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martedì 25 agosto 2026

Muri nel mondo


I "muri", intesi come confini e a difesa di un territorio non sono una novità. Gli esseri umani hanno sempre eretto muri e barriere intorno ai propri insediamenti, anche i più primitivi. 
Conosciamo i più famosi come la Grande Muraglia cinese (8.851, 8 km), il Muro di Berlino (106 km), o le mura del Vaticano erette dopo il saccheggio dei saraceni e che meritano un capitolo a parte. Facciamo intanto un giro per conoscere altri muri... Buona lettura.
Catherine


Per quelli di noi che non c’erano quando l’ultimo grande muro di cui l’Europa si ricorda è stato abbattuto, quelli che sono cresciuti nell’era di Internet e della globalizzazione, dei voli low cost e della moneta unica, concepire un mondo diviso da muri può risultare difficile.
Eppure i muri nel mondo vengono eretti da sempre. 

Separano territori, nazioni, a volte perfino quartieri della stessa città, per motivi che possono essere di varia natura: etnici, religiosi, politici, economici...

venerdì 10 luglio 2026

L'impatto degli incontri con intelligenze aliene sul futuro dell'umanità


 di Avi Loeb

Oggi ho tenuto una conferenza a Delfi, in Grecia, dal titolo  “The Benefits of Discovering Alien Intelligence Over Artificial Intelligence” ("I vantaggi della scoperta di un'intelligenza extraterrestre rispetto all'intelligenza artificiale"), nell'ambito di un convegno sul "Futuro dell'umanità", sotto l'egida del Presidente della Grecia, il signor Constantine An. Tassoulas.

Il discorso di apertura del relatore, il professor Panagiotis Roilos dell'Università di Harvard, si è concentrato su "La politica spaziale e il futuro dell'umanità". 

Panagiotis ha sostenuto che l'esplorazione e la colonizzazione dello spazio non dovrebbero avvenire a scapito della qualità della vita degli esseri umani sulla Terra. 

Inoltre, tale attività non dovrebbe rispecchiare i conflitti associati alle relazioni geopolitiche del nostro pianeta. Ha ammesso che si tratta di una visione romantica. La realtà è ben diversa. 

La politica spaziale spesso rispecchia la geopolitica reale. 

Ma la domanda più importante rimane: a chi dovrebbe appartenere lo spazio? ...

mercoledì 28 maggio 2025

La Guerra a…qualunque cosa

di CJ Hopkins

La Guerra a Qualunque Cosa non è destinata a essere vinta.

È pensata per essere continua, e così è. Come la guerra infinita di Orwell nel 1984, è condotta dall’impero contro i suoi stessi sudditi, ma non solo per mantenere intatta la struttura della società, anche, nel nostro caso, per trasformare la società in una distopia neo-totalitaria global-capitalista.

Non conoscete la Guerra a Qualunque Cosa?

Bene, ok, ricordatevi della Guerra al Terrorismo

Vi ricordate quando “la libertà e la democrazia” sono state attaccate dai “terroristi” e non abbiamo avuto altra scelta se non quella di mettere da parte i nostri diritti e principi democratici, dichiarare lo “stato di emergenza” nazionale, sospendere i diritti costituzionali delle persone, scatenare una guerra di aggressione contro una nazione del Medio Oriente che non rappresentava una minaccia per noi e riempire le strade, le stazioni ferroviarie, gli aeroporti e ogni altro luogo di soldati pesantemente armati, altrimenti “i terroristi avrebbero vinto” ...

venerdì 2 maggio 2025

Lasciarci alle spalle la vicenda pandemica?

 di Andrea Zhok

Negli ultimi giorni, su pagine di cui ho stima, sono comparsi alcuni testi il cui senso di fondo – senza rendere giustizia delle argomentazioni differenti – può essere riassunto in questi termini:

“Lasciamoci la vicenda pandemica alle spalle una volta per tutte. Sono stati commessi errori, certo, ma continuare ad ogni pie sospinto a tornarvi sopra finisce per nutrire il settarismo dogmatico di una minoranza, e ciò rende difficile occuparsi di altri temi, più urgenti e importanti.”

Vorrei di seguito spiegare, nel modo più conciso possibile, perché credo che questo appello, per quanto comprensibile, sia sbagliato.

Parto dal perché lo ritengo comprensibile ... 

giovedì 3 aprile 2025

Lo stato può vietare Bitcoin? Quattro cose che dovete sapere oggi


di Nick Giambruno

Di recente abbiamo sentito banchieri e politici esprimere il loro desiderio di vietare Bitcoin.

L'idea che un qualsiasi stato possa vietare Bitcoin è popolare per una buona ragione: minaccia una fonte significativa del suo potere, ovvero quello di creare denaro dal nulla e costringere tutti a usarlo.

Questo perché Bitcoin può dare sovranità monetaria all'individuo e rendere obsolete le banche centrali, insieme ai loro coriandoli.

Non è un risultato da poco.

È uno sviluppo storico che altera profondamente lo status quo tra governanti e governati. È simile all'invenzione della polvere da sparo, della macchina da stampa e di Internet.
Non c'è dubbio che lo stato vorrebbe proteggere il proprio racket da un concorrente monetario invadente nello stesso modo in cui fa la mafia quando un rivale invade il proprio territorio.

La domanda è se ci riuscirà ... 

domenica 16 febbraio 2025

Cina-USA, le ricadute militari della corsa all'Intelligenza Artificiale

L’Intelligenza Artificiale sta rapidamente trasformando il carattere della guerra. Quella ucraina ha dato un’accelerazione alla svolta. E l’AI era molto attiva a Gaza.

di Giuseppe Gagliano

Nella competizione per l’egemonia globale, la sfida tra Stati Uniti e Cina sull’intelligenza artificiale non riguarda solo innovazione tecnologica e progresso economico, ma anche e soprattutto il controllo delle applicazioni militari di una tecnologia destinata a trasformare il modo in cui le nazioni combattono, si difendono e proiettano potere. Da tempo, entrambi i Paesi investono massicciamente nello sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale, con la consapevolezza che le future guerre saranno vinte non solo sul terreno ma anche sui circuiti dei processori grafici e negli algoritmi di apprendimento automatico.

Negli Stati Uniti, l’AI è ormai integrata in quasi tutti i sistemi militari strategici, dall’intelligence al controllo operativo. Durante l’intervento in Siria, i droni americani hanno dimostrato la potenza di questa tecnologia: algoritmi di visione artificiale hanno permesso di identificare bersagli con una precisione mai vista prima, riducendo il rischio di errori umani. Questi stessi algoritmi hanno anche analizzato in tempo reale immagini satellitari per prevedere movimenti delle truppe nemiche, offrendo un vantaggio strategico cruciale ...

martedì 17 settembre 2024

È questo il Mondo che vogliamo?

di Carlo Rovelli

Nel 1999, la NATO ha bombardato Belgrado per 78 giorni con l’obiettivo di smembrare la Serbia e dare vita a un Kosovo indipendente, oggi sede di una delle principali basi NATO nei Balcani.

Nel 2001, gli Stati Uniti hanno invaso l’Afghanistan, provocando 200.000 morti, un Paese devastato e nessun risultato politico.

Nel 2002, gli Stati Uniti si sono ritirati unilateralmente dal Trattato sui missili anti-balistici, nonostante le strenue obiezioni della Russia, aumentando drasticamente il rischio nucleare.

Nel 2003, gli Stati Uniti e gli alleati della NATO hanno rinnegato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite entrando in guerra in Iraq con un pretesto. L’Iraq è ora devastato, non è stata raggiunta una vera pacificazione politica e il parlamento eletto ha una maggioranza pro-Iran ...

sabato 13 aprile 2024

I successi del boicottaggio al regime israeliano: il caso McDonald's e l'app "No Thanks"

 
 di Agata Iacono

Da questa parte del "mondo democratico occidentale", molti di noi si dibattono tra rabbia e la sensazione drammatica di impotenza nell'assistere allo sterminio in diretta di un intero popolo.

A volte questo senso di frustrazione si trasforma in disagio somatizzato, in depressione (parlo per me e per gli amici e compagni con cui mi confronto ogni giorno). In altri casi, invece, rischia di generare reazioni di autoconservazione fatalista, ricerca del deus ex machina, rimozione.

Eppure qualcosa si muove. Qualcosa possiamo fare. 
Una piccola goccia insistente sta scavando la roccia ...

sabato 2 marzo 2024

La lista di Zelensky degli italiani pro-Putin


Lista di Zelensky sui pro-Putin alla Von der Leyen e ai giornalisti: il governo chiarisca la sua posizione. È l’alba di un nuovo totalitarismo?

di Claudio Messora

Nel corso di una conferenza stampa a Kiev, Zelensky ha sostenuto, senza che i giornalisti presenti battessero ciglio, che sta stilando una lista di “filo putiniani” che consegnerà alla Commissione Europea e ai giornalisti (compiacenti?). Attenzione perché non stiamo parlando volgarmente di spie: Zelensky sta facendo una lista di persone che sono semplicemente critiche con lui più che con Putin. Ecco cos’ha detto: 

"In Italia ci sono tanti filo-putiniani e in Europa anche. Stiamo preparando una loro lista, non solo riguardo all’Italia, da presentare alla Commissione europea. Riuscirete a zittirli?"

Questa, né più né meno, può essere definita delazione! Cosa farà la Von Der Leyen? Preparerà treni speciali dove caricare i critici di Zelensky? Passiamo dalle liste di proscrizione dei fact checkers agli elenchi dei deportati? 
Niente carta di identità digitale né servizi e conti correnti congelati per i soggetti presenti nella “lista di Zelensky“? ...

venerdì 16 febbraio 2024

Quello che tutti si stanno perdendo nell'intervista di Carlson a Putin


Orwell, quando scrisse “1984”, non stava scrivendo un semplice romanzo di fantascienza. Era un monito al futuro riguardo i pericoli insiti nell'ideologia della propaganda, soprattutto quella di guerra. «Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato». Così la storia non viene più letta, ma riscritta. 

Non conta più come si siano svolti i fatti, ma come vengono interpretati dalla grancassa della propaganda. Si forma, quindi, un esercito più pericoloso di quello composto da soldati: una pletora di fanatici che manderebbero al macello i propri pari pur di vedere la “propria fazione” vincere. Ragione, logica, non contano più; c'è solo emotività. 

Vincere. Sono pronti al massacro e, ancor peggio, sono pronti a far massacrare. Non esiste escalation che non valga la pena perseguire pur di vincere. 

La fallacia dei costi irrecuperabili diventa il motto di chi non ha problemi a veder bruciare il mondo. 
Qui siamo ben oltre l'incapacità o prese di posizione buffonesche; siamo di fronte a una politica estera errata, fallimentare e deliberatamente provocatoria che ha creato una frattura insanabile (spero di sbagliarmi) tra Est e Ovest ...

domenica 7 agosto 2022

La Russia sta vincendo la guerra finanziaria


di Alasdair Macleod

Le sanzioni si sono ritorte contro coloro definiti da Vladimir Putin come le nazioni ostili. 

Si sta avviando una serie di eventi che potrebbero indebolire l'intero sistema finanziario occidentale, poiché i prezzi aumentano spingendo i tassi d'interesse più in alto e l'attività economica si contrae. 

Questi sviluppi da soli stanno portando a una contrazione del credito bancario, al crollo dei mercati azionari e a rendimenti obbligazionari nettamente superiori.

Nel saggio precedente ho scritto dell'impatto sul sistema bancario e le probabili conseguenze. La Russia, la Cina e le nazioni associate che dipendono da loro per il commercio e lo sviluppo economico si stanno ora muovendo per proteggersi da quella che sta emergendo come una crisi monetaria fiat su vasta scala, soprattutto per il dollaro e l'intero sistema finanziario occidentale.

Questi sviluppi stanno accelerando la fine dell'era del petrodollaro e il suo ruolo come valuta di riserva. Si prevede che un sostituto emergente dall'Asia centrale sarà una nuova supervaluta utilizzata per i pagamenti transfrontalieri, basata su un paniere di materie prime e valute delle nazioni partecipanti. Includere le valute è un errore, ma per il resto la proposta ha dei meriti.

Questo articolo spiega perché e come funzionerebbe uno schema correttamente costruito. Dimostrerò perché potrebbe fungere de facto da gold standard ...

mercoledì 27 aprile 2022

Intervista ad Aleksandr Dugin

 

Aleksandr Gel’evič Dugin (Mosca, 7 gennaio 1962) è un celebre politologo e filosofo russo vicino alle posizioni dottrinarie del mondo della Tradizione.

1. Il concetto del “Dasein” (l'esserci) di Martin Heidegger è un significativo ancoraggio della sua riflessione sulla concretezza antropologico-esistenziale della condizione umana, tra Terra e Mondo. Ritiene il suo pensiero una geofilosofia?

Io considero Martin Heidegger come il più grande filosofo. Ma esiste una sua parte esplicita, nei suoi scritti, ed una sua implicita. Egli fu in grado di sviluppare una base filosofica per molte differenti applicazioni del suo pensiero che egli stesso non specificò. In tal maniera io ho trovato in Heidegger molti principi di filosofia politica che, però, sono approcciabili solamente se siamo in grado di cogliere alcune allusioni, correzioni, precisazioni che possiamo dedurre dal contesto generale della sua opera filosofica. 
Tutto ciò non ha quasi nulla a che vedere con il suo personale coinvolgimento politico. E’ qualcosa di più profondo. 
In tal maniera, essendo a qualsiasi grado dei seguaci della Terza Teoria Politica egli ha posto le condizioni per la fondazione di una Quarta Teoria Politica e Metapolitica. Ciò valga anche per la geofilosofia. Sul piano esplicito egli non ha mai sviluppato nulla in merito ma se consideriamo il significato pieno del Da nel concetto di Da-sein, siamo in grado di scoprire la dimensione fondamentale della cosiddetta geografia, o anche del concetto di ambiente, dei mezzi per comprendere qualcosa di esistenziale. Io lo chiamo orizzonte esistenziale ...

giovedì 27 novembre 2014

Tra ipnosi collettive e bombe d'acqua - Siamo agli sgoccioli?


In questo momento, i giornalisti televisivi stanno battendo i tamburi del solito circo mediatico, cominciando a sfornare delle percentuali senza senso, relative ai risultati elettorali delle elezioni regionali. Senza senso perché, anche se il dato è stato ovviamente rilevato, forse non ci si rende ancora conto di che cosa sia veramente successo, e che cosa veramente significhi.

Forse non abbiamo ancora toccato il fondo, purtroppo, ma questi supposti politici, hanno capito che dovrebbero andarsene? Hanno realizzato che non hanno uno straccio di consenso popolare? Pare di no, visto che sono già lì a dire che ha vinto questo, perso quell’altro, che uno è in calo, l’altro in crescita… il solito tragico balletto sulla pelle degli italiani.

Direi che possiamo tranquillamente affermare che ormai la democrazia in Italia è andata a puttane, e i nostri cari politici riescono anche a vantarsi dei risultati raggiunti. D’altronde, al di là della roboante retorica del nulla, in cui il nostro caro Renzi è maestro, chi oggi si definisce politico, è in realtà un pirata imbarcato sulla nave corsara di qualche avido e distruttivo gruppo di potere.

Dicono abbia vinto il PD con il suo candidato che ha ottenuto oltre il 40%, che tradotto in pratica significa il 14% di chi avrebbe potuto votare. E vogliono governare? E andarsi a rifugiare nel più vicino vergognatoio invece? ...