Visualizzazione post con etichetta consumo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta consumo. Mostra tutti i post

giovedì 28 dicembre 2023

La cultura della paura

di Álvaro Cuadra

I media globalizzati, in quest'era di iper industria culturale, sono responsabili della costruzione di un immaginario globale, rivolto principalmente al controllo sociale. 

I media planetari fabbricano il presente dell'umanità "dal vivo e in diretta", perché come tutti sappiamo, esiste solo ciò che viene messo sugli schermi di tutto il mondo. 
Il fine ultimo delle grandi catene internazionali, non è quello di informare, ma di servire i governi e le grandi aziende per gestire e regolare il flusso di informazioni. Le immagini diffuse dai media e riprodotte all'infinito in ogni angolo della terra, con pochissime eccezioni, sono basate sulla paura.

Tutta l'umanità è sottoposta ad uno stato di tensione derivante da minacce, reali o immaginarie, che infondono i mezzi di comunicazione.

Che si tratti di una crisi economica del capitalismo globale, un attacco terroristico o di una catastrofe ambientale o della penultima guerra in Medio Oriente, ogni notiziari globale è una "performance di terrore"...

domenica 7 novembre 2021

Realtà e televisione

Non abbiamo schermi contro lo schermo.

Il mezzo è la realtà.
Realtà è innanzitutto ciò che si può vedere, televedere. 

Questo positivismo ottico ha come conseguenza sia l’ampliamento sia il restringimento della nostra coscienza. 
Lo sdoppiamento della realtà conduce non raramente alla confusione della realtà ed entrambi al livellamento della realtà. 

Invece che ai film di guerra, ogni giorno assistiamo, da qualche parte, alla guerra come film.

Una maggioranza che silenziosamente sta a guardare dimostra la propria partecipazione permanente e la propria permanente indifferenza. 

La realtà diventa l’immagine della realtà, l’immagine stessa diventa realtà, anzi iperrealtà ed una realtà sostitutiva ...

domenica 9 febbraio 2020

Riciclato o riciclabile? Ecco il grande inganno!

di Viviana Taccione

 Oggi va di moda apparire ecologici (e nota bene che ho scritto apparire e non “essere“), e anche le aziende seguono questo trend, fermo restando che la maggioranza lo sfrutta per continuare a vendere impunemente dei prodotti inquinanti.

E anche noi consumatori più sensibili, abituati ad essere bombardati da tranquillizzanti messaggi sulle confezioni di quanto acquistiamo, spesso non abbiamo la consapevolezza, il tempo o la voglia di riflettere su quanto ci stanno comunicando le aziende.

Ma che confusione queste “eco etichette“…

Alcune sono completamente inutili, tipo la scritta “Natural“, perché tecnicamente tutto è naturale, dato che viene dal Pianeta Terra. O le diciture “Eco friendly” o “Green“… Che caspita vogliono dire esattamente? 😕

Oggi però ho trovato una scritta che le batte tutte e che troneggiava su una bottiglia di acqua minerale da 5 litri:
“Questa confezione è 100% riciclabile, il resto dipende da te“ ...

martedì 28 novembre 2017

Ugo Mattei: perché non ti fanno più togliere la batteria dallo smartphone (e molto altro)

Intervento di Ugo Mattei, giurista e professore di Diritto Internazionale e Comparato alla California University e docente di Diritto Privato all’Università di Torino.
Costituzione, Comunità e Diritti – Torino, 19 novembre 2017
(Il video alla fine dell'articolo)


Negli ultimi tre o quattro anni sono stati installati, soltanto nella parte occidentale del mondo, quindi nel nord globale, circa un miliardo e quattrocentomila sensori per l’internet delle cose. Gran parte dei quali sono costruiti nei muri delle case, nei nuovi televisori – in tutti gli apparecchi elettronici che comperiamo – e nelle automobili. Parte di questi sensori, che sono invece fissi, sono inseriti negli spazi pubblici e sono quelli con i quali i nostri meccanismi elettronici si collegano senza che noi lo sappiamo.

Queste cose vengono chiamate “Smart“, nel senso che noi sentiamo parlare costantemente di “Smart City“, “Smart Card” eccetera. Tutte le volte in cui si sente la parola “Smart” io penso sempre che gli “Smart” siano loro e i cretini siamo noi. Qui la situazione sta diventando davvero molto preoccupante, soprattutto alla luce di quello che è stato detto adesso. C’è in costruzione un gigantesco dispositivo (e qui proprio la parola “Dispositivo” studiata da Foucault è direttamente utilizzabile per parlare dei dispositivi elettronici che noi compriamo).

Un gigantesco dispositivo di controllo sociale di tutti quanti, che viene ovviamente sperimentato per fare un passo in avanti in modo da rendere in qualche modo l’umanità coerente con la nuova frontiera...

giovedì 15 agosto 2013

2013 - le statistiche del mondo (sanità)

Di seguito un elenco probabilmente non esaustivo ma sicuramente indicativo dello stato del pianeta Terra.
Catherine

Numeri
6.400 milioni di persone abitano il pianeta
1.300 milioni vivono nel Nord, paesi industrializzati
5.100 milioni vivono nel Sud, paesi poveri, "in via di sviluppo"
1.600 milioni vivono in condizioni peggiori di 15 anni fa
1.442 milioni vivono al di sotto dei livelli di povertà, vale a dire il 25%della popolazione totale
1.300 milioni di persone hanno meno di un dollaro al giorno per vivere, 110 milioni in America, 970 milioni in Asia, 200milioni in Africa
1.000 milioni sono analfabeti, dei quali 600 milioni sono donne
1.000 milioni vivono senza acqua potabile
800 milioni soffrono di denutrizione cronica
500 milioni di donne del mondo vivono in povertà estrema
200 milioni di bambini minori di cinque anni, sono denutriti
11 milioni di bambini muoiono ogni anno per denutrizione
89 paesi versano in una situazione peggiore di dieci anni fa
70 paesi hanno entrate inferiori a quelle che avevano nelle decadi 60 e 70 ...