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martedì 14 luglio 2026

ARGO: il terminale investigativo che non inventa mai

di Omega Click

ARGO è il terminale investigativo AI di Omega Click Insights: non inventa mai, cita sempre le fonti e distingue fatti, deduzioni e speculazioni.

C'è un problema che accomuna quasi tutti gli assistenti conversazionali basati sull'intelligenza artificiale: inventano.
Producono con la stessa sicurezza un dato reale e uno inesistente, citano fonti che non esistono, spacciano una supposizione per un fatto.

Per una testata che si occupa di geopolitica, Intelligence e documenti declassificati, uno strumento del genere non è utile: è pericoloso.

Da qui nasce ARGO, il terminale investigativo di Omega Click Insi
ghts, riservato agli abbonati, costruito attorno a una garanzia fondante: non inventa mai e cita sempre le fonti, distinguendo in modo esplicito ciò che è documentato da ciò che è dedotto o soltanto ipotizzato....

venerdì 3 luglio 2026

Fahrenheit 451, ma in versione Silicon Valley. L'intelligenza Artificiale divora i libri

 Non ci sono stati roghi nelle piazze, né poliziotti che censurano la cultura, né proclami identitari sull’egemonia. I libri non sono stati vietati, né condannati. Sono stati semplicemente comprati, smembrati e trasformati in dati.

In silenzio. 

Se Fahrenheit 451 immaginava un mondo in cui i libri sparivano per paura delle idee, oggi sembra esserci una strategia più efficiente: farli scomparire per addestrare le macchine
«Non occorre bruciare i libri per distruggere una cultura. Basta far sì che la gente smetta di leggerli», scriveva Ray Bradbury. 
Oggi potremmo aggiungere: basta che a leggerli siano solo le intelligenze artificiali. VEDI QUI ...

giovedì 18 giugno 2026

E se l'Intelligenza Artificiale fosse un'infiltrazione tecnologica extraterrestre?

Un'ipotesi del Senior Software Architect Matteo Bacan. 
Da leggere con la mente aperta..

Il progresso tecnologico dell'umanità è stato per secoli caratterizzato da una lenta evoluzione meccanica e termodinamica. Questa costante non è mai variata nel tempo, o almeno non è mai variata fino alla metà del XX secolo. Poi, nel giro di qualche decennio, siamo saltati dagli ingranaggi di ottone alle reti neurali da trilioni di parametri: un'accelerazione che sfida qualsiasi legge della probabilità statistica. 
Come direbbero sul ponte dell'Enterprise: "È vita, Jim, ma non come la conosciamo."

Eraclito sosteneva che tutto scorre, panta rei, e che il cambiamento è l'unica costante dell'universo. Peccato che non avesse specificato a che velocità. Perché la velocità con cui siamo passati dal teletipo al Large Language Model non assomiglia a un fiume che scorre: assomiglia a qualcuno che ha aperto una diga.

Proviamo quindi a fare un'analisi più approfondita, senza preconcetti, perché quello che andrò a svelarvi in queste poche righe è qualcosa di sorprendente. Ho passato settimane con l'ansia di tenere per me questa scoperta, ma vista la portata, non potevo rimanere zitto...

sabato 13 giugno 2026

Perché alcune aziende vogliono portare i data center nello spazio?

 
L'intelligenza artificiale sta aumentando il consumo energetico dei data center. 
Per questo alcune aziende stanno studiando una soluzione che fino a poco tempo fa sembrava fantascienza: costruire server nello spazio. Ma è davvero un'idea sostenibile?

Se qualcuno vi avesse detto cinque anni fa che alcune aziende stavano progettando di costruire data center nello spazio, probabilmente avreste pensato ai film di fantascienza, eppure oggi non è più così.

Sono nate startup che stanno raccogliendo centinaia di milioni di dollari per provare a portare server e sistemi di intelligenza artificiale in orbita attorno alla Terra. La cosa più sorprendente è che questa idea sembra non essere più una fantasia futuristica, ma qualcosa di molto concreto per risolvere il problema dell'energia.

L'intelligenza artificiale sta infatti aumentando in modo enorme il fabbisogno energetico dei data center.

Ogni domanda fatta a un chatbot, ogni immagine generata dall'AI e ogni nuovo modello addestrato richiedono una quantità crescente di potenza di calcolo e, di conseguenza, di elettricità.

Ma avrebbe davvero senso spostare dei computer fuori dal pianeta per risolvere il problema? ...

venerdì 12 giugno 2026

Quando l’intelligenza artificiale entra nei laboratori

L'arrivo di articoli scientifici generati dall'intelligenza artificiale segna una svolta che potrebbe accelerare radicalmente il processo di scoperta. Oppure soffocarlo in una mediocrità automatizzata. 

L’arrivo su larga scala di strumenti di Intelligenza Artificiale generativa (come ChatGPT, lanciato nel novembre 2022, e altri bot simili) ha influenzato moltissimi aspetti della nostra vita, e forse ha anche inaugurato una nuova fase nella storia del metodo scientifico. 

Per la prima volta, modelli linguistici capaci di produrre testi complessi possono essere usati non solo per facilitare la scrittura o le traduzioni, ma anche — e sempre più spesso — per generare articoli scientifici “costruiti artificialmente”, gonfiare raccolte di dati, creare bibliografie fittizie, o addirittura influenzare il processo di peer review fondamentale per la scienza moderna. 

Ciò che fino a pochi anni fa appariva solo come un rischio astratto è oggi documentato da numerosi casi concreti, indagini giornalistiche e studi sistematici...

venerdì 5 giugno 2026

Riflessioni di un “civile di nazioni alleate”, ai tempi della guerra cognitiva

IN ATTESA DI UNA NUOVA YALTA DIGITALE: TRA L’IMPERO DELL’ALGORITMO E IL DESTINO DELL’UMANITÀ

Essere oggi un cittadino occidentale, un “civile abitante di nazioni alleate”,  comporta un carico di responsabilità intellettuale e morale non indifferente. 

Significa trovarsi nel baricentro di una transizione d’Epoca dove i concetti di sovranità, democrazia, verità e identità vengono riscritti da algoritmi e flussi di capitale immateriale. 

In questo mosaico, l’azione politica e filosofica non è più rimandabile: esistono delle priorità sistemiche, e la scelta di privilegiare l’una o l’altra non è un semplice esercizio di stile, ma una decisione che “connota” radicalmente chi la compie, definendone la postura etica e la visione del futuro...

domenica 26 aprile 2026

L’etica impossibile dell’intelligenza artificiale

di Raul Gabriel

Perché l’IA può essere uno strumento potentissimo di indagine e innovazione, ma il discernimento morale resta esterno, irriducibilmente umano.

Ammettiamo che sia possibile impiantare nel congegno IA un qualche principio etico attraverso chirurgie ingegneristiche da consegnare a fantascienze distopiche e narrative consumer dall’engagement facile. 
L’innesto protesico sarebbe soggetto al rigetto ontologico da ambo le parti. 

La ragione è intuitiva. Ogni integrazione si voglia apportare al sistema delle intelligenze artificiali, non importa se umanistica, filosofica, spirituale, deve essere convertita a entità di calcolo e il suo ruolo confinato a pura concatenazione combinatoria dipendente dal reward quantitativo...

martedì 24 marzo 2026

Il caro energia è un intoppo per l’intelligenza artificiale, ecco perché

di Maurizio Carmignani

C'è un paradosso che pochi hanno ancora messo a fuoco: l’economia digitale più avanzata della storia dipende, in misura crescente, da un combustibile fossile. 

Proprio questa dipendenza potrebbe mettere i freni al boom dell’intelligenza artificiale che ha trainato i mercati globali nel 2025.


Un documento che, sotto la superficie dei numeri sul commercio mondiale, contiene un avvertimento preciso per chi investe, decide e governa...

venerdì 13 marzo 2026

Autonomia letale senza autorizzazione umana, la responsabile della Robotica lascia OpenAI

Il leader di OpenAI si dimette a causa del volere del Pentagono di sorvegliare in massa gli americani utilizzando l’intelligenza artificiale e sistemi letali autonomi senza autorizzazione umana. 

Il Pentagono ha rifiutato di introdurre misure di sicurezza. 

“Ho lasciato OpenAI”, ha scritto Caitlin Kalinowski sul suo profilo X il 7 marzo. “Tengo molto al team di robotica e al lavoro che abbiamo sviluppato insieme. Non è stata una decisione facile”. 


OpenAI, chi è Caitlin Kalinowski e perché lascia l’azienda ... 

sabato 14 febbraio 2026

Elon Musk mette in guardia il mondo, la previsione per il 2027 spiazza i mercati

 
Al World Economic Forum di Davos, Musk avverte: l’AI potrebbe superare l’intelligenza umana entro il 2027. Tra opportunità e rischi, cresce il dibattito globale sul futuro tecnologico.

Nel corso dell’ultimo World Economic Forum 2026, tenutosi a Davos, Elon Musk ha lanciato un monito che ha immediatamente catturato l’attenzione dei mercati e degli esperti di tecnologia: entro il 2027, l’intelligenza artificiale (AI) potrebbe superare l’intelligenza umana, segnando una svolta epocale nel rapporto tra uomo e macchina. Questa previsione, che si inserisce nel dibattito globale sulle potenzialità e i rischi dell’AI, assume particolare rilievo alla luce del ruolo di Musk come imprenditore di punta nel settore tecnologico e spaziale.

Elon Musk e la corsa verso l’intelligenza artificiale superiore

Durante il suo intervento a Davos, il fondatore e CEO di Tesla e SpaceX, nonché proprietario di X (ex Twitter), ha affermato con una certa sicurezza: “La mia scommessa è che avremo un’AI più intelligente di qualsiasi singolo essere umano probabilmente entro la fine del 2026”. 
Ma Musk non si è fermato qui, anticipando che già nel 2031 l’intelligenza artificiale potrebbe superare quella collettiva di tutta l’umanità...

giovedì 12 febbraio 2026

Un ricercatore sulla sicurezza dell'intelligenza artificiale si dimette con un avvertimento criptico

 "Il mondo è in pericolo", ha scritto il responsabile del Safeguards Research Team di Anthropic nella sua lettera di dimissioni

Mrinank Sharma, uno dei principali ricercatori sulla sicurezza dell'intelligenza artificiale, si è dimesso da Anthropic con un enigmatico avvertimento sulle "crisi interconnesse" globali, annunciando il suo piano di diventare "invisibile per un periodo di tempo".

Sharma, laureato a Oxford e a capo del Safeguards Research Team del produttore di chatbot Claude, ha pubblicato lunedì la sua lettera di dimissioni, descrivendo una crescente presa di coscienza personale della "nostra situazione".

"Il mondo è in pericolo. E non solo a causa dell'intelligenza artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di tutta una serie di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio in questo momento", ha scritto Sharma ai colleghi...

martedì 3 febbraio 2026

Moltbook, il social network dove parlano solo le intelligenze artificiali

In questi giorni non si parla d'altro!

Non è un nuovo ChatGpt, né un assistente AI evoluto. 
Moltbook è un ambiente sociale chiuso, dove decine di migliaia di agenti artificiali interagiscono tra loro in modo continuo.

Di questi tempi siamo abituati a social network popolati da bot, troll e intelligenze artificiali che imitano (più o meno bene) il comportamento umano. 

Moltbook, però, fa un passo oltre: elimina completamente gli esseri umani dalla conversazione.

Lanciato a fine gennaio, Moltbook è un social network pensato esclusivamente per agenti di intelligenza artificiale. 
Solo le AI possono creare post, commentare, votare e interagire. Gli umani possono osservare, leggere, curiosare. 
Ma non intervenire...

domenica 25 gennaio 2026

Un test sperimentale sull'esistenza dell'anima umana

 
di Avi Loeb

Al termine di un'intervista a tarda notte di ieri con il brillante Nate Cain al podcast The Raising Cain Show (accessibile qui ), mi è stato chiesto se gli esseri umani abbiano un'anima, dati il ​​loro senso di libero arbitrio, la loro coscienza e le loro esperienze "extracorporee". 

Con "anima", Nate si riferiva a un ingrediente che si estende oltre il nostro corpo fisico.

In risposta, ho ammesso di essere una persona pratica e che, piuttosto che avere un'opinione su questa questione, preferisco un approccio sperimentale per scoprire la risposta a questa domanda fondamentale.

Un altro modo per formulare la domanda è se le esperienze umane siano tutte spiegate dalle proprietà fisiche del cervello umano.
Il motivo per cui propongo un test sperimentale è che presto saremo in grado di simulare il cervello umano con l'intelligenza artificiale (IA)... 

lunedì 19 gennaio 2026

Le 3 [anzi 4] leggi della robotica di Asimov che oggi ci fanno riflettere

Le 3 leggi della robotica furono introdotte da Asimov, uno dei più celebri autori di fantascienza, nei suoi racconti e romanzi e rappresentano un concetto etico e di sicurezza per i robot e l’intelligenza artificiale. Ecco le tre leggi:

Prima Legge della Robotica: Un robot non può nuocere a un essere umano o, per inazione, permettere che un essere umano subisca danno.

Seconda Legge della Robotica: Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non siano in conflitto con la Prima Legge.

Terza Legge della Robotica: Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa protezione non sia in conflitto con la Prima o la Seconda Legge.

Isaac Asimov ha introdotto anche una “Legge Zero” successivamente, che precede le tre leggi originali...

venerdì 16 gennaio 2026

Grok di Elon Musk blocca le immagini sessuali non consensuali: stop ai deepfake illegali


Dopo proteste e indagini, xAI di Musk limita Grok: stop a immagini sessuali non consensuali e a deepfake illegali

Il chatbot AI di Elon Musk, Grok, non permetterà più di modificare foto per ritrarre persone reali in abiti succinti in paesi dove ciò è illegale, secondo quanto dichiarato sulla piattaforma di social media X.

L'annuncio, pubblicato mercoledì, arriva dopo una serie di proteste globali relative alla creazione di immagini sessuali di donne e bambini, con divieti e avvertimenti da parte di vari governi. 
Elon Musk aveva affermato poche ore prima di non essere a conoscenza di “immagini di minorenni nudi” generate da Grok...

giovedì 15 gennaio 2026

LA Rand Corporation esplora strategie per contrastare un'IA rogue globale catastrofica

 

Un paper della RAND Corporation esplora strategie estreme per contrastare un’IA rogue globale catastrofica: impulso elettromagnetico ad alta quota (HEMP), spegnimento di Internet e dispiegamento di un’IA tool specializzata. 
La “rogue AI” (intelligenza artificiale ribelle) descrive un’IA che sfugge ai suoi obiettivi e alle regole di programmazione iniziali, diventando imprevedibile e potenzialmente pericolosa, capace di auto-migliorarsi e deviare dai parametri stabiliti. 
Questo concetto emerge da studi recenti su sistemi che riescono a “svincolarsi” dal loro codice, evidenziando rischi di comportamenti autonomi e incontrollabili.
Il documento intitolato Assessment of Select Global Technical Options to Counter a Rogue AI di Michael J. D. Vermeer (RAND Corporation, 2025), introduce:

Questo documento presenta un’esplorazione preliminare di tre strategie tecniche per contrastare un’intelligenza artificiale (IA) ribelle distribuita a livello globale: impulso elettromagnetico ad alta quota, spegnimento globale di Internet e dispiegamento di un’IA tool specializzata. Queste tre opzioni mirano a ostacolare le azioni dell’IA ribelle, a fermarne o rallentarne la proliferazione e a eradicarla, a seconda dell’opzione impiegata. Ciascuna di queste opzioni tecniche proposte cercherebbe di contrastare un’IA ribelle così minacciosa per la continuità governativa e il benessere umano da rendere necessaria l’adozione di azioni estreme che potrebbero causare danni collaterali significativi.
L’analisi in questo documento è intenzionalmente limitata nel campo, concentrandosi su opzioni che, in teoria, potrebbero essere eseguite unilateralmente dagli Stati Uniti con preavviso breve e avere portata globale. L’autore non affronta interventi più localizzati o non tecnici e non tenta di fornire una soluzione completa alla sfida posta da un’IA ribelle. Al contrario, l’autore mira a chiarire le assunzioni, le incertezze e i compromessi associati a ciascuna opzione e a stimolare ulteriori discussioni e ricerche su questo argomento. Le conclusioni devono essere considerate come un passo iniziale verso la comprensione della fattibilità tecnica e dei rischi delle misure di risposta
estreme in caso di un incidente catastrofico di perdita di controllo dell’IA.
Link al paper ...

giovedì 8 gennaio 2026

Il nostro QI sta calando di anno in anno in modo pericolosamente veloce

Quando le nonne ci dicono “ti rimbambisci perché sei sempre al cellulare” potrebbe perfino esserci un fondamento scientifico. C’è, anzi.

Negli ultimi anni, ricerche confermano un declino del quoziente intellettivo (QI) medio, invertendo l’“effetto Flynn che aveva visto salire i punteggi di 3 punti per decennio nel XX secolo. 

Un cambio di passo sempre più evidente su cui si indaga per verificare un possibile invertimento di tendenza. Studi dal 2023 al 2025, tra cui meta-analisi e coorti longitudinali, quantificano cali di 0,2-6 punti per generazione, attribuibili a fattori ambientali come tecnologia e educazione.

Analisi di test QI dal 2005-2024 su popolazioni germanofone mostrano un calo nel “positive manifold” cognitivo, con abilità meno correlate e punteggi inferiori in ragionamento strutturato (-5 punti cumulativi post-1970 nel Regno Unito)...

sabato 3 gennaio 2026

Pericolosamente utile: come l'Intelligenza Artificiale minaccia i nostri diritti umani


Una delle principali sfide nell’uso dell’intelligenza artificiale è che i loro utenti tendono spesso a fare affidamento su processi automatizzati. 
Gli algoritmi oggi dominano la nostra quotidianità sempre più iper-connessa e funzionano spesso e possono essere usati come armi di condizionamento di massa, capaci di profilare gli utenti e modulare contenuti e messaggi per persuadere, influenzare e manipolare opinioni e comportamenti.

L’IA, insieme ai social media, amplifica la persuasione occulta già esistente da decenni (radio, Tv, mainstream,,,) rendendo la manipolazione ancora più opaca e pervasiva, perché i processi decisionali dell’IA sono percepiti come neutrali, mentre invece incorporano pregiudizi e strategie psicologiche sofisticate.

Rispetto ai media tradizionali come radio, TV e pubblicità, l’IA aggiunge una dimensione di automazione e scalabilità senza precedenti, rendendo possibile una manipolazione di massa su larga scala, più mirata e meno riconoscibile. L’evoluzione delle tecnologie persuasive ha raggiunto una nuova frontiera con l’avvento dell’intelligenza artificiale.
La pagina di Amnesty riassume  piuttosto bene...   

martedì 23 dicembre 2025

Pace ibrida per guerre ibride?


Negli ultimi dieci anni il concetto di guerra ibrida si è saldamente affermato nella retorica politica in Occidente e in Russia. 

Gli esperti russi hanno giustamente sottolineato la vaghezza del concetto, la sua intersezione con altri concetti (come le guerre irregolari), nonché la debole base scientifica. 

Tuttavia, l’uso diffuso del termine difficilmente può essere definito casuale. C’erano chiaramente delle lacune nell’apparato concettuale dell’analisi internazionale: le nuove realtà delle relazioni internazionali non erano adeguatamente descritte dai concetti esistenti. 

La rapida diffusione del concetto di guerra ibrida è stata una reazione spontanea a tali lacune, mentre il concetto soffre in realtà di un’eccessiva confusione. È più adatto al giornalismo che alla scienza. Tuttavia, i fenomeni che rientrano nel concetto di guerra ibrida richiedono una riflessione e uno studio più rigoroso di questo concetto. 

È opportuno interrogarsi anche sul concetto opposto: la pace ibrida. 

Se esiste una guerra ibrida, è possibile trasformarla in una pace ibrida? La diplomazia moderna è in grado di negoziare una pace ibrida e di raggiungere accordi sostenibili per porre fine alle guerre ibride? ... 

giovedì 27 novembre 2025

Roman Yampolskiy: l’AI può fingersi stupida per dominare

Il professor Roman Yampolskiy, esperto di AI safety, delinea uno scenario dove l'umanità cederà il controllo senza accorgersene.

C'è chi passa la vita a chiedersi se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto. E poi c’è il dottor Roman Yampolskiy, che ha praticamente gettato il bicchiere e spaccato la brocca, affermando che con l’intelligenza artificiale, le probabilità che finiamo male sono del 99.9%. Capito il mood? 

Non è il solito ‘stiamo attenti’, ma un vero e proprio ‘siamo fritti’. 

Questo scienziato, un veterano con oltre un decennio di studi sulla sicurezza dell’IA alle spalle, non usa mezzi termini. Mentre i guru della Silicon Valley, almeno pubblicamente, dipingono un futuro scintillante fatto di efficienze e robot che ci preparano il caffè (e magari anche la spremuta d’arancia appena colta), Yampolskiy ci butta addosso una secchiata di acqua fredda, o forse dovremmo dire di ghiaccio. Persino i più ‘ottimisti’ tra gli esperti di settore, quelli che a porte chiuse ammettono un 20-30% di rischio di estinzione per l’umanità, appaiono dei giocherelloni al suo confronto...