreografia...

mercoledì 16 luglio 2025

Il sionismo non è l'ebraismo


di Ariel Levi di Gualdo
(intervento pubblicato sul Quotidiano La Sicilia del 27.07.06)

Il Sionismo non è l’Ebraismo, è un moto politico nazionalistico nato a fine Ottocento da profughi in fuga desiderosi di sottrarsi alle persecuzioni degli ebrei dei paesi slavi e della Grande Russia. 

Agli ebrei della Russia zarista e poi comunista non bastava più sognare, avevano bisogno di mettersi in salvo dalle angherie.

Non si può parlare di Sionismo senza partire da corretti elementi storici, né questi può fondersi all’occupazione dei Territori palestinesi. Si tratta di due elementi originati da problemi diversi, anche se decenni dopo l’ideologia sionista e il dramma palestinese risulteranno connessi.
Il Sionismo oggi dovrebbe essere morto alla stregua del Comunismo, tanto per ricordare un altro movimento che accese d’illusioni masse oppresse. Il ciclo del Comunismo si chiuse a fine anni Ottanta attraverso tre tappe: la passione rivoluzionaria, il consolidamento ideologico, il pervertimento politico nato da un’utopia dogmatica, aggressiva e cristallizzata. Dopo vari ictus il Comunismo morì per arresto cardiaco.

La fase ciclica del Sionismo è identica, ma con una differenza: agli inizi del Terzo Millennio si trova nella fase del pervertimento politico generato da un’utopia dogmatica, aggressiva e cristallizzata. Quel che fa sorridere è che la fallimentare ideologia sionista sia protetta da quei paesi liberali che per decenni combatterono la fallimentare ideologia marxista, Stati Uniti in testa a tutti... 

giovedì 19 giugno 2025

Dal lenzuolo al divano, Israele torna buono

 di Pasquale Liguori

Non pochi avevano creduto - ingenui - a un barlume di rinsavimento del sistema. Persino i media liberal padronali (Repubblica, Corsera, Mentana & co.), dopo mesi di complicità, sembravano accorgersi che a Gaza si stava consumando un genocidio. 

Addirittura, il PD balbettava qualcosa del genere e quelli del “né con… né con…”, del “7 ottobre condannato senza se e senza ma” in premessa, si erano messi in marcia. 

E via poi con Ong, Onlus, Pro Loco, scout, festival, tavoli per la pace, arcobaleni, gruppi facebook infervorati. Tutti in un nuovo coro, allineato. Con le loro grafiche emotional da “ultimo giorno”, i leggiadri hashtag solidali, le bianche lenzuola stese e quei cinque minuti di buio programmato per dar luce alle coscienze.

Ricorderemo questo vivace mese di redenzione ...

mercoledì 28 maggio 2025

La Guerra a…qualunque cosa

di CJ Hopkins

La Guerra a Qualunque Cosa non è destinata a essere vinta.

È pensata per essere continua, e così è. Come la guerra infinita di Orwell nel 1984, è condotta dall’impero contro i suoi stessi sudditi, ma non solo per mantenere intatta la struttura della società, anche, nel nostro caso, per trasformare la società in una distopia neo-totalitaria global-capitalista.

Non conoscete la Guerra a Qualunque Cosa?

Bene, ok, ricordatevi della Guerra al Terrorismo

Vi ricordate quando “la libertà e la democrazia” sono state attaccate dai “terroristi” e non abbiamo avuto altra scelta se non quella di mettere da parte i nostri diritti e principi democratici, dichiarare lo “stato di emergenza” nazionale, sospendere i diritti costituzionali delle persone, scatenare una guerra di aggressione contro una nazione del Medio Oriente che non rappresentava una minaccia per noi e riempire le strade, le stazioni ferroviarie, gli aeroporti e ogni altro luogo di soldati pesantemente armati, altrimenti “i terroristi avrebbero vinto” ...

martedì 1 aprile 2025

L’Unione Europea: come preparare una Guerra ad una Potenza nucleare

 di Andrea Zhok

 Alla Commissione Europea ci hanno spiegato che dobbiamo armarci fino ai denti perché incombe la minaccia di un’invasione da parte della prima o seconda potenza nucleare del pianeta.

Poi ci hanno raccomandato di tenere scorte necessarie per 72 ore (perché 72 e non 48 o 96? Boh.)

Fino a questo punto c’erano tutti gli elementi per credere che stessero prendendo maledettamente sul serio una minaccia che il buon senso comune reputa del tutto remota.

Ma poi, ecco che arriva un video.

Protagonista, da attrice consumata, la Commissaria Europea Hadja Lahbib (Commissaria specificamente per la parità, la preparazione e la gestione delle crisi, dunque non una che passava di là) ...

domenica 30 marzo 2025

La "Storia segreta" dell'interferenza degli Stati Uniti nel conflitto in Ucraina


Secondo un'inchiesta del New York Times, gli Stati Uniti avrebbero segretamente diretto le operazioni militari ucraine contro la Russia durante l'intera durata del conflitto in Ucraina. 

In particolare, hanno partecipato alla pianificazione di un attacco fallito al ponte di Crimea nel 2024, fornendo intelligence, armi e coordinamento operativo. 

L'amministrazione dell'ex presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha svolto un ruolo molto più significativo nel sostenere l'Ucraina contro la Russia di quanto si pensasse in precedenza. Secondo un'analisi del New York Times il suo coinvolgimento, in particolare attraverso la condivisione di informazioni di intelligence cruciali, si è rivelato indispensabile per le operazioni militari di Kiev

Nella primavera del 2022, due mesi dopo l'inizio del conflitto in Ucraina, due generali ucraini si sono recati segretamente da Kiev a Wiesbaden, in Germania, sotto copertura diplomatica. 

La loro missione era quella di discutere con il Comando europeo degli Stati Uniti il ​​ruolo degli Stati Uniti nelle operazioni militari ucraine contro la Russia. Questo incontro era destinato a rimanere "uno dei segreti meglio custoditi", in un contesto di grande timore geopolitico: la possibilità che il presidente russo Vladimir Putin percepisse questa collaborazione come il superamento di una "linea rossa" militare, il che, come sarebbe presto diventato chiaro, era effettivamente il caso ...

giovedì 20 marzo 2025

Chi è che sta davvero distruggendo l'Europa? L'UE stessa...

L'obiettivo principale dell'Unione Europea era quello di promuovere una solidarietà tra le nazioni europee, basata sulla prosperità condivisa e su un'idea di destino comune... 
Fino ai primi anni 2000, l'economia europea mostrava una crescita e un'innovazione comparabili a quelle degli Stati Uniti. 
Ma oggi, di tutto questo non rimane traccia. 

Oggi, l'Unione Europea affronta sfide significative che mettono a rischio la sua unità e stabilità. Le politiche relative all'immigrazione, le tensioni geopolitiche (di cui abbiamo già trattato qui: Basta retorica guerresca! L’idea per cui la pace si fa armandosi ha semplicemente del ridicolo), le differenze economiche tra gli Stati membri contribuiscono a una crescente frattura interna. Queste problematiche sollevano interrogativi su come l'Europa possa mantenere la coesione e garantire un futuro prospero. 

È fondamentale riflettere su come affrontare queste sfide per preservare l'integrità dell'Unione Europea .. sempre che valga davvero la pena provarci ...

domenica 9 marzo 2025

Amiamo la guerra

Nessun dibattito politico. Parlamento scavalcato, umiliato, messo da parte nel nome dell’emergenza perpetua, quella che consente a questo establishment politico screditato e delegittimato di governare, di mantenere il potere. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, sembra determinata a ignorare il già discutibile processo democratico dell’Unione Europea con il suo ambizioso piano ReArm Europe da 800 miliardi di euro

A confermarlo, come riportato da vari media, tra cui l’Ansa e l’Atlantic Council, la stessa Von der Leyen durante la conferenza dei capigruppo dell’Eurocamera, annunciando l’intenzione di utilizzare l’articolo 122 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) per aggirare il voto del Parlamento Europeo. CONTINUA QUI ...

domenica 9 febbraio 2025

Lettere nella storia: “Perché la guerra?”, chiese Einstein a Freud

Il prezioso carteggio tra due giganti della scienza moderna: “l’uomo ha dentro di sé il piacere di odiare e di distruggere”, scrisse il padre della relatività interrogando il padre della psicanalisi.

di Carlo di Cicco

“Tutto ciò che promuove l’evoluzione civile lavora anche contro la guerra”. 

È l’ultima riga di uno scambio di lettere tra giganti delle scienze moderne: Albert Einstein e Sigmund Freud. Entrambi convengono che la guerra è il convitato di pietra stabile nella storia umana. 
Il prezioso carteggio risale al 1932, ma profuma di attualità poiché la guerra rimane minaccia irrisolta. Anzi le speranze di superarla permangono fumose e faticano a concretarsi sul piano educativo, civile e politico. La specie umana resta un coacervo di bene e di male, impreparata a scegliere stabilmente tra pulsioni distruttive, aggressive e pulsioni che tendono, invece, a unire. 

Perché la guerra? È l’interrogativo capitale che il padre della relatività e il padre della psicoanalisi cercarono di risolvere, riuscendovi solo in teoria, non nella pratica. Le guerre, magari circoscritte, si combattono tuttora più sofisticate e sanguinose e con armi più micidiali e devastanti. Nessuna garanzia si ha contro l’uso, magari accidentale, dell’arma nucleare che sancirebbe la fine dell’umana avventura. Le due lettere sono specchio di una lentissima liberazione umana dagli istinti di morte ...

mercoledì 27 novembre 2024

Come le bugie diventano fatti e il mondo finisce

 di Paul Craig Roberts

La ripetizione infinita da parte dei media venduti o disattenti trasforma le bugie in verità.

Qualunque media si legga, si legge che “la Russia ha invaso l’Ucraina”. 

La menzogna non è limitata ai controllori ufficiali della narrazione, come NY Times, Washington Post, Reuters, AP, Bloomberg, CNN, Wikipedia, NPR, ABC, CBS, NBC, BBC, Telegraph, Guardian.  

Appare nei media alternativi, come Epoch Times e Breitbart

In effetti, la menzogna viene ripetuta come un dato di fatto quasi ovunque, nelle Camere del Congresso, nel Parlamento del Regno Unito, a Wall Street, nei media e nei governi europei ...

venerdì 25 ottobre 2024

Nelle università si insegna ai futuri medici i rischi del cambiamento climatico


Dalla collaborazione fra Università e Big Pharma, nasce la Rete europea per l’educazione al clima e alla salute.

Il progetto mira a educare la futura generazione di medici al trattamento degli “impatti del cambiamento climatico sulla salute”.

Si forma così una nuova figura professionale: il medico climatico.

La Rete comprende 25 università europee, con capofila il rettorato di Glasgow in Scozia, e vede presente per l’Italia il polo di studi di Pavia.

Si tratta solo di un inizio, perché “la Rete invita altre università in tutta Europa a impegnarsi a formare la prossima generazione di medici sull’interconnessione tra clima e salute” ...

venerdì 30 agosto 2024

Servizio Tg2 Ucraina 2016: "Donetsk e Lugansk bombardate dal governo filo-occidentale, 9mila morti e 1.500.000 di profughi verso la Russia" -

Un completo cambio di narrazione ha avuto luogo in questi anni, da quando all'epoca si dava contro al governo filo-occidentale che si era insediato dopo la cacciata di Janukovich in seguito agli eventi di Maidan, ad oggi, dove il mondo occidentale e i media 'tifano' per Zelensky nella guerra contro la Russia.

Trascrizione del servizio RAI (video integrale sotto):

"Immagini che sembrano lontane un secolo, 2012, l'aeroporto di Donetsk, simbolo di ospitalità costruito per gli europei di calcio, fiore all'occhiello dell'allora Ucraina unita, due anni dopo drastico cambiamento di scena: i 6 milioni di abitanti del Donbass, il distretto minerario est dell'Ucraina, per lo più di etnia russa, minacciati dal nuovo governo filo occidentale insediatosi a Kiev dopo la cacciata di Yanukovich, indicono un referendum a Donetsk e Lugansk. 
Nascono due repubbliche autonome, sostenute dalla Russia e osteggiate da Europa e America, che si mobilitano a favore di Kiev per riconquistare i due territori ribelli.

"È la guerra violenta, crudele del maggio 2014 ...

sabato 27 aprile 2024

Cosa cresce all’ombra dell’odierno antifascismo?

 di Andrea Zhok

Negli anni del dopoguerra la festività del 25 aprile venne investita di un ulteriore ruolo di compattamento del nuovo arco costituzionale che doveva prendere le distanze dalle ampie rimanenze del regime fascista all’interno delle istituzioni (a partire dalla magistratura). 

In quel periodo e fino a quando quella generazione non si esauriva, dunque fino agli anni ’70 circa, la celebrazione e più in generale la rivendicazione di antifascismo aveva un ruolo politico ben definito: non si trattava semplicemente di una condanna storica, ma di una condanna storica con una funzione politica concreta. 

E che il fascismo meritasse quella condanna era fuor di dubbio, giacché, nonostante alcuni lasciti positivi (la Riforma Gentile, l’IRI), il suo principale lascito alla fine era stata una devastante sconfitta bellica e la sostanziale subordinazione dell’Italia agli USA (subordinazione che, peraltro, nel dopo guerra penalizzò soprattutto il Partito Comunista) ...

lunedì 15 aprile 2024

NATO: è tempo di eliminare il serpente nel giardino degli Stati Uniti

 
 di Tom Luongo

Il trambusto della scorsa settimana a Bruxelles ha visto i ministri degli Esteri della NATO emergere dalle loro buche sottoterra in cerca di cibo ora che il clima si sta riscaldando per la primavera.

E portavano con sé un messaggio: più per loro e meno per noi. Sono pronti a rubarci il cibo dalle bocche, i figli dalle nostre case, per dare all’Ucraina l’aiuto di cui ha bisogno e sconfiggere la Russia in una guerra che solo loro vogliono.

Per raggiungere questo obiettivo strangolerebbero il processo politico interno; tradirebbero il loro ruolo di diplomatici parlando con lingue biforcute, confondendo le condizioni del dialogo con la Russia e porre fine ai combattimenti.

Il messaggio della politica estera della NATO è semplice: “Prima facciamo la guerra, poi parliamo”. I fatti sul campo non contano; i deficit di bilancio non contano; il crollo del sostegno pubblico all’Ucraina non ha importanza. Tutto ciò che conta è ciò che vogliono queste persone.
E vogliono la guerra, ma allo stesso tempo non ammetteranno mai che questo è esattamente ciò che vogliono ...