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lunedì 16 febbraio 2026

Kim Peek, l’ispiratore del film “Rain man”

Riusciva a leggere due pagine alla volta. Una con l’occhio sinistro, l’altra con il destro.
E memorizzava quasi tutto.

Quando Kim Peek nacque l’11 novembre 1951, i medici furono categorici. Il suo cranio era troppo grande. 

Gli esami mostrarono gravi anomalie: gli mancava il corpo calloso, il ponte di fibre nervose che collega i due emisferi cerebrali. Senza quella struttura, dissero, non avrebbe mai camminato normalmente, parlato in modo adeguato né vissuto in autonomia. Consigliarono ai genitori di ricoverarlo in un istituto.
Suo padre, Fran, rispose con una sola parola: no.

Lo portò a casa e iniziò a crescere quel bambino che il mondo aveva già archiviato come «irrecuperabile».
A tre anni, mentre altri imparavano l’alfabeto, Kim ascoltava suo padre leggere un libro e il giorno dopo lo ripeteva parola per parola. 
Non solo la storia: ogni frase, ogni numero di pagina, ogni dettaglio. Se gli si chiedeva di recitarlo al contrario, lo faceva...

sabato 15 gennaio 2022

La pandemia fa acqua: i topi si preparano a scappare

 
Si comincia a percepire una certa stanchezza della narrazione pandemica, la vernice emotivo mediatica qui e là si scrosta e lascia trasparire evidenze, contraddizioni, manipolazioni di numeri, mentre paiono riacquistare il giusto ridicolo alcune tesi -chiave del racconto come per esempio quella dei vaccinati messi in pericolo dai non vaccinati.  

A cosa sia dovuto questo reflusso francamente non lo saprei dire e mi sento di escludere la crescita di consapevolezza in popolazioni che si sono rivelate al 90% fatte di pongo, sono invece più favorevole a ritenere che dentro la cupola pandemica si sia rotto qualcosa e probabilmente  una parte dei poteri grigi che ha creato il canovaccio della peste, si sia accorta che gli esiti del reset non erano così convenienti per loro o forse che il grado di caos provocato è di tale livello da sfuggire ad ogni controllo diventando perciò pericoloso. 

Insomma un po’ come se gli idioti di Confindustria avessero compreso di essere stati usati dal governo come kapò delle campagne vaccinali, ma di far parte comunque delle vittime predestinate, di essere il prossimo pasto delle multinazionali. 

Certo è impossibile pensare che questo pensiero così ovvio brilli nella testa dei nostri imprenditori, ma a livello globale può darsi che sia scattato un qualche relè ...

mercoledì 9 giugno 2021

L’alba della tecnocrazia

 

di Federico Nicola Pecchini

Per chi ancora non se ne fosse accorto, il mondo è cambiato. 
Per sempre. 

L’emergenza sanitaria in corso da oltre un anno ha segnato la fine delle nostre vecchie democrazie costituzionali e l’inizio di quello che il filosofo Giorgio Agamben definisce “il nuovo paradigma di biosicurezza”.

La normalità come la conoscevamo prima del Covid non tornerà più. È ora di abbandonare le vane illusioni e metterci definitivamente una pietra sopra. 

E se non volete credere a me, credete almeno al Massachussets Institute of Technology Review, che queste cose le diceva già lo scorso marzo: “Non torneremo alla normalità”, titolava la prestigiosa rivista, “Il distanziamento sociale rimarrà in vigore per molto più di qualche settimana. 

Sconvolgerà il nostro modo di vivere, sotto alcuni aspetti per sempre.” Quelle previsioni della prima ora si sono poi rivelate spaventosamente profetiche. 

Guardate ad esempio il grafico sulla curva epidemiologica del virus e ditemi se non è spiaccicato alla realtà ...

martedì 1 luglio 2014

Sul concetto di malattia di mente e di normalità.


Paolo Franceschetti

Ovvero: Lettera ad un malato di mente

Oggi un mio assistito, Andrea, considerato malato psichiatrico, mi ha domandato: “Paolo, ma secondo te io sono un malato psichiatrico, sono matto?”
E una lettrice, Luce, mi ha domandato: “Ma come fai a reggere all’orrore di cui ti occupi, delitti rituali, ecc.?”

Le due domande sono correlate, perché riguardano il concetto di malattia mentale e di normalità.

Iniziamo dalla seconda domanda. Come faccio a resistere?
All’inizio in effetti ero terrorizzato dal fenomeno degli omicidi rituali; Mostro di Firenze, Bestie di Satana… una scia di morti in cui i colpevoli, persone in colletti bianchi, attribuivano la colpa a persone normali, distruggendo intere famiglie, solo per ragioni politiche, esoteriche, e criminali.

Poi però, avendo a che fare con i cosiddetti sani, ho trovato persone che non vogliono capire, persone che ritengono assurdo che i ragazzi coinvolti nella vicenda delle Bestie di Satana siano innocenti perché “i giornali hanno detto che…”, che ritengono impossibile che gli assassini nei delitti del Mostro di Firenze siano un magistrato, un giornalista, un farmacista, un medico, un ambasciatore, un poliziotto, ecc. Perché lo ritengono impossibile? Perché “i giornali hanno detto che….”