mercoledì 12 novembre 2025
Christine Lagarde e la privatizzazione della moneta
giovedì 23 ottobre 2025
1985: come Brazil, di terry Gilliam, ha predetto il nostro presente
Ed è proprio nel 1984 che Terry Gilliam gira BRAZIL, una rivisitazione dell’opera di Orwell, il capolavoro di un autore che come pochi altri ha saputo dar valore all’immaginazione, all’elemento onirico in termini tecnici, visivi, narrativi, utilizzandolo come fuga dal conformismo (sociale e filmico).
Quest’anno BRAZIL compie quarant’anni, e l’imprecisato presente distopico di Gilliam sembra solo una leggera esagerazione della realtà contemporanea.
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martedì 22 luglio 2025
Smascherare l'illusione occidentale della democrazia
In questi tempi politicamente turbolenti “l’illusione della democrazia sta svanendo in tutto il mondo”, così ha scritto di recente un esperto. In Occidente c’è una crescente sensazione che la “democrazia” non stia funzionando bene, ma non c’è ancora pieno e chiaro apprezzamento di questo fatto. Michel Maffesoli, professore onorario alla Sorbona di Parigi, afferma da diversi anni che “la fine dell’ideale democratico è ormai sotto gli occhi di tutti”.
giovedì 3 ottobre 2024
Dalla finta democrazia nasce l’oligarchia
La ”La legge ferrea dell’oligarchia”, formulata nel 1911 dal politologo tedesco Robert Michels teorizzava che tutti i partiti/sindacati si evolvono da una struttura democratica aperta alla base, in una struttura dominata da una oligarchia ovvero da un numero ristretto di dirigenti.
Dinamiche apparentemente democratiche sono in realtà giochi riservati alle élites interne che controllano i diversi pacchetti di voto.
Col tempo, chi occupa cariche dirigenziali si “imborghesisce” e si allontana “dalla base”, per diventare una élite compatta dotata dello spirito di un nuovo corpo all’interno di uno vecchio ...
domenica 28 aprile 2024
Cos'è andato storto?
lunedì 7 febbraio 2022
Il vento sta cambiando e molti si preparano a saltare da un carro all’altro
Certo che hanno la faccia come il QR. Adesso tutti a dare la colpa alla “burocrazia del Covid”, è diventata una sigla, uno slogan, nonché un modo troppo, troppo paraculo per risciacquarsi la coscienza.
La burocrazia del Covid, come fosse una malapianta cresciuta spontaneamente, come se il morbo fosse capace di produrre circolari, protocolli, lasciapassare e 125 milioni di cazzate.
Ma scusate, chi l’ha messa su, chi l’ha edificata come una fottuta Torre di Babele questa famigerata burocrazia del Covid se non gli stessi che ora la denunciano?
E cosa è stata fin dall’inizio se non il progetto, maligno, miserabile, per paralizzare un Paese con mille pretesti, con una voglia insana di regime etico, di ritorno al comunismo di guerra?
E adesso tocca sentirli scagliarsi contro questa entità che pretendono astratta, manco fosse una categoria dello spirito anziché la prova provata di un regime paranoico.
Non è la burocrazia del Covid, ma dei cialtroni ...
martedì 11 gennaio 2022
Perché esiste un dovere civico e morale nell'opporsi a tirannie burocratiche
giovedì 7 ottobre 2021
L'intreccio di corruzione che lega FDA e Big Pharma
Il nostro sistema sanitario è a pezzi, un fatto che nessuno avrebbe contestato nei giorni pre-Covid. La deriva burocratica è una realtà e l'industria farmaceutica è piena di esempi. Eppure ci siamo fidati delle partnership pubblico-privato per trovare una soluzione ottimale ad un'epidemia globale, supponendo che una crisi avrebbe tirato fuori il meglio dalle istituzioni storicamente corrotte.
Ecco un breve elenco di comportamenti tutt'altro che virtuosi dimostrati dai nostri titani della sanità:
• Pfizer e Johnson & Johnson si dichiarano colpevoli di "marchiatura errata con l'intento di frodare o fuorviare" e di aver pagato "tangenti agli operatori sanitari per indurli a prescrivere i [loro] farmaci", con conseguente multa di $2,3 miliardi nel 2009 e $2,2 miliardi nel 2013;
• Pfizer è stata condannata in un'altra causa per "manipolazione di studi" e "soppressione di risultati negativi" solo pochi anni dopo;
• Moderna non ha mai sviluppato un farmaco approvato, eppure uno dei membri del suo consiglio è stato incaricato dell'operazione Warp Speed. Questo certamente non è correlato al fatto che ha ricevuto la maggior parte dei finanziamenti federali per la ricerca e lo sviluppo di vaccini e ha ricevuto oltre $6 miliardi dal nostro governo dall'inizio della pandemia ...
martedì 17 settembre 2019
Macchisenefrega
L’ho chiesto a mia figlia di 8 anni che mi ha risposto: ”che pian piano mi porti via tutto papà!”.
Elementare… se hai qualcosa da parte, o se hai la capacità di produrre reddito io, senza muovere un dito, ti posso portare verso la bancarotta.
E’ esattamente quello che fanno le banche con l’Italia e con il resto degli Stati europei...
martedì 2 aprile 2013
L’arte difficile della semplicità
È un diffuso pregiudizio che la stupidità sia semplice e che l’intelligenza sia complicata.
È quasi sempre vero il contrario.
Quando l’intelligenza si propone in modo intricato, o difficilmente comprensibile, vuol dire che è immatura. Per raggiungere la sua piena efficacia e chiarezza dovrà evolversi verso la semplicità.
Complicare è facile, semplificare è difficile. I più grandi progressi nella filosofia, nella scienza, nella cultura, si esprimono in termini semplici e chiari. Anche nella pratica del lavoro, o nelle piccole esperienze di ogni giorno, le soluzioni più efficaci sono quasi sempre le più semplici.
L’esperienza illuminante, e spesso affascinante, della sintesi creativa – o di un’intuizione che ci aiuta a risolvere un problema – ci porta quasi sempre a constatare che la soluzione “col senno di poi” appare ovvia, ma il nostro modo di ragionare e percepire si era complicato in modo da impedirci di vederla.
Da che mondo è mondo, uno dei problemi che ci rovinano la vita è l’accumularsi di complicazioni inutili. In un periodo di transizione complessa, come quello in cui stiamo vivendo, questo fenomeno assume una particolare intensità.
Molte cose sono diventate più semplici, rispetto a un non lontano passato, perché abbiamo conoscenze e risorse che prima non c’erano o erano disponibili solo a pochissime persone. Ma ci stiamo anche complicando la vita in infiniti modi, che in parte dipendono dall’inefficienza delle comunicazioni, in parte dal nostro comportamento e da quello delle altre persone... e in parte da un cattivo uso delle tecnologie...







