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lunedì 17 febbraio 2025

Gli anni ’60: il Cammino di una Generazione attraverso la Volontà, la Saggezza, l’Amore e l’Illusione

 di Terry Boardman 

Siamo forse ormai abbastanza lontani dagli anni ’60 per poter guardare indietro a quel decennio – e molti di noi sono ancora vivi e ricordano cosa significava essere giovani in quel periodo – e renderci conto che è stato un periodo straordinariamente carico di significato e vividamente illustrativo delle lotte spirituali contemporanee in corso in quel periodo, che in molti modi hanno preparato e seminato il terreno per molto, anche se naturalmente non tutto, di ciò che sta accadendo oggi. 
Dopotutto, 63 anni fa, nel 1961, quando il Muro di Berlino fu eretto, fu un momento in cui le tensioni della Guerra Fredda cominciarono a raggiungere l’apice, proprio come oggi. 

Quel decennio iniziò nell’anno in cui JFK arrivò alla Casa Bianca, i “venti del cambiamento” iniziarono a soffiare in Africa, il Concilio Vaticano II era in corso, la guerra in Vietnam si aggravò, il Muro di Berlino fu eretto e l’Europa fu definitivamente divisa in due.
Ma poi, nonostante queste tensioni, gli anni ’60 furono anche un momento di soglia in cui, per così dire, in pochissimi anni, una nuova giovane generazione rispose a quelle tensioni aprendo bruscamente il sipario e un mondo diverso – di libertà, uguaglianza, fratellanza, amore e pace – fu improvvisamente intravisto da molti, con o senza l’uso di “stimolanti”. Molti allungarono la mano per afferrare o realizzare quella visione di un mondo diverso, ma presto scivolò tra le loro dita; il sipario si richiuse e la visione si offuscò. 
Nel 1973, certamente, non c’era più ...

mercoledì 20 aprile 2022

Da Parigi a Karachi: c'è aria di cambi di governo


di Tom Luongo

Non c'è niente di buono nella guerra. Su questo punto tutte le persone civili possono essere d'accordo. Quindi, coloro che supportano come "stanno le cose attualmente" possono smettere di leggere...
Adesso.

Ma una delle cose che fa la guerra è esporre le reali intenzioni di tutti. Anche se la prima vittima della guerra è la verità, niente schiarisce l'aria di più truppe e carri armati che attraversano i confini e costringono le persone a reagire a tutto ciò.

Dall'inizio della “Operazione militare speciale” russa in Ucraina, c'è stata un'accelerazione di ogni conflitto sulla scena mondiale, con risultati contrastanti per tutti i soggetti coinvolti, inclusa la Russia.

Come ho detto a lungo, questo è un conflitto di proporzioni esistenziali per ogni attore che conta. Dai neoconservatori nell'establishment USA/Regno Unito alla cricca di Davos nell'UE, dai truffatori corrotti al Congresso alla cerchia ristretta di Putin al Cremlino.

L'Ucraina rappresenta il campo di battaglia che determinerà l'esito della terza guerra mondiale.
È sia l'inizio che la fine, l'alfa e l'omega.

Per questo motivo i leader politici di tutto il mondo sono sotto pressione.
Alcuni saranno all'altezza della sfida, altri appassiranno sotto il bagliore dei riflettori ...

giovedì 24 marzo 2022

Il mondo prima o poi ti fotte: nel mondo ma non del mondo

Puoi costruire qualcosa di vero solo se prima distruggi ciò che è falso, ma questo è difficile perché fa male.

Perché il mondo è falso, pieno di menzogna, e hai scelto di invischiarti nel mondo stipulando un compromesso con la società accettando una parte delle sue bugie.

Lo hai fatto perché vivere nella falsità ti sembrava più facile, ed essere nella verità troppo duro e spaventoso.


L’energia collettiva del mondo ti spinge nella direzione del compromesso e dell’ipocrisia, e sembra più comodo seguire il gregge perché hai paura di essere solo e infelice.

In realtà le leggi della maggior parte delle società umane richiedono un’energia pazzesca e uno sforzo insostenibile.

Più vivi nella menzogna più fai fatica: devi controllare, fingere, mostrare, mascherare, programmare, soffrire. Non ti rilassi, non lasci fare alla vita, non ti abbandoni, non molli, non sei te stesso, non vivi nel presente, blocchi l’espressione del tuo Essere.

Devi tenere in piedi delle impalcature false sempre più incasinate e traballanti.
Non potrai mai essere felice con tutta quella spazzatura.
Il mondo e le sue menzogne ti hanno avvelenato e ti stanno lentamente uccidendo...

mercoledì 9 giugno 2021

L’alba della tecnocrazia

 

di Federico Nicola Pecchini

Per chi ancora non se ne fosse accorto, il mondo è cambiato. 
Per sempre. 

L’emergenza sanitaria in corso da oltre un anno ha segnato la fine delle nostre vecchie democrazie costituzionali e l’inizio di quello che il filosofo Giorgio Agamben definisce “il nuovo paradigma di biosicurezza”.

La normalità come la conoscevamo prima del Covid non tornerà più. È ora di abbandonare le vane illusioni e metterci definitivamente una pietra sopra. 

E se non volete credere a me, credete almeno al Massachussets Institute of Technology Review, che queste cose le diceva già lo scorso marzo: “Non torneremo alla normalità”, titolava la prestigiosa rivista, “Il distanziamento sociale rimarrà in vigore per molto più di qualche settimana. 

Sconvolgerà il nostro modo di vivere, sotto alcuni aspetti per sempre.” Quelle previsioni della prima ora si sono poi rivelate spaventosamente profetiche. 

Guardate ad esempio il grafico sulla curva epidemiologica del virus e ditemi se non è spiaccicato alla realtà ...

venerdì 21 maggio 2021

L’uomo, animale virtuale: come stiamo passando dal Covid al Transumanesimo

di Lorenzo Maria Pacini

Ormai anche i più scettici stanno capendo che non si torna più indietro. Ci dicono tutti i media già da tempo che, con l'emergenza epidemiologica, dobbiamo abituarci al passaggio dalle cose alle e-cose a distanza, e-things in inglese. 

Ce lo ha detto chiaramente il guru di Davos, Klaus Schwab, nel suo libro sul Great Reset nella primavera del 2020: Netflix in luogo del teatro, lo smart working al posto del lavoro in presenza, l'e-learning (o Didattica a distanza – DaD) invece che la classe con studenti e insegnanti, Amazon che ti porta ogni oggetto a domicilio, e molte altre cose ancora che, dall'epifania del Coronavirus, si sono per così dire dematerializzate e desocializzate, traslandosi nella nuova dimensione del digitale da casa.

Come bene ha puntualizzato il filosofo Giorgio Agamben, il distanziamento sociale, vero fulcro della società riorganizzata in chiave pandemico-sanitaria, fa sistema con la tecnologia digitale, tanto che non è più niente di nascosto o “complottista” perché adesso pure i Ministeri del Governo si chiamano così: ne scaturisce una società non sociale, incardinata su atomi reciprocamente distanziati, che cercano di immunizzarsi l’uno con l’altro fino all’isteria, e che comunicano solo mediante i nuovi dispositivi digitali, divenuti unico spazio sociale ammissibile perché perfettamente controllabili. 

Provate per un attimo a riflettere realmente sull'essenza della nuova barbarie digitale e del nuovo dispotismo tecnicizzato della distanza sociale: se, per il nuovo animala virtuale che è l’uomo postmoderno, il lavoro e l'istruzione diventano da casa, non stupisce che anche la reclusione coatta si riconfiguri come reclusione coatta da casa o lockdown, per usare un termine più chic ...

martedì 17 marzo 2020

Covid-19: punto di catastrofe tra globalismo e società cellulare.

Il mondo dopo il Covid-19 sarà globalista o cellulare, l’epidemia si è verificata in una situazione ‘metastabile’.

Per quasi due secoli siamo stati abituati a pensare che il motore dell’evoluzione e della stessa biologia fossero la competizione e la selezione naturale, allo stesso modo si è ritenuto che funzionassero la società e l’economia.

In osservanza a questo principio ogni barriera alla libera circolazione di persone, merci e capitali è stata trattata come un ostacolo alle leggi di natura, ogni intervento dello Stato condannato in quanto perturbatore della selezione naturale, quel meccanismo individuato come la via per il migliore dei mondi possibili.

Negare l’assistenza sanitaria ai poveri, predicava il pastore Malthus, mercificare ogni cosa e mettere tutto in competizione senza barriere artificiali di qualsiasi tipo, questo ha imposto il sistema liberista globalizzato conquistando sempre più terreno nell’Occidente e diffondendosi da lì nel mondo intero.
Ma… nelle storie c’è quasi sempre un ma.

E questo ‘ma’, che ha le dimensioni ultramicroscopiche di circa un centinaio di nanometri (miliardesimi di metro), è in grado di porre in stato di crisi quel sistema operante su dimensioni di 40.000 Km di circonferenza che va sotto il nome di globalizzazione...