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lunedì 29 giugno 2026

Cosa vuol dire depaving: togliere l’asfalto per far respirare le città

E se la rigenerazione urbana passasse dal sottrarre anziché dall'aggiungere? Alla scoperta del depaving, la pratica che rompe la barriera di asfalto e cemento e promette di riscrivere il rapporto tra spazio urbano, gestione delle acque e verde urbano.

 Immaginate le nostre città, soffocate da colate di asfalto e cemento che si estendono a perdita d’occhio. Superfici nere e impermeabili che d’estate si trasformano in vere e proprie griglie roventi, contribuendo a quel fenomeno sempre più opprimente delle “isole di calore”. Cosa fare (oltre a provare a scappare dalla città nei mesi più torridi)?

Una delle opere diffuse in questo ambito prende il nome di depaving (o deimpermeabilizzazione) e rappresenta un’azione che sta ridisegnando il volto di metropoli in tutto il mondo (in particolar modo di quelle che ambiscono a diventare “città spugna”), Italia compresa, con l’obiettivo di renderle più resilienti, verdi ed a misura d’uomo...

lunedì 25 maggio 2026

Ottavo continente della Terra, si trova sotto l’oceano Pacifico


I geologi lo conoscevano già e lo stanno studiando da tempo, ma ora Zealandia, l’ottavo continente sprofondato 23 milioni di anni fa, non è più un segreto nascosto.

La Terra ha un ottavo continente nascosto, a cui è stato attribuito il nome di Zealandia. 

Nel 2017, gli esperti hanno rilevato per la prima volta la sua presenza sotto le acque dell’Oceano Pacifico, ma ancora oggi continua a suscitare l’interesse della comunità scientifica e del mondo. 

La sua scoperta ha sfidato la definizione tradizionale di continente e ha aperto nuove prospettive per la geologia e l’economia globali. 

Con l’uso di tecnologie avanzate, gli scienziati hanno finalmente svelato questo mondo sommerso, dimostrando che la Terra ha ancora molto da rivelare sulle sue profondità oceaniche...

domenica 21 marzo 2021

Sulla Luna un’Arca di Noè (per i nostri vegetali)


Le banche di sementi, secondo la FAO, sono 1.400, già per la maggior parte negli Stati Uniti.
Ci mancava solo la Luna ...

Il piano degli scienziati Usa: semi crioconservati a -196° dentro i tunnel del Satellite. L’italiano Rossi: lì è meglio che tra i ghiacci delle Svalbard.

«Un’arca di Noè sulla Luna per salvare le specie della Terra? Non è un’idea pazza — ha spiegato Jekan Thanga al congresso dell’Institute of Electrical and Electronics Engineers —. Sarà una moderna polizza di assicurazione globale».

Il progetto

Thanga insegna ingegneria aerospaziale all’Università dell’Arizona e il suo progetto, ormai dettagliato, ha suscitato interesse per due ragioni. 

La prima è che si tratta di un modo per prevenire sia gli effetti negativi di eventi naturali — come l’eruzione del vulcano Toba che 75 mila anni fa causava un raffreddamento della Terra per mille anni — sia i danni provocati dallo sfruttamento della Terra da parte dell’uomo: il riscaldamento climatico e il conseguente aumento del livello dei mari che minaccerebbe anche l’attuale banca dei semi costruita alle isole Svalbard, in Norvegia, a 1.200 chilometri dal Polo dove sono stati immagazzinati centinaia di migliaia di semi al fine di preservarli per il futuro ...

domenica 13 settembre 2015

Un modello agricolo che uccide l’India

( ... e non solo)

Vandana Shiva

Il sistema industriale agroalimentare porta i contadini in una trappola del debito che crea malnutrizione. La soluzione sta nel passare da un sistema tossico e costoso a un modello di produzione sostenibile ed accessibile alle fasce più deboli della popolazione.

Non c’è ragione per cui l’India dovrebbe essere afflitta da fame e malnutrizione, o per cui i nostri contadini dovrebbero essere spinti al suicidio. L’India può vantare il suolo più fertile del mondo. Il nostro clima è così generoso che in certi luoghi otteniamo addirittura quattro raccolti all’anno – in confronto all’occidente industrializzato dove a volte non si ottiene più di un raccolto all’anno.

Abbiamo la più grande biodiversità al mondo, grazie sia alla varietà dei nostri climi che alla bravura dei nostri contadini e allevatori. I nostri contadini sono tra i più laboriosi e produttivi al mondo. E nonostante tutto questo, il sistema agricolo e alimentare dell’India si trova in stato di emergenza. Questa emergenza è provocata dall’uomo...

giovedì 15 agosto 2013

2013 - le statistiche del mondo (sanità)

Di seguito un elenco probabilmente non esaustivo ma sicuramente indicativo dello stato del pianeta Terra.
Catherine

Numeri
6.400 milioni di persone abitano il pianeta
1.300 milioni vivono nel Nord, paesi industrializzati
5.100 milioni vivono nel Sud, paesi poveri, "in via di sviluppo"
1.600 milioni vivono in condizioni peggiori di 15 anni fa
1.442 milioni vivono al di sotto dei livelli di povertà, vale a dire il 25%della popolazione totale
1.300 milioni di persone hanno meno di un dollaro al giorno per vivere, 110 milioni in America, 970 milioni in Asia, 200milioni in Africa
1.000 milioni sono analfabeti, dei quali 600 milioni sono donne
1.000 milioni vivono senza acqua potabile
800 milioni soffrono di denutrizione cronica
500 milioni di donne del mondo vivono in povertà estrema
200 milioni di bambini minori di cinque anni, sono denutriti
11 milioni di bambini muoiono ogni anno per denutrizione
89 paesi versano in una situazione peggiore di dieci anni fa
70 paesi hanno entrate inferiori a quelle che avevano nelle decadi 60 e 70 ...

venerdì 26 aprile 2013

Ecuador, il governo mette all'asta la foresta amazzonica

L'Ecuador sta per mettere all'asta circa tre milioni di ettari di foresta amazzonica, polmone verde della Terra. L'intenzione delle autorità sarebbe quella di venderli alle compagnie petrolifere internazionali, in particolare a quelle cinesi.

Il governo di Quito ha infatti organizzato un tour nelle capitali straniere che potrebbero essere maggiormente interessate all'affare. Lunedì a Pechino i rappresentanti dell'Ecuador hanno quindi illustrato le potenzialità energetiche dei terreni in vendita ai manager delle principaliaziende petrolifere cinesi, tra cui la China Petrochemical e laChina National Offshore Oil.

L'intenzione delle autorità dell'Ecuador ha provocato la duraprotesta di organizzazioni non governative e leader delle tribù locali, che denunciano una “sistematica violazione dei diritti sulle terre ancestrali”.

La vendita della foresta amazzonica aprirebbe infatti la strada a nuove esplorazioni petrolifere e a nuove deportazioni dipopolazioni indigene. In particolare, secondo l'organizzazioneAmazon Watch, sono sette le popolazioni che rischiano di essere espropriate della loro terra.

“Chiediamo che le compagnie petrolifere pubbliche e private di tutto il mondo non partecipino al processo di gara che viola sistematicamente i diritti di sette nazionalità indigene, imponendo progetti petroliferi nei loro territori ancestrali”, ha scritto un gruppo di associazioni indigene dell'Ecuador in una lettera aperta dello scorso autunno...