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domenica 10 maggio 2026

Atei e credenti


Talora siamo inclini ad invidiare due categorie di persone: gli atei ed i credenti. Irreligiosi e devoti non sono poi così diversi: gli uni e gli altri possiedono delle certezze negate agli scettici, ossia i cercatori della verità. 

Vero è che è difficile trovare degli atei coerenti e dei fedeli del tutto compenetrati dalle loro convinzioni, tuttavia i dubbiosi restano in un limbo dove sono senza sosta sollecitati da forze avverse e quasi equipollenti che impediscono loro di scegliere una direzione purchessia.

Riconosciute come sciocche le motivazioni dei miscredenti-dogmatici, specialmente quando radicate in un rozzo scientismo, gli esploratori degli universi non riescono ad aderire alle posizioni di chi ha fede, non tanto perché distolti dal problema del male, ma in quanto manca loro un quid, forse il kairòs, l’occasione propizia per abbracciare una rivelazione. Costoro non sono toccati da quella che i teologi chiamano Grazia. 

Così si resta in attesa di una svolta che pare non giungere mai. Ha ragione Alessandro Manzoni quando scrive: “E’ meglio tormentarsi nel dubbio che adagiarsi nell’errore”...

domenica 26 aprile 2026

L’etica impossibile dell’intelligenza artificiale

di Raul Gabriel

Perché l’IA può essere uno strumento potentissimo di indagine e innovazione, ma il discernimento morale resta esterno, irriducibilmente umano.

Ammettiamo che sia possibile impiantare nel congegno IA un qualche principio etico attraverso chirurgie ingegneristiche da consegnare a fantascienze distopiche e narrative consumer dall’engagement facile. 
L’innesto protesico sarebbe soggetto al rigetto ontologico da ambo le parti. 

La ragione è intuitiva. Ogni integrazione si voglia apportare al sistema delle intelligenze artificiali, non importa se umanistica, filosofica, spirituale, deve essere convertita a entità di calcolo e il suo ruolo confinato a pura concatenazione combinatoria dipendente dal reward quantitativo...

venerdì 19 febbraio 2021

Il favoloso mondo dell'ingenuista

 

- Psicologia e sentire comune di chi rifugge ogni complotto -

La premiata e indimenticata coppia Gaber/Luporini, ormai più di vent’anni fa, lo chiamava il conformista. Oggi, sebbene l’epiteto non possa certo dirsi passato di moda, dal conformismo (culturale, etico, sociale e finanche politico) s’è declinata una nuova figura, pittoresca quanto sublime: l’ingenuista

L’ingenuismo peraltro è un neologismo utilizzato raramente, del tutto sbilanciato a favore del ben più noto e celebrato complottismo, dalla cui categoria discende un florilegio di personaggi sinistri quanto disdicevoli, rispetto ai quali i media (ma concedetemi la preferibile dicitura “i padroni del discorso”) hanno mostrato acume immaginifico non da poco: no vax, no mask, bufalari, terrapiattisti, negazionisti e via dicendo. 

Insomma, una serie di loschi figuri la cui esistenza sembra minare le fondamenta stesse della società e del vivere civile. La tua libertà finisce dove inizia la mia, è l’espressione più aggraziata che può capitare di leggere in quella cloaca a cielo aperto che sono divenuti i social: sempre a causa dei comportamenti deliranti del complottista, naturalmente. 
Eh sì, perché i tratti paranoidi di costui, da bizzarro e compassionevole disturbo, sono ormai ascesi allo status di spauracchio suicidario da reprimere a ogni costo ...

sabato 3 ottobre 2020

Equinozio d’autunno e San Michele Arcangelo

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Percorrendo la fascia zodiacale, il sole attraversa ogni anno i quattro punti cardinali chiamati equinozi e solstizi.

Questi quattro punti, solstizi ed equinozi, coincidono con le quattro feste dette cardinali: Natale, Pasqua, S. Giovanni e San Michele, feste istituite dagli Iniziati per ricordare agli uomini che in quelle date il sole immette nell'universo delle forze particolarmente potenti, forze che gli uomini, se coscienti, hanno la possibilità di utilizzare per la loro evoluzione.

L'invio di tali forze è organizzato e regolato da grandi spiriti che hanno ai loro ordini molti altri spiriti di minore importanza, incaricati di distribuire le energie sulla superficie del pianeta.

Una moltitudine di spiriti si dedica a questa attività. Non bisogna pensare che, in natura, tutto si produca meccanicamente; non è così, ogni cambiamento è dovuto all'opera di entità incaricate di occuparsi dei minerali o dei vegetali, degli animali o degli uomini ...

giovedì 14 maggio 2015

Simone Weil- Manifesto per la soppressione dei partiti politici

Pochi anni fa è stato tradotto in italiano e pubblicato dalla casa editrice Castelvecchi il Manifesto per la soppressione dei partiti politici di Simone Weil. 

Il titolo italiano per la verità non è felice e non è fedele all’originale francese, che suona "Note sur la suppression générale des parties politiques"; è noto infatti come Weil fosse poco incline a redigere e a firmare manifesti, proclami e simili. 

Tuttavia, questa traduzione è sicuramente meritoria, in quanto rende accessibile al pubblico italiano un saggio che, pubblicato per la prima volta in Francia nel 1950, fu salutato da Breton e da Alain, dei quali opportunamente si riportano nell’edizione italiana i commenti entusiastici, come un testo di scottante attualità. 

Sia in Breton sia in Alain era ancora viva, nel 1950, la memoria dello stalinismo e della sua influenza sul partito comunista francese e, più in generale, l’asservimento delle coscienze, all’interno dei partiti, in nome di parole d’ordine più o meno altisonanti.

Nel tempo che ci separa dalla prima pubblicazione di questo testo, avvenuta a sette anni di distanza dalla morte dell’autrice, la sua attualità non ha fatto che crescere. Potremmo dire che le tesi qui sostenute diventino tanto più condivisibili quanto più cresce il discredito nei confronti della politica dei partiti; un discredito che oggi, in Italia, non è certo minore di quello che Breton ed Alain denunciavano nel 1950 in Francia; verrebbe da dire: “il peggio non è mai morto”, come recita un noto proverbio popolare ...