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mercoledì 8 ottobre 2025

Vaccini, USA: più libertà e più cautela, ecco le novità


 di Elisabetta Barbadoro

Il nuovo corso delle politiche sanitarie negli Stati Uniti, sotto la guida di Robert Kennedy jr, è sempre più distante da quello che abbiamo vissuto, e continuiamo a vivere, in Europa.

Negli USA, i CDC, centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, hanno recentemente aggiornato le strategie vaccinali.

VACCINO COVID, SI DECIDE CASO PER CASO

Due sono, sostanzialmente, le novità: il vaccino anti-Covid non è più raccomandato a tutta la popolazione adulta, deve essere il medico a valutare caso per caso, in base alle condizioni soggettive del paziente, se consigliare o meno la somministrazione.

“Il consenso informato è tornato“, ha affermato il direttore ad interim del CDC Jim O’Neill, spiegando che la raccomandazione generale aveva dissuaso gli operatori sanitari dal valutare singolarmente il rapporto rischio-beneficio dell’immunizzazione...

giovedì 21 agosto 2025

Dopo il collasso e lo smantellamento dell'URSS, gli USA potrebbero essere i prossimi sulla lista?


È ciò che ipotizzava Konstantin Pavlovič Petrov, un generale dell'esercito sovietico pensionato dal 1995 e entrato poi in politica.

Secondo la sua ipotesi, i "globalisti mafiosi" avrebbero prima messo l'una contro l'altra le due superpotenze per evitare una loro eventuale alleanza (a scapito loro, l'élite, presente comunque ovunque) e poi hanno iniziato l'operazione di smembramento dell'URSS. Sembrerebbe assurdo ma, nonostante le apparenze, per i "globalisti mafiosi" il mondo multipolare che molti si auspicano oggi sarebbe invece perfetto, più conveniente e più controllabile.

Brevemente: nel 1967 Petrov si è laureato presso la Scuola Superiore di Comando e Ingegneria delle Forze Missilistiche di Serpukhov. 
Nel 1976 si è laureato presso il dipartimento di comando dell'Accademia F.E. Dzerzhinsky delle Forze Missilistiche. 
Ha prestato servizio nelle forze militari-spaziali dell'URSS e della Federazione Russa. 
Ha ricoperto gli incarichi di Capo di Stato Maggiore del 4° Centro, Capo del 4° Centro del Cosmodromo di Baikonur, Vice Capo del Centro di Controllo di Volo, Vice Capo dell'Accademia Spaziale Militare AF Mozhaisky. 
Ha partecipato allo sviluppo e ai test del sistema spaziale Energia-Buran.

Quando pubblicò il libro "I segreti della gestione dell'umanità" (Dead Water: The Secret of Managing Humanity or Secrets of Globalization), in due parti, l'opera fu dichiarata estremista nella Federazione Russa e l'edizione del 2004 fu vietata. 

Morì il 21 luglio 2009. La sua morte suscitò polemiche tra i suoi sostenitori che avallavano l'idea che l'assassinio fosse stato orchestrato dalla CIA  ( sr.wikipedia.org)...

domenica 16 febbraio 2025

Cina-USA, le ricadute militari della corsa all'Intelligenza Artificiale

L’Intelligenza Artificiale sta rapidamente trasformando il carattere della guerra. Quella ucraina ha dato un’accelerazione alla svolta. E l’AI era molto attiva a Gaza.

di Giuseppe Gagliano

Nella competizione per l’egemonia globale, la sfida tra Stati Uniti e Cina sull’intelligenza artificiale non riguarda solo innovazione tecnologica e progresso economico, ma anche e soprattutto il controllo delle applicazioni militari di una tecnologia destinata a trasformare il modo in cui le nazioni combattono, si difendono e proiettano potere. Da tempo, entrambi i Paesi investono massicciamente nello sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale, con la consapevolezza che le future guerre saranno vinte non solo sul terreno ma anche sui circuiti dei processori grafici e negli algoritmi di apprendimento automatico.

Negli Stati Uniti, l’AI è ormai integrata in quasi tutti i sistemi militari strategici, dall’intelligence al controllo operativo. Durante l’intervento in Siria, i droni americani hanno dimostrato la potenza di questa tecnologia: algoritmi di visione artificiale hanno permesso di identificare bersagli con una precisione mai vista prima, riducendo il rischio di errori umani. Questi stessi algoritmi hanno anche analizzato in tempo reale immagini satellitari per prevedere movimenti delle truppe nemiche, offrendo un vantaggio strategico cruciale ...

giovedì 12 settembre 2024

Follie dell’arroganza occidentale: una “comunità internazionale” in minoranza nel mondo


Cosa sarà mai questa famosa “comunità internazionale” che pontifica, ordina e minaccia a tutto spiano?

“Internazionale”, quand’ero piccolo, pensavo volesse dire “tra nazione e nazione”, quindi “tra (tutte) le nazioni”. Che bello, tutti i popoli che decidono insieme per il bene dell’umanità! 

E invece no, con gli anni mi sono reso conto che questa “comunità internazionale” fa solo disastri, spargendo dolore e morte: ha distrutto lentamente l’Iraq, poi ha bombardato all’uranio impoverito la ex Jugoslavia, poi ha invaso con futili pretesti (“catturare Osama”) l’Afghanistan e l’Iraq, e nel frattempo se n’è sempre fregata del massacro dei palestinesi.

Ma davvero dei palestinesi carne da macello se ne fregano “tutte le nazioni”?

Se la “comunità internazionale” non batte ciglio, sembrerebbe proprio così. Non è che piuttosto fanno finta di nulla – per non dire che ci godono - solo alcune nazioni, o meglio solo alcuni individui senza scrupoli che si sono arraffati il diritto di “rappresentarle”?
Un ingenuo potrebbe pensare che se la “comunità internazionale” s’è sempre rifiutata di far qualcosa per fermare Israele, e Israele – ce lo insegnano a scuola – è il “bene incarnato”, ciò è senz’altro giusto e sacrosanto. O che comunque un motivo convincente ci dev’essere.

Se uno però è un tantino avveduto si accorge che la stessa “comunità internazionale” decide – con criteri incomprensibili razionalmente - se un programma nucleare, il medesimo programma nucleare, è “pacifico” o no, come se disponesse di un “mandato divino” per attribuire a questo o a quel governo la patente di “pericolo pubblico numero uno”...

mercoledì 2 agosto 2023

USA: Gli UFO sono padroni dei nostri cieli. "Davvero? Dica: lo giuro".

 
di Giorgio Cattaneo

Ancora loro? Ebbene, sì: riecco gli Ufo, oggi ribattezzati Uap (fenomeni aerei non identificati). Sono “ricomparsi” ufficialmente a Washington, addirittura in Campidoglio. Evocati da dichiarazioni giurate di fronte ai parlamentari. Prima notizia: navicelle non terrestri dominerebbero il nostro spazio aereo. E poi: gli Usa sembrano nascondere la loro presenza, decisamente ingombrante.

Chi lo dice? Vari testimoni di rilievo istituzionale, nella storica udienza del 26 luglio 2023 alla Camera dei Rappresentanti. Seduta pubblica, al Congresso: «Perché il popolo americano merita la verità», dice il deputato repubblicano Tim Burchett. Missione: far luce sulla materia, tuttora valutata “questione di sicurezza nazionale”. Top secret, insomma. Ed è questo l’aspetto ritenuto ormai inaccettabile: l’annoso “cover up” sul dossier, considerato scottante.

BLUE BEAM, INVASIONE ALIENA

Ecco: non bastavano le recenti fobie di massa sapientemente ingigantite, se non fabbricate. Dopo il panico finanziario e quello dello stragismo jihadista, la catastrofe pandemica e – a ruota – la guerra in Ucraina, alle porte della Nato. Ora siamo all’ultimo step: il terrorismo climatico, anch’esso rilanciato come un mantra dai grandi media.
Ciliegina sulla torta, l’incubo dell’invasione aliena?...

mercoledì 12 aprile 2023

Il governo Usa “nasconde”dati climatici che negano il riscaldamento globale

Il governo U.S.A. nasconde o comunque non diffonde i dati climatici in suo possesso che smontano la favola del riscaldamento globale. 

Una notizia così trent’anni fa avrebbe generato uno scandalo enorme mentre oggi finisce nel mucchio delle notizie non date e non comprese nemmeno dagli oppositori di Net Zero e di tutte le follie - oltretutto pericolose per l’ambiente - che vi si accompagnano. 

Ora per spiegare questa affermazione bisogna sapere che i sistemi di monitoraggio delle temperature a terra non sono mai stati concepiti con un grado di affidabilità tale da rilevare un segnale di riscaldamento globale, soffrono di carenze e sono esposti ad errori involontari come ad esempio l’espansione urbana che ingloba nel suo cuscino di calore molte stazioni meteo una volta lontane dalle città. 

E a questo si aggiunge il fatto che se i dati per una qualche ragione non arrivano, cosa che accade spessissimo, essi vengono sostituiti con “stime” che è la cosa peggiore che possa accadere in una raccolta dati ...

domenica 27 febbraio 2022

Le guerre degli USA sono pianificate?

 Certamente questi "piani" non sempre vengono realizzati nell'ordine previsto, ci sono sorprese e sorpresine, eventi inaspettati con i quali bisogna improvvisare, ritardare o anticipare alcune mosse, ma a grandi linee pare che funzioni alla grande ...
(articolo già pubblicato qui l'8 aprile 2017)

Ricordate il generale Wesley Clark?

L'ex generale degli Stati Uniti Wesley Clark, ex comandante supremo della NATO (1997 - 2001), lo stesso che nel 2015 disse che il gruppo terrorista dell’ISIS era stato creato e finanziato dagli alleati degli Stati Uniti per combattere contro il Movimento di Resistenza Islamica del Libano (Hezbollah), era in pensione dal 2000 quando, in un'intervista per Democracy Now del 2007, fece certe rivelazioni riguardanti un memo che gli fu mostrato al pentagono nel 2001.

Eccole..

domenica 1 maggio 2016

Ronson e "L'uomo che fissa le capre"

Ne hanno fatto anche un film. Abbastanza grottesco. Come grottesca è la vicenda. Più che di vicenda, si tratta in realtà dell'esistenza di assurde attività praticate all'interno dell'esercito statunitense, sin dagli Anni '50. Attività che sconfinano nel paranormale al punto che in un luogo militare chiamato Fort Bragg, a capo di un personaggio assurdo - benché Generale Maggiore - chiamato Albert Stubblebine, si stenta a credere che siano stati praticati i più curiosi esperimenti: dallo stordimento di ignari greggi di capre, sino al tentativo di attraversamento dei muri da parte di soldati addestrati all'uopo.

E' una storia che potrebbe essere stata partorita da qualche romanzo di fantascienza e/o di fantapolitica ed in realtà è la storia ricostruita dal giornalista Jon Ronson un decennio fa, attraverso il saggio "L'uomo che fissa le capre", dal quale è stato tratto l'omonimo film-commedia con George Clooney. E' una ricostruzione suggestiva e a tratti irriverente, quella di Ronson, ma profondamente inquietante. E' inquietante, infatti, pensare che quella che si definisce o si tende a definire "la più grande democrazia del mondo", ovvero gli USA, abbia speso fior fior di quattrini in progetti così assurdi che nella maggior parte dei casi non hanno prodotto alcun risultato concreto se non il proliferarsi di progetti correlati/collaterali, quali l'utilizzo di tecniche di tortura praticati nell'ambito della cosiddetta guerra al Terrore, oppure in missioni speciali della CIA altrettanto umanamente distruttive...

giovedì 31 ottobre 2013

Cancro: ebbene sì, in Usa si studia il bicarbonato


Anzitutto la notizia, segnalata da un lettore:

«Il National Institute of Healt ha assegnato un finanziamento di 2 milioni di dollari al dottor Mark Pagel, del Cancer Center dell’Università dell’Arizona, per affinare la sua ricerca sull’uso del bicarbonato di sodio nella terapia del cancro al seno».

Presto «comincerà una sperimentazione clinica sugli effetti del bicarbonato contro il cancro sugli esseri umani. (...) Precedenti ricerche sui ratti hanno dimostrato che il bicarbonato per via orale aumenta il pH tumorale (ossia diminuisce l’acidità) e riduce le metastasi del cancro al seno e alla prostata».

Così, a quanto pare, avrebbe ragione l’oncologo italiano Tullio Simoncini, che è stato radiato dall’Ordine dei medici perchè pretende di trattare il cancro inondando la zona di bicarbonato al 5%.

La notizia americana vendica anche il dottor Stefano Fais, gastroenterologo, che da anni cerca di promuovere il trattamento del cancro con somministrazione di «inibitori della pompa protonica» (nome sofisticato per i comuni farmaci antiacidi, che sono somministrati per l’ulcera). Il dottor Fais è sicuro che tali anti-acidi (lui usa il lansoprazolo) possono addirittura bloccare i tumori che sono diventati resistenti alla chemioterapia; ma non riesce a trovare cliniche disposte ad avviare una sperimentazione clinica su pazienti volontari; e ciò nonostante il dottor Fais non sia affatto un medico «selvaggio», bensì un direttore dell’ufficialissimo Istituto Superiore di Sanità, e più precisamente direttore del Dipartimento dei farmaci tumorali nel suddetto Istituto.

Dunque uno che, quando parla, dovrebbe essere ascoltato: invece il dottor Fais s’è spesso lamentato anche sui media di «non riuscire a trovare un ospedale disposto a provare a trattare i cancerosi coi soli antiacidi», ottenendo al massimo che vengano usati insieme alla chemioterapia; anche se adesso sembra che qualcosa stia cambiando in meglio (QeA With Dr Stefano Fais - PPI and Cancer) ...

martedì 8 gennaio 2013

Suicidi, esplosioni di follia individuale e neocapitalismo liberale

Eugenio Orso

Con questo scritto mi propongo di chiarire la relazione che esiste fra la proliferazione dei suicidi per motivi economici, la moltiplicazione dei casi di violenza e delle esplosioni di follia individuale, da un lato, e il modo di produzione neocapitalistico dominante, dall’altro lato, politicamente compendiato dalla cosiddetta democrazia liberale.

Per quanto riguarda i casi di violenza, dovuti a esplosioni di follia individuali, l’omologazione dell’occidente unificato dall’unico modello neocapitalistico ultraliberista, con l’esportazione di elementi culturali e stili di vita americani, accentua le similitudini fra la società nordamericana e quella di molti paesi europei, fra i quali vi è l’Italia in prima fila.

Gli stessi comportamenti dei soggetti borderline europei, un tempo più tranquilli, meno esplosivi, meno portati a compiere gesti estremi rispetto a quelli americani, tendono sempre di più ad assumere connotati violenti, a immagine e somiglianza di ciò che accade in quella che potremmo chiamare la società-modello, o anche la società-matrice, visto il fenomeno dell’esportazione dell’americanismo (americanismo secondario) in Europa e in Italia, e la trasformazione delle società europee secondo il modello nordamericano negli ultimi decenni.

La società nordamericana, in quanto società di mercato apparentemente senza classi, individualistica per genesi, fondata su un’immigrazione plurisecolare, è quella più adatta per garantire la riproduzione sistemica complessiva, rimuovendo ostacoli come i legami di classe e comunitari, togliendo acqua al pesce dell’antagonismo, subordinando al mercato la stessa politica. Le società europee si trasformano seguendo questa via, e la trasformazione, per quanto possiamo constatare con il semplice ausilio dell’esperienza quotidiana, è ormai in gran parte compiuta.

Quali sono le ragioni che hanno imposto un simile cambiamento, distruggendo fino alle fondamenta la specificità europea, per modellare le nostre società in accordo con gli interessi sovrani della classe dominante globale? ..

martedì 8 maggio 2012

Chi ci difende dalle atrocità

Manlio Dinucci

Chi dubitava che Barack Obama non meritasse il Premio Nobel per la pace, ora deve ricredersi. Il presidente ha annunciato la creazione dell’Atrocities Prevention Board, un apposito comitato della Casa Bianca per la «prevenzione delle atrocità». 
Lo presiede la sua ispiratrice, Samantha Power, assistente speciale del presidente e direttrice per i diritti umani al National Security Council, formato dai più importanti consiglieri di politica estera. 
Nella scalata al potere (cui sembra predestinata dal suo cognome), la Power, aspirante segretaria di stato, ha sempre fatto leva sulla denuncia di presunte atrocità, attribuite a quelli che di volta in volta gli Usa bollano quali nemici numero uno. Sotto le ali del suo patron, il potente finanziere George Soros, la Power ha contribuito a elaborare la dottrina «Responsabilità di proteggere», che attribuisce agli Stati uniti e alleati il diritto di intervenire militarmente nei casi in cui, a loro insindacabile giudizio, si stiano per commettere «atrocità di massa». 
Con tale motivazione ufficiale, in specifico quella di proteggere la popolazione di Bengasi minacciata di sterminio dalle forze governative, il presidente Obama ha deciso l’anno scorso di fare guerra alla Libia. 
Ora la dottrina viene istituzionalizzata con la creazione dell’Atrocities Prevention Board. 
Attraverso la Comunità di intelligence (formata dalla Cia e altre 16 agenzie federali), esso stabilisce quali sono i casi di «potenziali atrocità di massa e genocidi», allertando il presidente. Predispone quindi gli strumenti politici, economici e militari per la «prevenzione»...

sabato 3 marzo 2012

TAV, il treno NATO-USA

Filippo Bovo

Il Movimento No TAV, attivo almeno fin dai tempi della grande manifestazione a Sant’Ambrogio di Torino del 2 marzo 1995, ha più di una buona ragione per contestare la realizzazione della grande opera ferroviaria che dovrebbe attraversare la Val di Susa collegando Torino a Lione, all’interno di un più esteso collegamento da Lisbona a Kiev.

Troppo lunghi e costosi sarebbero ad esempio i lavori del cantiere, tali da sottrarre al paese risorse preziose che certamente risulterebbero meglio investite nell’ammodernamento delle linee esistenti (a cominciare dalla linea Torino – Lione che attraversa il Traforo del Frejus e che ad oggi viene utilizzata non oltre il 30% delle sue capacità: per il trasporto merci, quindi, la TAV si presenterebbe come un costoso ed inutile doppione). Ingenti sarebbero anche i danni all’ambiente, con gravi effetti sulle condizioni idrogeologiche della valle come del resto è già avvenuto con i lavori per l’alta velocità nel Mugello, dove interi paesi sono rimasti senz’acqua a causa del disseccamento delle falde.

Non mancherebbero poi preoccupazioni su problemi di salute pubblica legati ad una serie di minerali presenti nelle montagne circostanti (principalmente amianto ed uranio) le cui scorie e la cui radioattività, a causa dei forti venti che caratterizzano la Val di Susa, potrebbero raggiungere persino la periferia di Torino. Infine una linea come la TAV favorirebbe, nell’ottica del mercato comunitario, l’esportazione di capitale produttivo verso le aree più povere dell’Unione Europea e l’importazione di merci a basso costo dalle medesime, assecondando così la deindustrializzazione e la delocalizzazione di imprese del nostro Paese verso l’Europa orientale e, di conseguenza, anche la compressione dei salari dei nostri lavoratori.

Ma queste ragioni, tutte condivisibili e difficilmente obiettabili, sono soltanto quelle più note ed ufficiali: ve ne è anche un’altra, al cui proposito l’opinione pubblica viene tenuta accortamente all’oscuro e di cui ci ccuperemo in questo articolo. La TAV, esattamente come la ferrovia Berlino – Baghdad dell’inizio del secolo scorso (la cui funzione era quella di favorire la penetrazione militare ed economica della Germania guglielmina nei Balcani e nel Medio Oriente di cui già all’epoca s’era scoperto il potenziale petrolifero), risponde a ben precise logiche geopolitiche e geostrategiche. Attraversando Portogallo, Spagna, Francia, Italia, Slovenia, Ungheria ed Ucraina, favorirebbe il collegamento e la saldatura fra Europa occidentale ed orientale, consentendo così la penetrazione della NATO nello spazio post sovietico...