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lunedì 30 dicembre 2024
Medicando: macchina, farmaco, corpo.
Se condizione affinché la vita possa dispiegarsi in una qualsiasi forma specifica è innanzitutto – banalmente – il suo dover esserci, essa deve perciò, prima di tutto, perpetuarsi, fronteggiando tutto ciò che la può negare.
La vita richiede, perciò, cura. E quando, nonostante tutte le accortezze che la cura dispone, una minaccia rischia di farla soccombere, le strategie di salvezza dispongono azioni che, nel combattere il male, si configurano quali terapeutiche.
La nostra vita quotidiana, ma anche tutta la vita sociale, si organizzano, in tal modo, in gran parte attorno alla fondamentale e preliminare esigenza di mantener(si) in vita. Tutte le civiltà organizzano perciò dispositivi per salvaguardarsi, potenziando ciò che serve alla loro difesa e, quando i mali irrompono, alla guarigione da essi, per ripristinare quella salute in cui la salvezza consiste.
Abbagliati dalla volontà di vivere, e perciò innanzitutto di sopravvivere, fronteggianti perciò tutto ciò che minaccia di morte, i mortali agognano (tendenzialmente in tutti i modi, per cui anche e persino somministrando morte a ciò che può loro portare la morte) salvezza e, quando il male ha trovato un suo varco, cercano la guarigione ...
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martedì 10 settembre 2024
Il nostro corpo vede 10 secondi nel futuro? Dal subconscio i segnali..
L’universo è pieno di misteri che sfidano le nostre conoscenze. Nella sezione ‘Viaggio nei misteri della Scienza’ Epoch Times raccoglie storie che riguardano questi strani fenomeni per stimolare l’immaginazione e aprire possibilità ignote. Se siano vere o no, sei tu a deciderlo.
È possibile che il nostro subconscio ‘veda’ da 1 a 10 secondi avanti nel futuro. Prima di essere pienamente cosciente di un evento, il nostro corpo potrebbe reagire con dei cambiamenti a livello cardiopolmonare, cutaneo e/o del sistema nervoso.
Siamo inconsciamente capaci di una ‘attività anticipatoria preveggente' (Paa), secondo quanto suggeriscono i risultati di oltre venti esperimenti condotti da sette laboratori indipendenti. Questa analisi, chiamata Anticipazione psicologica preveggente precedente a stimoli apparentemente imprevedibili: una meta analisi, è stata condotta dalla psicologa Julia A. Mossbridge alla Northwestern University e pubblicata nel giornale Frontiers in Psicology nell’ottobre 2012.
In molti degli studi analizzati, ai soggetti venivano mostrate delle immagini scelte a caso, per rievocare sensazioni emotive o neutrali. Ancora prima di mostrare l’immagine, il corpo della persona esaminata registrava già una risposta appropriata.
È possibile che il nostro subconscio ‘veda’ da 1 a 10 secondi avanti nel futuro. Prima di essere pienamente cosciente di un evento, il nostro corpo potrebbe reagire con dei cambiamenti a livello cardiopolmonare, cutaneo e/o del sistema nervoso.
Siamo inconsciamente capaci di una ‘attività anticipatoria preveggente' (Paa), secondo quanto suggeriscono i risultati di oltre venti esperimenti condotti da sette laboratori indipendenti. Questa analisi, chiamata Anticipazione psicologica preveggente precedente a stimoli apparentemente imprevedibili: una meta analisi, è stata condotta dalla psicologa Julia A. Mossbridge alla Northwestern University e pubblicata nel giornale Frontiers in Psicology nell’ottobre 2012.
In molti degli studi analizzati, ai soggetti venivano mostrate delle immagini scelte a caso, per rievocare sensazioni emotive o neutrali. Ancora prima di mostrare l’immagine, il corpo della persona esaminata registrava già una risposta appropriata.
Le reazioni più forti si sono registrate dopo aver mostrato l’immagine, ma sono state registrate delle leggere reazioni anche alcuni secondi prima, suggerendo così una risposta inconscia ad uno stimolo futuro...
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mercoledì 14 febbraio 2024
Ascoltata la sinfonia della vita nel corpo umano
Anche il nostro corpo, al suo interno, produce musica.
“Se si tocca una campana, suona per qualche tempo, e con un suono che è specifico per la campana stessa. Le proteine si comportano allo stesso modo”.
Questi piccoli movimenti consentono alle proteine di cambiare forma rapidamente in modo che possano facilmente legarsi ad altre, un processo necessario affinché il corpo possa eseguire funzioni biologiche importanti come assorbire ossigeno, riparare le cellule e replicare il DNA.
La vita, dal canto suo, ha una propria sinfonia che un team di scienziati americani è riuscito ad ascoltare.
Utilizzando una nuova tecnica di imaging, i ricercatori della Buffalo University sono riusciti a osservare e a documentare le vibrazioni del lisozima, una proteina antibatterica presente in molti animali, compreso l’uomo.
Utilizzando una nuova tecnica di imaging, i ricercatori della Buffalo University sono riusciti a osservare e a documentare le vibrazioni del lisozima, una proteina antibatterica presente in molti animali, compreso l’uomo.
Come le corde di un violino, le proteine fanno letteralmente vibrare il corpo umano in diversi modi.
Da tempo gli scienziati lo ipotizzavano. Adesso le vibrazioni di tale enzima sono state osservate.
È stato così scoperto che esse in realtà persistono nelle molecole come farebbe il “suono di una campana”, ha detto Andrea Markelz, il professore di fisica che ha condotto lo studio.
È stato così scoperto che esse in realtà persistono nelle molecole come farebbe il “suono di una campana”, ha detto Andrea Markelz, il professore di fisica che ha condotto lo studio.
Questi piccoli movimenti consentono alle proteine di cambiare forma rapidamente in modo che possano facilmente legarsi ad altre, un processo necessario affinché il corpo possa eseguire funzioni biologiche importanti come assorbire ossigeno, riparare le cellule e replicare il DNA.
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venerdì 28 gennaio 2022
Chi sei veramente?
Tra esattamente 365 giorni il 98% degli atomi che compongono oggi il tuo corpo, saranno stati totalmente sostituiti: avrai a tutti gli effetti un corpo nuovo di zecca, eppure sarai sempre tu, avrai ancora ricordi, conserverai la tua personalità e soprattutto non ti sarai accorto di niente.
La domanda sorge spontanea: “Se non sei il tuo corpo e la tua mente, allora chi sei”?
Viviamo in un paradigma della realtà del tutto fallace. Il Mondo ci sembra un’entità solida e del tutto statica, ma non è affatto così, ci sono processi invisibili ogni istante che avvengono continuamente, in un flusso infinito, al di là delle nostre percezioni.
Il corpo fisico è un processo
Di questa illusione ne è vittima anche il nostro corpo fisico. Ci sembra sempre lo stesso, certo col tempo si usura, muta, invecchia ma ci sfugge in realtà la velocità con cui esso provvede a rigenerarsi e sostituire i suoi componenti ogni singolo istante.
La scienza l’ha dimostrato, il ricambio cellulare è rapidissimo, più che un’entità solida e fisica il nostro corpo è un processo in costante mutamento. Tale processo coinvolge tutta la realtà fenomenica in cui l’essere umano è appunto inserito.
Viviamo in un paradigma della realtà del tutto fallace. Il Mondo ci sembra un’entità solida e del tutto statica, ma non è affatto così, ci sono processi invisibili ogni istante che avvengono continuamente, in un flusso infinito, al di là delle nostre percezioni.
Il corpo fisico è un processo
Di questa illusione ne è vittima anche il nostro corpo fisico. Ci sembra sempre lo stesso, certo col tempo si usura, muta, invecchia ma ci sfugge in realtà la velocità con cui esso provvede a rigenerarsi e sostituire i suoi componenti ogni singolo istante.
La scienza l’ha dimostrato, il ricambio cellulare è rapidissimo, più che un’entità solida e fisica il nostro corpo è un processo in costante mutamento. Tale processo coinvolge tutta la realtà fenomenica in cui l’essere umano è appunto inserito.
Gli atomi che ora compongono un albero di baobab in Africa, fra qualche mese potrebbero essere all’interno dell’ossigeno che inali e dopo qualche mese ancora essere all’interno del corpo di un pappagallo nel sud est asiatico ...
giovedì 31 agosto 2017
La Danza della Realtà
Alejandro Jodorowsky Prullansky
Infanzia
Al principio il cielo e la terra erano talmente stretti l’uno contro l’altra che non lasciavano nessuno spazio tra essi, fino all’arrivo dell’essere cosciente che liberò l’uomo sollevando il firmamento. Vale a dire, stabilendo la differenza tra umanità e bestialità.
Sebbene in modo ingenuo. Mi ero reso conto che in quella realtà dove io, Pinocchio, mi sentivo un estraneo, tutto si collegava con tutto attraverso una fitta rete di sofferenza e di piacere. Non esistevano cause insignificanti, qualunque azione provocava effetti che si estendevano fino ai confini dello spazio e del tempo.
Mettendomi nei panni di tutto ciò che non ero io, sentivo che tutto era cosciente, tutto era dotato di vita: quello che credevo fosse inanimato, era un’entità più lenta, e quello che credevo fosse invisibile era un’entità più rapida. Ogni coscienza possedeva una velocità diversa. Se sapevo adattarmi a tali velocità potevo stringere rapporti che mi avrebbero arricchito.
“Alendrajito, la bocca non è fatta per dire frasi aggressive, a ogni parola dura ti si secca un poco l’anima”.
La fame genera artisti.
“Solitudine è non saper stare con se stessi”.
Infanzia
Al principio il cielo e la terra erano talmente stretti l’uno contro l’altra che non lasciavano nessuno spazio tra essi, fino all’arrivo dell’essere cosciente che liberò l’uomo sollevando il firmamento. Vale a dire, stabilendo la differenza tra umanità e bestialità.
Sebbene in modo ingenuo. Mi ero reso conto che in quella realtà dove io, Pinocchio, mi sentivo un estraneo, tutto si collegava con tutto attraverso una fitta rete di sofferenza e di piacere. Non esistevano cause insignificanti, qualunque azione provocava effetti che si estendevano fino ai confini dello spazio e del tempo.
Si, il mondo era intessuto di sofferenze e di piacere;
in ogni azione il male e il bene danzavano come una coppia di amanti.
Mettendomi nei panni di tutto ciò che non ero io, sentivo che tutto era cosciente, tutto era dotato di vita: quello che credevo fosse inanimato, era un’entità più lenta, e quello che credevo fosse invisibile era un’entità più rapida. Ogni coscienza possedeva una velocità diversa. Se sapevo adattarmi a tali velocità potevo stringere rapporti che mi avrebbero arricchito.
“Alendrajito, la bocca non è fatta per dire frasi aggressive, a ogni parola dura ti si secca un poco l’anima”.
La fame genera artisti.
“Solitudine è non saper stare con se stessi”.
lunedì 5 dicembre 2016
Il sistema dell’assistenza sanitaria
Fino a quando non riposizioniamo l’individuo nella sua interezza – corpo e mente – al centro del nostro Sistema di Assistenza Sanitaria, continueremo a spendere miliardi di euro per chirurgie non necessarie e cure non garantite, relegando l’individuo a un ruolo passivo privo di responsabilità o autorità.
Dall’80 al 90% delle persone credono di essere sicuramente in buona salute. “Sì, sono in buona salute”, quasi tutti direbbero. “Così non hai nessuna lamentela sulla tua salute, nessun problema di salute di cui parlare?”, si potrebbe chiedere. “No, davvero…”, risponderebbe la maggior parte delle persone.
Quando poi si fanno domande su qualsiasi lamentela fisica, sciorinano velocemente i loro dolori, con tutte le etichette affibbiate dai medici, quasi come se fossero una componente anomala della “buona salute”. Potrebbero affermare: “Sono piuttosto in buona salute. Oh beh, mi vengono le emicranie e i normali raffreddori. Ho avuto qualche mal di gola, l’influenza di nuovo questo anno, né più né meno di tutti gli altri. Oh sì, la mia sciatica mi da fastidio ogni tanto e il mio medico dice che devo fare attenzione al mio colesterolo, sono un po’ stanco, ma non è così per tutti? Ehi, ma non mi sto lamentando. C’è gente che sta molto meno bene di me. Posso considerarmi relativamente sano. Niente di grave, grazie a Dio.”
Per troppo tempo abbiamo avuto la tendenza a delegare la responsabilità della nostra salute ad altri. L’atteggiamento corrente è: “Faccio quel che voglio e se qualcosa va male lascio che sia il medico a metterlo a posto.” ...
Dall’80 al 90% delle persone credono di essere sicuramente in buona salute. “Sì, sono in buona salute”, quasi tutti direbbero. “Così non hai nessuna lamentela sulla tua salute, nessun problema di salute di cui parlare?”, si potrebbe chiedere. “No, davvero…”, risponderebbe la maggior parte delle persone.
Quando poi si fanno domande su qualsiasi lamentela fisica, sciorinano velocemente i loro dolori, con tutte le etichette affibbiate dai medici, quasi come se fossero una componente anomala della “buona salute”. Potrebbero affermare: “Sono piuttosto in buona salute. Oh beh, mi vengono le emicranie e i normali raffreddori. Ho avuto qualche mal di gola, l’influenza di nuovo questo anno, né più né meno di tutti gli altri. Oh sì, la mia sciatica mi da fastidio ogni tanto e il mio medico dice che devo fare attenzione al mio colesterolo, sono un po’ stanco, ma non è così per tutti? Ehi, ma non mi sto lamentando. C’è gente che sta molto meno bene di me. Posso considerarmi relativamente sano. Niente di grave, grazie a Dio.”
Per troppo tempo abbiamo avuto la tendenza a delegare la responsabilità della nostra salute ad altri. L’atteggiamento corrente è: “Faccio quel che voglio e se qualcosa va male lascio che sia il medico a metterlo a posto.” ...
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martedì 27 gennaio 2015
Viviamo in un mondo di dormienti che diventano feroci se qualcuno tenta di svegliarli
Socrate credeva, ottimisticamente, che tutti gli uomini aspirino al bene e che, se compiono, invece, il male, ciò accade per ignoranza; ma basterebbe illuminarli sul loro errore, per consentirne il ravvedimento.
Sarebbe molto bello, e inoltre molto semplice, se davvero le cose stessero in questo modo; ma, purtroppo, vi sono numerosi indizi che suggeriscono la fallacia di una tale teoria.
La verità è che più si osserva il comportamento degli esseri umani, più si finisce per ammettere che la stragrande maggioranza di essi è formata da dormienti, che non desiderano destarsi dal proprio sonno voluttuoso, e nemmeno dai propri incubi; che vogliono continuare a dormire, a dispetto di tutti, anche se la casa in cui vivono sta prendendo fuoco; che non provano alcuna gratitudine nei confronti di coloro i quali cercano di destarli, ma, ben al contrario, nutrono nei confronti di costoro un odio implacabile, come se fossero i loro peggiori nemici, nel tempo stesso che onorano ed applaudono i malvagi pifferai che favoriscono i loro sonni e il loro sognare.
Come fare per evitare il treno che, guidato da un macchinista impazzito e carico di sonnambuli, sta per piombare addosso a coloro i quali sono desti, ma non possono agire sugli scambi, per deviarne la folle corsa?
Sarebbe molto bello, e inoltre molto semplice, se davvero le cose stessero in questo modo; ma, purtroppo, vi sono numerosi indizi che suggeriscono la fallacia di una tale teoria.
La verità è che più si osserva il comportamento degli esseri umani, più si finisce per ammettere che la stragrande maggioranza di essi è formata da dormienti, che non desiderano destarsi dal proprio sonno voluttuoso, e nemmeno dai propri incubi; che vogliono continuare a dormire, a dispetto di tutti, anche se la casa in cui vivono sta prendendo fuoco; che non provano alcuna gratitudine nei confronti di coloro i quali cercano di destarli, ma, ben al contrario, nutrono nei confronti di costoro un odio implacabile, come se fossero i loro peggiori nemici, nel tempo stesso che onorano ed applaudono i malvagi pifferai che favoriscono i loro sonni e il loro sognare.
Per quella piccola minoranza di risvegliati, i quali cominciano a rendersi conto della natura illusoria del mondo in cui viviamo e del carattere risibile, se non addirittura pericoloso, della maggior parte delle cose che suscitano, nei più, compiacimento e desiderio di imitazione, il problema si pone in questi termini: che cosa fare in un contesto di sogno generalizzato, di odio nei confronti della verità, di rancore nei confronti di ogni voce che sia fuori del coro?
Come fare per evitare il treno che, guidato da un macchinista impazzito e carico di sonnambuli, sta per piombare addosso a coloro i quali sono desti, ma non possono agire sugli scambi, per deviarne la folle corsa?
E, ancora: è legittimo che il risvegliato cerchi di imporre ai dormienti la verità, se essi le preferiscono, invece, un mondo di menzogna; è giusto che cerchi di convincerli, di convertirli, di farli ravvedere, se ciò che essi vogliono è tutt'altro? ...
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