di Kristoffer Mousten Hansen
Uno dei miti chiave del ventesimo secolo è il ruolo benevolo svolto dalle istituzioni internazionali, a guida americana, dopo la seconda guerra mondiale.
I progressisti/liberal americani, freschi di New Deal e vittoria in una guerra mondiale, rivolsero lo sguardo agli affari internazionali: gli Stati Uniti avevano una missione storica mondiale di proporzioni messianiche, ovvero, portare i Paesi in via di sviluppo alle porte della modernità ricostruendoli a immagine dell'America.
L'era della Guerra Fredda fu ricca di progetti e organizzazioni per realizzare questa visione: da Bretton Woods al Fondo monetario internazionale (FMI) nell'area della finanza internazionale e all'Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) negli affari militari fino al finanziamento del Congresso per la libertà culturale che diffondeva propaganda progressista e favorevole agli Stati Uniti.
Tutte queste organizzazioni hanno avuto influenze deleterie – ho indicato in un precedente pezzo come Bretton Woods e il sistema finanziario internazionale moderno possono essere meglio descritti come imperialismo finanziario – ma in un'area l'interventismo americano è ancora oggi acclamato come benigno: la Rivoluzione Verde ...
