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giovedì 27 novembre 2025

Roman Yampolskiy: l’AI può fingersi stupida per dominare

Il professor Roman Yampolskiy, esperto di AI safety, delinea uno scenario dove l'umanità cederà il controllo senza accorgersene.

C'è chi passa la vita a chiedersi se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto. E poi c’è il dottor Roman Yampolskiy, che ha praticamente gettato il bicchiere e spaccato la brocca, affermando che con l’intelligenza artificiale, le probabilità che finiamo male sono del 99.9%. Capito il mood? 

Non è il solito ‘stiamo attenti’, ma un vero e proprio ‘siamo fritti’. 

Questo scienziato, un veterano con oltre un decennio di studi sulla sicurezza dell’IA alle spalle, non usa mezzi termini. Mentre i guru della Silicon Valley, almeno pubblicamente, dipingono un futuro scintillante fatto di efficienze e robot che ci preparano il caffè (e magari anche la spremuta d’arancia appena colta), Yampolskiy ci butta addosso una secchiata di acqua fredda, o forse dovremmo dire di ghiaccio. Persino i più ‘ottimisti’ tra gli esperti di settore, quelli che a porte chiuse ammettono un 20-30% di rischio di estinzione per l’umanità, appaiono dei giocherelloni al suo confronto...

venerdì 25 aprile 2025

Intossicazione digitale - Dipendenza da Internet: il docufilm

Sempre davanti agli occhi, sempre nelle nostre mani, uno schermo su cui scorrono immagini e video fatti su misura, pensati per farci spendere ore e ore sullo smartphone. E poi nuove app e ora anche l’intelligenza artificiale.

Si stima che 210 milioni di persone soffrano di dipendenza da web e social network. 

Ne ha parlato il New York Post ma è solo l’ennesima conferma. Si tratta di una vera forma di dipendenza, di intossicazione digitale.

Come ci si può disintossicare: la parola agli esperti

Come uscirne? Kia-Rai Prewitt, direttrice dell’ambulatorio di psicologia della Cleveland Clinic, ha dichiarato che il primo passo è crearsi un obiettivo: non usare il telefono al lavoro, fissare un numero massimo di ore di connessione, lasciare il cellulare sempre nello stesso posto e usarlo come si faceva quando c’era solo il telefono fisso ...

giovedì 28 novembre 2024

Giovani "infelici": aumenta il consumo di antidepressivi tra i ragazzi

Quello dei farmaci antidepressivi, in Italia, è un mercato che vale più di mezzo miliardo di euro: 525milioni, per la precisione, è la spesa complessiva dei cittadini per questa classe di medicinali registrata tra novembre 2023 e ottobre 2024 secondo un’analisi di Data Pharma Factory, che monitora le vendite del 95% delle farmacie del nostro Paese.

Un aumento che riguarda tutta la popolazione

Una spesa per gli italiani in aumento del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ad aumentare, quindi, sono anche i profitti delle case farmaceutiche per il business dei medicinali antidepressivi e stabilizzatori dell’umore.

Anche nei numeri assoluti il giro d’affari è di proporzioni considerevoli, se si pensa che in 12 mesi sono state vendute 49 milioni di confezioni, quasi una per ogni abitante della penisola.

La regione più “infelice”, per così dire, è la Lombardia, con otto milioni di confezioni vendute, seguono Toscana, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto ...

giovedì 8 agosto 2024

Un Ponte dal Purgatorio al Paradiso

 Questo articolo è scritto in una forma insolita, come una storia raccontata da un giovane che subisce, e infine supera, la dipendenza da un mondo informatico sempre più pervasivo. È un allarme umanitario urgente. Un’intera generazione può andare perduta se non riusciamo ad aiutarla a comprendere la tragica traiettoria disumanizzante delle scelte di vita indotte dallo “Stato profondo”. Per favore chiedete a quanti più possibile di condividere questa storia, soprattutto sui social media.

Una storia personale – raccontata da Mo

Una persona mi ha detto, circa un anno fa, che forse avrei dovuto cambiare stile di vita e cercare di mettere i piedi per terra. Mi ha detto:

Sai, se lo vuoi davvero, c’è un modo per passare dal Purgatorio al Paradiso in questa vita” ...

domenica 13 agosto 2023

Grazie al progresso noi umani siamo diventati fossili della storia

Il progresso e lo sviluppo, lungi dall’aver risolto i problemi dell’uomo ed avergli portato benessere, lo hanno invece stritolato come una qualunque preda tra le spire di un boa constrictor. 

Mi perdonerà chi mi segue perché ripeto spesso gli stessi concetti, ma poiché considero la comprensione di questi concetti basilare al fine di comprendere il mondo in cui viviamo, continuerò a ripetermi.

Parto dunque affermando che nel regno del benessere (l’Occidente in generale ma anche tutti quei Paesi che sognano di diventare “ricchi” come l’Occidente) regna il malessere, e questo è chiaro e pacifico ormai da tempo. 

Negli Stati Uniti d’America, il Paese che con le buone o con le cattive si propone a faro del mondo, il malessere impera incontrastato. 
La devastazione, l’inquinamento ambientale, la scarsità delle risorse, sono per contro in continuo aumento e questo va a braccetto con questo malessere che impera nel regno del benessere.
E fin qui nulla di nuovo...

martedì 15 novembre 2022

La maledizione dello smartPhone


Se venissi paracadutato al centro di una foresta tropicale, distante migliaia di chilometri dalla civiltà, in un paio di giorni costruirei un rifugio comodo e sicuro, e il giorno successivo mi attrezzerei per sopravvivere. 

Se a queste masse di zombie dovessero togliere lo smartphone, di colpo la loro vita perderebbe ogni senso e significato, dopo qualche giorno impazzirebbero, e col tempo la depressione se li cucinerebbe a puntino, fino a rinunciare a vivere. Provare per credere!

Il livello di dipendenza indotta dal sistema necro-tecnologico, ha spento e annullato nell’individuo ogni creatività, ogni capacità di adattamento, di organizzazione e spirito di sopravvivenza. Sono soggetti totalmente separati dal resto del mondo, senza punti di riferimento, senza scale di valori e principi.

Gli individui delle nostre società moderne non si servono della tecnologia, ma ne sono posseduti. Questa possessione maligna, impedisce loro di vedere la realtà, di giungere a qualsiasi verità, di sentire, di vedere, di provare autentici sentimenti. 

Non sono più umani, ma macchine ...

sabato 16 gennaio 2021

Parliamo digitando, leggiamo chattando

 

  

“Ho 422 amici, eppure sono solo.
Parlo con loro ogni giorno ma nessuno mi conosce. 

Il mio problema è la differenza tra il guardare nei loro occhi o un nome sullo schermo. Quei media che chiamiamo ‘social’ sono tutto fuorché social. 
Tutta questa tecnologia è solo un’ illusione. Comunità, solidarietà, spirito di gruppo…ma quando ti allontani da questa delusione ti svegli e vedi un mondo di confusione. 

Un mondo in cui siamo schiavi della tecnologia che abbiamo creato. In cui tutti condividiamo le nostre parti migliori, lasciando fuori l’emozione. Quando siete in pubblico e vi sentite soli, mani dietro la testa e lontani dal telefono, imparate a coesistere. 

Stiamo diventando asociali, siamo circondati da bambini che fin dalla nascita ci vedono vivere come robot e pensano sia normale. 
Ora i parchi sono vuoti. Non ci sono bambini, le altalene non dondolano ...

domenica 11 ottobre 2020

Cosa si può fare per evitare di essere strumentalizzati dal cellulare

... secondo gli esperti tech del documentario ‘The Social Dilemma’

“The Social Dilemma” (Netflix) esplora la dipendenza profondamente radicata dai social media e il modo in cui le grandi aziende tecnologiche possano trarre vantaggio dal nostro coinvolgimento sulle piattaforme. 

Sin dal primo giorno della sua diffusione, il 9 settembre 2020, il film è stato tra i programmi più guardati, ed è stato commentato da importanti critici e personalità del settore.

Il film solleva molte preoccupazioni, ma contiene anche consigli e trucchi su come ridurre l’uso del cellulare.

Uno di questi è rifiutare di cliccare su post e video consigliati durante la navigazione sul Web e disinstallare le app ritenute come una perdita di tempo.

Gli esperti hanno discusso a lungo su come siamo diventati dipendenti dai social media e questa addiction si è diffusa in modo particolare soltanto negli ultimi anni ...

Il nuovo documentario dipinge un quadro allarmante che fa riflettere sull'aumento di questa dipendenza e su come i social network l’abbiano sfruttata, trasformando nel contempo le aziende tecnologiche in potenze mondiali.

“The Social Dilemma” esplora i diversi aspetti e le loro ripercussioni nel mondo online, tra cui la redditizia economia dell’attenzione, gli algoritmi di raccomandazione che creano dipendenza, la disinformazione, la polarizzazione politica e molto altro ...

lunedì 25 maggio 2020

I farmaci di uso comune hanno "effetti collaterali" anche sulla psiche

di Marcello Pamio

Quanti sono a conoscenza che la maggior parte dei farmaci di uso comune hanno "effetti collaterali" non solo sul corpo ma anche sulla psiche?

Siamo così deresponsabilizzati e svuotati interiormente che oltre a delegare quotidianamente ai medici la nostra salute (con i risultati che ben sappiamo), non chiediamo neppure informazioni e delucidazioni sui pericoli e gli effetti controindicati dei medicinali che ci vengono prescritti. Ovviamente non è pensabile che un Medico, dall’alto della sua conoscenza, possa prescriverci un prodotto pericoloso per la salute.

Purtroppo NON esistono in commercio farmaci privi di effetti collaterali anche seri e le statistiche sulla mortalità parlano chiaro: le cause iatrogene (dovute a errori medici) sono una delle prime tre cause di morte nel mondo, assieme al cancro e alle malattie cardiovascolari!

La ricerca statistica (basata su lavori scientifici) pubblicata nel 2003, dal titolo inequivocabile: "Death Medicine", denuncia negli Stati Uniti le seguenti cifre:
- "Reazioni avverse da farmaci in ospedale" provocano ogni anno 106.000 morti;
- "Reazioni da farmaci non in ospedale" --> 199.000 morti;
- "Gli errori medici" --> 98.000 morti.

Le reazioni avverse di farmaci prescritti da dottori, provocano (negli Stati Uniti) oltre 300.000 morti ogni anno ...

venerdì 1 febbraio 2019

“Effetto Google”: la dipendenza che riporta indietro di decenni


In un mondo in cui la tecnologia la fa da padrona, ogni giorno siamo sommersi da una mole di informazioni che ci consente di sopravvivere. Dalle rubriche sul telefono, alle chat, passando per le notifiche di Facebook, le nostre vite sono scandite da costante suono del “bip” di una qualche applicazione che ci ricorda qualcosa. 



L’assuefazione a questa forma di aiuto, però, ha effetti sulla neurologia degli individui e, più precisamente, sull’aspetto mnemonico. 

Molti studiosi hanno notato che la facilità con cui gli internauti giungono alle informazioni con un semplice “clic” ha portato molti di loro ad una perdita progressiva della memoria, a causa della “pigrizia” nel memorizzare informazioni. 

Tale sindrome è stata ribattezzata “effetto Google”. 


Una ricerca condotta dal Kaspersky Lab ha evidenziato dati preoccupanti su questo fenomeno. Il 90% degli utenti di dispositivi tecnologici soffre, infatti, di una qualche forma di amnesia digitale.
Oltre il 70% non conosce a memoria il numero di telefono dei figli e il 49% quello del partner. 
Diversamente, chi ha vissuto l’era del telefono con cornetta ha una facilità maggiore nel ricordare i suddetti numeri.

sabato 21 luglio 2018

Relazioni Liquide: La fragilità dei vincoli

Siamo un riflesso fedele della nostra società. Che ci piaccia o no, il mondo che ci circonda influenza le nostre decisioni, i comportamenti, il nostro sistema di valori e anche le emozioni che proviamo. 

Non possiamo astrarci dalla società in cui viviamo così che, in un modo o nell’altro, le forme di relazionarsi che si instaurano finiscono per contagiare anche noi. Che ci piaccia o no, siamo figli del nostro tempo.

Il filosofo e sociologo polacco Zygmunt Bauman, dice che la nostra epoca è caratterizzata da “relazioni liquide”, vincoli molto fragili che stabiliamo con le persone intorno a noi.

Le relazioni liquide si possono vedere in tutte le sfere della vita, sia nell’ambito della coppia che nell’amicizia e nella famiglia. Il punto che hanno in comune è la fragilità, che gli impedisce di durare nel tempo. Come succede con l’acqua, questi legami effimeri occupano momentaneamente uno spazio nella nostra vita, ma vengono drenati velocemente così come sono entrati nella nostra esistenza. Queste relazioni scompaiono a causa dell’infedeltà, di conflitti o con il pretesto del bisogno di libertà.

Le relazioni liquide stanno sempre “perdendo acqua”. Ma non scompaiono mai prima di avere bagnato o addirittura annegato i protagonisti, che diventano naufraghi in un pozzo di solitudine.
Senza dubbio si tratta di una realtà molto triste perché, in fondo, significa che siamo soli ..

sabato 17 febbraio 2018

La più probabile causa della dipendenza è stata scoperta - e non è ciò che credete

Uno studio e un punto di vista interessanti anche se le droghe sono tante e diversificate, soprattutto ai giorni nostri, e le cause delle dipendenze sono sempre molto complesse.
Catherine


Sono ormai passati cent'anni da quando le droghe sono state proibite per la prima volta - e nel corso di questo lungo secolo di guerra alla droga, i nostri insegnanti e i governi ci hanno raccontato una storia sulla dipendenza. Una storia tanto radicata nelle nostre menti che la diamo per assodata. Pare ovvia. Sembra palesemente vera.

Lo credevo anch'io, fino a quando tre anni e mezzo fa non mi sono imbarcato in un viaggio di 30mila miglia per lavorare al mio nuovo libro, Chasing The Scream: The First And Last Days of the War on Drugs, alla scoperta di ciò che c'è veramente dietro alla guerra alla droga. Ciò che ho imparato lungo la mia strada è che quasi tutto ciò che c'è stato raccontato sulla dipendenza è sbagliato - e che di storia ne esiste un'altra, molto diversa, che aspetta ancora d'esser raccontata, se solo saremo disposti ad ascoltarla.

Se faremo nostra questa nuova storia ci toccherà cambiare non solo la guerra alla droga. Dovremo cambiare noi stessi...

giovedì 23 marzo 2017

Sulla dipendenza da cannabis: come stanno le cose?

Quando si parla di Cannabis, i proibizionisti sono pronti a far rullare i tamburi parlando del rischio di dipendenza. Qual è la verità, dunque? Diamoci un'occhiata.

Mito e Realtà sulla Dipendenza da Cannabis

La legalizzazione della Cannabis è un argomento cruciale nella società moderna, ma il movimento che la sostiene deve scontrarsi ogni giorno con una serie di ostacoli che vanno, sistematicamente, superati.

Da quando esiste la legalizzazione della Cannabis, intorno alla questione si sono elevati una serie di sbarramenti costituiti da stigma e miti, primo fra tutti il pericolo di dipendenza.

In questa società, spesso ci ritroviamo sommersi dai nostri consumi quotidiani. Che ci piaccia o no, capita a tutti, prima o poi nella vita. Che siano i social media, il caffè, le sigarette, l'alcool... che siano legali o illegali. Tutti i tipi di dipendenza e tossicodipendenza da sostanze possono essere classificati secondo il criterio generale per cui queste agiscono su di noi tanto a livello fisico quanto psicologico.
La Cannabis non è differente. Tuttavia, sono molti a considerare che la Cannabis sia ad alto rischio di dipendenza, e questo assunto è falso...