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venerdì 26 luglio 2024

I Robot degli Antichi Dei

Gli automi di Leonardo da Vinci e le conoscenze meccaniche degli antichi. I robot intelligenti delle civiltà scomparse di Creta e dell’antica Cina. Il dio Fetonte della tradizione druidica e i suoi due aiutanti di metallo dorato

di Giancarlo Barbadoro

I robot del mito

La scienza moderna sta lavorando alla realizzazione di robot che affiancheranno l’umanità nei suoi bisogni quotidiani e nell’esplorazione dello spazio. Sono già stati messi a punto numerosi prototipi dalle sembianze antropomorfe che sono in grado di eseguire le movenze umane.

Ma l’obiettivo più affascinante è quello rappresentato dal progetto di ricerca sull’A.I., Intelligenza Artificiale, che dovrebbe consentire ai robot piena autonomia di movimento e di decisionalità. Un progetto ambizioso che rivoluzionerà la società umana portandola a convivere con creature senzienti totalmente artificiali e pronte a condividere ruoli e attività sinora propri della specie umana.

Ma tutto questo sforzo tecnologico e scientifico sembra costituire una ripetizione di quanto può essere già accaduto nel passato della storia del pianeta.

I miti di molte civiltà antiche tramandano infatti il ricordo di creature di metallo in grado di muoversi autonomamente e di possedere intelligenza e decisionalità. Creature dichiaratamente artificiali che erano messe al servizio degli uomini e degli dèi...

domenica 7 aprile 2019

IL VAJIRA: arma tecnologica avanzata utilizzata nel passato?

Il Vajira (in sanscrito: Fulmine o Diamante), era tra le armi “soprannaturali” che solamente gli Dei sapevano e potevano utilizzare, per questo appartiene alla categoria delle armi divine (in sanscrito il nome dell’arma è accompagnata alla parola ASTRA, che ne identifica proprio la tipologia “soprannaturale”).

 L’arma poteva non solo tagliare le difese dei mortali, ma fu appunto utilizzata perché in grado di distruggere più forze divine.

I miti di numerose civiltà ci catapultano in periodi lontani, in cui gli “Dei” utilizzavano un’arma di questo tipo dagli effetti circoscritti ma devastanti. 

Vediamone alcuni ..

sabato 22 settembre 2018

Una metropoli di 200 000 anni fa - Implicazioni

Dan Eden

Sono sempre stati lì.

Qualcuno li aveva già notati prima, ma nessuno riusciva a ricordare chi li avesse fatti - o perché? Fino a poco tempo fa, nessuno sapeva nemmeno quanti fossero. Ora sono dappertutto, a migliaia, anzi no, centinaia di migliaia! E la storia che raccontano è la storia più importante dell'umanità. 

Ma c’è chi potrebbe non essere pronto ad ascoltare.

Qualcosa di straordinario è stato scoperto in una zona del Sud Africa, circa 280 km verso l'interno, ad ovest del porto di Maputo (la capitale del Mozambico). Sono i resti d’una grande metropoli che misurava, secondo stime prudenti, circa 5000 km quadrati.

Faceva parte di una comunità ancora più ampia, di circa 35.000 chilometri quadrati, che sembra essere stata costruita – siete pronti? - dal 160000 al 200000 a.C.! ...

sabato 20 agosto 2016

Kemosh e Yahweh


Chemosh (o Kemosh) era la divinità dei Moabiti ed il nome probabilmente significava "distruttore", "dominatore", o "dio dei pesci". L'etimologia esatta di "Chemosh" è sconosciuta. Il nome del padre di Mesba, Chemosh-melek ("Chemosh è Malik," o "Chemosh è re"; si veda la riga 1 della Stele di Mesha), indica la possibilità che Chemosh e Malik (o Moloch) siano la stessa persona ..

In Giudici 11 Jefte, comandante delle forze israelite, sta combattendo con Ammoniti, Moabiti… e nella controversia con il re di Ammon dice (versetto 24):

“Non possiedi tu quello che Kemosh, tuo elohim, ti ha fatto possedere? Così anche noi possediamo tutto ciò che Yahweh, elohim nostro, ha dato in possesso a noi”.

Yahweh e Kemosh sono evidentemente uguali, hanno gli stessi diritti e gli stessi poteri, nessuno dei due è considerato superiore all’altro.

Annoto due cose:
la prima è che questo è uno dei tantissimi errori commessi dai masoreti che hanno attribuito agli ammoniti l’elohim Kemosh che invece era l’elohim dei moabiti: pazienza… poco ci importa in questa fattispecie (di errori ne hanno commessi circa 1500, come ha rilevato il Prof. Menachemk Cohen, Univ. Bar-Illan, Tel Aviv).
La seconda annotazione è che questi elohim di rango inferiore combattevano tra di loro per dei fazzoletti di terra, mentre i loro colleghi più alti in grado si occupavano dei grandi imperi...

sabato 16 febbraio 2013

Il mio nome è una convenzione!

 di Rocco Bruno

... Parlo di rivoluzione, un’autentica rivoluzione interiore, ma è come apparecchiare la tavola e poi mandarla all'aria.
Il mio è un involontario sforzo di provare ad aiutare coloro che cercano e che hanno intuito che c'è qualcosa che non quadra a questo mondo.

Quelli che hanno già tutte le risposte non possono farci niente con quello che dico. Dubbio, scetticismo, paure sono il mondo che ci è stato messo davanti agli occhi per impedirci di raggiungere la verità su di noi. Si, certo che siamo schiavi, ma anche un’altra incredibile verità è che potenzialmente possiamo essere molto, ma molto di più di quello che siamo, il problema è che il sacrificio richiesto è immane, significa rinunciare a tutto ciò che crediamo sia reale, significa rinunciare all'ego, alla falsa identità che questo mondo ci ha dato.

Noi riceviamo un nome e quel nome diventa la nostra identità, noi ci crediamo e non è così, io non sono Rocco, non lo sono mai stato, io sono un mare di cose, ma l'ultima cosa che sono è proprio Rocco. Il nome è una convenzione, è il codice con cui poter esser individuati, identificati. Viviamo in un mondo fittizio, il vero mondo è un altro e il risveglio è traumatico, perché scopriamo la cruda realtà che ci circonda e che siamo, perché perdiamo ogni genere di credenza e dobbiamo farci responsabili della nostra vita.
È proprio come dice Morpheus nelle persone di una certa età -“il cervello stenta a rifiutare il passato”.

Matrix è un sistema e come tale serve alla conservazione della specie, servono unità produttive, unità che producano energia, ovvero, cibo per il pianeta. Matrix, ci dice cosa dire, cosa mangiare, come vestire (attraverso le mode, ad esempio); Matrix dice al nostro cervello come interpretare la vita, Matrix è la mappa, ma la mappa non è mai il territorio.

Matrix è dipendenza e l'irresponsabilità che volevamo, ecco perché è così difficile svegliarsi...