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venerdì 22 maggio 2026

UFO: il gioco delle rivelazioni a metà

Fino a oggi il tema UFO è sopravvissuto in una specie di limbo: troppo clamoroso per essere ignorato del tutto, troppo fragile sul piano delle prove per essere davvero accettato. 
Adesso, però, qualcosa sembra essersi incrinato. 

di Sabrina Pieragostini

Non tanto perché siano finalmente arrivate le prove definitive — quelle continuano ostinatamente a mancare — ma perché sempre più persone vicine agli ambienti dell’Intelligence, della Difesa e dei programmi governativi parlano apertamente di recuperi, materiali non umani, tecnologie sconosciute e persino forme di vita extraterrestri. 

Tuttavia, paradossalmente, più le dichiarazioni diventano esplosive, più cresce la frustrazione di chi osserva questa vicenda da anni. 
Siamo ancora quasi al punto di partenza, perché affermazioni straordinarie richiedono dimostrazioni straordinarie...

martedì 15 luglio 2025

«UAP, è arrivata l’Ora della Trasparenza»


di Sabrina Pieragostini

Cosa succederebbe se alcuni dei funzionari governativi più rispettati, i direttori dell’Intelligence e alti ufficiali dell’Esercitoci dicessero apertamente che i fenomeni anomali non identificati (insomma, gli UAP) sono reali, ma noi scegliessimo comunque di ignorarli? 

(Immagine illustrativa)

È la domanda che si pone - e ci pone - Maura Mîndrilà, direttrice della Strategia della Sol Foundation, il think tank fondato in California dal dottor Garry Nolan (celebre genetista), dall’antropologo Peter Skafish e dall’imprenditore belga Jonathan Berte per affrontare in modo multidisciplinare il problema della possibile interazione con Intelligenze non Umane per valutarne la ricaduta a livello politico, scientifico, economico, sociale e culturale...

lunedì 28 ottobre 2024

Il 40% della finanza climatica della Banca Mondiale non aiuta il clima

 Oxfam calcola che il 26-43% delle risorse mobilitate per il clima dalla World Bank non viene spesa per questo scopo. Ma la Banca non può saperlo: non svolge nessun monitoraggio sui progetti che finanzia. 

Negli ultimi anni, la Banca Mondiale ha rafforzato la sua politica per il clima

Ha promesso di aumentare i finanziamenti per i progetti che affrontano la crisi climatica, fino al 45% del totale dei finanziamenti entro il 2025. E di renderli più equilibrati, destinandone metà a iniziative di mitigazione e metà per l’adattamento ai cambiamenti climatici. 

Sulla carta, l’istituzione nata a Bretton Woods è sulla buona strada per mantenere queste promesse. 
Ma cosa sappiamo veramente della finanza climatica della Banca Mondiale? ...

mercoledì 13 settembre 2023

Dal Sudafrica lezione di trasparenza: pubblicati i contratti integrali sui vaccini anti covid

I contratti sottoscritti tra le case farmaceutiche e gli Stati per l’acquisto dei vaccini anti Covid hanno acquisito nel corso del tempo lo status di oggetto misterioso.

di Michele Crudelini

Finora informazioni oscurate

Le poche pagine rese visibili al pubblico sono sempre state oscurate nei loro punti più salienti: non si è mai saputo quale fosse il prezzo d’acquisto reale dei lotti di vaccino e non si è mai venuti a conoscenza delle clausole poste dalle case produttrici per la consegna dei farmaci così come per la responsabilità.Insomma i cittadini di tutto il mondo hanno dovuto subire passivamente la sottrazione di risorse pubbliche per l’acquisto dei vaccini, senza essere a conoscenza delle informazioni più rilevanti. 

Ora finalmente è arrivata una svolta. Per trovare un Paese che ha avuto il coraggio di pubblicare per intero i contenuti dei contratti bisogna però andare fuori dall’orbita occidentale, non è successo negli Stati Uniti e non è successo nell’Unione europea ...

venerdì 30 agosto 2019

Web occulto: un algoritmo guida ogni nostro click

Libertà di espressione e discussione: sono le condizioni-base per un vero spazio aperto secondo Jürgen Habermas, il padre del concetto di “sfera pubblica”.

Siamo sicuri che il web sia corretto nel dare più spazio a certe informazioni rispetto ad altre? 

Niente affatto, rivela Francesca Musiani, perché a governare il digitale – e quindi noi, opinione pubblica – è soltanto un sistema di algoritmi.

Secondo un giurista come Yochai Benkler, autore di studi sullo stato di salute democratica dei network, oggi viviamo in un “ordinamento globale” intrinseco alla Rete. Caratteristica centrale: la selezione decisiva delle informazioni più rilevanti non è più monopolio dei “gatekeepers” – giornalisti, bibliotecari, editori – ma è delegata agli utenti di Internet, editori essi stessi. Citandosi e raccomandandosi l’un l’altro in “nicchie conversazionali”, individui e gruppi selezionano l’informazione “di qualità” per gli algoritmi, i quali a loro volta la classificano e la ordinano per renderla disponibile attraverso i motori di ricerca. Così, l’ordinamento delle informazioni presenti sul web
diventa una co-produzione degli utenti, inconsapevoli però della sintesi realizzata dagli algoritmi.

Proprio agli algoritmi, spiega Francesca Musiani in un saggio pubblicato sull’“Internet Policy Review” e sintetizzato da “Doppiozero”, deleghiamo l’integrazione delle nostre conversazioni on-line. Gli argomenti vengono percepiti dal pubblico come “consenso universale implicito”, ma «hanno la debolezza di un’informazione che non può essere fatta risalire a nessun individuo specificamente», e al tempo stesso «la forza di un dato che si basa su un vasto aggregato di opinioni» ...