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mercoledì 12 novembre 2025

Christine Lagarde e la privatizzazione della moneta

I grandi cambiamenti fanno fatica a essere introdotti nella storia, e la demolizione controllata dell'UE non fa eccezioni. 

L'unione fiscale nel senso inteso da Draghi è solo un palliativo. Da qui si comprende come e perché la retorica della guerra e la stretta autoritaria intorno al collo del contribuente/risparmiatore europeo si stiano facendo più incessanti: esso deve cedere psicologicamente affinché accetti senza discutere e dia il suo consenso ai dettami che vengono dall'alto. 

È la stessa cosa accaduta in Inghilterra sin dalla Brexit: la “Little Britain” è stata punita, e continua a essere punita, sistematicamente per aver osato andare contro i piani europei di integrazione, al punto che se potesse voterebbe in senso opposto adesso. 
I tempi del disfacimento europeo stanno accelerando a questo punto e la mia previsione di un suo accadimento entro i prossimi 5 anni era “pessimistica”. 
La spasmodica retorica di guerra dell'UE serve a scatenare un conflitto con cui avere una scusa credibile (l'opzione fregare gli USA è sfumata) per andare in default sui debiti esistenti, ristrutturare l'euro e ricominciare daccapo con unione fiscale/obbligazionaria. Non c'è altro motivo credibile che spieghi il suicidio economico/politico/energetico/industriale dell'UE. 
L'oppressione burocratica, poi, serve sostanzialmente a portare allo sfinimento i contribuenti affinché accettino questa realtà...

giovedì 23 ottobre 2025

1985: come Brazil, di terry Gilliam, ha predetto il nostro presente

Era il 1949 quando George Orwell scriveva 1984, un romanzo distopico incentrato su una società oppressa dal totalitarismo (diretta conseguenza dei regimi autoritari). 

Ed è proprio nel 1984 che Terry Gilliam gira BRAZIL, una rivisitazione dell’opera di Orwell, il capolavoro di un autore che come pochi altri ha saputo dar valore all’immaginazione, all’elemento onirico in termini tecnici, visivi, narrativi, utilizzandolo come fuga dal conformismo (sociale e filmico).

Quest’anno BRAZIL compie quarant’anni, e l’imprecisato presente distopico di Gilliam sembra solo una leggera esagerazione della realtà contemporanea.

VEDI QUI...

martedì 22 luglio 2025

Smascherare l'illusione occidentale della democrazia

di Finn Andreen

In questi tempi politicamente turbolenti “l’illusione della democrazia sta svanendo in tutto il mondo”, così ha scritto di recente un esperto. In Occidente c’è una crescente sensazione che la “democrazia” non stia funzionando bene, ma non c’è ancora pieno e chiaro apprezzamento di questo fatto. Michel Maffesoli, professore onorario alla Sorbona di Parigi, afferma da diversi anni che “la fine dell’ideale democratico è ormai sotto gli occhi di tutti”. 
Segnali di ciò possono essere visti nelle elezioni problematiche che hanno avuto luogo in Francia e in altri Paesi. 

L'“ideale” o “illusione” della democrazia deriva da idee sbagliate diffuse su questo sistema politico, nonostante i chiari dubbi dei più illustri pensatori politici del passato. 

Le idee sbagliate più importanti sulla democrazia: i rappresentanti eletti sono in genere leali e disinteressati, e l'elettorato è in genere informato e razionale per quanto riguarda la politica ...

giovedì 3 ottobre 2024

Dalla finta democrazia nasce l’oligarchia

In parlamento i partiti politici, maggioranza e opposizione, fanno finta di lottare: il loro scopo è di farsi rieleggere, di perpetuarsi al potere, di estenderlo e di respingere ogni visione del mondo che lo insidi. 
I leader diventano così professionisti della politica, stabili e pressoché inamovibili.

La ”La legge ferrea dell’oligarchia”, formulata nel 1911 dal politologo tedesco Robert Michels teorizzava che tutti i partiti/sindacati si evolvono da una struttura democratica aperta alla base, in una struttura dominata da una oligarchia ovvero da un numero ristretto di dirigenti.

Dinamiche apparentemente democratiche sono in realtà giochi riservati alle élites interne che controllano i diversi pacchetti di voto. 

Col tempo, chi occupa cariche dirigenziali si “imborghesisce” e si allontana “dalla base”, per diventare una élite compatta dotata dello spirito di un nuovo corpo all’interno di uno vecchio ...

domenica 28 aprile 2024

Cos'è andato storto?


di Francesco Simoncelli

Un brutto posto è dove siamo diretti. 
Tanto per cominciare cerchiamo di capire come ci arriveremo. 

Il periodo 1950-1980 non ha rappresentato grossi grattacapi in termini di problemi economici, ma poi è arrivato il successivo periodo di 40 anni: l'arco temporale 1980-2020 avrebbe dovuto essere il periodo più ricco della nostra storia, invece s'è rivelato un grande flop. 
Nonostante alcune delle più grandi innovazioni tecnologiche mai realizzate, i tassi di crescita sono diminuiti, i salari reali sono rimasti stagnanti e, secondo quasi tutti i confronti e gli indicatori, le cose sono andate male. “Cosa è andato storto?” è la domanda più importante nell’economia moderna. 
Le banche centrali non hanno stimolato abbastanza l'economia? Gli ultimi 40 anni sono stati il teatro dei più grandi stimoli monetari mai visti. Sfortuna? Dove? Come? Nel XIII secolo la peste colpì l’Europa e sterminò circa un terzo della popolazione; il Covid è stato un lieve fastidio al confronto. Non ci sono state grandi pestilenze negli ultimi 40 anni, nessun vero disastro climatico e nessun meteorite si è schiantato sulla Terra. 
Allora, cosa è andato storto? ...

lunedì 7 febbraio 2022

Il vento sta cambiando e molti si preparano a saltare da un carro all’altro

 

Ma chi l’ha messa su questa burocrazia da Covid? E cosa è stata fin dall’inizio se non il progetto, maligno, miserabile, per paralizzare un Paese con mille pretesti, con una voglia insana di regime etico, di ritorno al comunismo di guerra?

di Max Del Papa

Certo che hanno la faccia come il QR. Adesso tutti a dare la colpa alla “burocrazia del Covid”, è diventata una sigla, uno slogan, nonché un modo troppo, troppo paraculo per risciacquarsi la coscienza. 

La burocrazia del Covid, come fosse una malapianta cresciuta spontaneamente, come se il morbo fosse capace di produrre circolari, protocolli, lasciapassare e 125 milioni di cazzate. 

Ma scusate, chi l’ha messa su, chi l’ha edificata come una fottuta Torre di Babele questa famigerata burocrazia del Covid se non gli stessi che ora la denunciano? 

E cosa è stata fin dall’inizio se non il progetto, maligno, miserabile, per paralizzare un Paese con mille pretesti, con una voglia insana di regime etico, di ritorno al comunismo di guerra? 

E adesso tocca sentirli scagliarsi contro questa entità che pretendono astratta, manco fosse una categoria dello spirito anziché la prova provata di un regime paranoico. 

Non è la burocrazia del Covid, ma dei cialtroni ...

martedì 11 gennaio 2022

Perché esiste un dovere civico e morale nell'opporsi a tirannie burocratiche

 

Il rovente romanzo russo, Life and Fate, di Vasily Grossman è una delle più grandi analisi sul totalitarismo mai visti. Sulla base delle sue esperienze sotto Stalin, Grossman descrive come l'umanità appassisce sotto la tirannia. 
Il libro di Grossman non è un romanzo distopico, ma pochi libri insegnano meglio come viene usata la forza per controllare una popolazione non solo limitandone la libertà, ma anche sfruttando le debolezze della natura umana.

Lungo un fianco del fronte di Stalingrado, due colonnelli parlano del terribile impatto dei burocrati e della burocrazia. Un colonnello racconta questa storia:

C'era un distaccamento di fanteria che era stato circondato. Gli uomini non avevano niente da mangiare. Ad uno squadrone fu ordinato di paracadutare loro del cibo. Poi però il furiere si rifiutò di distribuire il cibo. Disse che aveva bisogno di una firma sulla bolla di consegna e come potevano gli uomini in basso firmare per ciò che era stato lanciato con il paracadute? E non si sarebbe smosso. Alla fine ricevette un ordine dall'alto.

L'altro colonnello dice: "La burocrazia può essere molto più terrificante di così". Quindi condivide la sua di storia:

Ricordi l'ordine: "Non un passo indietro"? C'era un posto dove i tedeschi stavano falciando i nostri uomini a centinaia. Tutto quello che dovevamo fare era ritirarci oltre il ciglio della collina. Dal punto di vista strategico non avrebbe fatto alcuna differenza e avremmo salvato i nostri uomini e le nostre attrezzature. Ma gli ordini erano "Non un passo indietro". E così gli uomini morirono ed il loro equipaggiamento fu distrutto ...

giovedì 7 ottobre 2021

L'intreccio di corruzione che lega FDA e Big Pharma

 

di Liam Cosgrove

Il nostro sistema sanitario è a pezzi, un fatto che nessuno avrebbe contestato nei giorni pre-Covid. La deriva burocratica è una realtà e l'industria farmaceutica è piena di esempi. Eppure ci siamo fidati delle partnership pubblico-privato per trovare una soluzione ottimale ad un'epidemia globale, supponendo che una crisi avrebbe tirato fuori il meglio dalle istituzioni storicamente corrotte.
Ecco un breve elenco di comportamenti tutt'altro che virtuosi dimostrati dai nostri titani della sanità:

• Pfizer e Johnson & Johnson si dichiarano colpevoli di "marchiatura errata con l'intento di frodare o fuorviare" e di aver pagato "tangenti agli operatori sanitari per indurli a prescrivere i [loro] farmaci", con conseguente multa di $2,3 miliardi nel 2009 e $2,2 miliardi nel 2013;

• Pfizer è stata condannata in un'altra causa per "manipolazione di studi" e "soppressione di risultati negativi" solo pochi anni dopo;

• Moderna non ha mai sviluppato un farmaco approvato, eppure uno dei membri del suo consiglio è stato incaricato dell'operazione Warp Speed. Questo certamente non è correlato al fatto che ha ricevuto la maggior parte dei finanziamenti federali per la ricerca e lo sviluppo di vaccini e ha ricevuto oltre $6 miliardi dal nostro governo dall'inizio della pandemia ...

martedì 17 settembre 2019

Macchisenefrega

"Con le attuali tecnologie, con le risorse naturali ed umane di cui disponiamo, potremmo produrci tutto quello che ci serve lavorando 3 o 4 ore al giorno e godendo di tempo libero da destinare alla famiglia o alle nostre passioni, ma non è questo il futuro al quale stiamo puntando .. "

Se io ti presto 1000 Euro e dopo un anno te ne chiedo 1060, e poi ti ripresto altri 1000 euro e dopo un anno te ne chiedo 1060 e così via cosa succede?

L’ho chiesto a mia figlia di 8 anni che mi ha risposto: ”che pian piano mi porti via tutto papà!”.

Elementare… se hai qualcosa da parte, o se hai la capacità di produrre reddito io, senza muovere un dito, ti posso portare verso la bancarotta.

E’ esattamente quello che fanno le banche con l’Italia e con il resto degli Stati europei...

martedì 2 aprile 2013

L’arte difficile della semplicità

 Dire che una persona è “semplice” è spesso un modo benevolo per definirla un po’ stupida – o ignorante. 
È un diffuso pregiudizio che la stupidità sia semplice e che l’intelligenza sia complicata. 
È quasi sempre vero il contrario.

Quando l’intelligenza si propone in modo intricato, o difficilmente comprensibile, vuol dire che è immatura. Per raggiungere la sua piena efficacia e chiarezza dovrà evolversi verso la semplicità.

Complicare è facile, semplificare è difficile. I più grandi progressi nella filosofia, nella scienza, nella cultura, si esprimono in termini semplici e chiari. Anche nella pratica del lavoro, o nelle piccole esperienze di ogni giorno, le soluzioni più efficaci sono quasi sempre le più semplici.

L’esperienza illuminante, e spesso affascinante, della sintesi creativa – o di un’intuizione che ci aiuta a risolvere un problema – ci porta quasi sempre a constatare che la soluzione “col senno di poi” appare ovvia, ma il nostro modo di ragionare e percepire si era complicato in modo da impedirci di vederla.

Da che mondo è mondo, uno dei problemi che ci rovinano la vita è l’accumularsi di complicazioni inutili. In un periodo di transizione complessa, come quello in cui stiamo vivendo, questo fenomeno assume una particolare intensità.
Molte cose sono diventate più semplici, rispetto a un non lontano passato, perché abbiamo conoscenze e risorse che prima non c’erano o erano disponibili solo a pochissime persone. Ma ci stiamo anche complicando la vita in infiniti modi, che in parte dipendono dall’inefficienza delle comunicazioni, in parte dal nostro comportamento e da quello delle altre persone... e in parte da un cattivo uso delle tecnologie...