martedì 3 febbraio 2026
Moltbook, il social network dove parlano solo le intelligenze artificiali
martedì 23 dicembre 2025
Pace ibrida per guerre ibride?
Gli esperti russi hanno giustamente sottolineato la vaghezza del concetto, la sua intersezione con altri concetti (come le guerre irregolari), nonché la debole base scientifica.
Tuttavia, l’uso diffuso del termine difficilmente può essere definito casuale. C’erano chiaramente delle lacune nell’apparato concettuale dell’analisi internazionale: le nuove realtà delle relazioni internazionali non erano adeguatamente descritte dai concetti esistenti.
La rapida diffusione del concetto di guerra ibrida è stata una reazione spontanea a tali lacune, mentre il concetto soffre in realtà di un’eccessiva confusione. È più adatto al giornalismo che alla scienza. Tuttavia, i fenomeni che rientrano nel concetto di guerra ibrida richiedono una riflessione e uno studio più rigoroso di questo concetto.
È opportuno interrogarsi anche sul concetto opposto: la pace ibrida.
lunedì 1 settembre 2025
"La generazione ansiosa" di Jonathan Haidt: analisi di un’emergenza
martedì 28 marzo 2023
Mostrare danneggia l'essere
martedì 19 gennaio 2021
Guerrieri o vittime?
di Tiziano Cerulli
E' un fenomeno di moda sui Social Network, come Facebook, il “lamento” diffuso o la pubblicazione di immagini e contenuti lamentosi, con annessa esclusione o bloccaggio del profilo degli utenti che non appoggiano o avvalorano la tesi del: “il mondo è uno schifo e le persone sono cattive, tranne me che sono una povera vittima e nessuno mi comprende”.
La dinamica psicologica è la seguente: sono arrabbiato per qualcosa che mi è successo e invece di fermarmi a pormi delle domande sulla mia vita o a raccogliermi in meditazione mi sfogo scrivendo un post tragico/drammatico sulla gravità della mia situazione o su quella che penso sia la realtà:
sabato 16 gennaio 2021
Parliamo digitando, leggiamo chattando
martedì 15 settembre 2020
Ossessioni strane: ho scoperto di essere felicità dipendente
Qualche giorno fa ho letto un articolo interessante, anzi, di più. A proposito del “glorioso sogno Americano”, a proposito di avanguardia, di genio, di cultura e intrattenimento, sapete che negli Stati Uniti vivono le persone meno felici del mondo sviluppato?
“So here’s this country that prioritizes and values happiness — it’s there in the nation’s founding documents — but the people are not particularly happy”
Ruth Whippman, “America the Anxious: How Our Pursuit of Happiness is Creating a Nation of Nervous Wrecks,”
Già, proprio loro, quelli che esportano novità, tecnologie e fiumi di cultura. Proprio loro che danno così tanta importanza al benessere, proprio loro che lanciano nuove tecniche di guarigione, di spiritualità ecc. alla fine sono i più infelici...
sabato 11 gennaio 2020
Vite da Facebook
Ieri una mamma ha annunciato la morte della figlia in un incidente d’auto sul suo profilo di Facebook. Lo stesso hanno fatto gli amici della donna vittima dell’ex compagno, rea di essersi costruita una identità sotto falso nome sul social network. Una giovane malata che ha difeso i test sugli animali è stata oggetto di una campagna denigratoria e bersaglio di minacce crudelissime ancora su Fb.
Pare che lo strumento di comunicazione più impalpabile, aereo, immateriale, sia quello che garantisce invece la permanenza, che nega l’oblio nel bene e nel male, a imperitura memoria di convinzioni e slealtà, di amori e tradimenti, di promesse e infedeltà, di viltà e coraggio.
Sono arcaica, non ho gli strumenti per interpretare con lungimiranza tutto questo, del pensiero liquido mi è affine solo una frase del suo guru, genio della propaganda e geniale titolista di fenomeni artificiali a cominciare dall’estimità: il futuro non esiste, bisogno inventarselo.
Per me il Pc è stato una macchina da scrivere più efficiente, anche se dell’Olivetti rimpiango il padrone e il ticchettio, non so e non voglio leggere gli e-book, nutro una diffidenza insanabile per le confessioni pubbliche e le conseguenti sentenza come i processi di London, non mi accontento di un “mi piace”, sospetto delle foto ritoccate così come vengono ritoccate le proprie esistenze per renderle più accettabili agli altri ma soprattutto agli autori di vite parallele ...
venerdì 15 marzo 2019
Le fake news ci sono sempre state, la difesa è nelle biblioteche
«Quando, nel 1988, arrivai a Los Angeles, gli studenti più brillanti erano affascinati dal neoscetticismo.
Carlo Ginzburg ha lo sguardo insieme assorto e distaccato che hanno gli ispettori della gendarmerie francese o i detective dei police department americani quando fanno cadere lì, intanto che gli osti portano un Borgogna o le cameriere della birra ghiacciata, il collegamento logico e materiale fra eventi lontani nel tempo. Al Caminetto d’oro di Bologna, il vino messo in tavola dai camerieri è invece un Chianti Classico Badia a Coltibuono del 2016.
martedì 28 febbraio 2017
L’eccesso di informazioni ci sta portando all’apatia
Il secolo appena iniziato passerà alla storia per l’evoluzione informatica e tecnologica.
La realtà è decisamente un’altra: sia internet che i social rientrano nel controllo globale…
Grazie a queste tecnologie il Sistema sa praticamente tutto di noi: le cose che amiamo, quelle che odiamo, i libri che leggiamo, la musica che ascoltiamo, dove andiamo a mangiare, i piatti preferiti, le preferenze politiche e anche le inclinazioni sessuali, ecc. ecc.










