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martedì 23 dicembre 2025

Pace ibrida per guerre ibride?


Negli ultimi dieci anni il concetto di guerra ibrida si è saldamente affermato nella retorica politica in Occidente e in Russia. 

Gli esperti russi hanno giustamente sottolineato la vaghezza del concetto, la sua intersezione con altri concetti (come le guerre irregolari), nonché la debole base scientifica. 

Tuttavia, l’uso diffuso del termine difficilmente può essere definito casuale. C’erano chiaramente delle lacune nell’apparato concettuale dell’analisi internazionale: le nuove realtà delle relazioni internazionali non erano adeguatamente descritte dai concetti esistenti. 

La rapida diffusione del concetto di guerra ibrida è stata una reazione spontanea a tali lacune, mentre il concetto soffre in realtà di un’eccessiva confusione. È più adatto al giornalismo che alla scienza. Tuttavia, i fenomeni che rientrano nel concetto di guerra ibrida richiedono una riflessione e uno studio più rigoroso di questo concetto. 

È opportuno interrogarsi anche sul concetto opposto: la pace ibrida. 

Se esiste una guerra ibrida, è possibile trasformarla in una pace ibrida? La diplomazia moderna è in grado di negoziare una pace ibrida e di raggiungere accordi sostenibili per porre fine alle guerre ibride? ... 

lunedì 6 marzo 2023

“BLACKOUT La transizione ecologica e la deriva dell’Occidente”. Il nuovo libro di Ilaria Bifarini

 
Dopo un lungo periodo di penetrazione nell’immaginario collettivo, una narrazione ansiogena e catastrofista in ogni campo, da quello sanitario a quello ecologico, sembra oggi prendere il sopravvento in Occidente. 

Dalla cultura della cancellazione all’ambientalismo ideologico, il fattore comune è la volontà di resettare l’essere umano attraverso l’espiazione dei peccati e delle nefandezze di cui si sarebbe macchiato secondo i nuovi canoni di giudizio morale.

Ma se questa ideologia colpevolizzante e apocalittica, grazie a una capillare opera di propaganda, fa presa sulle popolazioni occidentali dove una fetta importante, sebbene numericamente non maggioritaria, subisce un processo di massificazione e adesione fideistica al nuovo Verbo, altrove le cose stanno diversamente ...

venerdì 24 febbraio 2023

Dialogo, unica via d'uscita dalla guerra: i dodici punti del piano di pace cinese

 
Si può riassumere molto brevemente. 

Chi vuole la guerra fornisce armi. 
Chi vuole la pace invia diplomatici.

Di Luca Boccia 

Per la prima volta, Pechino prende una posizione esplicita. Il ministero degli Esteri cinese ha diffuso il documento con le proposte per mettere fine alla guerra in Ucraina. Ma nel tentativo di accontentare tutti restano suggerimenti generici

A un anno esatto dall’invasione russa, per la prima volta la Cina prende una posizione esplicita sulla guerra in Ucraina.
Lo fa dopo essere stata più volte chiamata in causa dai due fronti opposti, in un muro contro muro che non ammette spazi negoziali. Lo fa pubblicando un documento in 12 punti che invece mette al centro il dialogo come unica via d’uscita dalla crisi. E che il ministero degli Esteri cinese rende noto al termine di una lunga e complessa missione del suo massimo diplomatico, il capo della commissione Affari Esteri del Partito Comunista Wang Yi.

Un piano ambizioso nelle intenzioni e forte del peso politico di cui gode in questa fase Pechino – e che tuttavia nella riproposizione generica di posizioni già note sembra deludere le aspettative, rischiando di incontrare lo scetticismo incrociato delle due parti in guerra e dei loro alleati ...

mercoledì 5 ottobre 2022

Il mondo si regge sulla fiaba del dittatore pazzo

L'articolo è del 2013. Ogni riferimento a persone o a fatti odierni è puramente casuale! 
Catherine


Il caso della Corea del Nord sta diventando un'ulteriore dimostrazione del fatto che non esiste un'opposizione al sistema imperialistico statunitense, né nel sedicente Occidente, né nell'ambito dei Paesi cosiddetti emergenti. A tutta la propaganda ufficiale non ha fatto riscontro alcun elemento di critica, persino delle assurdità più evidenti.

Non ci viene infatti spiegato come un Paese che soffrirebbe la fame da oltre sessanta anni, 
possa avere oltre 24 milioni di abitanti in un territorio che è circa la metà di quello italiano. 

Nessuno poi nota il ridicolo che questa propaganda sulla fame nella Corea del Nord provenga proprio da chi, per decenni, ha imposto a quel Paese sanzioni economiche sempre più dure ...