Ciò che sappiamo dei veicoli volanti dell'antica India deriva da antiche fonti indiane, testi scritti che ci sono arrivati attraverso i secoli.
Non c'è dubbio che la maggior parte di questi testi sia autentica; molti sono gli stessi famosi testi epici indiani, e ce ne sono veramente a centinaia. La maggior parte di essi non è ancora stata tradotta in inglese dall'originale sanscrito.
L'imperatore indiano Ashoka creò la "Società Segreta dei Nove Uomini Ignoti": grandi scienziati indiani che avrebbero dovuto catalogare tutte le scienze. Ashoka mantenne il loro lavoro segreto perché aveva paura che la tanto evoluta scienza catalogata da questi uomini, derivata dagli antichi testi indiani, potesse essere usata per il fine malvagio della guerra, alla quale Ashoka era fortemente contrario essendosi convertito al Buddismo dopo aver battuto un esercito nemico al termine di una sanguinosa guerra.
I "Nove Uomini Ignoti" scrissero un totale di nove libri, probabilmente uno ciascuno. Uno di essi si intitolava "I Segreti della Gravità!". Questo libro noto agli storici, che non lo hanno mai visto in "controllo della gravità".
Probabilmente si trova ancora da qualche parte, custodito in una biblioteca segreta in India, in Tibet o altrove (forse persino in Nord America). Possiamo facilmente capire il desiderio di Ashoka di mantenere segrete queste conoscenze, ammesso che esistano. Immaginiamo se i nazisti lo avessero avuto a disposizione per costruire delle armi durante la seconda guerra mondiale... Ashoka, inoltre era a conoscenza di guerre devastanti nelle quali erano stati utilizzati veicoli particolarmente avanzati e "armi futuristiche" che avevano distrutto l'antico "Impero Rama" dell'India, diverse migliaia di anni prima. Solamente pochi anni fa i cinesi hanno scoperto alcuni documenti sanscriti a Lhasa, in Tibet, e li hanno spediti alla University of Chandrigarh, perché venissero tradotti...