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mercoledì 26 febbraio 2025

L'umiliazione dell'Unione Europea


Nel contesto delle attuali dinamiche geopolitiche stiamo assistendo alla marginalizzazione dell'UE, in particolare riguardo al conflitto in Ucraina e alle relazioni transatlantiche.

Mentre i ministri e i leader europei sono impegnati a tenere riunioni e rilasciare dichiarazioni fantasiose, gli Stati Uniti relegano l'UE ai margini della storia. L'analista geopolitico Alexandre Regnaud cerca di capire come e soprattutto perché.

Recentemente, mentre il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, interveniva alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera e il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, partecipava a una riunione del gruppo di contatto sull'Ucraina a Bruxelles, l'Unione Europea è stata informata della sua esclusione dai colloqui di pace sull'Ucraina in Arabia Saudita. Questo episodio rappresenta un'ulteriore umiliazione per un'entità i cui rapporti con gli Stati Uniti sono sempre stati ambigui, ma che l'amministrazione Trump sembra intenzionata a subordinare e mettere sotto pressione, con profondo disprezzo.

L'attuale amministrazione statunitense è composta da individui con forti convinzioni politiche e religiose che influenzano le loro azioni. 

Per loro, l'Unione Europea non è un'entità rappresentativa ...

mercoledì 4 dicembre 2024

I limiti dell'opinione pubblica e il fallimento della democrazia


di Finn Andreen

Non sempre viene ammesso, ma il popolo non potrà mai essere rappresentato dalla classe politica. 

Tuttavia l'opinione pubblica la influenza, a volte anche fortemente. In tutti i sistemi politici la minoranza al potere deve tenere conto, a vari livelli, dell'umore pubblico espresso nei municipi, nei sondaggi, nelle elezioni, nelle dimostrazioni e, ora, nei social media.

Il governo più stabile e popolare non è, quindi, necessariamente quello più “democratico”, ma quello che considera meglio l’opinione pubblica e adatta le sue linee di politica a essa quando necessario. 
L’impopolarità e l’instabilità politica della maggior parte dei governi occidentali odierni sono in parte spiegate dal fatto che l’opinione pubblica è stata sempre più ignorata dalla minoranza al potere, mentre le elezioni si sono trasformate in rituali “mediatizzati”.

Il sistema politico cinese non è amico della libertà, ma è stabile e popolare proprio perché, secondo un accademico cinese, il Partito Comunista Cinese cerca di “tastare il polso del pubblico nella governance e riflettere la volontà pubblica”. 

In Occidente c'è una notevole frustrazione derivante dal fatto che la priorità è sempre data ormai all'agenda politica dell'attuale oligarchia cosmopolita e finanziaria ...

martedì 21 novembre 2023

Femminicidio: un’emergenza inesistente per nascondere le emergenze reali

L'articolo è stato scritto 10 anni fa. Troverete dati aggiornati a fine articolo. Un'occasione d'oro per capire come sono cambiate (o no) le cose ..
Catherine


Il dibattito, nelle ultime settimane, si concentra sull’istituzione del reato di femminicidio (Laura Boldrini ...).
Un reato specifico che punisca la violenza contro le donne. 

Anche parte della stampa e dei media porta avanti la campagna. I dati, però, sono in netta contrapposizione con quelli ufficiali diffusi dall’Istat e dal ministero dell’Interno. 
Secondo l’Istituto di Statistica la violenza che sfocia nell’omicidio di una donna, negli ultimi vent’anni, è in calo. Nel 1992 le vittime erano state 186, nel 2010 (ultimo anno disponibile) 131, per un calo del 29,57 per cento. Sono stati 125 nel 2022, circa il 39% del totale degli omicidi dell'anno - N.d.C.

La provocazione - E’ un altro, invece, il fenomeno in sensibile aumento: l’infanticidio, nella gran parte dei casi commesso dai genitori sui propri figli. Gli ultimi eclatanti casi: quello del padre che ha sparato e ucciso al figlio a Palermo, e la donna che ha lanciato i due figli dal balcone, a Busto Arsizio. I dati sull’infanticidio sono quelli diffusi dal Rapporto Eurispes Italia 2011: gli ultimi numeri disponibili sono relativi al 2010, quando è stato compiuto un infanticidio ogni 20 giorni. L’anno precedente la cadenza era di uno ogni 33 giorni, nel 2008 uno di 91 giorni. In numeri assoluti i casi sono stati 4 nel 2008, 11 nel 2009 e 20 nel 2010, e il trend è in costante aumento: complice la crisi e un quadro sempre più difficile, cresce il numero delle madri che compiono il folle e disperato gesto. 
Secondo il rapporto Eures, solo dal 2010 al 2022 i bambini al di sotto dei 12 anni uccisi dai genitori nel nostro Paese sono stati 149 - N.d.C.)

Ed è qui che avanziamo la provocazione: perché al posto del reato di femminicidio non si introduce quello di figlicidio? ...
liberoquotidiano.it (18.05.2013)

venerdì 10 novembre 2023

Dopo Berlino, tutti i ''muri della vergogna'' che restano. E che crescono.


Il 9 novembre del 1989 cadeva il Muro di Berlino. 

In quel momento iniziavano promesse di libertà e di garanzia dei diritti fondamentali, di apertura dei confini, di esportazione della democrazia. Ma davvero è andata così o si tratta di una grande utopia, di un miraggio, di un’illusione?

In realtà da quel giorno iniziava il grande inganno. 
Basta vedere cosa è accaduto negli ultimi 30 anni: l’estensione dell’egemonia statunitense e la diffusione di un modello economico insostenibile, la globalizzazione, l’annientamento di tutte le diversità culturali, politiche e religiose e la commissione di crimini contro l’umanità, la ricerca sfrenata del petrolio e la distruzione dell’intero Medio Oriente, il depauperamento di ogni risorsa naturale e la ribellione incombente della nostra Madre Terra, infine l’irrefrenabile corsa agli armamenti e il rischio, presente ogni giorno, di una Terza guerra mondiale.

Pensare che a quell’epoca i muri costruiti nel mondo erano a malapena 15. 
Mentre attualmente ce ne sono più di 70, inclusi quelli già finanziati. Sono muri della vergogna, dell’egoismo, dell’odio, dell’avidità e della follia! 
Sono muri che rispecchiano la malvagità della natura umana ...

lunedì 30 ottobre 2023

Coglioni di tutto il mondo, unitevi!

 di Enrico Galoppini

I lettori più attenti alle parole e alla loro forma educata mi perdoneranno per quest’avvio decisamente un po’ sboccato, ma prima di cominciare quest’articolo una cosa la devo dire: la maggioranza della gente, oggigiorno, è composta da coglioni cui piace essere coglionati.

Detto altrimenti: da babbei che godono nell’essere presi per i fondelli sistematicamente ed in maniera plateale, ma senza che abbiano di ciò alcun sentore.

La certezza inscalfibile che le cose stanno così l’ho maturata nel tempo, sulla base dell’osservazione del comportamento e delle reazioni di molte persone che anche di fronte alle più abbacinanti prove di ciò che di nocivo viene ordito a loro danno dal potere continuano o a far finta di nulla o a ritenere che chi denuncia l’estrema nocività e malvagità di questo potere è un povero “complottista” pazzo. Un autore di “fake news”, per accodarsi al cicaleccio di politici e media.

L’elenco degli argomenti sui quali questi scemi allo stadio terminale della malattia urlano al “gombloddo” è lungo e mette pena passarlo in rassegna, perché si ha la possibilità di scorrere tutto il campionario di raggiri e truffe che questo potere c’impone, grazie e soprattutto alla coglionaggine dei predetti soggetti che col loro comportamento costituiscono la base di consenso di questo regime ...

venerdì 29 marzo 2019

La globalizzazione è una catastrofe

Giovanni Zibordi

La nuova Elite Globalista annebbia il cervello della gente innanzitutto con i 200 canali Tv, reality show, porno e il resto dei media spazzatura e poi, quando si parla di cose serie, con tanti sofismi complicati senza senso, tipo la "spread" e tutte le balle che raccontano sul debito pubblico.

La realtà è invece semplice e brutale e se cerchi un poco alcuni te la dicono anche, ad esempio una società inglese di brokeraggio e consulenza, Tullett Prebon, ha questo mese un report terrificante: "Perfect Storm" (1) in cui ha la parte 3 intitolata "The Globalization Disaster" ti spiega la verità: la Globalizzazione è una catastrofe per le economie occidentali.

Perché se sposti la produzione in Asia, produci sempre di meno dovresti logicamente consumare anche di meno. Per consumare come prima allora ti indebiti e quindi tutti i paesi occidentali sono sempre più indebitati, perché importano sempre di più invece di prodursi da soli quello che gli occorre...

Beppe Grillo sembra capirlo quando fa gli esempi come quello della lattina di alluminio per le bibite, che viene prodotta con materiali di tre continenti e una logistica che richiede trasporti dall'Australia al Canada all'Africa, per un oggetto che viene buttato via dopo due minuti. A me viene in mente quando cerco le more al supermercato e provengono dal Messico, un frutto che c'è in tutte le nostre montagne e che si è già rovinato anche se lo tieni in frigo dopo due giorni lo si importa dall'altra parte del pianeta, con costi di trasporto e logistica di 2.10 euro sui 2.40 della confezione.

Il succo del discorso però è: chi lavora al servizio di chi ?...

giovedì 26 luglio 2018

Immigrazione e Piano Kalergi. Che cosa c'è di vero?

Dando spazio a coloro che vedono anche nel fenomeno dell'immigrazione di massa un disegno preordinato, che va ben oltre la fuga da Paesi divorati da guerre intestine e povertà, balza alla cronaca il cosiddetto Piano Kalergi, che evidenzierebbe come le cause del fenomeno sarebbero abilmente nascoste dal Sistema e che la propaganda multietnica mostra una falsa facciata per definire l'immigrazione come inevitabile.

Non si tratterebbe quindi di un evento spontaneo, o almeno questa sarebbe l'intenzione di ciò che starebbe alle spalle di tutto, nell'ombra, e che manovrerebbe i fili del potere internazionale, in un piano studiato per stravolgere l'intera Europa.

La chiave sarebbe contenuta nel libro "Praktischer Idealismus", scritto da Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi (1894-1972), politico e studioso di origine austriaca, fondatore della Unione Paneuropea e primo uomo politico a proporre realisticamente una Europa Unita...

sabato 17 ottobre 2015

Un secolo fa, gli immigrati




Catherine

Si dice che l'essere umano sia dotato di un cervello di notevoli proporzioni, ma ha sicuramente una memoria corta. Se così non fosse come si spiegherebbe che gli venga in mente di costruire case sui pendii di uno dei vulcani più pericolosi al mondo come il Vesuvio? Come si spiegherebbe che, dopo aver vissuto tragedie come quelle di Chernobyl e Fukushima, abbia ancora voglia di sfruttare l'energia nucleare o che, nonostante stia avvelenando il pianeta, continui imperterrito a produrre senza criteri?

Le solite risposte vittimistiche, che non starò a ripetere visto che le sentiamo e leggiamo tutti i giorni, non bastano. 

Ma se non si trattasse soltanto di un problema di memoria, allora sarebbe molto peggio. Significherebbe che gli umani sono profondamente inclini al male e/o all'autodistruzione... Gli effetti che ci stanno piovendo addosso sotto forma di recessione mondiale, malattie da inquinamento, disastri ambientali e climatici, caduta dei valori (dignità, responsabilità), impoverimento dei sentimenti, aumento della depravazione, minaccia di terza guerra mondiale etc, non sono che risposte logiche a determinate azioni. Stiamo assistendo al crollo sia degli oppressori (grande finanza, massonerie, etc), che degli oppressi (gregge consenziente). Ovviamente questi ultimi sono i primi a pagare. Poi seguiranno gli altri ...
Siamo i testimoni del crollo di una civiltà intera.
Non so se ne seguirà un'altra, ma se la prossima avrà una "memoria corta" quanto questa, un nuovo inferno è già in incubatrice.

Diamo un semplice esempio per ricordare che soltanto un secolo fa gli italiani si trovavano nelle stesse condizioni degli immigrati che ora sbarcano sulla nostra penisola .. solo che qui non è l'Eldorado, e non lo sarà mai più ...