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giovedì 5 giugno 2025

6 giugno 1968 . Assassinio di Robert Kennedy

 
In ricordo di Robert Kennedy, nella ricorrenza del suo assassinio, avvenuto a Los Angeles il 6 giugno 1968.

Questo Discorso sulla violenza fu pronunciato da RFK il 5 aprile 1968, il giorno dopo l’assassinio di Martin Luther King. (Lo spezzone è estratto dal DVD “L’Altra Dallas” di Massimo Mazzucco. Sotto una sintesi di 10 minuti del film).

TRADUZIONE:
Ogni volta che la vita di un americano viene spezzata senza motivo da un altro americano, ogni volta che viene lacerato quel tessuto vitale che un altro uomo ha così dolorosamente e faticosamente intrecciato, per se stesso e per i suoi figli, ogni volta che questo accade l'intera nazione ne resta umiliata.

Eppure sembriamo tollerare un livello crescente di violenza, che ignora sia la nostra comune umanità che le nostre pretese di civiltà. Accettiamo tranquillamente reportage giornalistici di civili massacrati in terre lontane. Glorifichiamo le uccisioni sugli schermi del cinema e della TV, e lo chiamiamo “intrattenimento”.
Troppo spesso giustifichiamo coloro che vogliono costruire la propria vita sui sogni infranti di altri esseri umani.

C'è poi un altro tipo di violenza, più lenta ma altrettanto nefasta e devastante ...

venerdì 9 agosto 2024

«Guerra e rivoluzione»: l’anarchico Tolstoj contro la superstizione statalista

"I governi sono sempre i più cattivi, i più insignificanti, crudeli, immorali e, soprattutto, i più ipocriti. E non è tanto per volontà del caso, ma piuttosto per una regola generale, la condizione assoluta dell’esistenza del governo."

Nel 1905, al termine della sanguinosa guerra russo-giapponese, vinta dalla potenza asiatica, e nel mezzo della prima rivoluzione russa, Lev Tolstoj scrive un saggio fondamentale per comprendere appieno il suo pensiero – perché come Dostoevskij, di cui raccoglie la pesantissima eredità, anche l’autore di Resurrezione [1] non è solamente un semplice scrittore, ma uno scrittore-pensatore -: Guerra e rivoluzione, pubblicato a Parigi nel 1906 e rimasto inedito in Italia per più di un secolo, fino all’edizione della Feltrinelli del 2015, a cura di Roberto Coaloa.

Guerra e rivoluzione è un testo preziosissimo, in cui emerge con una chiarezza abbacinante, da giorno estivo, pienamente estivo, il pensiero politico di Tolstoj, un pensiero anarchico – dall’autore mai definito tale, ed è bene puntualizzarlo, perché all’epoca anarchia faceva rima con violenza – basato su Étienne de La Boétie, il grande filosofo cinquecentesco (sì, cinquecentesco, ma di una modernità sconcertante con il suo celebre Discorso della servitù volontaria) a cui Tolstoj dedica un intero capitolo, il terzo della prima parte del saggio, su Jean-Jacques Rousseau, Henry David Thoreau e ovviamente Cristo, ma Cristo nella sua autenticità, nella sua purezza, libero dalle fuorvianti e interessate interpretazioni delle chiese ...

giovedì 6 luglio 2023

Sulla demopatia e sulla patocrazia…

Significato di demopatia e patocrazia in termini semplici

Negli ultimi tempi si è discusso tanto in Italia di demopatia, ovvero della patologia del popolo, delle masse

Non altrettanto invece e non sufficientemente si è discusso di patocrazia, termine coniato da Łobaczewski, per indicare il potere gestito da leader disturbati mentalmente, nello specifico narcisisti, affetti da disturbo antisociale, se non veri o propri psicopatici, come Hitler e Stalin, che erano sia sadici che necrofili, secondo le perizie psichiatriche. 

È molto più facile trattare di demopatia che di patocrazia, perché i potenti devono essere sempre lisciati per il verso giusto, perché è meno scomodo e crea meno problemi prendersela con il popolo. 
È molto più conveniente arruffianarsi con un potente che essergli contro. I potenti potrebbero sempre vendicarsi o attuare delle ritorsioni, emarginare oppure, se va bene, ostracizzare chi dà loro del folle. 

Un dittatore può uccidere i dissidenti o incarcerarli: non è solo storia, è ancora cronaca oggi. A volte non si può dare del pazzo a dittatori stranieri, anche quando ci sarebbero tutte le premesse, per non creare casi diplomatici e per non eliminare le tenui speranze di trattative, compromessi, negoziati, armistizi ...

domenica 11 giugno 2023

Fregatene!

 
di Pietro Ratto

Tu dici che hai paura. Che a sentir di tutte 'ste cose che capitano, di gente che si ammazza facendo fuori altra gente, di guerre, carestie, pandemie, ti senti perduto, disperato, terrorizzato.
Io sono piccolo piccolo; un po’ come te, lo sai.

Ma.. se posso dirti qualcosa, se posso darti un timido consiglio, ecco, io ti dico: “fregatene". Fregatene un po’.
Guarda, davvero: fregatene.
 
E mica soltanto perché non ci possiamo far nulla, no ... 
Anzi, è proprio fregandocene che possiamo risolvere qualcosa.

Ti dico fregatene perché è proprio preoccupandosi, agitandosi troppo, aspettandosi il peggio.. è proprio così che si fa il loro gioco.

Il gioco di chi crea violenza per seminar odio e desiderio di vendetta, o per diffonder paura e bisogno di protezione.. Tu, invece, fregatene un po’ ...

mercoledì 7 giugno 2023

A volte la mela cade lontano dall'albero

Ogni volta che un uomo compie violenza contro una donna o si verifica un femminicidio non dobbiamo per forza dare sempre le colpe alle madri o all'assenza dei padri ma comprendere che ogni individuo nasce già con un carattere, un Daimon, che si sviluppa dentro un contesto familiare, sociale e culturale.

Se così non fosse tutti i figli, degli stessi genitori, sarebbero uguali, mentre la realtà dimostra che esistono differenze notevoli di carattere e che le "mele marce" ci sono in ogni famiglia, e non è vero il detto che le mele non cadono mai lontano dall'albero ...

martedì 6 giugno 2023

Gli ostacoli alla libertà possono essere essi stessi la via verso la libertà

di Barry Brownstein

Nelle sue Meditazioni, Marco Aurelio scrisse: “L'impedimento all'azione fa avanzare l'azione. Ciò che è l'ostacolo, diventa la via”. 

Lo scrittore contemporaneo Ryan Holiday la mette così: l'ostacolo è la via.

Le Meditazioni erano una sorta di diario personale: Marco Aurelio scriveva a sé stesso ciò che imparava dalla sua esperienza di vita. Non avrebbe mai sognato che migliaia di anni dopo, milioni di persone avrebbero trovato ispirazione nelle sue parole. Di fronte alle sfide, Aurelio ricordava a sé stesso di “adattare e convertire ai [suoi] scopi l'ostacolo, in modo da agire”. La sua scelta dello scopo non controllava le circostanze del mondo, ma determinava la sua reazione agli eventi.

Marco Aurelio si rese conto che quando non riusciva a soddisfare i suoi standard, in un momento successivo avrebbe potuto ancora optare per un'altra scelta ed essere guidato dal suo scopo precedente. Si spronava a “non sentirsi esasperato, o sconfitto, o abbattuto perché le giornate non sono piene di azioni sagge e morali; ma rialzarsi quando si fallisce, celebrare il comportamento umano, per quanto imperfetto, e abbracciare pienamente la ricerca intrapresa”.

Leggiamo Marco Aurelio per risvegliare in noi stessi la scelta quando ci tocca affrontare un ostacolo. Nella frustrazione possiamo incolpare le forze esterne e le azioni degli altri per esserci d'intralcio; rispondendo con rabbia, potremmo intraprendere azioni di cui in seguito ci potremmo pentire ...

mercoledì 3 maggio 2023

Giulietto Chiesa, l'eresia e la guerra contro l'umanità

 
 di Giorgio Cataneo

Due eserciti schierati lungo il fiume, uno di fronte all’altro. L’aggressore esibisce le insegne crociate. L’aggredito sventola un’altra croce: quella occitanica di Tolosa. La consistenza dei difensori esprime una superiorità schiacciante. 

Eppure, perdono: subiscono una sconfitta disastrosa. Segnerà le sorti della Crociata Albigese. Qualcosa di lontano, nel tempo. Ma che forse riesce a parlarci ancora: da vicino.

Ne era convinta una pensatrice francese come Simone WeilLo scrisse, nel libro I Catari e la civiltà mediterranea”. 

La sua tesi: se Tolosa non avesse perso, in quella maledetta Battaglia di Muret (13 settembre 1213), forse avremmo avuto una storia diversa. Un’Europa diversa: con meno guerre, meno soprusi, meno ferocia. E senza i grandi orrori del Novecento, i totalitarismi devastanti, la vergogna incancellabile della Shoah ...

sabato 8 aprile 2023

Società, malessere esistenziale e violenza

Intervista al professor Guido Brunetti
di Anna Gabriele

Il caso di un’ex studentessa che ha sparato in una scuola di Nashville negli Stati Uniti, uccidendo 3 bimbi e 3 adulti ripercorre una dinamica tragicamente identica ad altri numerosi episodi, lasciando una infinita scia di disperazione e di dolore. 

“E’ un incubo - ha dichiarato il presidente Joe Biden -, dobbiamo fare di più contro la violenza”. 

Si tratta di un fenomeno complesso che approfondiamo con il professor Guido Brunetti, autore di numerosi libri e saggi nel campo delle neuroscienze, della psichiatria e della psicoanalisi, il quale è stato molti anni fa tra i primi in Italia con il professor Giovanni Bollea, il padre della neuropsichiatria infantile, a pubblicare un documento sul processo di violentizzazione a livello mondiale in corso nella società ... 

martedì 28 marzo 2023

Mostrare danneggia l'essere

 di Daniela Marinelli

C'è un andamento inquietante che in questo periodo osservo, relativamente all'utilizzo dei social che coinvolgono i bambini.

È vero che come adulti e genitori abbiamo la podestà rispetto alle scelte che coinvolgono i nostri figli, quando sono bambini eppure, osservo sempre più, come tali scelte vadano nella direzione di mancato rispetto al bambino e di una non tutela del suo spazio privato.
 
Un bambino non sa cosa siano Facebook, Instagram e Tik Tok e, seppur ne conosca in qualche modo il funzionamento, non ne può comprendere realisticamente la portata e quindi non può percepire realisticamente il significato e l'impatto di una sua foto in rete e di un video che lo ritrae.

Da un po' di tempo, osservo con preoccupazione e orrore bambini esposti sempre di più, messi in scena e riprodotti costantemente, mentre parlano, cantano, ballano o compiacciono i genitori che stanno lì, con una frequenza inquietante, a filmare e postare. 
Proprio la frequenza e la ripetizione con cui questo avviene ci dice che, eccitati dal numero di like e e follower e gratificati nell'orgoglio genitoriale di potersi vantare di quel figlio, di quella bellezza, di quel talento, di quell'intelligenza simpaticamente chiacchierona, non si accorgono di come la quotidianità del bambino venga turbata ...

mercoledì 24 agosto 2022

L'obsolescenza dell'uomo

 "Per soffocare in anticipo qualsiasi rivolta, non bisogna usare la violenza. Metodi come quelli usati da Hitler sono superati. Basta sviluppare un condizionamento collettivo così potente che l'idea stessa di rivolta non passerà nemmeno per la mente della gente.

Idealmente, gli individui dovrebbero essere condizionati limitando le loro capacità biologiche innate fin dalla nascita. 

Poi, si continuerebbe il processo di condizionamento riducendo drasticamente l'istruzione per riportarla ad una forma di integrazione nel mondo del lavoro. Un individuo non istruito ha solo un orizzonte di pensiero limitato, e più i suoi pensieri sono confinati a preoccupazioni mediocri, meno può ribellarsi. 

L'accesso alla conoscenza deve essere reso sempre più difficile ed elitario. L'abisso tra la gente e la scienza deve essere allargato. Ogni contenuto sovversivo deve essere eliminato dall'informazione destinata al grande pubblico ...

lunedì 3 gennaio 2022

Totalitarismo Patologizzato

di CJ Hopkins

"Ho descritto la Nuova Normalità come "totalitarismo patologizzato" e ho previsto che la "v@xxinazione" obbligatoria sarebbe arrivata almeno dal maggio 2020.  

Uso il termine “totalitarismo” intenzionalmente, non per effetto, ma per amore della precisione. La Nuova Normalità è ancora un totalitarismo nascente, ma la sua essenza è inequivocabilmente evidente. Ho descritto quell'essenza in una colonna recente:

"L'essenza del totalitarismo - indipendentemente dai costumi e dall'ideologia che indossa - è un desiderio di controllare completamente la società, ogni aspetto della società, ogni comportamento e pensiero individuale. Ogni sistema totalitario, che sia un'intera nazione, un piccolo culto o qualsiasi altra forma di corpo sociale, evolve verso questo obiettivo irraggiungibile... la totale trasformazione ideologica e il controllo di ogni singolo elemento della società … Questa ricerca fanatica del controllo totale, dell'assoluta uniformità ideologica e dell'eliminazione di ogni dissenso, è ciò che rende totalitarismo il totalitarismo”.

Ad ottobre 2020 ho pubblicato Il culto c-o-v-i-d-iano, che da allora è cresciuto in una serie di saggi che esaminano il totalitarismo New-Normal (cioè patologizzato) come "un culto scritto su larga scala, su scala sociale". Questa analogia vale per tutte le forme di totalitarismo, ma soprattutto per il totalitarismo New Normal, così com'è la prima forma globale di totalitarismo nella storia, e quindi ...

mercoledì 22 settembre 2021

Dal Matriarcato alla guerra dei sessi

Una delle fissazioni dell'uomo contemporaneo è quella delle modifiche.
Consentigli di modificare qualche cosa, e lo fai felice. 
Si modificano gli alimenti, il clima, gli attributi sessuali; le fattezze fisiche, gli stati psichici e la stessa macchina biologica umana, in predicato di essere trattata come un hardware upgradabile. 

E ancora, si riformano istituti come il matrimonio e lo stato sociale, si cambiano le regole a partita in corso, sottraendo ai popoli i diritti e le libertà su cui secoli fa si fece leva per vendere il concetto di democrazia. Si modificano i culti, le ideologie, le costituzioni, le istituzioni.

Ci è stato insegnato che il cambiamento sia intrinsecamente una cosa positiva, che non possa che condurre a conseguenze positive. Un messaggio molto moderno e disinvolto, ma che di questi tempi affascina così tante menti solo perché la cultura dominante ha interesse a presentare ogni cambiamento esaltandone le luci ed occultandone le ombre. Troppo spesso oggi si cambia in funzione degli interessi dei pochi, per officiare riti all'umanesimo bullesco, col sedicente ingegno umano che fa bella mostra di se schiacciando la natura e le tradizioni.

La realtà dei fatti è che non esiste opera di manomissione genetica, fisica, climatica, politica, sociale su larga scala, che non comporti un elevato rischio di peggiorare gli elementi che si propone di migliorare. Quanto più si artefa, quanto più ci si allontana dall'ordine naturale ed esperienziale delle cose, tanto più elevato è il rischio che la natura si metta di traverso fino a provocare un effetto di rimbalzo che riporta tutto al punto di partenza. Ciclicità. Sembra che qualcosa di simile sia già accaduto ad ogni civiltà che ci ha preceduti ...

lunedì 16 agosto 2021

I “Maghi Neri” non ci domineranno per sempre

Fa più rumore un albero che cade, lo sappiamo: l’immensa foresta cresce in silenzio.
Oggi però di alberi ne cadono a migliaia, tutti i giorni ...

E’ un fragore spaventoso, che provoca smarrimento. Il che non è casuale: più che il legname, infatti, al taglialegna interessa proprio la paura che il crollo provoca. Guerre, disperazione, crisi economiche accuratamente progettate. 

Ma l’indotto globalizzato della strage quotidiana, il “core business del male”, non è nemmeno il lucro: l’obiettivo numero uno è lo scoraggiamento di massa, planetario. La resa dell’umanità. I trilioni di dollari contano, eccome – sono la lussuosa paga dei grandi mercenari, gli strumenti della “piramide oscura”. Al cui vertice però siedono tenebrosi “sacerdoti”, i Maghi Neri, il cui vero “fatturato” non è misurabile in denaro, ma in dolore. La loro missione: sabotare le connessioni vitali, amorevoli, tra persone e popoli. 

Da questa prospettiva, decisamente inconsueta, Fausto Carotenuto fotografa, a modo suo, il senso della grande deriva mondiale che stiamo vivendo, di cui spesso stentiamo a cogliere il significato. Ma non lasciamoci spaventare, aggiunge: se il frastuono è in aumento, se gli “architetti del buio” stanno “esagerando”, è perché stanno cominciando ad avere paura del nostro risveglio...

venerdì 16 aprile 2021

Università - Le Confraternite americane

La Confraternita (o Sorellanza se i membri sono femminili) è un’organizzazione di persone che si riuniscono in un ambiente amichevole, concepita per lo sviluppo intellettuale, fisico e sociale dei suoi membri.

In base al tipo di Organizzazione, le Confraternite si possono dividere in tre gruppi: sociali, professionali o onorarie.


Quando si parla di Società Segrete e di Confraternite studentesche americane, il primo pensiero va all’Ordine del Teschio e delle Ossa (The Order of Skull and Bones).

Si tratta di una delle più importanti società segrete di Yale, fondata nel 1832, oggetto di molteplici teorie di cospirazione, inclusa quella dell’assassino del Presidente J.F. Kennedy. Annovera tra i suoi membri personaggi più o meno noti come giudici, giocatori di tennis, di football, uomini d’affari, senatori e anche l’ex Presidente degli Usa George W. Bush era membro di questa società.

Ci sono tantissime Confraternite nelle Università americane, e ognuna di loro ha la propria “mission“, ossia lo scopo dell’organizzazione, i suoi principi e le regole che la guidano. Possono avere obiettivi quali competenze lavorative, artistiche, qualità etiche, scopi etici, etnici, e così via.
Ci sono confraternite ebraiche, come la Zeta Beta Tau, fondata nel 1898 con il compito di preservare e coltivare relazioni all’interno della comunità ebraica. 
I principi sui quali si fonda quest’associazione sono la conoscenza intellettuale, la responsabilità sociale e l’amore fraterno ... 

mercoledì 27 gennaio 2021

Simbologia delle Tre Scimmie

 “L’uomo è ciò che mangia.”
- Ludwig Feuerbach -


di R. Cassaro

Il reale significato della sacra icona delle Tre Scimmie Sagge (note anche come le Tre Scimmie Mistiche) è stato volutamente occultato da chi manipola il linguaggio e la cultura.

La verità nascosta nel secolare proverbio: "Non guardare il male, non udire il male, non dire il male" è infatti in grado di alimentare la coscienza in modi inimmaginabili. 
In questo articolo riscopriremo l'autentico significato dell'icona, e vedremo perché qualcuno si sia tanto adoperato per nasconderlo.

Se siete convinti di conoscere il significato del simbolo delle Tre Scimmie Sagge, probabilmente dovrete ricredervi. 

Il Potere (cioè l'insieme di coloro che controllano la cultura ed i media) ci induce a pensare che si tratti di un'esortazione a farsi gli affari propri (non vedo, non sento, non parlo), cioè ignorare la cattiva condotta altrui anziché stigmatizzarla e denunciarla ...

lunedì 11 gennaio 2021

Davvero i figli sono il riflesso dei genitori?

 
La coerenza tra il modo in cui vorremmo che i nostri figli si comportassero e come ci comportiamo noi da genitori, è di fondamentale importanza. Loro sono il nostro riflesso e noi il loro specchio. Cerchiamo di essere lo specchio migliore in cui possano riflettersi.

Forse vi preoccupa l’affermazione che recita: ” i figli sono il riflesso dei propri genitori”. I nostri figli sono come spugne e assorbono quindi tutto quello che vedono e che sentono. Per questo motivo è così importante che tutto ciò che succede in casa sia produttivo per la loro educazione e per il loro comportamento.

Essere genitori è una vera sfida, dato che non solo bisogna suddividere il tempo al meglio, ma bisogna anche essere coerenti in ciò che diciamo e facciamo, dato che i nostri figli, anche se non ce ne accorgiamo, osservano tutto e modellano il modo in cui si comportano sulla base di quanto vedono.

Sì, i bambini vogliono essere come i loro genitori. Per questo dare il buon esempio è fondamentale per educarli alla base con valori e principi. Il fatto che i figli siano il riflesso dei propri genitori preoccupa molti.

Inconsciamente, i nostri figli imitano i nostri gesti, le nostre azioni, il nostro modo di parlare e persino il nostro modo di relazionarci con gli altri. Questo va di pari passo con il fatto che sono emotivamente legati a noi in quanto genitori ...

giovedì 11 giugno 2020

Biologia della gentilezza

La parola “gentilezza” richiama il senso del garbato, del dolce, dell’amabile.

Essere gentili con noi stessi e con gli altri è, come vedremo, oltre che una questione biologica di salute, benessere e longevità, anche una strategia evolutiva utile alla sopravvivenza dell’intero genere umano.

L'origine della gentilezza
In latino gentilis deriva da gens e indica un gruppo familiare allargato, un clan di appartenenza.

La gens nell’antica Roma era una sorta di famiglia nobile allargata con reciproci doveri di difesa e assistenza e, in mancanza di parenti prossimi, con diritto di successione ereditaria. Persino il luogo di sepoltura era condiviso.

Gentilem in latino vuol dire “appartenente alla gens”, ovvero a una famiglia aristocratica, una condizione sociale a cui corrispondevano qualità morali e attitudinali come cortesia autentica, garbo e grazia. Non solo comportamenti formali esteriori quindi, ma un vero e proprio sentimento interiore: la nobiltà d’animo capace di esprimere qualità elevate.

La gentilezza va ben oltre il significato comune di buona educazione. È un valore sociale di fondamentale importanza, che crea senso di appartenenza senza alcun bisogno di ricorrere a una comunicazione verbale violenta, di creare competizione o di farsi dei nemici, di far leva su istinti primari, paure e ferite emotive ...

giovedì 14 dicembre 2017

Gerusalemme tra Pace definitiva e Guerra continua

Per comprendere questo scenario la geopolitica non è sufficiente.
E' necessario passare ad un livello superiore, quello nel quale le scelte di determinate congreghe occulte immettono nella politica e nell’economia le spinte per pilotare la direzione dell’umanità ...

di  Piero Cammerinesi

    All’indomani dell’annuncio da parte di Trump di spostare l'ambasciata americana a Gerusalemme...
    riconoscendo di fatto la città sacra per i tre monoteismi - oltre che per Templari e Massoneria - come la capitale dello Stato di Israele, mi sono chiesto quale sia il senso reale di tale mossa.

    Da una parte è vero che questo progetto è stato caldeggiato prima di lui - oltre che, evidentemente, dai sionisti - da altri presidenti USA, ma è altrettanto vero che, di fatto, è stato sempre rimandato di anno in anno perché palesemente inopportuno, visti i delicatissimi equilibri geopolitici di questi territori.
    Gli USA, infatti, avevano già pianificato dal 1995, con il “Jerusalem Act”, di spostare l’ambasciata a Gerusalemme ma tutti i presidenti da allora, per non mettersi in urto con gli alleati arabi, hanno rimandato sempre la decisione operativa passando la patata bollente al successore.
    Un'altra chiave interpretativa è che The Donald abbia, con tale gesto, abbia voluto mantenere l’impegno, assunto in campagna elettorale, di traslocare l’ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme, città che, sino ad oggi, era considerata capitale di Israele solo dagli israeliani ...

    giovedì 31 agosto 2017

    La Danza della Realtà

    Alejandro Jodorowsky Prullansky

    Infanzia

    Al principio il cielo e la terra erano talmente stretti l’uno contro l’altra che non lasciavano nessuno spazio tra essi, fino all’arrivo dell’essere cosciente che liberò l’uomo sollevando il firmamento. Vale a dire, stabilendo la differenza tra umanità e bestialità.
    Sebbene in modo ingenuo. Mi ero reso conto che in quella realtà dove io, Pinocchio, mi sentivo un estraneo, tutto si collegava con tutto attraverso una fitta rete di sofferenza e di piacere. Non esistevano cause insignificanti, qualunque azione provocava effetti che si estendevano fino ai confini dello spazio e del tempo.

    Si, il mondo era intessuto di sofferenze e di piacere; 
    in ogni azione il male e il bene danzavano come una coppia di amanti.

    Mettendomi nei panni di tutto ciò che non ero io, sentivo che tutto era cosciente, tutto era dotato di vita: quello che credevo fosse inanimato, era un’entità più lenta, e quello che credevo fosse invisibile era un’entità più rapida. Ogni coscienza possedeva una velocità diversa. Se sapevo adattarmi a tali velocità potevo stringere rapporti che mi avrebbero arricchito.

    “Alendrajito, la bocca non è fatta per dire frasi aggressive, a ogni parola dura ti si secca un poco l’anima”.
    La fame genera artisti.
    “Solitudine è non saper stare con se stessi”.

    domenica 8 febbraio 2015

    Cattivi maestri e facili inganni


    Piero Cammerinesi
    (Corrispondente dagli USA di Coscienzeinrete Magazine, Altrogiornale e Altrainformazione)

    Ieri (3 febbraio 2015 - NdC) Magdi Cristiano Allam ha pubblicato sulla sua pagina Facebook sei fotografie dello sventurato pilota giordano arso vivo.

    Il post a commento delle immagini recitava testualmente:

    “Basta con questi mostri! Dobbiamo combattere e sconfiggere i terroristi islamici e sradicare l'ideologia dell'odio, della violenza e della morte insita nell'islam, prescritta da Allah nel Corano e messa in atto da Maometto. Oggi è stato un giovane pilota giordano musulmano ad essere arso vivo rinchiuso in una gabbia. Sempre oggi gli stessi terroristi islamici dell'Isis hanno ucciso un omosessuale, lanciandolo dal settimo piano legato a una sedia e poi lapidato dalla folla fino alla morte. Ebbene questa guerra del terrorismo islamico globalizzato riguarda tutti noi. È ora di dire basta!” ....