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mercoledì 27 maggio 2026

La Cina ha reso manifesta la fine dei giochi in Iran?

  di Tom Luongo

Ormai da settimane assistiamo a una farsa sullo Stretto di Hormuz. È aperto? È chiuso? È più lo Stretto di Schrödinger che altro, ovvero entrambe le cose contemporaneamente.

L'ambiguità è il punto centrale dell'esercizio. Non si possono scrivere titoli di giornale, influenzare i mercati petroliferi e alimentare la dissonanza cognitiva di chi odia Donald Trump se lo Stretto è, o in un modo o nell'altro, aperto o chiuso.

Sebbene questa ambiguità abbia un valore strategico, tale valore è soggetto a un decadimento temporale, come nel caso di un'opzione.
Esistono date specifiche nel futuro che ne faranno rapidamente diminuire il valore.

Anche la funzione temporale per la valutazione delle opzioni non è affatto lineare. È pari a zero per un lungo periodo, poi negli ultimi trenta giorni del contratto la funzione temporale diventa più rilevante, fino a quando il valore del contratto non è essenzialmente zero, a seconda di quanto ci si discosta dallo strike price.
Più ci si allontana da esso, più aggressiva diventa la funzione di decadimento temporale sul valore dell'opzione (suggerimento: non fate trading con le opzioni, la maggior parte delle persone non è brava, me compreso).

Lo stesso principio di base si applica alle crisi politiche... 

venerdì 1 maggio 2026

Hormuz. Non solo petrolio, bloccato anche l'elio che serve l'IA delle big tech

Dal Golfo ai semiconduttori, la guerra con l’Iran minaccia il cuore dell’economia digitale. Non contano soltanto il petrolio, il gas o le rotte marittime. Esistono materie prime meno note, che però reggono interi sistemi industriali e tecnologici. L’elio è una di queste.

Un articolo di “La Rivista Intelligente” ricorda che dallo stretto passa anche il gas prodotto principalmente dal Qatar: duecento contenitori criogenici di elio, del valore di circa un milione di dollari ciascuno, sono bloccati nel Golfo Persico.

Dallo Stretto di Hormuz passano non soltanto petrolio e fertilizzanti ma passa anche un gas insostituibile per raffreddare i macchinari che producono i semiconduttori: l’elio. Lo ricorda un interessante articolo su La Rivista Intelligente a firma Patrizia Tenda. L’elio, noto ai più per essere utilizzato nel riempimento dei palloncini, ha la sua applicazione principale in criogenia: principalmente per raffreddare i magneti superconduttori per imaging a risonanza magnetica. 
Non solamente: pressurizza i serbatoi di carburante dei razzi e serve per altre applicazioni nei sistemi di propulsione nel settore aerospaziale. Il grande acceleratore di particelle del Cern dipende da sistemi criogenici all’elio. Problema numero uno: non esiste sostituto per l’elio. Il problema numero due è che l’elio è raro, perché non può essere prodotto o sintetizzato. 
Per accumularsi gli servono milioni di anni...

martedì 24 marzo 2026

Il caro energia è un intoppo per l’intelligenza artificiale, ecco perché

di Maurizio Carmignani

C'è un paradosso che pochi hanno ancora messo a fuoco: l’economia digitale più avanzata della storia dipende, in misura crescente, da un combustibile fossile. 

Proprio questa dipendenza potrebbe mettere i freni al boom dell’intelligenza artificiale che ha trainato i mercati globali nel 2025.


Un documento che, sotto la superficie dei numeri sul commercio mondiale, contiene un avvertimento preciso per chi investe, decide e governa...

mercoledì 18 marzo 2026

Gli alti costi ambientali della guerra in Iran

L’Osservatorio sui conflitti e l’ambiente, fino al 10 marzo scorso, in pochi giorni di guerra ha censito 232 azioni belliche a forte rischio ambientale, per la maggior parte in Iran ma anche in Iraq, Giordania, Israele, Kuwait, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Arabia Saudita e Oman.

Nell’ennesimo dramma mediorientale, la guerra scatenata il 28 febbraio 2026 da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, è difficile identificare l’aspetto più drammatico. 

La morte dei bambini, la possibile disgregazione di un grande Paese dalla storia millenaria, la distruzione di un sistema produttivo su cui comunque contano 90 milioni di abitanti, l’ulteriore stretta repressiva che potrebbe derivare da un regime che si sente alle strette, lo sconvolgimento economico globale causato dallo scontro in un’area tanto decisiva per gli approvvigionamenti energetici…