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mercoledì 27 aprile 2022

Intervista ad Aleksandr Dugin

 

Aleksandr Gel’evič Dugin (Mosca, 7 gennaio 1962) è un celebre politologo e filosofo russo vicino alle posizioni dottrinarie del mondo della Tradizione.

1. Il concetto del “Dasein” (l'esserci) di Martin Heidegger è un significativo ancoraggio della sua riflessione sulla concretezza antropologico-esistenziale della condizione umana, tra Terra e Mondo. Ritiene il suo pensiero una geofilosofia?

Io considero Martin Heidegger come il più grande filosofo. Ma esiste una sua parte esplicita, nei suoi scritti, ed una sua implicita. Egli fu in grado di sviluppare una base filosofica per molte differenti applicazioni del suo pensiero che egli stesso non specificò. In tal maniera io ho trovato in Heidegger molti principi di filosofia politica che, però, sono approcciabili solamente se siamo in grado di cogliere alcune allusioni, correzioni, precisazioni che possiamo dedurre dal contesto generale della sua opera filosofica. 
Tutto ciò non ha quasi nulla a che vedere con il suo personale coinvolgimento politico. E’ qualcosa di più profondo. 
In tal maniera, essendo a qualsiasi grado dei seguaci della Terza Teoria Politica egli ha posto le condizioni per la fondazione di una Quarta Teoria Politica e Metapolitica. Ciò valga anche per la geofilosofia. Sul piano esplicito egli non ha mai sviluppato nulla in merito ma se consideriamo il significato pieno del Da nel concetto di Da-sein, siamo in grado di scoprire la dimensione fondamentale della cosiddetta geografia, o anche del concetto di ambiente, dei mezzi per comprendere qualcosa di esistenziale. Io lo chiamo orizzonte esistenziale ...

domenica 25 agosto 2019

Sulla disperazione

di Flores Tovo

La malattia mortale del nostro tempo è la disperazione. Letteralmente questa parola significa non aver più speranza ...

La malattia mortale del nostro tempo è la disperazione. Letteralmente questa parola significa non aver più speranza, il che implica il tormento che se ne prova. L’idioma spagnolo usa il verbo esperar nel doppio senso di sperare ed attendere. La disperazione è quindi una mancanza di attesa, poiché non si ha più nessun progetto o desiderio da realizzare, in quanto viene a cessare la dimensione temporale del futuro.

Ma qual è l’essenza di questa situazione emotiva, che è la più pervasiva e penetrante, poiché essa costituisce consapevolmente (per pochi) o inconsapevolmente (per molti) la sentimentalità profonda del nostro tempo, che è un tempo essenzialmente disperato? Il filosofo danese Kierkegaard è stato colui, più di ogni altro, che ha cercato di penetrare l’essenza di questa malattia, sia pure da un punto di vista religioso cristiano. Egli affermava che la disperazione è :

… una malattia dello spirito, nell’io, e così può essere triplice: la disperazione di non essere consapevole di avere un io ( disperazione impropria); la disperazione di non voler essere se stesso; la disperazione di voler essere se stesso” (1) ...