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giovedì 14 maggio 2026

Il mistero dell'isola di Nuku Hiva

 
Temehea Tohua è la casa ancestrale di Vaekehu, l’ultima regina di Taiohae. Il sito si trova su Nuku Hiva, l’isola maggiore dell’arcipelago delle Isole Marchesi.

Quest’isola è unica per le sue strane statue che, secondo alcuni, raffigurerebbero creature non terrestri.

Sono in molti a voler svelare l’enigma delle sculture Temehea Tohua: sono il frutto della fervida immaginazione dei coloni polinesiani, oppure la testimonianza di un antico incontro ravvicinato?

Senza dubbio, il significato originale e lo scopo di una grande quantità di opere d’arte preistoriche sfugge alla nostra comprensione.

Spesso, quello che era stato considerato come il frutto dell’immaginazione di un antico artista si è poi rivelato essere un’accurata testimonianza di fatti storici. Potrebbe essere anche il caso delle enigmatiche statue di Temehea Tohua? ...

domenica 2 febbraio 2025

Il Kebra Nagast - Re Salomone e il mistero dei tappeti volanti

 
Fra le pagine del Kebra Nagast, ovvero la “Gloria dei re”, un antico testo etiope di notevole importanza storica, religiosa ed archeologica, risalente ad un periodo compreso fra il IV è il VI secolo a.C., è scritto che Re Salomone, insieme alla sua sposa, la Regina di Saba, avrebbe avuto accesso ad una particolare macchina volante, o meglio, al leggendario “tappeto volante”, grazie al quale, oltre che spostarsi rapidamente da un luogo all’altro, riuscì a realizzare precise mappe del mondo.

(Immagine: The Flying Carpet, una rappresentazione dell'eroe del folklore russo, Ivan Tsarevich.)

Il termine “tappeto volante” è menzionato in parecchie opere letterarie provenienti da questa parte del mondo (proprio dove vennero ambientate le vicende raccontate nel Kebra Nagast), ciò potrebbe suggerire che gli autori dell’epoca iniziarono ad utilizzare parole da loro conosciute per descrivere una sorta di “macchina volante” con la quale, probabilmente, ebbero a che fare in più occasioni. 

Ma anche le tradizioni tibetane parlano di come questo Re, volasse sui cieli del Tibet con tale “mezzo”, mentre nella tradizione mediorientale, si narra di come Re Salomone avesse a disposizione questo incredibile velivolo per raggiungere varie località situate in tutto il Medio Oriente, comprese le cosiddette montagne di Re Salomone, descritte con una cima rigorosamente spianata ed appiattita; una caratteristica che per i teorici degli antichi astronauti, potrebbe indicare la presenza di potenziali aeroporti per antichi velivoli, come lo era il leggendario “tappeto volante” di Re Salomone.
(misteridelpassato.wordpress.com) ...

martedì 21 gennaio 2025

Il volo nell'antichità


La civiltà vide l'alba nelle terre Afro-asiatiche; questo quantomeno l'assioma.
Storie, leggende, miti, racconti, menzionano il luogo dove vivevano i "giusti", i Neteru, gli Shemsu Horo, i "Guardiani" giunti sulle "barche celesti"; il popolo de "razzi scintillanti" citati dai Sumeri.

Immagine: Dio Ahura Mazda divinità Sumera

Coloro che abitavano l'E.DIN, tradotto volgarmente in EDEN; il giardino nel quale la divinità forgiò l'uomo a sua immagine. Quindi nel posto conosciuto come E.Din vivevano coloro che giunsero, o discesero dal cielo: gli Annunaki, i Nephilim, il popolo degli Shem, quelli dei razzi. Navi volanti che in India venivano chiamate Vimana o Astras.


Chi erano questi esseri dei razzi?

Sono quelli ritratti nel trono di un capo tribù del Camerum conservato al Museo Britannico? Mani con quattro dita e fattezze del volto decisamente non umane, ma, come la figura centrale, appartenenti ad una specie aliena classificata dei "grigi".
Lineamenti riconoscibili anche nel famoso reperto definito "Cervo dei Celti".
Seguendo le narrazioni apprendiamo che i Nefilim venivano chiamati dal popolo Ebraico "Awwin", cioè "serpenti"; che gli Hyksos avevano come simbolo il serpente.
Si scopre l'esistenza di sovrani dalla pelle bianca come il latte, con la coda e, a volte, con piccole protuberanze simili a corna.

lunedì 8 luglio 2024

Alieni nell'antichità? Le teorie che ipotizzano un contatto tra civiltà extraterrestri e antiche civiltà umane

La tesi della presenza degli Alieni nell’antichità non è nuova. È una teoria secondo cui l’umanità avrebbe avuto contatti con gli extraterrestri nel lontano passato. 

Sarebbe fin troppo semplice ridurre agli odierni avvistamenti di UFO (Unidentified Flying Object, ovvero oggetto volante non identificato) la tematica relativa agli alieni, ossia a presenze provenienti da altri pianeti che giungono sulla terra con astronavi capaci di viaggiare nello spazio temporale, eliminando totalmente il terrestre concetto di viaggi spaziali misurabili in anni luce.

Esistono delle teorie che, a parere di chi scrive, meritano almeno di essere prese in considerazione. Teorie che varcano il limite dell’inspiegabile e che molte persone reputano invece spiegare l’origine dell’uomo pensante. Si tratta di teorie non accettate dalla scienza convenzionale. 

Sappiamo come la scienza è considerata ad oggi come la dottrina “ufficiale” del sapere e include tutte quelle discipline che studiano vari ambiti dello scibile umano. Tuttavia la scienza – intesa in senso generico – è da sempre refrattaria a rinnegare se stessa, dal momento che crede che i suoi fondamenti siano gli unici a spiegare le cose ...

giovedì 8 dicembre 2022

Il corpo come interfaccia

 di Paolo Brega

Il suono e la musica hanno da sempre rivestito un particolare interesse per le popolazioni antiche.
Gli “Antichi" sapevano molto più di quanto fosse riconosciuto a loro riguardo alla Vita, all'Universo, all'Astronomia, alla Matematica Avanzata, al Magnetismo, alla Guarigione, alle Forze Occulte, eccetera.

Pensiamo a Stonehenge e alla sua architettura archeoacustica come ha dimostrato il progetto quadriennale del Dr Bruno Fazenda e colleghi, delle Università di Huddersfield e di Bristol, il quale ha stabilito come le grida, discorsi, canzoni o urla sacrificali potessero risuonare, qualunque contenuto essi potessero avere.

Mancano alcuni pezzi, ma, quando erano al loro posto, ci dovevano essere amplificazioni, e boati, echi e riverberi...

lunedì 21 dicembre 2020

Matest Agrest, il matematico russo alle origini della paleoastronautica

Il 20 settembre 2005 moriva, ormai novantenne, il matematico ed etnologo russo Matest Agrest Mendelevitch, conosciuto per il suo contributo alla teoria delle funzioni cilindriche incomplete e ancor di più per l’ipotesi di paleocontatto espressa in tempi davvero non sospetti. 

Infatti, al pari dell’archeologo francese Henri Lhote (che individuò i dipinti e le incisioni del Tassili in Algeria), Agrest deve essere ricordato per essere stato tra i primi scienziati a divulgare la tanto discussa teoria degli antichi astronauti

Insomma, almeno un decennio prima che identiche ipotesi fossero poi riprese, sviluppate e strumentalizzate anche da scrittori senza scrupoli. Qualcuno di voi ricorderà che il nome di questo sconosciuto Agrest compariva nei lavori di Peter Kolosimo ma non tutti conoscono la vita di quest’accademico. Vale la pena porre rimedio, anche se in forte ritardo.

Lo scienziato rabbino 

Nato da famiglia ebraica il 20 luglio 1915 a Mogilev, nel villaggio di Knyazhitsy, in Bielorussia, nel 1929 divenne rabbino e, mentre lavorava in fabbrica, riuscì a frequentare la scuola secondaria, diplomandosi cinque anni dopo. 
S’iscrisse poi alla facoltà di matematica e meccanica dell’Università di Leningrado. Laureatosi, entrò nella Graduate School of Astronomical Institute di Mosca, dipartimento di meccanica celeste. 
Qui incontrò e face amicizia con l’astrofisico Joseph V. Sklovskij, membro dell’Accademia delle Scienze. In questo frangente Agrest studiò le caratteristiche meccaniche del movimento degli anelli di Saturno ...

martedì 10 marzo 2020

La Puerta di Hayu Marca

Ci troviamo a circa 1300 km a sud est di Lima, in Perù, presso le rive del lago Titicaca, anno 2010.

Su un altopiano dalle singolari conformazioni rocciose si trova un santuario dove ancora oggi gli sciamani compiono rituali e offrono preghiere, come fanno ormai da generazioni.

Questa struttura è conosciuta come la "Puerta de Hayu Marca" o la "Porta degli Dei" o anche "Porta delle Stelle": una porta gigantesca scavata nella solida roccia di granito rosso che si trova letteralmente in mezzo al nulla, a oltre 4000 metri di altitudine.

Questa roccia ha un gigantesco rettangolo intagliato dove al centro, in basso è presente una nicchia che sembra proprio rappresentare una porta. La sola visione di tutto il complesso lascia assai perplessi.

Nonostante apparentemente si tratti di un portale nella roccia che non conduce da nessuna parte, un'interessante leggenda Inca tramandata da moltissime generazioni lo descrive invece come una porta capace di trasformarsi in un vero e proprio portale di accesso...

sabato 15 febbraio 2020

Perché non possiamo non dirci Ufologi

Se così tante persone nel mondo credono che gli extraterrestri esistano, siano più evoluti di noi e ci abbiano fatto spesso visita, la colpa (o il merito) è di un ampio stuolo di persone che lo ha ripetuto nell’arco di quasi due secoli. 

A loro è dedicato un meticoloso saggio dello studioso Marco Ciardi (Il mistero degli antichi astronauti, Carocci, pp 220), che dovrebbe leggere chiunque venga regolarmente preso in giro perché «crede» negli Ufo: ora potrà rispondere che è in buona compagnia, visto che «ci credevano» anche lo psichiatra C. G. Jung, il fisico Albert Einstein, l’economista John Maynard Keynes, il Nobel Frederick Soddy, il filosofo G. W. Leibniz e decine di altri studiosi e scrittori.

La tesi di Ciardi, bisogna dirlo subito, è che da 150 anni chiunque si occupi della materia pesca sempre nello stesso stagno. 

Le direttrici della ricerca che bisogna condurre per "credere" agli Ufo sono state tracciate una volta per tutte nel 1877 da Helena Petrovna Blavatsky nel suo libro Iside svelata, la bibbia della Società teosofica da lei fondata.

Madame Blavatsky fu la prima a tracciare la via: molti miti religiosi sono concordanti; l’età dell’uomo va oltre la cronologia tradizionale; le prime civiltà non sono quantificabili; la storia del mondo si svolge in cicli segnati da immani catastrofi, l’ultima delle quali è stata il Diluvio; evoluzione e degenerazione caratterizzano questi cicli; lo sviluppo scientifico e mentale di alcune antiche nazioni può essere stato più elevato di quello attuale ...

venerdì 8 novembre 2019

Fenomeni ufologici nell'arte?

di Mauro Paoletti (Il fenomeno ufologico nell'arte)

Lo studio del fenomeno ufologico ha evidenziato che tale evento è stato oggetto di molte cronache antiche e riprodotto da alcuni artisti all’interno delle loro opere, come fossero stati involontari testimoni del fatto. Possiamo così stilare un lungo elenco di dipinti che presentano raffigurazioni di "oggetti volanti" e strani fenomeni fisici o atmosferici.

Nel 1335, nella porzione di cielo di un affresco nel monastero dei Decani, Kosovo-Metohija, ex Jugoslavia, furono riprodotti due oggetti aerei, con una persona all'interno, che si inseguono sopra la scena che riproduce una Crocifissione. (ved. l'immagine sotto)

Gli affreschi sono rimasti sconosciuti fino al 1964, quando vennero fotografati con un teleobiettivo, dato che le immagini sono situate a circa quindici metri da terra. L’autore delle foto, Aleksander Paunovich, analizzandole, scorse due oggetti "aerei". Nel primo, un uomo sembra pilotare l’oggetto, mentre rivolto all’indietro controlla la traiettoria del "velivolo" che segue. Nel secondo, si può osservare un essere che non presenta sembianze umane e tiene un oggetto fra le mani.

Gli angeli, raffigurati a contorno della scena, vigilano il volo degli oggetti e tengono gli occhi chiusi e le mani sulle orecchie nell’atto di tapparle, come non volessero restare abbagliati o sordi.
Produce una certa impressione sapere che nel Medioevo furono dipinti due oggetti molto simili allo sputnik lanciato solo nel 1957....

sabato 22 settembre 2018

Una metropoli di 200 000 anni fa - Implicazioni

Dan Eden

Sono sempre stati lì.

Qualcuno li aveva già notati prima, ma nessuno riusciva a ricordare chi li avesse fatti - o perché? Fino a poco tempo fa, nessuno sapeva nemmeno quanti fossero. Ora sono dappertutto, a migliaia, anzi no, centinaia di migliaia! E la storia che raccontano è la storia più importante dell'umanità. 

Ma c’è chi potrebbe non essere pronto ad ascoltare.

Qualcosa di straordinario è stato scoperto in una zona del Sud Africa, circa 280 km verso l'interno, ad ovest del porto di Maputo (la capitale del Mozambico). Sono i resti d’una grande metropoli che misurava, secondo stime prudenti, circa 5000 km quadrati.

Faceva parte di una comunità ancora più ampia, di circa 35.000 chilometri quadrati, che sembra essere stata costruita – siete pronti? - dal 160000 al 200000 a.C.! ...

domenica 12 agosto 2018

Plinio il Vecchio: scontro tra 2 schiere di Carri Celesti nei cieli dell’Umbria

Gaio Plinio Secondo, conosciuto come Plinio il Vecchio (23 d.C. Como - 25 agosto 79 d.C. Stabia ) è stato uno scrittore, ammiraglio e naturalista romano.

Chi sosterrebbe che Plinio il Vecchio avesse pensato di scrivere un libro di fiabe, quando scrisse la sua Naturalis Historia? Eppure nessun altro autore antico ha mai parlato tanto di UFO come lui.

Ecco che cosa scrive il serissimo generale romano nel secondo libro della sua opera, dal capitolo 31 al capitolo 35:

[31] E per contro hanno visto molti soli contemporaneamente, né sopra lo stesso né sotto, ma di traverso, né vicino né contro la terra né di notte, ma o all’alba o al tramonto.
Una volta, riferiscono, furono avvistati a mezzogiorno sul Bosforo, e durarono da quell’ora del mattino fino al tramonto.
Anche gli antichi videro spesso tre soli, come sotto i consolati di Spurio Postumio e Quinto Muzio (174 a. C.), di Quinto Marcio e Marco Porcio (118 a. C.), di Marco Antonio e Publio Dolabella (44 a. C.), di Marco Lepido e Lucio Planco (42 a. C.), e nella nostra epoca si vide sotto il principato del Divino Claudio, durante il suo consolato con il collega Cornelio Orfito (51 d. C.). Più di tre insieme non furono mai visti alla nostra epoca ...

mercoledì 2 maggio 2018

Le origini extraterrestri dell’umanità: ulteriori prove a sostegno?

La colonizzazione del pianeta terra da parte di civiltà aliene trova riscontro non solo nelle vestigia antiche lasciateci a testimoniare il loro passaggio quali le mura megalitiche, i manufatti, siti misteriosi sparsi per il mondo (Baalbek in Libano, Gobekli tepe in Turchia, Giza ecc…), ma anche nei testi sacri troviamo importanti riferimenti circa le origini “aliene” dell’umanità, a sostegno degli scavi e dei reperti archeologici.

RIFERIMENTI “ALIENI” NEI SACRI TESTI

“In quel tempo vi erano i giganti sulla terra e anche dopo, quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini, le quali generavano loro dei figli. Sono essi quegli eroi famosi fin dai tempi antichi”. (Genesi, cap. 6 v. 4)

Chi erano questi giganti? E cosa si nasconde dietro la distinzione tra “figli di Dio” e “figli dell’uomo”? Gli eroi famosi fin dai tempi antichi non possono che essere delle creature con poteri eccezionali, dèi ancestrali che la storia classica ci ha tramandato attraverso le gesta dei miti della mitologia e della tragedia greca.

Cosa intendevano gli antichi greci per “deus ex machina” il dio dalla macchina, era forse una divinità che scendeva da una macchina o da qualcosa di tecnologicamente avanzato? ...

domenica 15 ottobre 2017

L'irrazionale risposta degli scienziati all'ipotesi dell'antico astronauta

Ciò che vi proponiamo è un articolo critico scritto dal Dottor Pasqual S. Schiavella (1914-2011), in merito al discorso sulla teoria degli antichi astronauti. Pone, sulla questione, la censura degli scienziati e la ridicolizzazione della teoria degli antichi alieni da parte di quest'ultimi, senza accennare a complotti o cospirazioni. E non poteva essere altrimenti. 
Infatti, il Dottor Pasquale S. Schiavella non era uno qualunque. Era Dottore in Filosofia presso la Columbia University e fu fondatore, nonché presidente, del The National Council for Critical Analysis, e editore del The Journal of Critical Analysis e del The Journal of Pre-College Philosophy. 
L'articolo in questione è apparso sul sito di Antiguos Astronautas 
Buona lettura.

Traduzione a cura di Antonio De Comite per Centro Ufologico Ionico

Che intelligenze extraterrestri abbiano visitato la Terra in tempi antichi e alterato il corso della storia umana è una vecchia ipotesi, riproposta da Erich von Däniken. Anche se simpatizzo per questa tesi, l'idea centrale di questo articolo è una critica sul comportamento dei critici, in modo particolare gli scienziati, nel senso più ampio del termine. Come una ipotesi storica, i meriti della ipotesi degli antichi astronauti devono essere confrontati con l'evidenza disponibile con rigoroso controllo scientifico. Sfortunatamente, questo non è avvenuto. Invece, la comunità scientifica ha attaccato l'ipotesi e von Däniken con oltraggi e insulti. Le sue prove sono state rifiutate con scherno. L'ipotesi viene attaccata con un fallace ragionamento e un appello all'autorità...

martedì 23 giugno 2015

10.000 A.C. inizia l'era atomica

Lo storico Kisari Mohan Ganguli, sostiene che il Mahabharata e il Ramayana sono pieni di descrizioni di olocausti nucleari, sul modello di quelle di Hiroshima e Nagasaki.

Vogliamo partire da questa ipotesi per citare alcuni dei testi più misteriosi e al tempo stesso affascinanti del mondo antico. Il Mahabharata è una delle due maggiori epopee sanscrite dell'antica India, l'altro è il Ramayana. Si compone di 100.000 versi diviso in 18 libri. Un opera monumentale, per dare una idea della grandezza di questo testo basta pensare che è grande quanto otto volte l'Iliade e Odissea messe insieme. 

Questi testi antichi sono più di una narrazione storica. Si tratta di una combinazione di fatti, storie e leggende miti. 
In questi testi vengono menzionate armi di distruzione di massa "sparate" da velivoli che solcano i cieli a bordo dei quali vi sarebbero gli Dei! Dei che hanno spesso fattezze umane, con desideri, passioni e bisogni simili agli uomini ...

venerdì 5 giugno 2015

VIMANA: Tecnologia di Velivolo dell'Antica India


Ciò che sappiamo dei veicoli volanti dell'antica India deriva da antiche fonti indiane, testi scritti che ci sono arrivati attraverso i secoli.

Non c'è dubbio che la maggior parte di questi testi sia autentica; molti sono gli stessi famosi testi epici indiani, e ce ne sono veramente a centinaia. La maggior parte di essi non è ancora stata tradotta in inglese dall'originale sanscrito.
L'imperatore indiano Ashoka creò la "Società Segreta dei Nove Uomini Ignoti": grandi scienziati indiani che avrebbero dovuto catalogare tutte le scienze. Ashoka mantenne il loro lavoro segreto perché aveva paura che la tanto evoluta scienza catalogata da questi uomini, derivata dagli antichi testi indiani, potesse essere usata per il fine malvagio della guerra, alla quale Ashoka era fortemente contrario essendosi convertito al Buddismo dopo aver battuto un esercito nemico al termine di una sanguinosa guerra.

I "Nove Uomini Ignoti" scrissero un totale di nove libri, probabilmente uno ciascuno. Uno di essi si intitolava "I Segreti della Gravità!". Questo libro noto agli storici, che non lo hanno mai visto in "controllo della gravità". 
Probabilmente si trova ancora da qualche parte, custodito in una biblioteca segreta in India, in Tibet o altrove (forse persino in Nord America). Possiamo facilmente capire il desiderio di Ashoka di mantenere segrete queste conoscenze, ammesso che esistano. Immaginiamo se i nazisti lo avessero avuto a disposizione per costruire delle armi durante la seconda guerra mondiale... Ashoka, inoltre era a conoscenza di guerre devastanti nelle quali erano stati utilizzati veicoli particolarmente avanzati e "armi futuristiche" che avevano distrutto l'antico "Impero Rama" dell'India, diverse migliaia di anni prima. Solamente pochi anni fa i cinesi hanno scoperto alcuni documenti sanscriti a Lhasa, in Tibet, e li hanno spediti alla University of Chandrigarh, perché venissero tradotti...

venerdì 13 marzo 2015

Antichi astronauti - Oggetti moderni in tempi antichi


Secondo la Teoria degli Antichi Astronauti, in un passato remoto, viaggiatori extraterrestri hanno visitato i nostri antenati influenzando la naturale evoluzione della specie umana.

Gli alieni, hanno davvero ispirato e aiutato i nostri antenati a costruire templi antichi megalitici e piramidi?
E se sono venuti qui, ci hanno lasciato delle conoscenze avanzate di fisica, astronomia e matematica? In tal caso, ne rimane qualche prova oggi?

La Macchina di Anticitera (o antikythera)

Un esempio potrebbe essere un oggetto spesso definito come il primo computer meccanico del mondo. Risale a più di 2 mila anni fa. La "Macchina di Anticitera" fu rinvenuta nel 1900 da alcuni raccoglitori di spugne, mentre si immergevano al largo di una piccola isola dell'Egeo chiamata Anticitera.

Trovarono un relitto sul fondo del mare e al suo interno una scatola incrostata dai coralli, composta di una lega metallica. Fu portata al museo di Atene, dove solo 50 anni dopo fu possibile fare una scansione della scatola ai raggi X e distinguere delle rotelle dentellate a incastro collegate fra di loro, dandoci una buona immagine di cosa fosse questo dispositivo: un computer, una macchina davvero sofisticata...