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mercoledì 2 aprile 2025

Alla corte dell’Imperatore

 

Quando il vassallo già favorito di un imperatore romano si reca in visita al nuovo imperatore romano per continuare a garantirsi i favori dell’impero, non dovrebbe tentare malamente di forzargli la mano.

Se quel vassallo ha goduto, per qualsivoglia ragione, di grandi attenzioni, e in precedenza gli è stato concesso, se non ordinato, di dar per scontato il favore imperiale, non dovrebbe dar per scontato che tale favore continui, non dovrebbe pretenderlo e soprattutto non dovrebbe montarsi la testa pensando che il favore ottenuto fosse un proprio merito.

Se il nuovo imperatore si mostrasse gentile e gli facesse dei complimenti, dovrebbe ringraziare e farne tesoro, riservandosi di spingere in privato per ottenere ulteriori vantaggi per se stesso o per il proprio piccolo regno ...

giovedì 12 settembre 2024

Follie dell’arroganza occidentale: una “comunità internazionale” in minoranza nel mondo


Cosa sarà mai questa famosa “comunità internazionale” che pontifica, ordina e minaccia a tutto spiano?

“Internazionale”, quand’ero piccolo, pensavo volesse dire “tra nazione e nazione”, quindi “tra (tutte) le nazioni”. Che bello, tutti i popoli che decidono insieme per il bene dell’umanità! 

E invece no, con gli anni mi sono reso conto che questa “comunità internazionale” fa solo disastri, spargendo dolore e morte: ha distrutto lentamente l’Iraq, poi ha bombardato all’uranio impoverito la ex Jugoslavia, poi ha invaso con futili pretesti (“catturare Osama”) l’Afghanistan e l’Iraq, e nel frattempo se n’è sempre fregata del massacro dei palestinesi.

Ma davvero dei palestinesi carne da macello se ne fregano “tutte le nazioni”?

Se la “comunità internazionale” non batte ciglio, sembrerebbe proprio così. Non è che piuttosto fanno finta di nulla – per non dire che ci godono - solo alcune nazioni, o meglio solo alcuni individui senza scrupoli che si sono arraffati il diritto di “rappresentarle”?
Un ingenuo potrebbe pensare che se la “comunità internazionale” s’è sempre rifiutata di far qualcosa per fermare Israele, e Israele – ce lo insegnano a scuola – è il “bene incarnato”, ciò è senz’altro giusto e sacrosanto. O che comunque un motivo convincente ci dev’essere.

Se uno però è un tantino avveduto si accorge che la stessa “comunità internazionale” decide – con criteri incomprensibili razionalmente - se un programma nucleare, il medesimo programma nucleare, è “pacifico” o no, come se disponesse di un “mandato divino” per attribuire a questo o a quel governo la patente di “pericolo pubblico numero uno”...

domenica 14 gennaio 2024

Ciò che ha compreso il Dr. Ian Malcom sul nostro pianeta che noi invece non abbiamo compreso


di John Miltmore

Jurassic Park è un grande film che di recente ho rivisto con i miei figli e, con mia grande sorpresa, non si sono minimamente spaventati di fronte alle scene un po' più cruente.

La storia viene dalla mente del compianto Michael Crichton e contiene meravigliosi temi sull'imprevedibilità, l'arroganza, le conseguenze non intenzionali ed i pericoli della pianificazione centrale. Non ho carpito questi temi finché non ho letto il libro di Crichton l'anno scorso.

Come accade spesso, il romanzo è superiore al film. Crichton, si vede subito, non era solo un meraviglioso narratore, possedeva anche una straordinaria mente scientifica.

La scienza dietro le storie di Crichton

Sebbene non abbia mai praticato la medicina, Crichton ha frequentato la Harvard Medical School, laureandosi nel 1969. Al suo terzo anno, dopo aver pubblicato diversi romanzi con lo pseudonimo di John Lange, decise di voler scrivere a tempo pieno. Ma l'università non fu uno spreco di tempo, perché molti dei suoi tecno-thriller, tra cui Jurassic Park, contengono elementi di biotecnologia che ha appreso senza dubbio durante gli studi ad Harvard.

Crichton, che è morto di linfoma nel 2008, è stato prima di tutto un narratore, ma c'è un tema che attraversa gran parte del suo lavoro creativo: gli umani, come il Dr. Frankenstein, lotteranno per controllare i miracoli (ed i mostri) che creano ...

lunedì 26 giugno 2023

In che modo l'arroganza rappresenta una minaccia per la libertà

Uno dei migliori esempi di arroganza che abbiamo oggigiorno è rappresentato dalla setta ambientalista. 

Quella che covano è di tale portata da farli arrivare a dire che l'essere umano è addirittura un cancro per il pianeta. Questa è una metrica palesemente anti-umana e un ovvio pretesto per future atrocità. 

Da quando esistono, gli stati hanno usato come giustificazione tutte quelle ideologie che avrebbero permesso loro di raggiungere maggiore potere. La tesi di aumentare i poteri del ramo esecutivo del governo, ad esempio, non fa gola all'apparato burocratico per le sue acute argomentazioni, ma perché gli permette di agguantare più potere. 
Lo stesso lo si può dire per il keynesismo e ora per l'ambientalismo. Negli ultimi decenni questa setta ha intrapreso una campagna rivolta principalmente ai giovani: terrorizzare la popolazione affinché cedesse il controllo socioeconomico e si potesse quindi respingere un'(eco)apocalisse causata dal cambiamento climatico. 
E la setta ha lavorato duramente per creare un alto costo sociale per qualsiasi tipo di disaccordo. Inoltre il “cambiamento dello stile di vita” richiesto è la de-industrializzazione del mondo sviluppato unita all'arresto dell'industrializzazione del Terzo Mondo. 
C'è un malinteso comune: la prossima grande ideologia malvagia che vorrà spazzare via il nostro mondo sarà facilmente identificata sin dall'inizio. Ma non è vero: il prossimo grande male si svilupperà come tutti quelli passati. 
A molti sembrerà sensato, sarà popolare e ci sarà una pressione sociale verso la conformazione. Ma sotto le belle parole ci sarà un rifiuto dell'umanità ed esso pianterà il seme per future atrocità. L'ambientalismo ha tutti i tratti di una tale ideologia: non merita l'altura morale da cui sbrodola i propri dogmi. Un ambiente sano, pulito e prospero per gli esseri umani è ciò che la nostra specie ha costruito per migliaia di anni. 
Non cadete nei tranelli di coloro che vogliono fermare o invertire tal progresso, e non sostenete mai un movimento che pensa che il mondo starebbe meglio senza di voi ...