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mercoledì 18 marzo 2026

Gli alti costi ambientali della guerra in Iran

L’Osservatorio sui conflitti e l’ambiente, fino al 10 marzo scorso, in pochi giorni di guerra ha censito 232 azioni belliche a forte rischio ambientale, per la maggior parte in Iran ma anche in Iraq, Giordania, Israele, Kuwait, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Arabia Saudita e Oman.

Nell’ennesimo dramma mediorientale, la guerra scatenata il 28 febbraio 2026 da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, è difficile identificare l’aspetto più drammatico. 

La morte dei bambini, la possibile disgregazione di un grande Paese dalla storia millenaria, la distruzione di un sistema produttivo su cui comunque contano 90 milioni di abitanti, l’ulteriore stretta repressiva che potrebbe derivare da un regime che si sente alle strette, lo sconvolgimento economico globale causato dallo scontro in un’area tanto decisiva per gli approvvigionamenti energetici…

martedì 30 dicembre 2025

Botti di Capodanno, rischi per gli animali: i consigli dei veterinari

 Un cane è morto per i botti di Capodanno a Firenze: il suo cuore ha ceduto per lo spavento. Era un ospite de ‘Il Parco degli Animali’, canile rifugio del Comune di Firenze e sede dell’Ufficio per i Diritti degli Animali. 

Il post su Facebook che ha comunicato la notizie ha subito ricevuto centinaia di commenti di dispiacere e di critica a chi fa esplodere petardi e botti. Un tema che torna ciclicamente ogni Capodanno. 

Il Wff ha lanciato un appello per fermare i botti e sostituirli con opzioni a basso rumore o giochi di luci: un gesto a tutela delle persone fragili, degli animali e anche dell’ambiente. 

Mentre i veterinari diffondono consigli su come tutelare gli animali domestici..  

venerdì 18 luglio 2025

Vostro Onore, la CO2 non è un inquinante

 

L'anidride carbonica – circa un chilo di quella che ognuno di noi espira ogni giorno – è un inquinante? E le catastrofi stanno aumentando a causa delle maggiori concentrazioni di questo gas? La fisica, insieme ad altre branche della scienza, dice di no.

Ciononostante, in una storica sentenza della Corte Suprema del 2007 ha stabilito che l'EPA aveva l'autorità per regolamentare i gas serra, innescando una serie di azioni normative che prendono di mira i combustibili fossili in quanto emettitori di un gas pericoloso e promuovono l'energia "verde" come soluzione. Questa sentenza, nota come "Endangerment Finding", ha stabilito che l'anidride carbonica era un "inquinante" che sta pericolosamente riscaldando l'atmosfera e gli oceani, portando a una catastrofe climatica.

Ora (2022- NdC), la Corte Suprema è pronta a rivedere la sentenza risalente a 15 anni fa, il 28 febbraio. Non importa se, secondo John Dingell, coautore del Clean Air Act, il Congresso non abbia mai avuto intenzione di far sì che l’EPA regolamentasse i gas serra...

domenica 8 dicembre 2024

Gli aerei di oggi (con le loro scie) inquinano di più di quelli vecchi?


“Una ricerca giunge a una conclusione sorprendente: gli aerei moderni inquinerebbero di più di quelli vecchi a causa delle loro scie.”

Così improvvisamente si torna a parlare di inquinamento atmosferico, mentre prima si parlava di vapore acqueo innocuo per quanto riguarda le strisce degli aerei. E scrivono:
Meglio un vecchio aereo che in volo produce tanta anidride carbonica o uno moderno che ne produce di meno? 
La risposta sembrerebbe proprio ovvia, anche perché molto si è fatto per contenere gli usi dei carburanti che producono riscaldamento nell’atmosfera terrestre. 
Eppure non è così scontato.

Nel complesso. Secondo un nuovo studio pubblicato su Environmental Research Letters, infatti, i moderni aerei commerciali che volano ad altitudini elevate creano scie di condensazione (che fanno tanto parlare i complottisti) che hanno un forte impatto sul riscaldamento del pianeta. 
Questo accade soprattutto perché a quelle quote, dove l’atmosfera è più “calma”, le loro scie persistono più a lungo rispetto a quelle che si formano con gli aerei più datati che volano più in basso ..

venerdì 2 agosto 2024

I beluga del San Lorenzo

di Pierre Béland 

Per quanto dichiarati specie protetta, questi cetacei non riescono ad aumentare di numero, poiché sono falcidiati da patologie dovute al gravissimo inquinamento di origine industriale.

Nel 1535, durante il suo secondo viaggio in America, l'esploratore francese Jacques Cartier risalì il fiume San Lorenzo, guidato da due indiani. Superata la confluenza del fiume Saguenay, venti contrari e correnti di marea gli impedirono per tutto il giorno di proseguire il viaggio e lo costrinsero a gettare l'ancora, al calar della notte, nei pressi di un'isola in mezzo al fiume; il mattino seguente fu sorpreso nel vedere l'imbarcazione circondata da grossi marsuini bianchi.

Le guide locali dichiararono che quegli animali erano commestibili e che in lingua locale il loro nome era Adothuys. Si trattava di beluga, una specie artica di cetacei che vive da millenni nel fiume San Lorenzo. 

Queste piccole balene provviste di denti si insediarono nel fiume poco dopo il termine dell'ultima glaciazione; con il riscaldamento del clima, il livello dell'Atlantico si sollevò, sommergendo buona parte della costa orientale nordamericana. Le acque andarono a coprire un'area vastissima, che arrivava quasi fino ai Grandi Laghi e ai territori corrispondenti agli Stati di New York e del Vermont. Molte specie di foche e di cetacei si avventurarono in questo mare interno; poi, col tempo, la terraferma riemerse, il bacino si disseccò e si definì il corso del San Lorenzo...

venerdì 23 febbraio 2024

L’inquinamento atmosferico sta cambiando il profumo dei fiori (e gli impollinatori non li riconoscono più)

 
Una nuova ricerca ha messo in luce il fatto che molti fiori sono ricoperti da un inquinante che maschera il loro profumo, confondendo gli insetti.

Secondo una nuova ricerca le sostanze chimiche presenti nell’aria dei comuni combustibili fossili interferiscono con il processo di impollinazione, al punto da modificare l’odore dei fiori. E se questo può avere un impatto minimo su di noi, l’effetto sugli insetti – che non riescono più a individuare i fiori su cui atterrare, soprattutto di notte – è ben più preoccupante.

Il ricercatore Jeff Riffell ha spiegato che l’inquinamento prodotto dall’attività umana sta alterando la composizione chimica dei segnali odorosi critici, alterandola a tal punto che gli impollinatori non possono più riconoscerla e rispondervi.

Riffell e altri scienziati dell’Università di Washington, che hanno pubblicato i loro risultati sulla rivista Science, hanno scoperto che i radicali nitrati, noti come NO3, sono alla base di questo fenomeno di mascheramento del profumo ...

sabato 17 febbraio 2024

Science Report "Alternative 3". Scherzo o mezza verità?


Negli anni '70, in Inghilterra, veniva trasmessa una serie televisiva che si occupava di inchieste sul mondo scientifico, chiamata Science Report.

A metterla in onda settimanalmente era l'emittente britannica Anglia TV. Nonostante fosse seguita da un grandissimo numero di telespettatori, nel giugno del 1977 la trasmissione venne improvvisamente soppressa, dopo la messa in onda di un particolare episodio chiamato 'Alternative 3'.

Quando la programmazione di Science Report fu interrotta dopo la messa in onda dell'episodio intitolato Alternative 3, le proteste dei telespettatori furono molto accese, ma del tutto inutili, perché la trasmissione non fu mai più ripresa.

A chi domandava il perché di una decisione tanto incoerente, anche da un punto di vista commerciale, venne risposto che la cancellazione era stata decisa da tempo e che l'ultima puntata era stata progettata appositamente come uno scherzo per gli spettatori, uno scherzo che doveva andare in onda il primo aprile 1977, ma che poi, per via di alcuni problemi tecnici, era stata posticipata al mese di giugno.

A dimostrazione indicarono che sui titoli di coda era scritto chiaramente 1° Aprile 1977 e che, a differenza delle puntate precedenti, gli scienziati intervistati erano tutti attori.
La versione dei fatti venne confermata anche dal team che aveva preso parte all'episodio, gli stessi attori, il regista, lo sceneggiatore, tutti ...

mercoledì 15 marzo 2023

Auto elettriche, quanto inquinano realmente le batterie?

 
Tutti stiamo pensando di acquistare una macchina elettrica o ibrida: i media ci rimandano continuamente messaggi e immagini di auto elettriche. 

Sono migliori, non inquinano, sono silenziose, si possono acquistare con notevoli incentivi. 

Veniamo bombardati da immagini di auto elettriche e siamo portati a pensare che possano davvero migliorare la situazione in tema di inquinamento. 

Ma nessuno parla mai delle batterie, che - se non smaltite in maniera corretta - possono diventare delle vere bombe ecologiche.

Ma cosa sono e come sono fatte le batterie delle auto elettriche? ...

mercoledì 18 gennaio 2023

Clima, parla il superfisico: "Emissioni zero? La morte della civiltà"

Le parole di uno dei fisici più stimati al mondo: l’obiettivo emissioni zero sarebbe la fine della civiltà moderna

Abbiamo un nuovo negazionista del clima, almeno per quella frangia politica radical e progressista, che ritiene l’uomo la causa principale del cambiamento climatico in corso. Questa volta è il caso di un fisico, Wallace Manheimer, il quale ha allertato circa la propaganda green, allarmistica e spargipanico, che vede una morte imminente del pianeta Terra.

Il problema è che non si tratta di un fisico qualsiasi, ma di uno scienziato nucleare tra i più importanti e stimati al mondo. Stiamo parlando di un curriculum infinito, in cui spicca un dottorato di ricerca in fisica presso il Mit, una carriera di 50 anni nella ricerca nucleare ed il lavoro presso la Plasma Physics Division dello U.S. Naval Research Laboratory. A ciò, si aggiungono gli oltre 150 articoli scientifici pubblicati.

Dal lato della sua professionalità e competenza, le ultime parole di Manheimer sono state trancianti: l’obiettivo emissioni zero di Co2 sarebbe “la fine della civiltà moderna”, quella che noi oggi stiamo conoscendo. “Ciò che gli storici si chiederanno sicuramente nei secoli futuri è come una logica profondamente errata, oscurata da una propaganda astuta e incessante, abbia effettivamente consentito a una coalizione di potenti interessi speciali di convincere quasi tutti nel mondo che la Co2 dell’industria umana era una pericolosa tossina che distrugge il pianeta”, ha affermato lo stimato fisico, che conclude: “Sarà ricordata come la più grande illusione di massa nella storia del mondo: che la Co2, la vita delle piante, sia stata considerata per un certo periodo un veleno mortale” ...

venerdì 6 gennaio 2023

Auto elettrica, lo studio che cambia tutto: perché inquina di più

Il recente salone mondiale dell'auto a Parigi doveva essere una sorta di concilio ecumenico per sancire il trionfo del dogma: per smettere di inquinare basta cambiare auto. Tutti e pure subito. Emmanuel Macron lo ha proclamato a favore di mondovisione. 

Ma proprio mentre si stava per incoronare la Vettura Elettrica come smacchiatore universale dei veleni atmosferici, sono emersi problemi a iosa. 
Insomma, stringi stringi, con una sintesi alla Fantozzi: l'auto elettrica è una boiata pazzesca. 

Non per chi la compra, che ha pure la sua bella convenienza (lo vedremo). Non per la Cina, che caverà denaro e potere di ricatto dal miraggio della potenza salvifica delle batterie che sono e saranno quasi 15 tutte prodotte dalle aziende di Xi Jin- 10 ping. Non per le banche, che - scrive Le Figaro - hanno trovato nel mercato delle auto elettriche «il nuovo Eldorado» da cui cavare oro, con i clienti invogliati a rabboccare con prestiti (o leasing) su misura i bonus generosamente forniti dai governi di tutta Europa.
È una boiata pazzesca per chi allora? ...

venerdì 7 agosto 2020

Microplastiche, queste sconosciute: “Mancano ancora molte informazioni scientifiche”

Sul tema delle microplastiche non disponiamo ancora di molti dati scientifici, incontrovertibili ed affidabili. 
C’è bisogno di tempo per studiare, di denaro per la ricerca e di uno sforzo sinergico di tutta la comunità scientifica. Nel frattempo quello che si può fare è limitare l’uso della plastica.

Negli ultimi anni e soprattutto negli ultimi mesi il tema delle microplastiche ha invaso le notizie di stampa, a volte con allarmismi ingiustificati.

Non c’è dubbio che il problema dell’inquinamento da plastiche ed in particolare da micro e nano-plastiche sia un tema importante, una sfida che dobbiamo affrontare subito e con tanto sforzo da parte di tutti: ricerca, politica, opinione pubblica.
D’altro canto, però, si tratta di un tema su cui mancano ancora molte informazioni scientifiche chiare, incontrovertibili ed affidabili. 

Ogni giorno esce un nuovo lavoro che conferma o smentisce la presenza delle microplastiche nelle più svariate matrici: oceani, mari, acqua reflua, acqua di falda, alimenti, animali).
Quali sono pertanto le certezze e quali i dubbi su questo tema? ...

venerdì 3 luglio 2020

Tikal, città Maya: acqua contaminata ha indotto il suo abbandono

La civiltà Maya non ci ha ancora svelato tutti i suoi misteri. Probabilmente già esistente sin dal 2000 av.C., si ritiene che avesse conosciuto il suo massimo splendore durante il primo secolo dopo Cristo, ma a partire dal 900 d.C. molte delle grandi città Maya furono abbandonate improvvisamente.
Per una delle più estese, Tikal, forse una parte del mistero può finalmente essere spiegato.


Per oltre 1.000 anni, l’antica città Maya di Tikal è stata importante e ha rappresentato uno dei più grandi e importanti centri urbani mai costruiti da questa enigmatica e duratura civiltà precolombiana.

Alla fine del IX secolo d.C., tuttavia, questa “metropoli” Maya si stava sgretolando. In questo periodo, Tikal e diverse altre città Maya furono abbandonate.

Una nuova analisi svela che l’antico esodo della città potrebbe essere stato indotto da contaminanti tossici.

Un team guidato da scienziati dell’Università di Cincinnati ha analizzato i sedimenti dai bacini all’interno dell’antica città, situata nell’attuale Guatemala, e ha trovato prove di contaminanti tossici che avrebbero reso quella che era l’acqua potabile di Tikal in realtà imbevibile.

Il bacino di acqua contaminato potrebbe aver ucciso migliaia di abitanti (si stima che al culmine della sua espansione fosse abitata da 100.000 persone) e costretto i sopravvissuti a un esodo ...

mercoledì 18 marzo 2020

Coronavirus ed emissioni di CO2, l’aria è più pulita ma non è una buona notizia: perché?

di Redazione Dataroom (Milena Gabanelli)

Il traffico cala ovunque: autostrade, statali e città
Sulla rete autostradale il traffico è calato, nella settimana dal 25 febbraio al 4 marzo, del 18% in media (dati Aspi).

Il traffico pesante è stato stabile con un leggero rialzo, anche perché sono aumentate le vendite online, mentre i veicoli leggeri hanno registrato un meno 20%. Meno auto anche sulle statali e in città.

A Milano le telecamere dell’area B (quella che comprende il solo territorio cittadino) hanno registrato ingressi in calo del 20%, mentre quelle dell’area C hanno registrato una media del 63% in meno dal 25 febbraio al 4 marzo. La media del calo delle città dell’Emilia Romagna è stata del 12%. La riduzione dotale del CO2 da traffico veicolare, secondo una stima dell’Ispra, è stata di 139.960 tonnellate.

La qualità dell’aria migliora

A pulire l’aria ci ha pensato il vento. Sui data Arpa Lombardia, confrontando la media degli inquinanti della la settimana precedente l’emergenza Coronavirus con quella successiva, dal 24 febbraio al 1 marzo, c’è stato un calo di monossido di carbonio, biossido di azoto, biossido di zolfo e Pm10 in tutte le città della Regione Lombardia ...

giovedì 5 dicembre 2019

Negazionisti sarete voi. Intervista a Franco Prodi

Piano col catastrofismo, dice un fisico illustre che ha studiato le nubi per tutta la vita: per il pianeta ci sono più difese in cielo e in terra che in tutte le nostre carbon tax.

Articolo tratto dal numero di novembre del mensile Tempi. (Attenzione, di norma, gli articoli che appaiono sul mensile sono riservati agli abbonati. Per abbonarti, clicca qui.)

Franco Prodi è membro dell’Accademia nazionale delle scienze detta dei Quaranta, è stato professore ordinario di Fisica dell’atmosfera all’Università di Ferrara e ha diretto il Fisbat (Istituto per lo studio della Bassa ed Alta atmosfera) e l’Isac (Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima) entrambi del Consiglio nazionale delle ricerche.

In questo periodo è molto impegnato a rilasciare interviste sulla stampa non specialistica, perché è autorevole rappresentante di quegli scienziati che mostrano scetticismo nei riguardi del catastrofismo climatico.

Professore, se ho capito bene l’Ipcc (Gruppo intergovernativo dell’Onu sul cambiamento climatico) sostiene di essere certo al 95 per cento che l’aumento di temperatura media registrato negli ultimi due secoli è dovuto all’azione umana. Perché questa affermazione è discutibile? ...

sabato 1 dicembre 2018

5 Dicembre 1952, The Big Smoke

Ciò che l'esperienza e la storia insegnano è questo: che uomini e governi non hanno mai imparato nulla dalla storia, né mai agito in base ai principi da essa edotti. 
(Georg Wilhelm Friedrich Hegel)

Il 5 Dicembre 1952 una cortina di smog avvolse le strade di Londra. Nessuno si sorprese, la città era abituata alla cappa grigiastra di inquinamento e nebbia che oscurava il cielo. Probabilmente, per i londinesi, gli effetti collaterali del massiccio utilizzo del carbone erano il prezzo da pagare in cambio dei posti di lavoro legati all'industria e al comfort delle loro abitazioni. 

Ma quel giorno del 1952, quel prezzo lievitò. Ciò che accadde scaturì in uno dei più gravi disastri ambientali del Regno Unito, ricordato con il nome di Big Smoke (il Grande Smog), evento che diede impulso alla moderna coscienza ambientalista.

Il 6 Dicembre il cielo si fece giallo, l'aria divenne fetida e irrespirabile, e la visibilità sulle strade si ridusse a pochi metri. Nessun mezzo fu più in grado di circolare, solo la metropolitana rimase in funzione. Le autorità chiusero scuole, teatri, cinema e aeroporto. Nei giorni che seguirono, la situazione restò pressoché immutata.

Il 10 dicembre il Grande Smog cessò, lasciando dietro di sé un bilancio catastrofico. 150.000 persone furono ospedalizzate, 12.000 morirono in seguito a gravi infezioni dell'apparato respiratorio e/o ipossia per essersi esposte all'aria ....

martedì 27 novembre 2018

Corrispondenze

 Bisogna aver paura solo della viltà.

Le affinità tra le cosiddette apparizioni mariane ed eventi ufologici sono state esplorate. 
Le analisi, però, si sono per lo più concentrate sulle somiglianze fenomenologiche: sono state così messe in luce le analogie formali tra la sedicente Beata Vergine Maria e taluni visitatori, fra la “danza del Sole” e le sfere luminose etc.
Nondimeno, se si focalizza l’attenzione sui contenuti delle profezie mariane per compararli con i messaggi ricevuti da alcuni contattisti, si rilevano somiglianze ancora più strette talora sino ad una perfetta sovrapponibilità.
Proviamo a collazionare i tratti salienti di queste comunicazioni.

Profezie mariane
Formidabili tribolazioni attendono l’umanità, con catastrofi naturali (sic), guerre, carestie.

Profezie aliene
Si prospetta un’era di cataclismi, conflitti, povertà diffusa.

Vaticini mariani
Le avversità dipendono dalla condotta del genere umano che persevera nei suoi peccati e nelle sue trasgressioni della legge divina.

Vaticini alieni
Le sofferenze e le calamità sono dovute ad un’umanità che è recalcitrante a cambiare stile di vita ed a por rimedio ai suoi errori ...

domenica 18 marzo 2018

Io non lucro sulle parole.. non debbo venderti niente.


di Bruno Aliberti 

Io non lucro sulle parole che scrivo e non devo nemmeno venderle. 

Tu preferisci privilegiare chi invece, i libri, oltre a scriverli, li vende per lucrarci, e certamente non come benefattore di verità o dell'umanità, visto che la storia e i fatti degli ultimi 300 anni li contraddicono, non con le parole, che chiunque può sciorinare se è bravo a scrivere, ma con i numeri. 

L'esistenza e l'esigenza di creare delle leggi per evitare il libero sviluppo della popolazione servono per combattere ed evitare l'eugenetica ed i genocidi perpetrati da secoli, nel rispetto di ogni singolo essere umano. 

Far finta che non sia un problema, ed accarezzare l'idea che c'è posto per tutti, con uno sviluppo possibile illimitato su un pianeta limitato, è quanto ci propinano falsamente da sempre, mentre ci uccidono, o meglio uccidono, affamandole ed assetandole, le popolazioni del terzo mondo. 

Oggi, che abbiamo raggiunto la saturazione, per questo modello di vita che ci è stato imposto, hanno deciso di levare di mezzo una bella fetta anche del mondo occidentale. 
E' di tutta evidenza che, il bastardo occidentale, vuole cullarsi sulla falsa verità che lo sviluppo possibile sia illimitato, ritenendo che andranno ancora a stuprare uccidere e distruggere "gli altri"...

sabato 6 maggio 2017

Seawer, un sistema innovativo per la pulizia degli oceani


Sarebbe urgente uscire dalla trappola del consumo frenetico, che serve soltanto a rinforzare e garantire un valore al "dio denaro", ma non a migliorare l'esistenza degli uomini. Produrre e consumare oggetti destinati a rompersi nell'arco di poco tempo (ved. Obsolescenza Pianificata) - con la conseguenza dello spreco inutile e dell'accumularsi di spazzatura che sta soffocando il nostro pianeta - è un atteggiamento le cui conseguenze, benché decisamente minacciose, non sono ancora ben chiare a tutti. Così come non è sempre chiaro che è altrettanto urgente iniziare a pulire ciò che abbiamo insudiciato. Bisogna cambiare rotta, investire denaro in modo intelligente, fornire lavoro utile e prendere coscienza del fatto che abbiamo compromesso gravemente la vita di milioni di creature terrestri, comprese le nostre ..
Catherine


I marinai che solcano le acque del Pacifico lo sanno bene: sempre più frequentemente si trovano a navigare in un vero e proprio mare di spazzatura, originato dal fatto che ogni anno milioni di tonnellate di rifiuti plastici finiscono negli oceani, arrivando a formare vere e proprie isole di pattume non biodegradabile denominate GPGP, Great Pacific Garbage Patch.

Alcune di queste sono di dimensioni superiori ad un paese come la Francia e, guidate dalle correnti oceaniche, hanno più volte compiuto il giro del mondo costituendo una grave minaccia per migliaia di animali marini e per l’ecosistema. I rifiuti navigano talmente compatti, com’è visibile nella foto aerea a corredo, da impedire all’aria ed alla luce del sole di penetrare nell’acqua, con tutte le immaginabili nefaste conseguenze ...

lunedì 25 aprile 2016

Geoingegneria, le 15 domande a Giorgio Pattera

0) La domanda prima non può che essere ovvia per chi non la conosce, chi è Giorgio Pattera?

Giorgio Pattera è nato a Parma il 20 maggio 1950.
TITOLI di STUDIO:

- Diploma di Maturità Classica (Liceo-Ginnasio Statale <<G.D.Romagnosi>>; Parma, 1969)
- Diploma di Tecnico di Laboratorio di Indagini Cliniche (Ospedali Riuniti di Parma, 1975)
- Certificato d’Idoneità di Tecnico di Laboratorio Coordinatore (Liv. VII) c/o l’Istituto
- Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia (Brescia, 1990)
- Diploma di Laurea in Scienze Biologiche (Università degli Studi di Parma, 1990)
- Diploma di Abilitazione all’Esercizio della Professione di BIOLOGO (Università degli Studi di Parma, 1992)
- Iscrizione all’Ordine Nazionale dei Biologi – Elenco Speciale n.° 006792 (Roma, 1995)
Nel 1988 riceve dal Prefetto di Parma il Decreto Provinciale di Guardia Ecologica Giurata Volontaria e nel 2000, ottiene il riconoscimento dell’Assessorato Regionale Ambiente dell’Emilia-Romagna, per la permanenza ultradecennale nel volontariato del Servizio di Vigilanza Ecologica.
Dal settembre 2004 è iscritto all’Albo dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti di Bologna.
Ha iniziato l’attività lavorativa all’Istituto di Microbiologia dell’Università Cattolica “S.Cuore” di Roma, presso il Policlinico “GEMELLI” e successivamente come Tecnico di Laboratorio c/o Ospedale Civile di Fidenza.
Infine ha prestato servizio per oltre 35 anni presso i Laboratori d’Analisi dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, con la qualifica di Tecnico d’Indagini Bio-Mediche. In un secondo tempo è stato distaccato nella Direzione Sanitaria dell’Ospedale “Maggiore”, ove ha ricoperto la funzione di Capo-Tecnico Coordinatore...

mercoledì 29 gennaio 2014

Mayday Mayday... Houston avete un problema

Fantascienza, anticipazione?
Oppure realtà? ..
Catherine


di Bruno Aliberti

Houston: Avete un problema?

Apollo: No, Voi avete un problema. E da qui, si vede benissimo.

H: che problema?

A: State consentendo una progressione geometrica della razza umana, inaccettabile per le risorse del pianeta Terra. Vi siete persi le nozioni matematiche di base su come cresce la popolazione, se consentite a tutti di fare più di 2 figli?

H: Continua. Siamo in ascolto.

A: Basta già il numero 3 per mettere in crisi il sistema. Due famiglie che mettono al mondo 3 figli ciascuna, 3 maschi e 3 femmine che poi si accoppieranno tra di loro, ed in meno di 25 anni vi ritroverete con la popolazione più che raddoppiata (2 + 3 = 5), ed in 50 aumentata di 6 volte (2 + 3 + 9 = 14). Con 3 generazioni costantemente in vita, siete fottuti. Si scanneranno e si mangeranno.

H: Nessun problema, ci abbiamo pensato e trovato il sistema per una crescita controllata.

A: ah si, bene. E come avete fatto? ...