Visualizzazione post con etichetta dolore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dolore. Mostra tutti i post

venerdì 26 dicembre 2025

Diventare adulti


Dite:

È faticoso frequentare i bambini.
Avete ragione.

Poi aggiungete:
Perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto.

Non è questo che più stanca. È piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.

di Janusz Korczak
Tratto da “Il diritto del bambino al rispetto” (1929) ...

venerdì 21 novembre 2025

Masochismo religioso - soffrire per guadagnarsi il paradiso e la stima altrui


Le autopunizioni corporee a sfondo religioso sono atti di egoismo? Si tratta di cibi per lo spirito, o di soddisfazioni perverse della carne? O tutt'e due le cose?
Catherine


Per due millenni l’asceta è stato esaltato per l’esemplare forza di volontà e l’eroismo: ma a torto. In realtà costoro erano caratteri apatici, sottosviluppati, frigidi, con la sensibilità disturbata, per i quali un controllo macerante era più agevole e la cui astinenza non era affatto espressione di virtù, spiritualità o energia.

Il casto, l’autoflagellatore, l’asceta da sempre glorificato dal clero, non è l’energico uomo tutto d’un pezzo, l’eroe dominatore di sé, ma un debole ideologicamente raggirato, un piccolo e bigotto ricettore d’ordini, casto non per spinta interiore ma per suggestione esteriore. Nietzsche definisce gli asceti “asini molto robusti”, e ” in tutto e per tutto il contraltare di uno spirito energico”.

La salesiana francese Marguerite Marie Alacoque (1647-1690), la quale sosteneva che “solo il dolore rende sopportabile la vita”, si incise il monogramma di Gesù sul petto, e se la ferita guariva troppo in fretta, la bruciava di nuovo con una candela. A volte beveva solo acqua usata nel lavaggio dei panni, mangiava pane ammuffito e verdura marcia, e puliva con la lingua il vomito dei pazienti .. 

martedì 26 agosto 2025

Un pacemaker cerebrale per sconfiggere la depressione

Uscire dalla depressione è possibile grazie a un "pacemaker" impiantato nel cervello. 

Il dispositivo per la stimolazione elettrica cerebrale – realizzato da un gruppo di neuroscienziati dell’Università del Minnesota, negli Stati Uniti – ha restituito calma e concentrazione a un paziente dopo trent’anni di trattamenti falliti. 

L’uomo, 44 anni, afflitto dall’età di 13 da depressione maggiore faceva uso dei farmaci che non avevano risolto nulla. 

Non solo. Inefficaci si erano rivelati anche psicoterapia e terapia elettroconvulsivante (elettroshock) – ossia una stimolazione elettrica del cervello in anestesia generale e con impulsi ultrabrevi, utilizzata con efficacia in psichiatria contro le forme gravi e resistenti di depressione. 

Poi la svolta...
(www.fnob.it)

lunedì 30 dicembre 2024

Medicando: macchina, farmaco, corpo.


Se condizione affinché la vita possa dispiegarsi in una qualsiasi forma specifica è innanzitutto – banalmente – il suo dover esserci, essa deve perciò, prima di tutto, perpetuarsi, fronteggiando tutto ciò che la può negare.

La vita richiede, perciò, cura. E quando, nonostante tutte le accortezze che la cura dispone, una minaccia rischia di farla soccombere, le strategie di salvezza dispongono azioni che, nel combattere il male, si configurano quali terapeutiche.

La nostra vita quotidiana, ma anche tutta la vita sociale, si organizzano, in tal modo, in gran parte attorno alla fondamentale e preliminare esigenza di mantener(si) in vita. Tutte le civiltà organizzano perciò dispositivi per salvaguardarsi, potenziando ciò che serve alla loro difesa e, quando i mali irrompono, alla guarigione da essi, per ripristinare quella salute in cui la salvezza consiste.

Abbagliati dalla volontà di vivere, e perciò innanzitutto di sopravvivere, fronteggianti perciò tutto ciò che minaccia di morte, i mortali agognano (tendenzialmente in tutti i modi, per cui anche e persino somministrando morte a ciò che può loro portare la morte) salvezza e, quando il male ha trovato un suo varco, cercano la guarigione ...

giovedì 18 maggio 2023

Accettazione radicale: la tecnica per alleviare la sofferenza

 
Immagina per un momento di aver cercato un appartamento per mesi e di trovare finalmente quello dei tuoi sogni. Parli con il proprietario e ti dice che ti farà sapere non appena gli inquilini lasceranno la casa. 
Aspetti una settimana, un altra e un altra ancora, finché non decidi di tornare sul posto per scoprire cosa succede. 
In quel momento trovi il proprietario che sta firmando un contratto di locazione con un’altra coppia. Ti arrabbi e glielo dici, ma lui alza le spalle ignorando la situazione. 

Pensi che questo non dovrebbe accadere. Non è giusto! Ma è successo, e non importa quanto ti arrabbi, non puoi cambiarlo.

Senza dubbio, è difficile accettare qualcosa che non va come vorresti, ma è ancor più difficile non accettarlo
Non accettare il dolore causa una sofferenza maggiore perché non è altro che l’interpretazione che diamo al dolore e alle circostanze che lo producono. 
In situazioni di questo tipo è molto più utile praticare l’accettazione radicale ...

sabato 4 giugno 2022

Genitori accentratori e manipolatori

 
Ho notato con interesse ma anche stupore quanti commenti abbia ricevuto il mio articolo sui genitori narcisisti , messaggi lasciati sul sito oppure inviati personalmente via mail ma tutti dello stesso tenore.

I commenti sono arrivati tutti da figli che lamentavano un vissuto di angherie, di dominazione, di frustrazioni, di delusioni, di sensi di colpa per responsabilità che non hanno mai avuto, sino a quando da adulti si sono resi conto che nemmeno con tutta la buona volontà e disponibilità, litigando, discutendo o semplicemente parlandone, avrebbero mai potuto cambiare le cose.

Perché un genitore narcisista, egoista ed accentratore con cambierà mai, perché vive con la costante illusione di essere nel giusto e di fare il bene degli altri, non rendendosi conto che invece distrugge la vita e la serenità di tutti coloro con cui ha a che fare, non soltanto i figli e familiari, ma anche con le amicizie, che tende a perdere in poco tempo e quelle che rimangono sono solo interessate a ben altro che l’amicizia.
Mi duole sapere che la realtà, in tutta la sua sofferenza, è così diffusa.

Genitori bambini che vengono cresciuti da figli che non possono godere della felicità di una sana infanzia fatta di amore, di attenzione, di coccole, ma soltanto di critiche, contestazioni, di osservazioni negative, di litigi, di frustrazioni e di pianti, con l’unica amarezza di non poter ottenere di meglio.
Così chi ha coraggio prende e se ne va, lontano, per poter sopravvivere e rifarsi una vita, ma molti rimangono.

Ora io mi rivolgo a questi ultimi, sappiate che non è mai troppo tardi per cambiare la vostra vita e pretendere di essere felici, e non è mai troppo tardi per vivere finalmente ricercando se stessi e costruendo progetti futuri pensando da soli al proprio bene, così come vi piace e così come vi va ...

sabato 19 ottobre 2019

Non tutto il dolore viene per nuocere


di Gianni Tirelli

Dalla mia personale esperienza, posso affermare che dietro ogni dolore si celano infinite possibilità di crescita umana, di conoscenza, e fattori imprescindibili per il raggiungimento della consapevolezza di sé e del mondo.

Il trauma prodotto dal dolore, spaventa da una parte, ma per un altro verso, come una lente di ingrandimento, mette a fuoco tutto ciò che prima consideravamo normale, scontato, non degno di nota, di analisi e di critica.

Così ogni parte e frammento del nostro essere viene vivisezionata, l’osservazione amplificata e, per logica conseguenza, la capacità di discernimento.

Ergo, se noi lasciamo il dolore alle spalle, per concentrarci invece sul suo rovescio della medaglia, saremo in grado di capire gli infiniti benefici di una tale esperienza per metterli poi a frutto e farne tesoro.

Non c’è altro modo per crescere, per cambiare, e per attingere a quella consapevolezza capace di produrre autentica felicità e libertà.


L’uomo che rinuncia alla comprensione del dolore, per accanirsi sugli effetti come una belva ferita e vendicativa, non troverà pace al suo tormento, e il suo cuore si farà pietra – a lui sarà negato lo spirito di solidarietà, di volontà, la tolleranza, e il sublime piacere di contemplare la bellezza ..

giovedì 29 agosto 2019

Il potere curativo delle parole affettuose

Il linguaggio emotivo è un modo di esprimere sentimenti ed emozioni, oltre a essere un canale di connessione con l’altro.

In molte occasioni, per capirsi nelle relazioni interpersonali è sufficiente un’espressione d’affetto, emotiva, con sentimento o, in altre parole, mostrare cosa abbiamo dentro.

Il mondo degli affetti

Gli affetti sono sentimenti espressi a parole, ma anche con un linguaggio non verbale. Tramite le parole e i gesti, gli affetti sono sempre accompagnati dalle emozioni, quelle emozioni che donano valore alle parole affettuose.

Possiamo definire “affetto” tutte quelle espressioni che dimostrano all’altro come ci sentiamo quando si è insieme, ma anche lontani, oppure i desideri che abbiamo verso di lui/lei.

Ed è proprio l’esprimere l’affetto a stabilire il carattere della relazione, la sua profondità e l’importanza che ha per entrambe le persone coinvolte ...

venerdì 1 marzo 2019

Fermare la mente

Riflessioni sulla mente e gli inganni da essa perpetuati
le ossessioni del passato
le ambizioni future
i significati dietro a tutto questo
e l'importanza
dell'essere testimoni
del Qui e Ora.


"L'adesso è l'unico momento della vita che possiamo percepire, che possiamo ascoltare attraverso il corpo e l'apparato sensoriale. L'adesso è l'unico momento certo, l'unico tratto di esistenza in cui si possa agire. Sull'adesso abbiamo un potere immenso. A meno che tra di noi e l'adesso non si frapponga l'imperatrice dei nostri “ego” delle nostre paure, delle nostre sfiducie ed ansie: la mente."

“Essere consapevoli del vostro respiro vi costringe a stare nel momento presente, che è la chiave di tutte le trasformazioni interiori. Ogni volta che siete consapevoli del respiro, siete assolutamente presenti. Potete anche rendervi conto che non potete pensare e, allo stesso tempo, essere consapevoli del vostro respiro. Il respiro cosciente ferma la mente.”

Eckart Tolle

mercoledì 8 agosto 2018

L’effetto dell’allevamento intensivo sul corpo degli animali

Sono decine di miliardi gli animali allevati e uccisi ogni anno negli allevamenti a scopo alimentare.

Ma non ci limitiamo a farli nascere, crescere e morire.

Anni di incroci e selezioni genetiche ci hanno permesso di adattare le loro caratteristiche fisiche alle nostre esigenze, a discapito del loro benessere e della loro stessa sopravvivenza. 

In pratica, li abbiamo trasformati in macchine.

Le mucche, che produrrebbero meno di 10 litri di latte al giorno per il proprio cucciolo, sono state portate a produrne fino a 40 litri. Questo le porta ad avere mammelle costantemente pesanti, tese e molto spesso soggette a mastite, una dolorosa infiammazione.

Allo stesso modo le galline in allevamento intensivo sono state selezionate per produrre quasi un uovo al giorno, il triplo di quello che avverrebbe in un contesto libero.

Inoltre tutti i pulcini immessi negli allevamenti intensivi subiscono la mutilazione del becco. Questa dolorosa operazione viene effettuata per limitare i problemi derivati dallo stress dell’allevamento, ovvero la tendenza degli animali a beccarsi e strapparsi le piume reciprocamente...

sabato 7 aprile 2018

Il Silenzio del Cuore

Paul Ferrini  
"Il Silenzio del Cuore"

"Solo pochissime persone hanno compiuto da sole il processo della propria guarigione, anche coloro che cercano di aiutare gli altri. La maggior parte di loro non sono guarite dentro.

Come possono aiutarti? Gli altri non possono aiutarti. Devi darti la guarigione da solo. Se hai bisogno di qualcuno che ti guidi, scegli una persona che abbia percorso la via da solo/a. 
E stai molto attento: non sono molti quelli che l'hanno fatto. 

Se guardi con attenzione, potrai vedere se l'oscurità in loro è stata integrata, oppure se stanno ancora lottando per allontanarla. Chiunque sia spaventato dai propri lati oscuri non può procedere verso la luce. 

Chiunque rifiuti la propria umanità e finga di essere completamente spirituale, non è integro né integrato. Non accettare un guaritore ferito, anche se ha un nome angelico, anche se è tenuto in grande considerazione dagli altri. Trovati una guida che non abbia un'agenda di lavoro. Qualcuno che ti dica: "Sì. Ci sono passato. Conosco grossomodo la strada, ma non so esattamente cosa ti aspetta...