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domenica 6 ottobre 2024

Demolizione controllata della Civiltà

Immagine: Il corso dell’impero: Distruzione, di Thomas Cole 1836

di Piero Cammerinesi 

I primi segnali della new wave della post-modernità distopica  li abbiamo avuti con le due – anzi le tre – torri.

Con la loro demolizione controllata, spacciata per crollo causato da due aerei civili dirottati.

Se ancora qualcuno avesse dei dubbi sul reale svolgersi dei fatti a ventitre anni dall’evento, si riguardi l’ottimo lavoro di Massimo Mazzucco, La Nuova Pearl Harbor ... 

domenica 21 aprile 2024

Siamo tutti potenziali terroristi: Future Attribute Screening Technology (FAST)

 di Bruno Aliberti

Quando Tom Cruise interpretò nel 2002 un ruolo decisivo nel film "Minority Report", diretto da Steven Spielberg, sapeva trattarsi di realtà e non di fantascienza?

Sapeva del progetto FAST (link in inglese) e del progetto PRISM correlato? Belle domande. Mi faccio sempre delle belle domande, non c'è che dire.

Ci mettono a conoscenza dei loro più perversi intendimenti, spacciandoli per fantasiosi racconti prodotti da menti eclettiche di scrittori perspicaci, e noi ci succhiamo tutto, commentando pure sulle bellezze intrinseche delle immagini e coreografie tecnologiche, dell'interpretazione magistrale degli attori, della trama coinvolgente, del sempre eccezionale regista. Coglioni. Siamo COGLIONI. Dei poveri coglioni.
Ma si può essere più coglioni di così? Ma certamente.
Andando allo Stadio a vedere partite truccate o in streaming a 29.99 su sky;
Seguendo i talkshow di politici che poi votiamo pure;
Guardando Moda, Gossip e poi emulando.
Certo che si può essere più coglioni di così, ma non divaghiamo.

Future Attribute Screening Technology (FAST) è un programma creato dal Department of Homeland Security, intitolato originariamente Progetto intento ostile, che persegue lo scopo di individuare "Mal intenti ed intenzionati" attraverso lo screening, effettuato in un laboratorio mobile, di quelli che vengono definiti indicatori psicologici e fisiologici di persone sospette ...

venerdì 10 novembre 2023

Dopo Berlino, tutti i ''muri della vergogna'' che restano. E che crescono.


Il 9 novembre del 1989 cadeva il Muro di Berlino. 

In quel momento iniziavano promesse di libertà e di garanzia dei diritti fondamentali, di apertura dei confini, di esportazione della democrazia. Ma davvero è andata così o si tratta di una grande utopia, di un miraggio, di un’illusione?

In realtà da quel giorno iniziava il grande inganno. 
Basta vedere cosa è accaduto negli ultimi 30 anni: l’estensione dell’egemonia statunitense e la diffusione di un modello economico insostenibile, la globalizzazione, l’annientamento di tutte le diversità culturali, politiche e religiose e la commissione di crimini contro l’umanità, la ricerca sfrenata del petrolio e la distruzione dell’intero Medio Oriente, il depauperamento di ogni risorsa naturale e la ribellione incombente della nostra Madre Terra, infine l’irrefrenabile corsa agli armamenti e il rischio, presente ogni giorno, di una Terza guerra mondiale.

Pensare che a quell’epoca i muri costruiti nel mondo erano a malapena 15. 
Mentre attualmente ce ne sono più di 70, inclusi quelli già finanziati. Sono muri della vergogna, dell’egoismo, dell’odio, dell’avidità e della follia! 
Sono muri che rispecchiano la malvagità della natura umana ...

giovedì 30 dicembre 2021

La denuncia di Snowden del controllo totale

Quello che segue è il capitolo 15.7 di A. Pascale, Il totalitarismo liberale. Le tecniche imperialiste per l’egemonia culturale, La Città del Sole, Napoli 2018, pp. 447-454 (per recuperare gli scritti precedenti si veda qui). 

È notevole come gli intellettuali occidentali non abbiano riflettuto molto sulle implicazioni delle rivelazioni di Snowden, arrivando anzi a criminalizzarne la figura, assecondando così la propaganda imperiale di Washington. 

Il trattamento progettato per Snowden, qualora cadesse nelle mani degli USA, prevede la stessa vergognosa modalità di detenzione cui è stato sottoposto Julian Assange, la cui opera portata avanti con Wikileaks sarebbe meritoria del Nobel per la Pace, invece della prigionia politica decisa dal potere imperiale statunitense. 
I media non parlano di queste cose e le giovani generazioni già fanno fatica a dare un senso ai nomi di Snowden e Assange

Occorre ridare slancio pubblico nel dibattito politico sull’attuale livello di “società del controllo” che si è raggiunto, e soprattutto bisogna ragionare in profondità sulle conseguenze politiche che tutto ciò comporta nella rimodulazione della tattica e del modello organizzativo di un partito che ambisca a conquistare il potere politico. 
Alessandro Pascale, 11 agosto 2020 ... 

martedì 6 marzo 2018

Ma che sballo la democrazia! Parola di satana.

di Gianni Tirelli

In democrazia, è importante mentire, sempre, e la televisione è la pacchia dei bugiardi.

Puoi mentire sui sondaggi, sui dati economici e attraverso la propaganda per l’acquisto di prodotti di ogni genere, sulla loro qualità e i loro componenti. 
Puoi tranquillamente dire che il tuo panettone è stato realizzato come cento anni fa, e che fa ricrescere i capelli, che nessuno mai si prenderà la briga di contestare ciò che tu sostieni. “NON E’ ANCORA STATO PROVATO”!!

In democrazia, se rivesti una carica politica, non devi mai essere troppo chiaro ed esplicito: ognuno, e secondo i suoi interessi, interpreterà a suo modo. Perché in democrazia, tutto è possibile: il bianco può essere nero e viceversa.

In democrazia, puoi promettere ogni cosa e subito dopo rimangiarti tutto.Puoi sempre dare la colpa ai tuoi avversari. E’ un classico, una strategia democratica consolidata. Molti ti crederanno, gli altri se ne dimenticheranno presto. Quale libertà, più libertà di questa?

Nel mercato libero democratico, ognuno decide il prezzo della propria mercanzia e, tutti, si adeguano al prezzo più alto ...

martedì 15 novembre 2016

Biometria facciale, già foto-schedato un americano su due

Oggi, Facebook vanta oltre un miliardo e mezzo di utenti. Le loro facce sono pubbliche. 

Una colossale auto-schedatura planetaria. Non è uno scherzo: c’è chi sta lavorando per “classificare” ogni individuo, magari utilizzando telecamere di sorveglianza nelle strade. 

Oggi, un americano adulto su due – cioè 117 milioni di persone – ha già avuto le sue foto sottoposte a questo genere di ricerche. In pratica, scrive la “Stampa”, si impiegano «algoritmi utilizzati dalle polizie di una trentina di Stati come fossero un semplice motore di ricerca». 

All’occorrenza, «si immette l’immagine del presunto criminale e si cerca un possibile collegamento con una foto tratta dalle banche dati delle patenti di guida o delle carte d’identità». 

O magari da Facebook, che è così comodo – ora, scrive Gianfranco Carpeoro proprio nella sua pagina Fb, meglio si capisce il nome, “faccia-libro”, del mega-network creato da Mark Zuckerberg all’indomani dell’11 Settembre, quando la Cia scoprì la necessità di dover controllare l’identità, l’orientamento e i movimenti di milioni di individui...

martedì 5 gennaio 2016

Il Piano di Governance Globale del Council on Foreign Relations e il Nuovo Ordine Mondiale

“Alcuni credono persino che facciamo parte di una congiura segreta che lavora contro gli interessi degli Stati Uniti, caratterizzando la mia famiglia e me come ‘internazionalisti’ e che cospiriamo con altri in tutto il mondo per costruire una struttura politica ed economica globale integrata – un unico mondo, se volete. Se questa è l'accusa, mi dichiaro colpevole e sono fiero di esserlo.”
- David Rockefeller (
il più giovane dei figli di John Davison Rockefeller Jr., il patriarca della famiglia) -

In questo articolo  (2010. N.d.E.) presento e commento il documento ufficiale del Council on Foreign Relations (CFR) dal titolo "Istituzioni Internazionali e Programma di Global Governance, Ordine Mondiale nel 21esimo Secolo" pubblicato il primo maggio del 2008.
Questo documento è stato da me tradotto in italiano, vi prego di segnalarmi eventuali errori.
Il documento è a tutti gli effetti un Manifesto degli obiettivi del circolo elitario in questione.

Questo manifesto si contrappone al documento del settembre del 2000 dal titolo "Rebuilding America's Defenses", un altro manifesto elitario elaborato dal PNAC (Project For New American Century), un think tank neoconservatore con sede a Washington. Il piano che il PNAC delineava era quello di un dominio globale incontrastato degli Usa sul mondo intero per il secolo avvenire. 
Gli Usa avrebbero agito con la forza e unilateralmente per conseguire questo obiettivo e avrebbero scalzato qualsiasi potenza rivale. 
Tra i fondatori del PNAC ci sono Dick Cheney e Donald Rumsfeld. Questi personaggi poco dopo avrebbero preso il potere e avrebbero messo in pratica il progetto del PNAC ...

domenica 22 novembre 2015

A chi serve il terrorismo?

Jacopo Cioni
Direttore del sito www.ilsovranista.it

Palese che ormai viviamo in una dittatura bianca dove le armi di coercizione non sono più il manganello e l’olio di ricino o i gulag russi, sarebbe quindi opportuno chiedersi quali sono le armi usate oggi per mantenere lo stato dittatoriale.

Capite le armi usate diventa facile capire chi è in grado di usarle e quindi capire chi è in cima alla piramide dittatoriale. Quali sono queste armi? Prima fra tutte l’economia trasformata in finanza a qualsiasi livello.
Se l’economia è il mezzo per creare una società equilibrata e fiorente la finanza è invece il mezzo per rendere fiorente il potere di pochi. 
Se l’economia diventa solo finanza si può intuire il risultato...

sabato 9 maggio 2015

Tra complottismo ed esoterismo, ovvero l’entusiasmo dell’attenzione

Di fronte ad avvenimenti come l’11 settembre o l’abbattimento dell’aereo civile in Ucraina o le recenti vicende parigine, di regola le persone reagiscono in tre differenti modi.

di Piero Cammerinesi
(Corrispondente dagli USA di Coscienzeinrete Magazine, Altrogiornale e Altrainformazione)

Il primo – quello della maggioranza – consiste nel prendere per buono tutto quello che raccontano i media, avallando le spiegazioni ufficiali e reagendo, razionalmente ed emotivamente, esattamente come si aspettano la stampa, la televisione e i governanti.

Questa modalità è sovente del tutto acritica, dando per scontato che chi ci governa non ci possa ingannare oltre un certo limite in quanto è, di fatto, “dalla nostra parte” contro il “nemico” di turno, sia esso il bolscevismo, il nazismo, il fascismo, il terrorismo islamico ...

domenica 8 febbraio 2015

Cattivi maestri e facili inganni


Piero Cammerinesi
(Corrispondente dagli USA di Coscienzeinrete Magazine, Altrogiornale e Altrainformazione)

Ieri (3 febbraio 2015 - NdC) Magdi Cristiano Allam ha pubblicato sulla sua pagina Facebook sei fotografie dello sventurato pilota giordano arso vivo.

Il post a commento delle immagini recitava testualmente:

“Basta con questi mostri! Dobbiamo combattere e sconfiggere i terroristi islamici e sradicare l'ideologia dell'odio, della violenza e della morte insita nell'islam, prescritta da Allah nel Corano e messa in atto da Maometto. Oggi è stato un giovane pilota giordano musulmano ad essere arso vivo rinchiuso in una gabbia. Sempre oggi gli stessi terroristi islamici dell'Isis hanno ucciso un omosessuale, lanciandolo dal settimo piano legato a una sedia e poi lapidato dalla folla fino alla morte. Ebbene questa guerra del terrorismo islamico globalizzato riguarda tutti noi. È ora di dire basta!” ....

sabato 10 gennaio 2015

Attentato a Charlie Hebdo - una serie di coincidenze

Diversi punti in questa faccenda meriterebbero di essere approfonditi.
Lasciando da parte le perplessità riguardanti le immagini dei video, più o meno oggettive, che metterebbero in dubbio l'autenticità di alcuni particolari riguardanti l'accaduto, sono successi alcuni fatti che bisognerebbe mettere insieme, a cominciare dalle dichiarazioni "no-global" dell'economista Bernard Marris, una delle vittime del blitz.
Nel web giornalisti e opinionisti si danno da fare e il quadro che sta venendo fuori mette in evidenza il sospetto che il movimento jihadista non sia l'unico ad aver messo le mani nell'attentato.
Vedremo.
Catherine


1. Come mai un obiettivo sensibile -come la redazione di Charlie Hebdo- era così debolmente protetto? Vista da questo angolo visuale, la vignetta che presagiva l’attentato appare come una cosa più sinistra di un semplice presentimento.

2. I servizi francesi sono fra i migliori del mondo ed hanno una scuola di pensiero molto avanzata, ma poi si fanno fregare in questo modo da tre ragazzi che vanno in giro armati di kalashnikov a fare strage di giornalisti? A quanto pare, sembra che non abbiano alcun controllo dell’ambiente jihadista presente sul proprio territorio, al punto di non essere capaci di monitorare neppure i reduci dalle guerre mediorientali ...