Visualizzazione post con etichetta psicologia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta psicologia. Mostra tutti i post

venerdì 29 maggio 2026

“Gingoismo”, una categoria perduta per indagare l’imperialismo di oggi

 di Gigi Sartorelli

Quello che state per leggere non è una trattazione sistematica, ma è più un amo gettato nel mare di uno scenario politico in subbuglio. Le coordinate del mondo che siamo stati abituati ad avere di fronte negli ultimi trent’anni sono state scompaginate da eventi che, senza tanti dubbi, verranno registrati dai futuri storici come passaggi epocali.

Nel mezzo di questa tempesta, che di certo fa sentire spaesate tante persone, è utile non lasciarsi trascinare dal flusso della storia, ma fermarsi un attimo e darsi il tempo per ragionare sui caratteri dei fenomeni che abbiamo di fronte. ( ... )

Tutto il dibattito, a partire dai testi di John Atkinson Hobson...

martedì 14 ottobre 2025

Confidarsi con ChatGPT: il nuovo rischio per la salute mentale dei giovani

C’è chi gli confessa tutto, chi si sfoga dopo una giornata difficile, chi cerca anche solo una frase gentile. 
Sempre più persone – soprattutto adolescenti – si confidano con ChatGPT e altri chatbot come se fossero veri terapeuti. 

Nessuna preparazione universitaria, niente voce umana: solo uno schermo e parole digitali, disponibile 24 ore su 24, immediato e gratuito. 

Ma possiamo affidarci a un’intelligenza artificiale quando siamo fragili? 

A rispondere arrivano le prime ricerche scientifiche...

lunedì 1 settembre 2025

"La generazione ansiosa" di Jonathan Haidt: analisi di un’emergenza

 
 di Enrico ReatiniPsicologo ad orientamento Cognitivo-Comportamentale

Cosa succede quando un libro ci mette davanti a uno specchio, ma allo stesso tempo ci invita a salire sul palco per cambiare il nostro destino? È esattamente questa la sensazione che si prova leggendo La generazione ansiosa di Jonathan Haidt, pubblicato in Italia nel 2024 da Rizzoli. 

Haidt, psicologo sociale e autore di bestseller come The Righteous Mind e The Coddling of the American Mind, unisce decenni di ricerca sull'etica, la morale e l'impatto dei social media, per offrire una riflessione lucida e disarmante sul “grande riprogrammamento” che sta riscrivendo l’infanzia e l’adolescenza. 

Ma, mentre leggiamo, non siamo solo osservatori passivi: siamo partecipanti attivi, parte del problema e della soluzione...

martedì 26 agosto 2025

Un pacemaker cerebrale per sconfiggere la depressione

Uscire dalla depressione è possibile grazie a un "pacemaker" impiantato nel cervello. 

Il dispositivo per la stimolazione elettrica cerebrale – realizzato da un gruppo di neuroscienziati dell’Università del Minnesota, negli Stati Uniti – ha restituito calma e concentrazione a un paziente dopo trent’anni di trattamenti falliti. 

L’uomo, 44 anni, afflitto dall’età di 13 da depressione maggiore faceva uso dei farmaci che non avevano risolto nulla. 

Non solo. Inefficaci si erano rivelati anche psicoterapia e terapia elettroconvulsivante (elettroshock) – ossia una stimolazione elettrica del cervello in anestesia generale e con impulsi ultrabrevi, utilizzata con efficacia in psichiatria contro le forme gravi e resistenti di depressione. 

Poi la svolta...
(www.fnob.it)

sabato 19 luglio 2025

Il piccolo Albert

John Broadus Watson, nato nel 1878, è conosciuto come il padre del comportamentismo. Siamo nel periodo in cui la psicologia adotta sempre di più una metodologia sperimentale che la avvicina alle altre scienze e l’importante diventa cogliere le relazioni tra ambiente e comportamento. 

Per questo motivo appena ottiene una cattedra alla John Hopkins University si fa allestire un laboratorio per lo studio del comportamento umano e animale. Negli anni del primo dopoguerra, la scienza psicologica fa i bagagli dal Vecchio Mondo e si trasferisce in America, dove troverà fertile terreno di studiosi pronti ad accoglierla.
Rosalie Rayner, classe 1898, è stata studentessa, collaboratrice e in seguito moglie di Watson. Non ancora sposati, hanno condotto l’esperimento noto come “Piccolo Albert”, dal nome del bambino partecipante allo studio, chiamato Albert B. 

Torniamo quindi negli anni 20, cercando di capire quali erano i presupposti alla base dello studio. In letteratura il dibattito è relativo alla possibilità o meno di originare diversi tipi di risposte emotive nei soggetti, ma mancano ancora evidenze scientifiche a supporto di una posizione. 
Watson e Morgan hanno appena elaborato una teoria, che afferma che nell’infanzia vi è un limitato numero di pattern di risposta emotiva osservabili, riconducibili a paura, rabbia e amore. S’immaginano anche che sia possibile elicitare questi pattern con stimoli piuttosto semplici, mentre nell’adulto la situazione sembra essere molto più complessa e quindi più difficile da studiare...

lunedì 18 novembre 2024

E se essere empatici significasse in realtà essere egoisti?

L’empatia possiede un lato negativo, mediante il quale l’osservatore empatico agisce al solo fine di mettersi in salvo dal malessere provocato dall’altro.

Provare empatia per qualcuno significa provare le emozioni che l’altro sta vivendo e viverle a propria volta, provando le sue ragioni. Si tratta di un fenomeno complesso, che comprende diversi ambiti della nostra vita e non facile da definire (Albiero, Matricardi, 2006).

L’empatia rappresenta uno degli strumenti basilari di una comunicazione interpersonale davvero efficace. Nelle relazioni interpersonali diviene una “chiave d’accesso” ai sentimenti e agli stati d’animo dell’altro.

In psicologia esistono due diversi modi di concettualizzare l’empatia: uno la considera un’esperienza di partecipazione emotiva, e quindi in questo caso empatizzare con qualcuno significa condividere l’emozione che l’altro vive, provando la medesima sensazione; l’altro modo concepisce l’empatia come capacità di comprendere il punto di vista dell’altro, quindi comprendere le sue intenzioni e i suoi pensieri, riuscendo a vedere la situazione che l’altro sta vivendo dalla sua prospettiva...

venerdì 6 settembre 2024

7 caratteristiche delle persone che amano stare da sole

Esistono persone che amano la solitudine e che a volte vengono fraintese, nonostante non siano persone asociali ...

Imparare a stare da soli e stare bene è un aspetto importante della nostra vita: esistono poi persone che amano particolarmente la solitudine e che a volte, proprio per questa loro caratteristica, vengono fraintese ma che in realtà non sono per forza persone solitarie o asociali.

Imparare a stare da soli

Anche se l'essere umano è un essere sociale per natura, è importante imparare a stare da soli. Trascorriamo gran parte del nostro tempo in compagnia di altre persone, principalmente durante il tempo libero. Per questo motivo, molte persone non si sentono a proprio agio andando al cinema, viaggiando o cenando fuori da sole. Spesso chi ama stare da solo viene frainteso perché erroneamente si tende a credere che queste persone siano persone solitarie, burbere depresse e poco attraenti e senza amici. 
In realtà affermando questo, ci dimentichiamo che sentirsi soli non è la stessa cosa che stare da soli per scelta. Si può essere, per esempio, a una festa piena di gente e provare un'enorme solitudine e, al contrario, essere su una spiaggia desolata in solitudine e sentirsi felici e sereni. 
Per molte persone, infatti stare da soli è un piacere. Godere della propria compagnia ed essere felici, aspettare il sabato sera per poter stare in casa da soli senza uscire, ricercare il tempo per pensare a sé stessi: le persone che sanno stare bene anche da sole, tendono ad avere un’autostima più alta, sono fiduciose e più premurose ...

mercoledì 26 luglio 2023

Razionalità e intelligenza non sono la stessa cosa

 
A volte confondiamo e usiamo i termini razionalità e intelligenza indiscriminatamente. Pensiamo che una persona intelligente sia anche razionale e che ogni persona razionale sia intelligente. Non è così. 

Infatti, prendere decisioni razionali non è sempre meglio, anche se ci risulta difficile riconoscerlo dal momento che viviamo in un’epoca in cui si è messo la razionalità su un piedistallo rendendogli tutti gli onori.

Consideriamo le emozioni come il “nemico” che oscura il nostro raziocinio e ci spinge a prendere decisioni sbagliate. Pensiamo che il semplice fatto che la ragione prevalga ci garantisca una buona decisione. 
Tuttavia, possiamo prendere decisioni logiche e razionali che, a lungo termine, non sono le migliori per noi. Se non ascoltiamo le nostre emozioni, le decisioni razionali possono renderci molto infelici. Essere intelligenti consiste proprio nel decidere con il cuore e la ragione.

Questa dicotomia tra emozioni e intelletto iniziò con Descartes, il quale affermava che solo attraverso la ragione si possono scoprire certe verità universali. La sua opposizione all’esperienza come fonte di conoscenza originò il razionalismo che ancora oggi prevale, a tal punto che idealizziamo la persona razionale e critichiamo la persona emotiva ...

mercoledì 7 giugno 2023

A volte la mela cade lontano dall'albero

Ogni volta che un uomo compie violenza contro una donna o si verifica un femminicidio non dobbiamo per forza dare sempre le colpe alle madri o all'assenza dei padri ma comprendere che ogni individuo nasce già con un carattere, un Daimon, che si sviluppa dentro un contesto familiare, sociale e culturale.

Se così non fosse tutti i figli, degli stessi genitori, sarebbero uguali, mentre la realtà dimostra che esistono differenze notevoli di carattere e che le "mele marce" ci sono in ogni famiglia, e non è vero il detto che le mele non cadono mai lontano dall'albero ...

venerdì 5 maggio 2023

Rassegnazione, quando la disperazione ci sprofonda nel conformismo

"La rassegnazione è un suicidio quotidiano" scriveva Balzac. E non aveva torto. 

Quando la vita ci colpisce duramente e i problemi si accumulano, possiamo pensare che la rassegnazione sia l’unica alternativa. 
Crediamo di non avere altra scelta che stringere i denti e rassegnarci alla sfortuna.

Ma la rassegnazione non allevia la sofferenza, piuttosto la perpetua immergendoci in una visione pessimistica. 

Infatti, uno studio condotto presso l’Università del Manitoba ha scoperto che le persone che rispondono con rassegnazione a una diagnosi di cancro hanno un rischio maggiore di soffrire disturbi psicologici a lungo termine ...

venerdì 17 febbraio 2023

Bauman: ”Le emozioni passano i sentimenti vanno coltivati”

 Non conosciamo più la gioia delle cose durevoli, frutto di lavoro. 
Il grande sociologo spiega come i legami siano stati sostituiti dalle "connessioni". E aggiunge: "Ogni relazione rimane unica: non si può imparare a voler bene". 
Disconnettersi è solo un gioco. Farsi amici offline richiede impegno.

di RAFFAELLA DE SANTIS (novembre 2012)

Amarsi e rimanere insieme tutta la vita. Un tempo, qualche generazione fa, non solo era possibile, ma era la norma. Oggi, invece, è diventato una rarità, una scelta invidiabile o folle, a seconda dei punti di vista. 
Zygmunt Bauman sull'argomento è tornato più volte (lo fa anche nel suo ultimo libro Cose che abbiamo in comune, pubblicato da Laterza). I suoi lavori sono ricchi di considerazioni sul modo di vivere le relazioni: oggi siamo esposti a mille tentazioni e rimanere fedeli certo non è più scontato, ma diventa una maniera per sottrarre almeno i sentimenti al dissipamento rapido del consumo. Amore liquido, uscito nel 2003, partiva proprio da qui, dalla nostra lacerazione tra la voglia di provare nuove emozioni e il bisogno di un amore autentico.

Cos'è che ci spinge a cercare sempre nuove storie?
"Il bisogno di amare ed essere amati, in una continua ricerca di appagamento, senza essere mai sicuri di essere stati soddisfatti abbastanza. L'amore liquido è proprio questo: un amore diviso tra il desiderio di emozioni e la paura del legame" ...

giovedì 22 settembre 2022

Lo psicologo di stato - Della revisione del Codice deontologico

 
Un po’ di storia 

Nel lontano giugno Giugno 1997 veniva varato il Codice Deontologico dell’Ordine degli Psicologi italiani promosso dal Consiglio Nazionale. 
Da quel momento in poi noi psicologi, vecchi e nuovi, abbiamo quella guida operativa e quella cornice giuridico-etica alla quale, in qualità di iscritti, dobbiamo riferirci per l’esercizio “ortodosso” della nostra professione.

A venticinque anni da quell’evento epocale il CNOP istituisce in data 23 giugno una Conferenza, a Palazzo Falletti a Roma, per discutere sullo stato dell’arte e riflettere sull’etica e la deontologia della nostra professione. 

Il ministro della Salute Roberto Speranza intervenuto con un messaggio alla Conferenza afferma che “non può esserci salute senza salute mentale, oggi più che mai” per questo “la valorizzazione del ruolo degli psicologi assume un’assoluta centralità nell’ambito delle politiche sanitarie del nostro Paese”. 

Il nostro presidente, il Presidente degli Psicologi Italiani David Lazzari, dichiara: “Venticinque anni dopo sono cresciute le scienze psicologiche e le evidenze sul ruolo della dimensione psicologica. 
E’ cresciuta anche la comunità professionale, sia sul piano numerico, passando da trentamila a centoventicinquemila psicologi, sia nell’articolazione nei diversi campi operativi ...

sabato 2 luglio 2022

Il libero arbitrio esiste o è solo un’illusione?

La libertà di scegliere è reale, o è solo un’illusione?

Una delle più antiche questioni in psicologia, e in altri campi come ad esempio la filosofia, è se gli esseri umani hanno il libero arbitrio. Cioè, siamo in grado di scegliere quello che faremo con le nostre vite?

Siamo davvero liberi di scegliere?

La questione del libero arbitrio è particolarmente spinosa perché rappresenta una collisione tra due prospettive opposte, ma ugualmente valide. Dal punto di vista puramente metafisico, se non abbiamo il libero arbitrio, perché siamo qui? Qual è il senso della vita, se non siamo in grado di scegliere i nostri percorsi? Eppure, da un punto di vista puramente scientifico, come è possibile che tutto possa accadere senza essere stato causato da qualcosa d’altro? Se possiamo davvero scegliere, quindi se queste scelte devono essere senza causa, cos’è che non può essere spiegato all’interno del modello di scienza su cui molti di noi si basano?

Non c’è riscontro all’interno della psicologia sul fatto che in realtà abbiamo il libero arbitrio, anche se gran parte di quello che viviamo sembra presumere di si. Freud e Skinner avevano idee decisamente differenti su molte cose, ma su una cosa erano d’accordo, cioè che il comportamento umano è determinato da influenze all’interno o all’esterno della persona. Freud ha parlato di conflitti inconsci come possibili cause del comportamento, e Skinner ha parlato di contingenze ambientali, ma in ogni modo per loro non siamo liberi di decidere...

lunedì 20 giugno 2022

L’autosabotaggio governa il mondo

In Psicologia si studia che il principale problema nella vita di una persona è l’autosabotaggio. 
Esiste una componente inconscia attivata da complessi irrisolti e da superficialità che porta l’individuo a compiere atti che gli recano danni.
Il meccanismo di difesa dell’autosabotaggio è scaricare la colpa su altri o su eventi esterni.

Ciò che avviene a livello individuale si riproduce a livello di sistema. 
Se si guardano le decisioni di chi governa e i loro effetti spesso si verifica che i danni provocati sono molto superiori rispetto ai benefici prodotti.

Spesso i problemi vengono affrontati da chi governa con superficialità, senza considerare tutti gli effetti provocati dalle proprie decisioni.

Per esempio, limitare l’accesso a dei luoghi aperti al pubblico per ragioni sanitarie determina soprattutto un danno ai gestori di tali locali che perdono clienti: li si porta ad andare contro la finalità economica della loro attività che consiste nel trovare e servire i clienti ...

lunedì 11 aprile 2022

L'occulto e i fantasmi della mente

Fortunatamente, mettere a disposizione dell’umanità un mezzo di cui gli uomini si possono servire per i loro fini non rende responsabili del danno che, con quel mezzo, si può procurare: la responsabilità è tutta di chi lo usa male.
Questo vale non solo per le scoperte scientifiche ma anche per le loro ideologie.

Chiaramente il discorso cambia per le ideologie che in sé contengono propositi di aggressione e di violenza; ma quando una concezione filosofica, una fede religiosa, pur improntate ai buoni rapporti fra gli uomini, diventa invece motivo di divisione, di fanatismo, di odio non può essere fatto carico di tutto ciò a chi quelle filosofie e quelle religioni ha inventate.

In vero questo diventa molto confortante per noi che, manifestandoci con un mezzo paranormale, indubbiamente abbiamo contribuito a rafforzare quanto meno la credenza in quel mondo, anche se ciò non era e non è il nostro scopo. Tuttavia, anche se non abbiamo nessuna responsabilità per quello che in nome del paranormale l’uomo riesce a estorcere, ci sentiamo il dovere non solo di metter in guardia gli ingenui contro i disonesti, che in fondo si trovano in ogni campo dell’attività umana, ma proprio contro certe credenze superstizioni che sopravvivono come parassiti della scienza occulta e di cui si servono i disonesti per portare a termine le loro frodi ...

venerdì 1 aprile 2022

Due settimane per spianare il Mondo

 

“Tutto questo è una digressione. Il vero potere, il potere che dobbiamo combattere notte e giorno, non è il potere sulle cose, ma sugli uomini. Come fa un uomo a far valere il suo potere su un altro? … Facendolo soffrire. L’obbedienza non basta.  A meno che non stia soffrendo, come puoi essere sicuro che obbedisca alla tua volontà e non alla sua? Il potere è infliggere dolore e umiliazione. Il potere è fare a pezzi le menti umane e rimetterle insieme in nuove forme di tua scelta. Cominci a vedere che tipo di mondo stiamo creando?” (George Orwell, “1984)
* * *
“Diventiamo schiavi nel momento in cui consegniamo le chiavi della definizione della realtà interamente a qualcun altro, che si tratti di un business, di una teoria economica, di un partito politico, della Casa Bianca, di Newsworld o della CNN”. (BW Power)

Il COVID-19 è magicamente scomparso. 


Dopo più di due anni di bombardamento incessante di “notizie” Covid, da oltre una settimana non c’è stata nessuna notizia sui giornali mainstream. 

I media danno e i media tolgono ...

sabato 27 novembre 2021

Non guardare mentre si parla

Guardare una persona in faccia quando sta parlando o essere guardati mentre lo facciamo viene generalmente considerata una manifestazione di interesse verso la persona e il contenuto del suo discorso. 

Molti genitori insegnano questa pratica ai figli sin da piccoli, visto che non farlo può essere considerato un gesto maleducato. 

In questo stesso contesto educativo, è stato anche osservato che alcuni genitori utilizzano il contatto visivo prolungato per esprimere disaccordo nei confronti dell’azione che sta realizzando il figlio.

Altre connotazioni che di solito si associano all’assenza di scambio visivo sono la timidezza, la colpa o la menzogna
Ci sono addirittura dei film che hanno come protagonisti leader politici e mostrano come gli esperti nel linguaggio del corpo consiglino al candidato alle elezioni di pronunciare il suo discorso dirigendo sempre lo sguardo verso la telecamera, come se stesse guardando l’elettore direttamente negli occhi ...

domenica 3 ottobre 2021

Persone false: come riconoscere i mille volti dell’ipocrisia

Per introdurre il concetto di falsità mi sono ispirata a una bellissima citazione di Luigi Pirandelo: “Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti”

Alla domanda: qual è la caratteristica che apprezzi maggiormente in una persona, la risposta che ho sempre sentito dire è: “la sincerità”. 

A quanto pare, è la qualità che più ricerchiamo nelle persone che vogliamo al nostro fianco. Ma la realtà è che siamo circondati da troppa ipocrisia: le persone false e ipocrite esistono, inutile negarlo.
Quando cade la maschera e scopriamo il vero volto di colui o colei che credevamo un amico

Quando esce il vero volto di chi credevamo fosse un nostro amico, la delusione e il senso di tradimento possono essere devastanti, al punto di intaccare la fiducia in noi stessi, soprattutto se abbiamo investito molto in quel rapporto. Certo, a tutti capita prima o poi di fidarsi della persona sbagliata, ma dobbiamo essere in grado di prendere le distanze e non dare loro l’opportunità di ferirci ulteriormente ...

venerdì 27 agosto 2021

Lettera ai giovani: non siate ingenui

di Giuseppe Lorenzetti, Psicologo

Quando a Marzo del 2020, quasi un anno e mezzo fa, tutto è cominciato, io ero una persona ingenua. 
Non mi sembrava di avere particolarmente paura, non mi convinceva la storia del pipistrello, non igienizzavo nemmeno la spesa quando tornavo dal supermercato. 
Ogni sera sgattaiolavo di nascosto sulla collina deserta e aspettavo il tramonto, respirando l’aria e gli odori della natura.

Eppure, ero ingenuo. 

Ho iniziato a nutrire dubbi quasi fin da subito su ciò che sentivo raccontare in televisione, ho avuto la fortuna di ascoltare interviste di medici “alternativi”, a documentarmi sempre più tramite fonti indipendenti e a rendermi conto che chiunque avesse l’ardire di farsi delle domande, veniva tacciato di “complottismo”. 

Passo dopo passo, ho avuto occasione di riflettere sul significato della parola democrazia, sui conflitti d’interesse che incatenano la nostra società, sul legame tra corruzione e burocrazia, sull’utilizzo massiccio dell’ipnosi e della manipolazione mentale a opera dei principali mass media.

E nonostante mi sembrasse di aprire poco alla volta gli occhi, rimanevo ingenuo ...

lunedì 23 agosto 2021

Uomini veri e sub-umani. La psicologia è tribale

Per i conquistatori spagnoli i nativi americani erano pappagalli senz’anima. Per i nazisti gli ebrei erano parassiti. Per gli hutu in Ruanda i connazionali tutsi erano scarafaggi.

In tempi recenti è toccato alla ministra della giustizia francese, Christiane Taubira, essere paragonata a una scimmia, come era accaduto qui a Cécile Kyenge.

L’odioso vizio di negare l’umanità di avversari e nemici non è circoscritto ai periodi più drammatici della storia, né al comportamento di pochi razzisti. 

Un numero crescente di studi suggerisce che il problema sia profondo, subdolo, universale.

E’ come se avessimo nel cervello un misuratore di umanità arbitrariamente tarato sul nostro senso di appartenenza (etnica, sessuale, politica, persino calcistica)...