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martedì 21 novembre 2023

Femminicidio: un’emergenza inesistente per nascondere le emergenze reali

L'articolo è stato scritto 10 anni fa. Troverete dati aggiornati a fine articolo. Un'occasione d'oro per capire come sono cambiate (o no) le cose ..
Catherine


Il dibattito, nelle ultime settimane, si concentra sull’istituzione del reato di femminicidio (Laura Boldrini ...).
Un reato specifico che punisca la violenza contro le donne. 

Anche parte della stampa e dei media porta avanti la campagna. I dati, però, sono in netta contrapposizione con quelli ufficiali diffusi dall’Istat e dal ministero dell’Interno. 
Secondo l’Istituto di Statistica la violenza che sfocia nell’omicidio di una donna, negli ultimi vent’anni, è in calo. Nel 1992 le vittime erano state 186, nel 2010 (ultimo anno disponibile) 131, per un calo del 29,57 per cento. Sono stati 125 nel 2022, circa il 39% del totale degli omicidi dell'anno - N.d.C.

La provocazione - E’ un altro, invece, il fenomeno in sensibile aumento: l’infanticidio, nella gran parte dei casi commesso dai genitori sui propri figli. Gli ultimi eclatanti casi: quello del padre che ha sparato e ucciso al figlio a Palermo, e la donna che ha lanciato i due figli dal balcone, a Busto Arsizio. I dati sull’infanticidio sono quelli diffusi dal Rapporto Eurispes Italia 2011: gli ultimi numeri disponibili sono relativi al 2010, quando è stato compiuto un infanticidio ogni 20 giorni. L’anno precedente la cadenza era di uno ogni 33 giorni, nel 2008 uno di 91 giorni. In numeri assoluti i casi sono stati 4 nel 2008, 11 nel 2009 e 20 nel 2010, e il trend è in costante aumento: complice la crisi e un quadro sempre più difficile, cresce il numero delle madri che compiono il folle e disperato gesto. 
Secondo il rapporto Eures, solo dal 2010 al 2022 i bambini al di sotto dei 12 anni uccisi dai genitori nel nostro Paese sono stati 149 - N.d.C.)

Ed è qui che avanziamo la provocazione: perché al posto del reato di femminicidio non si introduce quello di figlicidio? ...
liberoquotidiano.it (18.05.2013)

venerdì 13 ottobre 2023

I cancri che non sono cancro

 Appello al popolo - (2013)

“Fin dal 1965 mettevo in pratica e insegnavo che 'quando dici cancro, dici una parola grossa. Stai molto attento. Con questa diagnosi tu, il patologo, stai dando al clinico la licenza di trattare quel paziente e il suo cancro con qualsiasi trattamento in voga al momento, incluso il tagliarlo via, sparargli raggi, o avvelenare il cancro e il paziente' .
G. Lundberg. What is and is not Cancer?  - 29 agosto 2013

"I medici, i pazienti e il pubblico generale devono divenire consapevoli che la sovra-diagnosi è comune e avviene più di frequente negli screening oncologici.”

L.J. Esserman et al. JAMA , 29 luglio 2013.

''Invitiamo tutte le donne a prenotare la loro visita con lo slogan 'Ricordati di te perché c'è un diritto inalienabile che deve essere riconosciuto da parte delle istituzioni pubbliche. Non esiste crisi né esistono tagli alla sanità che possano far venir meno l'elementare bisogno di un servizio: lo screening alla mammella come grande scelta strategica di prevenzione. È giusto per le donne ed è giusto e utile per un'amministrazione che vuole prevenire e non solo curare il male. La prevenzione sarà uno dei pilastri del nuovo modello di difesa della salute che stiamo costruendo perché prevenire ci aiuta anche a spendere meno e meglio le risorse pubbliche''.
Nicola Zingaretti, presidente Regione Lazio, sulla campagna “Ottobre rosa”, 30 settembre 2013
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venerdì 16 giugno 2023

Lotta alle zanzare, al via le irrorazioni. L’OMS ha pronto un piano di battaglia globale

Iniziano le disinfestazioni massicce contro le zanzare, con supporto mediatico. Si moltiplicano quindi le ordinanze e piani per prevenire il proliferare di insetti potenziali vettori di malattie infettive virali.

Secondo l’OMS “circa la metà della popolazione mondiale è ora a rischio di dengue“.

L’OMS ha lanciato l’anno scorso la Global Arbovirus Initiative che si propone di combattere gli arbovirus emergenti e riemergenti con potenziale epidemico e pandemico, concentrandosi sul monitoraggio del rischio, la prevenzione pandemica, la preparazione e la risposta, e la costruzione di una coalizione di partners.

L’OMS assicura che l’obiettivo della Global Arbovirus Initiative sarebbe quello di concentrare le risorse sul monitoraggio del rischio, la prevenzione della pandemia, la preparazione, il rilevamento e la risposta ...

venerdì 13 gennaio 2023

Tumori in aumento, l’oncologa Patrizia Gentilini: “Stiamo scherzando col fuoco”

Troppi tumori. Negli ultimi due anni si è assistito a un notevole incremento di casi: +14.100 le nuove diagnosi tra il 2020 e il 2022. 

Secondo alcuni esperti l’aumento è riconducibile agli stili di vita scorretti e all’interruzione degli screening oncologici durante il periodo pandemico. Tuttavia i numeri allarmanti richiederebbero indagini molto più approfondite, indagini che dovrebbero riguardare -come ha sottolineato la Commissione Medico-Scientifica Indipendente (CMSi) nel comunicato 4 del 27 dicembre scorso- anche la recente tendenza dell’eccesso di mortalità generale per tutte le patologie: ci si ammala e si muore sempre di più. 

A finire sotto la lente di ingrandimento dei ricercatori i vaccini anti-Covid a mRNA: le indagini epidemiologiche sui dati Eurostat, condotte dagli scienziati inglesi tra aprile e agosto 2022 rivelano, secondo la CMSi, “tendenze sfavorevoli tra livelli di vaccinazione dei vari Paesi e mortalità totale, anche per l’associazione con i livelli di copertura con booster”. 

Tali evidenze non possono più essere ignorate, in considerazione del fatto che, in Italia, sono diventate un’ossessione le punture perenni, in pratica la loro metamorfosi in dogma ...

mercoledì 20 ottobre 2021

Perché la medicina si basa sul consumo di farmaci e non sulla prevenzione delle cause delle malattie?

Una domanda che vale letteralmente centinaia di miliardi su scala mondiale.

Ci sono 3 chiavi di lettura:

- Storica.

- Economica.

- Professionale/medica.

Tutte e 3 hanno un minimo comune denominatore.
Un rumore di fondo comune, un Bias cognitivo di cui parlerò alla fine.

Procediamo con ordine ...

venerdì 13 marzo 2020

Le epidemie: antiche misure di prevenzione

La storia dell’uomo è sempre stata costellata dalla presenza di epidemie più o meno gravi. Malattie come la peste, la tubercolosi, la sifilide, l’influenza hanno cambiato la storia dell’uomo per gli effetti demografici, economici e sociali. Solo alla fine dell’800 la medicina è stata in grado di scoprire gli agenti eziologici delle principali malattie a carattere epidemico: virus, batteri e protozoi. Insieme a scoprirne le cause, la comunità scientifica è riuscita a scoprire metodologie di prevenzione e cura di molte malattie infettive.

Alle tradizionali malattie di carattere epidemico si sono affiancate negli ultimi 30 anni nuove malattie infettive chiamate “emergenti”. Tra queste l’AIDS, l’infezione da virus Ebola, la SARS, l’influenza aviaria da virus A/H5N1 e l’influenza suina da virus A/N1N1. Anche se ancora per numerose malattie non esistono vaccini, né terapie, la comunità internazionale può contare oggi su un elevato numero di farmaci e di vaccini, su una solida esperienza nella collaborazione internazionale, su una incrementata capacità di sorveglianza epidemiologica, su un numero maggiore di laboratori in grado di identificare le caratteristiche genetiche dei virus e di fare diagnosi negli esseri umani, su conoscenze scientifiche in continuo divenire e su un’organizzazione sanitaria in grado di coprire il territorio. 

Occorre, però, conoscere l’esperienza del passato, remoto e recente, e farne tesoro per saper affrontare le emergenze sanitarie di oggi. 

Quando le popolazioni hanno iniziato a raggiungere una certa densità ed hanno incrementato la mobilità hanno creato i presupposti per la diffusione di malattie epidemiche, capaci di colpire in breve tempo molti individui ...

giovedì 13 febbraio 2020

Asini in camice

Dovuta premessa: questo articolo contiene molte verità ampiamente condivisibili - ragione per la quale lo propongo qui - ma non dimentichiamo che, nonostante ciò che viene loro insegnato, non tutti i medici sono "La Medicina". Buona lettura.
Catherine

La medicina non è una scienza

La matematica, la logica, la biologia, la chimica e la fisica sono scienze. La medicina è una pratica.

E il motivo di questa distinzione non è piccolo né insignificante: le scienze sono esatte nella misura in cui fanno riferimento a modelli teorici.
In teoria, infatti, 2+2 farà sempre 4 all’interno di un determinato sistema di calcolo. In medicina però non si lavora su modelli teorici, su numeri e teorie astratte, ma sul corpo delle persone, che è tutt’altro che teorico o astratto.
Per chi avesse difficoltà a capire la differenza: le teorie sono basate su modelli teorici, calcoli matematici. 
La pratica si confronta con contesti reali: un corpo umano che reagisce in modo sempre e comunque diverso da qualsiasi altro corpo umano allo stesso medicinale, allo stesso trattamento, perché ogni singola persona è diversa da un’altra.
Figurarsi poi considerando gli infiniti elementi di contesto: alimentazione, età, stato di salute, abitudini, anamnesi – solo per dirne alcune.

E qui sta il punto: quando si tenta di forzare la medicina a diventare una scienza, ad esempio con scemenze come la teoria dell’effetto gregge, i risultati sono catastrofici. 

Perché se anche in teoria, sui numeri, si può calcolare che superando il 95% di soglia vaccinale ecco che il morbillo smette di diffondersi, la pratica poi sbugiarda questa bella teoria. Ed ecco che abbiamo contagi e vere e proprie epidemie anche in popolazioni vaccinate al 95, al 96, al 97, 98, al 99 e persino al 100%, e non “qualche volta”: un sacco di volte. Perché?
Perché le teorie pretendono di semplificare la realtà, che è composta di tantissimi fattori, riducendola a poche variabili ...

sabato 29 giugno 2019

Deficit cerebrali da sostanze chimiche: è allarme

Aumenta l'elenco delle sostanze diffuse nell'ambiente che potrebbero causare alterazioni nel cervello in via di sviluppo, con esiti che vanno dal deficit di attenzione a difficoltà di apprendimento.

I due esperti che lanciano l'allarme dalle pagine di "Lancet Neurology" chiedono una strategia di prevenzione internazionale che attribuisca ai produttori l'onere di dimostrare che i loro prodotti sono a basso rischio con test simili a quelli adottati per i farmaci.


Il numero di sostanze chimiche che potrebbero provocare alterazioni nello sviluppo cerebrale fetale e infantile è raddoppiato nel corso degli ultimi sette anni, e continua ad aumentare l'elenco di potenzialmente in grado di danneggiare il cervello.

E poiché molte di queste sostanze si trovano in oggetti di uso quotidiano come abbigliamento, mobili e giocattoli, è necessario provvedere urgentemente a una revisione dei regolamenti nazionali e internazionali per la valutazione del rischio. 

E' questo l'appello pubblicato su “Lancet Neurology” in cui Philippe Grandjean e Philip J. Landrigan – rispettivamente della Harvard School of Public Health e delle Icahn School of Medicine at Mount Sinai – fanno il punto sul problema ...

martedì 12 marzo 2019

Creare malattie

Articolo ispirato al grande lavoro di Marcello Pamio (nella foto a sinistra), ricercatore indipendente ed esperto in Igiene Naturale, che sull’argomento ha tenuto diverse conferenze, scritto articoli e libri.

Creare farmaci per persone sane e convincere i sani di essere malati sembra una battuta, una cosa impossibile o quantomeno un ipotesi complottistica.

Invece creare malattie dal nulla o quasi è quello che si sta facendo ormai da anni sotto i nostri occhi, senza che i più se ne accorgono (classico esempio del principio della rana bollita) e con la complicità di molti.

Ma come si procede alla creazione di malattie ?

Fondamentalmente si usano 3 tecniche:

- Abbassare i “valori di normalità”
- Anticipare nel tempo la diagnosi
(senza però essere in grado di curare la malattia)
- Creare vere e proprie malattie
(o facendo degenerare in malattia aspetti fisiologici e/o psicologici umani) ...

martedì 22 maggio 2018

Il business delle false malattie ecco i trucchi delle industrie

Un "vecchio" articolo del 2010, sempre attuale (sigh!)

di Michele Bocci

Si moltiplicano le giornate dedicate a una patologia: sono 60 a livello nazionale. Osteoporosi, menopausa e timidezza: un tempo non erano considerate disfunzioni, ora sì. 

E sale il costo per sanità pubblica e famiglie: 4 miliardi all'anno. Ecco come le major del medicinale riescono a venderci farmaci inutili.

NON ce n'è nemmeno uno. Sul calendario non sono rimasti più mesi, settimane o giorni liberi da malattie. Da prevenire, scoprire prima possibile, sconfiggere, studiare o raccontare a chi sta bene. Cancro, alzheimer, sclerosi multipla, aids sono protagoniste ogni anno di giornate mondiali o italiane, regionali o cittadine. Ma anche la menopausa, l'osteoporosi, l'incontinenza e addirittura la stipsi hanno i loro periodi dedicati, con appuntamenti nelle piazze, davanti ai supermercati, negli ambulatori.

Sotto gazebo montati in centro si misurano glicemia e pressione, si fanno valutazioni odontoiatriche e audiometriche ai passanti. C'è un palcoscenico per ogni problema, che sia infettivo e raro come la meningite oppure diffusissimo come l'ipertensione. Molti forse non sanno che in Italia si celebra anche il mese della prevenzione degli attacchi di panico ...

lunedì 24 settembre 2012

Il lato oscuro del mese della prevenzione per il tumore al seno

Sayer Ji

Lo Zeneca Group plc, una sussidiaria farmaceutica della Imperial Chemical Industries, produttrice dei vendutissimi farmaci per il cancro al seno Arimidex e Tamoxifen, nel 1985 ha istituito il Mese Nazionale della Prevenzione del cancro al seno (MNP), con lo scopo di promuovere un'ampia adozione della mammografia a raggi X, oltre alla vendita dei propri prodotti).

Mentre l’aumento degli esami di routine ha dato come risultato la forte crescita delle diagnosi di tumore al seno, il tasso di cancro invasivo al seno è attualmente aumentato in alcune frange della popolazione. Un recente studio ed editoriale pubblicato nel New England Journal of Medicine riporta che la mammografia ai raggi X può “salvare” solo una persona su 2.500 tra quelle analizzate. Di queste 2.500, almeno 1.000 avranno avuto un falso allarme, 500 si sottoporranno a una biopsia non necessaria e 5 o più verranno minacciate da risultati anomali che non diventeranno mai fatali, ossia le loro vite verranno accorciate per gli effetti negativi dovuti a medicazioni, interventi chirurgici o stress.

Dati questi risultati, la mammografia a raggi X è molto efficace per incrementare il numero delle diagnosi di tumore al seno e non tanto per la “prevenzione” della malignità e della mortalità di questa patologia. Al contrario, una quantità sempre maggiore di dati clinici indica che i raggi X a bassa energia utilizzati in questi esami sono fino al 500% più cancerogeni di quanto si pensasse in precedenza....