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sabato 15 febbraio 2020

Perché non possiamo non dirci Ufologi

Se così tante persone nel mondo credono che gli extraterrestri esistano, siano più evoluti di noi e ci abbiano fatto spesso visita, la colpa (o il merito) è di un ampio stuolo di persone che lo ha ripetuto nell’arco di quasi due secoli. 

A loro è dedicato un meticoloso saggio dello studioso Marco Ciardi (Il mistero degli antichi astronauti, Carocci, pp 220), che dovrebbe leggere chiunque venga regolarmente preso in giro perché «crede» negli Ufo: ora potrà rispondere che è in buona compagnia, visto che «ci credevano» anche lo psichiatra C. G. Jung, il fisico Albert Einstein, l’economista John Maynard Keynes, il Nobel Frederick Soddy, il filosofo G. W. Leibniz e decine di altri studiosi e scrittori.

La tesi di Ciardi, bisogna dirlo subito, è che da 150 anni chiunque si occupi della materia pesca sempre nello stesso stagno. 

Le direttrici della ricerca che bisogna condurre per "credere" agli Ufo sono state tracciate una volta per tutte nel 1877 da Helena Petrovna Blavatsky nel suo libro Iside svelata, la bibbia della Società teosofica da lei fondata.

Madame Blavatsky fu la prima a tracciare la via: molti miti religiosi sono concordanti; l’età dell’uomo va oltre la cronologia tradizionale; le prime civiltà non sono quantificabili; la storia del mondo si svolge in cicli segnati da immani catastrofi, l’ultima delle quali è stata il Diluvio; evoluzione e degenerazione caratterizzano questi cicli; lo sviluppo scientifico e mentale di alcune antiche nazioni può essere stato più elevato di quello attuale ...