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domenica 12 luglio 2026

Il cervello funziona come un muscolo

di Mattia Franzoni

Come il muscolo odia la fatica, così la mente odia la complessità. 

È una legge quasi biologica: il nostro cervello, lasciato a briglia sciolta, cerca sempre la via di minor resistenza. 

Ecco perché, quando scorriamo la bacheca e vediamo un post spensierato, una battuta, un video virale, ci tuffiamo a capofitto con avidità. 

Ma se appare un contenuto che richiede uno sforzo, un ragionamento, un minimo di profondità, scattiamo via d'istinto, quasi fosse una minaccia.

Non è una colpa individuale, è pigrizia cognitiva. 

Il problema è quando questa dinamica diventa il principio su cui si costruisce l'intera offerta culturale... 

martedì 5 settembre 2023

Sovrainformazione e disinformazione: lavaggio del cervello garantito

Siamo “malati” da troppa e cattiva informazione, viviamo bombardati dai messaggi, dalle notizie, subiamo una sovrainformazione imponente, la cosiddetta information overload, abbinata ad una massiccia dose di disinformazione che causa una forte riduzione delle funzioni cognitive nella gran parte degli esseri umani, che vengono così assoggettati ad un lavaggio del cervello garantito. (L'articolo è stato scritto il 24 marzo 2016 ..)
 
La rapida successione delle nuove informazioni a cui siamo sottoposti quotidianamente, presentate in maniera breve, subdola e slegate fra loro, producono un effetto molto diffuso al giorno d’oggi: lo stress da sovrainformazione e disinformazione, in altre parole il nostro cervello va letteralmente in tilt. 

Oggigiorno grazie alla tecnologia le informazioni non solo arrivano meglio, in HD, col Dolby Surround e via dicendo, ma possono essere trasmesse ininterrottamente, in tempo reale, da qualsiasi parte del mondo senza limiti di spazio e di tempo.

Ci troviamo nel bel mezzo di una tempesta magnetica dove i flussi di notizie ci bombardano ventiquattro ore su ventiquattro attraverso un’infinità di mezzi e dispositivi elettronici, per ricevere continuamente aggiornamenti su tutto e il contrario di tutto.

Pensiamo a quanti fatti, quotidianamente, ci vengono raccontati dai media, e ogni giorno è un alternarsi di nuove vicende, così che nell’arco di un mese siamo soffocati da una valanga di fatti e diventiamo del tutto incapaci di conservare la memoria storica di eventi accaduti pochissimo tempo prima ...

giovedì 30 giugno 2022

Il postmoderno, ovvero il lasciapassare per il nulla

 
di Francesco Lamendola

Quando incomincia il postmoderno? E, innanzitutto, che cos’è il postmoderno?

Citiamo la definizione data dall’Enciclopedia Treccani:

Termine usato per connotare la condizione antropologica e culturale conseguente alla crisi e all’asserito tramonto della modernità nelle società del capitalismo maturo, entrate circa dagli anni 1960 in una fase caratterizzata dalle dimensioni planetarie dell’economia e dei mercati finanziari, dall’aggressività dei messaggi pubblicitari, dall’invadenza della televisione, dal flusso ininterrotto delle informazioni sulle reti telematiche. 

In connessione con tali fenomeni, e in contrasto con il carattere utopico, con la ricerca del nuovo e l’avanguardismo tipici dell’ideologia modernista, la condizione culturale postmoderna si caratterizza soprattutto per una disincantata rilettura della storia, definitivamente sottratta a ogni finalismo, e per l’abbandono dei grandi progetti elaborati a partire dall’Illuminismo e fatti propri dalla modernità, dando luogo, sul versante creativo, più che a un nuovo stile, a una sorta di estetica della citazione e del riso, ironico e spregiudicato, del repertorio di forme del passato, in cui è abolita ogni residua distinzione tra i prodotti “alti” della cultura e quelli della cultura di massa ...

domenica 7 novembre 2021

Realtà e televisione

Non abbiamo schermi contro lo schermo.

Il mezzo è la realtà.
Realtà è innanzitutto ciò che si può vedere, televedere. 

Questo positivismo ottico ha come conseguenza sia l’ampliamento sia il restringimento della nostra coscienza. 
Lo sdoppiamento della realtà conduce non raramente alla confusione della realtà ed entrambi al livellamento della realtà. 

Invece che ai film di guerra, ogni giorno assistiamo, da qualche parte, alla guerra come film.

Una maggioranza che silenziosamente sta a guardare dimostra la propria partecipazione permanente e la propria permanente indifferenza. 

La realtà diventa l’immagine della realtà, l’immagine stessa diventa realtà, anzi iperrealtà ed una realtà sostitutiva ...

mercoledì 3 novembre 2021

Vai ora in onda!

 di Giovanni Marano

"Si consiglia il gentile pubblico, per una maggior comprensione di questo programma, e al fine di rendere bene l'idea del messaggio in esso contenuto, di leggere l'intero testo interpretandolo con fare perrfido, e di pronunciare quelle parole con le doppie vocaali, o consonanti, con tono ancor più maliigno.
Grrazie e... buona visione!"

 
Buonaseera! Benvenuto. Puntualisssimo come sempre!
Non avevo dubbi. Sei fantastico come al solito, con quella tua ebete espressione.. sei stupendo! Non ci capisci un cavolo eppur continui ad osservarmi; ti dimostri attento, fai lo sguardo acuto come a chi non sfugge nulla. AHAHAHAH!!... scusami ti prego.. ahahah!.. perdonami se rido, non volevo ma.. sei veramente buffo!

Ma poi, a cosa presti l'attenzione? Cosa ti attrae così tanto? No, non sforzarti a pensarci, per carità! Potresti fonderti. Te lo dirò io: le cazzate! Si, ecco cos'è che attira tanto il tuo interesse: l'enormi quantità di stupidaggini che introiettiamo continuamente nel tuo cefalo. Sono come droga per un tossico, ormai non ne puoi più fare a meno.

Abbiamo devastato il tuo cervello con ogni genere di fesseria, valanghe di assurdità; abbiamo impresso nella tua mente indelebili tatuaggi cerebrali raffiguranti idee: le nostre. 

Sei pensato! Pensaci, se ti riesce! Come sospettavo. Non ci stai capendo niente! Io continuo a rivolgermi a te e tu continui a credere che io sia solo scenica finzione; e in realtà lo sono!
Ed è questo il grande inganno: mentire per farti credere ch'è vero e dirti il vero per indurti a credere ch'è falso! ...

sabato 10 luglio 2021

In che modo si controllano le masse

 di Marco Canestrari

Come si possono controllare le masse nei sistemi moderni chiamati “democratici”, dove i cittadini possono esprimersi liberamente con il voto?

Molti sanno che la televisione influenza le persone, ma quanti sanno in che modo lo fa? 
Spesso sento dire “La televisione in Italia è spazzatura”, oppure “gli italiani sono dei superficiali”, ma cosa c’è dietro? Conosciamo il reale significato di ciò che ci viene proposto?

Data la grande risposta che ha avuto il mio primo post sul tema, ho deciso di svolgere un lavoro più ampio e di dividerlo in post più brevi e leggibili divisi in temi. Le fonti sono prevalentemente testi universitari più o meno comuni di Sociologia, Psicologia, Marketing e Statistica. Esaminerò un sistema di tecniche volte a ottenere il controllo sulle masse e la instaurazione di un regime democratico. Laddove ci sia un regime più o meno totalitario in un sistema democratico si applicano le tecniche che mostrerò.

Vorrei precisare che queste tecniche non hanno nessuna connotazione ideologica, i principi di base sono infatti stati utilizzati da ogni tipo di regime dalle epoche più lontane ai giorni d’oggi, dal totalitarismo sovietico a quello della Germania nazionalsocialista, fino a trovare dinamiche simili in molte aziende attuali, o anche in gruppi settari religiosi ...

domenica 27 giugno 2021

Il mondo virtuale? Ci siamo già dentro

 

di Francesco lamendola

I cambiamenti che la tecnica imprime al mondo in cui viviamo sono così rapidi che non facciamo in tempo a renderci conto di quale sia tutta la loro effettiva portata; mentre stiamo incominciando a metabolizzarne uno, ne sopraggiunge un secondo, poi un terzo, un quarto, ciascuno dei quali provoca una rottura col nostro modo di vivere e di pensare, e perfino di sentire, e ciascuno dei quali ci proietta, pertanto, in una terra incognita, ancora bianca sulle carte geografiche, nella quale non sappiamo cosa troveremo, e della quale, questa è la cosa più inquietante, non ci accorgiamo di essere penetrati, perché coltiviamo ancora l’illusione di trovarci nel mondo di prima: nel mondo di cinque, dieci, venti anni fa, quando tutto pareva simile a come appare oggi mentre in realtà tutto era diverso.

Spesso l’uomo moderno viene paragonato a Ulisse: basti pensare a Dante, a Joyce o a Saba: come l’eroe greco, è continuamente proteso oltre le Colonne d’Ercole, alla ricerca di un segreto da svelare, di un’ultima frontiera da oltrepassare. 

Il paragone è giusto, a patto di mettere in evidenza due sostanziali differenze: primo, il figlio di Laerte voleva, sì, divenir del mondo esperto, e delle vizi umani e del valore, ma voleva, ancora più fortemente, fare ritorno alla sua casa, da sua moglie e da suo figlio; secondo, egli era perfettamente consapevole dei rischi che affrontava durante la navigazione, e se in alcuni casi li volle affrontare intenzionalmente, pur potendone fare a meno, fu perché aveva una grandissima sete di conoscenza e quella sete era proporzionata ai mezzi di cui disponeva per difendersi anche dagli eventuali pericoli ...

giovedì 25 giugno 2020

Perché la gente crede quasi a tutto

di Tim O'Shea

Affrancarsi da controlli, filtri, condizionamenti culturali è molto difficile al giorno d'oggi. Siamo gli esseri più condizionati e programmati che il mondo abbia mai conosciuto. Non solo i nostri pensieri ed i nostri atteggiamenti sono continuamente modellati, ma la nostra coscienza dell'intero disegno sembra essere stata abilmente e inesorabilmente cancellata.

Le porte della nostra percezione vengono regolate in modo attento e preciso.
A chi dovrebbe interessare questa roba ... giusto?

E' un compito estenuante continuare a spiegare alla gente come la maggior parte delle comuni opinioni sia inculcata in modo scientifico nella consapevolezza del pubblico tramite un migliaio di brevi messaggi dei media ogni giorno.

Allo scopo di non sprecare tempo, vorrei fare un piccolo resoconto su come vengono trattate le informazioni in questo paese. Una volta che saranno stati chiariti i principi di base riguardo a come il nostro sistema di controllo mediatico sia sorto storicamente, il lettore dovrebbe essere più portato a mettere in discussione qualsiasi supposta opinione pubblica.

Se tutti credono a qualcosa, quel qualcosa è probabilmente falso.
E' ciò che si chiama: luogo comune ...

domenica 26 aprile 2020

L’unico virus che ci deve preoccupare

Per non perdere di vista tutto ciò che non riguarda l'emergenza del momento ma che, forse, vi è anche collegato. 
E anche per non perdere il senso dell'ironia!  

"Stavo per scrivere un articolo sulle prospettive economiche legate al momento attuale, ma l’istinto di sopravvivenza ha preso il sopravvento e per la mia integrità psicofisica che sta sempre più toccando il fondo, mi sono imposto un momento di pausa concedendomi in un articolo meno impegnato.

Faccio parte dell’italiano medio che oggi non poteva andare a correre, ma in barba al Governatore del Prosecco (Quello di Roma Ladrona e Meridionali Puzzolenti) sono andato lo stesso, dal momento che i Virus muoiono dalla Noia prematuramente, a 10 km in aperta campagna su strada sterrata, dove l’unico pericolo è cadere nello stramaledetto argine, che dopo 25 anni di promesse elettorali ancora non si sono decisi a mettere a posto.

Sul Deep Web si possono vedere le immagini riprese con telecamere notturne dove migliaia di clandestini provenienti da Grecia, Turchia, Siria e si immettono ogni giorno in Italia, mentre noi siamo carcerati in casa.

Un virus per loro vale ben più della prospettiva di farsi sparare addosso, per non parlare dei gommoni in Libia che ora non perdono più tempo ad aspettare, ma li vanno direttamente a prendere sulle coste, veramente fantastica la coerenza con cui si gestiscono gli eventi le Inutili Cariche del Governo ...

mercoledì 25 marzo 2020

Tecniche di manipolazione mentale

di Marco Della Luna e Paolo Cioni
(articolo già pubblicato qui il 1.02.2012)

Cercare di spiegare cosa sono e come vengono praticate le cosiddette “tecniche di manipolazione mentale”, in una società quasi completamente controllata e manipolata come la nostra, non è compito facile. Per fortuna il libro scritto dall’avvocato e psicologo Marco Della Luna assieme al neuropsichiatra Paolo Cioni ci viene in aiuto.

Affermare che la nostra società - com’è strutturata - è una vera e propria gabbia mentale, fa subito aizzare i paladini e i difensori dei diritti civili, che sbandierando ai quattro venti termini come “libertà” e “democrazia”, cercano immediatamente di tranquillizzarci tutti, soprattutto le loro coscienze.

Forse non capiscono. Forse fanno finta di non capire, che parole bellissime come “libertà” e “democrazia” primo non significano granché e secondo vengono sfruttate e amplificate proprio dall’establishment economico-finanziaria (cioè i veri e propri Burattinai), proprio per dare a noi l’illusione di non essere in gabbia.

“Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero 
senza esserlo” 
- Johann Wolfgang von Goethe -

Dire alle persone che esse sono prigioniere di un sistema è pericoloso e controproducente perché può scatenare rivolte e ribellioni, mentre convincere gli stessi prigionieri di essere liberi e in democrazia, elimina ogni forma avversa e ogni tentativo di evasione.....

sabato 26 ottobre 2019

Tutto è energia


di Kricio

I fisici che hanno vinto il Premio Nobel hanno dimostrato senza ombra di dubbio che il mondo fisico è un grande mare di energia che lampeggia dentro e fuori un essere in millisecondi, più e più volte.
Non c'è niente di solido.

Questo è il mondo della fisica quantistica.

Essi hanno dimostrato che i pensieri sono ciò che tengono insieme questo mutevole campo di energia negli "oggetti" che vediamo.

Allora perché vediamo una persona invece di un cluster lampeggiante di energia?
Pensate ad una pellicola ...

Un film è una collezione di circa 24 fotogrammi al secondo. Ogni frame è separato da uno spazio. Tuttavia, a causa della velocità con cui un fotogramma sostituisce un altro, i nostri occhi vengono ingannati pensando che vediamo un continuo movimento dell'immagine.

Pensate alla televisione...

martedì 15 ottobre 2019

Rallenta!

Rallenta!

Non solo ti stai perdendo il paesaggio, ma per andare così veloce ti sei perso il senso di dove vai e del perché ci vai.

In questa frenetica corsa verso il benessere (?) ogni secondo vengono colati otto metri quadrati di cemento per erigere l’ennesimo centro commerciale, nel quale, sempre correndo ma, con il carrello della spesa, consumerai i tuoi falsi bisogni settimanali.


Rallenta…

Il sole sta per sorgere e i colori del cielo questa mattina sono stupendi ma Tu, schiacciato come una sardina in una metropolitana asfissiante, anche oggi, ti stai perdendo lo spettacolo!

Non sono nemmeno venti minuti che sei sveglio, giusto il tempo di una goccia di caffè, una rapidissima doccia e già sei di nuovo lì, sulla banchina di una stazione, aspettando un treno che ti porterà nella prigione che chiami lavoro, a produrre ricchezza per un padrone che di te se ne frega. 

Hai studiato per anni in una costosa università e adesso ti ritrovi a vendere menzogne per onorare il Tuo Dio denaro.
Il tuo lavoro è ingannare la gente ma lo fai solo perché hai bisogno di lavorare! ...

martedì 11 giugno 2019

C'è bisogno di una grande cura disintossicante ...

di Vincenzo Zamboni

Continuando ad intossicarsi quotidianamente di costose televisioni, quotidiani e mass media di regime, come può mai il popolo emergere dall'infantilismo che lo getta nelle braccia delle favole del dominio ?

Abbandonarle significa abbandonare il bombardamento ideologicoculturale del potere, rendendosi conto che solo sulla partecipazione, adesione e obbedienza, esso si fonda, attraverso la cultura fraudolenta autoipnotica.
O getti la tv, o non sei più tu.

Non serve propriamente l'immaginazione, è più utile l'osservazione: della realtà, dei fatti, dei fenomeni, invece che della pubblicità da piazzisti di saponette del regime.

Per sapere che "Il PIL è insufficiente" è una bugia non occorre addentrarsi in complicate equazioni economiche: basta osservare che la produzione viene distrutta per convenienza davanti agli occhi di tutti: la sovrapproduzione alimentare per non abbassare i prezzi per abbondanza di offerta, oltre alla enorme distruzione scientifica pianificata nella guerra per la contesa dei mercati e delle risorse (a parte il fatto che persino Joseph Stiglitz ha riconosciuto pubblicamente, su "La globalizzazione e i suoi oppositori", che il PIL non è assolutamente un calcolo oggettivo, e che viene anzi regolarmente manipolato e falsificato secondo convenienza dei pianificatori economici) ...

lunedì 29 aprile 2019

La profezia di Orwell

Sono passati settant’anni da quando George Orwell pubblicò il suo romanzo profetico, 1984, e alla luce degli eventi odierni non c’è momento migliore per ricordare a noi stessi che ci stiamo rapidamente dirigendo verso l’incubo così magistralmente descritto nel suo libro. Se qualcuno volesse avere un’idea più precisa del mondo che le élite impongono, allora non dovrebbe far altro che leggere 1984.

1984, scritto nel 1948, viene descritto come una satira politica, ma è una profezia politica e non è possibile che Orwell sia stato in grado di fare una descrizione così accurata senza avere in prima persona una profonda comprensione (o addirittura la precisa conoscenza) di come stava andando il mondo o di quanto era stato già “architettato”.

Orwell aveva molti contatti nei circoli politici e frequentava l’élite dell’epoca presso l’esclusivo college di Eton, dove vengono educati i membri delle famiglie reali. E’ molto probabile che da lì egli abbia messo insieme le varie informazioni di come stavano andando le cose.
Orwell lavorò, inoltre, per la BBC quando questa era sotto il controllo del Ministero dell’Informazione, già di per sé un meraviglioso titolo orwelliano da affibbiare ad una organizzazione creata allo scopo di comunicare dis-informazione ..

Orwell descrisse una società globale di totale controllo in cui alle persone non è nemmeno consentito avere pensieri che siano in disaccordo con le autorità. Nel libro la gente è sottomessa alla “Psicopolizia”, che ha a che fare con chiunque si sia macchiato del crimine del pensiero.
Nel mondo orwelliano alle persone non è permesso avere una vita propria e tutto ciò che esse fanno, o pensano, viene controllato. Il governo o “Partito”, è capeggiato dal “GF”, o “Grande Fratello”, che appare ovunque su manifesti che recano scritta la frase: “Il Grande Fratello vi guarda”...

domenica 31 marzo 2019

La televisione è la più grande fabbrica di paura

di Dan e Sheila Gendron

Se dovessimo individuare l’emozione dominante nella società di oggi, questa sarebbe la paura. 

Ovunque la gente ha paura di tutto, o quasi. Ha paura della polizia. Ha paura dell’IRS, l’ATF, la TSA e di qualsiasi altra sigla che corrisponda a un tipo di polizia. Ha paura di perdere il lavoro.

Ha paura di perdere la casa. Ha paura dell’amministrazione pubblica della propria città o paese. 

Ma la paura di tutte le paure è quella di non trovare più i soldi sufficienti per sostenere l’attuale stile di vita (o per lo meno il ricordo di quello di una decina di anni fa). 
La maggior parte delle persone razionalizza queste paure come normali in quanto “paure di tutti”.

Sin da piccoli siamo abituati ad agire per paura.

Abbiamo paura dei rimproveri dalla maestra, quindi facciamo i compiti. Abbiamo paura del prete, dato che lui deciderà se andremo in Paradiso o all’Inferno, quindi da bravi credenti diciamo il Padre Nostro. Abbiamo paura dei bulli della scuola, quindi gli giriamo a largo. 

Più in là abbiamo paura della scocciatura di dover pagare una multa, quindi ci allacciamo la cintura. Abbiamo paura di perdere la casa, quindi facciamo un lavoro insignificante la cui unica gratificazione che ne ricaviamo è quel giusto di soldi per non rimanere con l’acqua alla gola ...

venerdì 29 marzo 2019

La globalizzazione è una catastrofe

Giovanni Zibordi

La nuova Elite Globalista annebbia il cervello della gente innanzitutto con i 200 canali Tv, reality show, porno e il resto dei media spazzatura e poi, quando si parla di cose serie, con tanti sofismi complicati senza senso, tipo la "spread" e tutte le balle che raccontano sul debito pubblico.

La realtà è invece semplice e brutale e se cerchi un poco alcuni te la dicono anche, ad esempio una società inglese di brokeraggio e consulenza, Tullett Prebon, ha questo mese un report terrificante: "Perfect Storm" (1) in cui ha la parte 3 intitolata "The Globalization Disaster" ti spiega la verità: la Globalizzazione è una catastrofe per le economie occidentali.

Perché se sposti la produzione in Asia, produci sempre di meno dovresti logicamente consumare anche di meno. Per consumare come prima allora ti indebiti e quindi tutti i paesi occidentali sono sempre più indebitati, perché importano sempre di più invece di prodursi da soli quello che gli occorre...

Beppe Grillo sembra capirlo quando fa gli esempi come quello della lattina di alluminio per le bibite, che viene prodotta con materiali di tre continenti e una logistica che richiede trasporti dall'Australia al Canada all'Africa, per un oggetto che viene buttato via dopo due minuti. A me viene in mente quando cerco le more al supermercato e provengono dal Messico, un frutto che c'è in tutte le nostre montagne e che si è già rovinato anche se lo tieni in frigo dopo due giorni lo si importa dall'altra parte del pianeta, con costi di trasporto e logistica di 2.10 euro sui 2.40 della confezione.

Il succo del discorso però è: chi lavora al servizio di chi ?...

giovedì 3 gennaio 2019

Fake News - Chi le crea, chi le diffonde, perché lo fanno

di Gianfranco Costantini

Cito il dizionario TRECCANI per introdurre questo neologismo che in molti fanno finta di comprendere.

Fake news: loc. s.le f. pl. inv. 
Notizie false, con particolare riferimento a quelle diffuse mediante la Rete.

In quanto neologismo, quindi termine di nuova creazione, in attesa di ulteriori vocaboli capaci di spiegare meglio l’evoluzione del fenomeno, viene utilizzato frequentemente in modo improprio.

Infatti, con questo termine si descrivono fenomeni molto differenti tra loro; la bufala ad esempio è accostata alla dissidenza o alla diversa interpretazione degli stessi.

Se entriamo ancor più nel dettaglio, stesse bufale, ad esempio, possono avere matrice differente, goliardica, se sono messe in giro per divertirsi, o diffamatoria, se s’intende colpire un avversario ed altre.

In attesa delle infinite declinazioni che si potranno contare tra qualche tempo, io mi soffermo sul termine originale: fake news, in altre parole notizia falsa.

In quanto ad abbondanza di notizie false, la rete è seconda (o meglio terza), alla televisione e alla carta stampata che fino a pochi anni fa, godevano del monopolio della comunicazione e le notizie false si diffondevano nell’etere, quasi sempre senza nessun contraddittorio, riprese e rafforzate dalla carta stampata che le trasformavano in verità assoluta ...

giovedì 15 novembre 2018

Sei uno zombie?

Alex Jones e P. J. Watson
Traduzione di Anticorpi.info

Sei uno zombie? Reagisci d'istinto a ogni stimolo esterno senza soffermarti a riflettere? Le tue opinioni su ciò che accade nel mondo si sono formate mediante il tuo intuito e la tua conoscenza o sulla base degli input dei mass media? Ti senti intrappolato in uno stato di coscienza che sembra più simile al sonno che alla veglia?

E' probabile che se stai leggendo questo pezzo non ti consideri uno zombie, ma ricorda che comunque sei circondato da zombie. Alcuni dì essi potrebbero essere tuoi colleghi, amici o anche tuoi familiari.

L'America si sta rapidamente trasformando in una nazione di zombie e tutto ciò non è accaduto per caso, ma a seguito di un preciso disegno.

Il sistema ha dichiarato guerra alla coscienza umana. E ha condotto la guerra usando qualsiasi strumento avesse a disposizione. Con la modificazione del comportamento e l'ingegneria sociale i controllori hanno creato una razza di esseri più simili agli zombie dei film che a persone adeguatamente funzionanti.

Hanno raggiunto l'obiettivo in primo luogo tramite il mezzo televisivo. Molti studi hanno confermato che guardare la televisione o addirittura tenerla in background danneggi lo sviluppo cerebrale dei bambini (v. correlati) - e compromette la capacità di apprendere, il pensiero cognitivo e lo sviluppo del linguaggio, oltre ad aumentare le probabilità di sviluppare deficit d'attenzione e problemi sociali.

Nei bambini i programmi televisivi incrementano la tendenza all'aggressività, riducono la capacità di tenere desta l'attenzione e creano una mentalità sclerotica che incarna l'antitesi della vera conoscenza e dell'illuminazione ...

venerdì 3 giugno 2016

L'omeopatia è veramente acqua fresca?

Mi sto appisolando. Squilla improvvisamente il telefono. Mi alzo dal letto. Un caro amico mi chiama per avvisarmi che in televisione, a "Ballarò", stanno discutendo di omeopatia. Afferro il telecomando e mi sintonizzo immediatamente su Rai 3, proprio mentre sta parlando l'autorevole professore Silvio Garattini. Mi concentro e ascolto il professore con la massima attenzione.

Ascolto, perché il professore parla bene, e, logicamente, rifletto su quello che dice. Poi, d'improvviso, mentre il professore dice, si confondono le mie idee. Garattini parla bene, m'incanta, quasi m'ipnotizza con la sua voce piacevolissima che mi mette pure un pochino in soggezione. Garattini è un grande scienziato. Lui è grande ed io sono piccolo, perciò la mia soggezione nei suoi confronti è doverosa. Forse, proprio la soggezione fa sì che le mie idee vadano in confusione... o forse no. Forse la soggezione non c'entra nulla perché, se ci penso bene, non soffro di soggezione...

lunedì 2 maggio 2016

Televisione, deprogrammazione e autoriprogrammazione

 Andrea Bizzocchi

Il punto di partenza è molto semplice. Il 98% dei nostri pensieri non sono consci bensì inconsci (e di conseguenza il 98% dei nostri comportamenti e azioni lo sono altrettanto perché dipendono da questi pensieri inconsci). 

In altre parole non siamo consapevoli dei pensieri che pensiamo, tanto è vero che non possiamo anticiparli. Ne diventiamo consapevoli solamente dopo averli pensati.

I pensieri inconsci esistono perché esistono naturalmente, ma negli ultimi decenni, grazie (si fa per dire) alla scienza della manipolazione mentale, di questi pensieri inconsci siamo meno consci che mai. 
In breve le nostre menti sono controllate.

Non è un modo di dire. Lo sono nel senso più autentico del termine. I nostri pensieri non sono nostri ma indotti. E lo sono praticamente sempre...