martedì 29 luglio 2014

Nuovi casi di autocombustione a Canneto di Caronia - il comune è solo

“A Canneto di Caronia c’è un’entità che si sposta e brucia casualmente qualsiasi cosa incontri”. L’Assessore alla Sanità di questo comune del messinese racconta che il Comune è solo nel domare gli incendi.

Caronia brucia ancora e non solo a causa degli incendi che si propagano inspiegabilmente di casa in casa, brucia anche nell’indifferenza delle istituzioni, quelle stesse istituzioni che dovrebbero proteggere i cittadini. Come sappiamo infatti “lo Stato garantisce il diritto alla salute“, o almeno dovrebbe…

Il condizionale è d’obbligo giacché a Caronia non c’è nemmeno un presidio permanente dei vigili del fuoco che è stato richiesto dalle autorità locali ma, “per motivi economici”, ci si avvale del presidio che dista 30 km, quello di Sant’Agata di Militello. Quindi gli abitanti sono costretti a soffocare nei fumi degli incendi che si sviluppano mano mano a causa di “un’entità” che si posta, come ci spiega l’Assessore alla Sanità, Vittorio Alfieri nato e cresciuto proprio in quella frazioncina del messinese oggi divenuta famosa in tutto il mondo: Canneto di Caronia, il paese degli incendi misteriosi.

L’assessore Alfieri spiega che questa “entità”, di qualunque natura sia, “è qualcosa che si sposta, che visita prima una casa, poi un’altra, ad esempio” – racconta Alfieri – “proprio ieri in via Del Mare si è incendiata una casa a piano terra, poi hanno preso fuoco degli oggetti al piano superiore. Poi è venuto il turno della casa adiacente, è come se si spostasse”. Ha ragione l’assessore, è qualcosa che viaggia attraverso la materia e incendia qualsiasi cosa: dal rullo per la pittura, ad uno scaldabagno, ad un cesto in vimini contenente delle stoffe. Tutto così, senza alcun motivo apparente...

lunedì 28 luglio 2014

Un pianoforte nel nostro cervello: la teoria del cervello olonomico

Per spiegare il suo modello teorico, che come abbiamo descritto nella prima parte è essenzialmente un modello matematico, Pribram propose un’analogia tra il cervello e il pianoforte. Una metafora che in effetti rende tutto molto più chiaro, e che più facilmente fa intuire le straordinarie conseguenze della sua analisi.

Partiamo da una semplice domanda: se tutto ciò che abbiamo detto precedentemente fosse reale, come avverrebbe il fenomeno percettivo? Semplice (si fa per dire…): proprio come accade suonando un pianoforte, quando osserviamo qualcosa nel mondo alcune porzioni del nostro cervello risuonerebbero su determinatefrequenze specifiche; in un certo senso la percezione accadrebbe premendo solo determinati tasti, che a loro volta andrebbero a stimolare le corde corrispondenti. Quelle prodotte, dunque, saranno informazioni sotto forma di onda (le note musicali) con determinate frequenze, lunghezza e fase (proprio come accade in quanto descritto dal teorema di Fourier) che risuoneranno nei neuroni del nostro cervello. I neuroni, poi, manderanno l’informazione relativa a queste frequenze ad un altro insieme di neuroni che trasformerà (sempre secondo il principio della trasformata di Fourier) tali risonanze descrivendo proprio l’immagine ottica così ottenuta al piano focale oculare.
Un terzo insieme di neuroni, allora, costruirà alla fine l’immagine virtuale dell’oggetto, che apparirà a noi come un oggetto fuori nello spazio.

Questa operazione rifletterebbe, a ben vedere, una creazione in un mondo senza tempo e senza spazio di schemi di interferenza, un atto creativo in cui viene generato un oggetto in una dimensione spazio-temporale sulla superficie delle nostre retine ...

domenica 27 luglio 2014

Tutto ciò che ci è stato insegnato sulle nostre origini è una bugia?

Avrei potuto avere l'inclinazione a lasciar passare queste cose, se non fosse per il fatto che nei primi anni '80, un giornalista esploratore, John Hemming, fu mio ospite. 

Questi era appena tornato dall'incontro con la famiglia Leakey all'inizio dei primi scavi, e mi riportò di un'impronta di sandalo impossibilmente vecchia che avevano ritrovato. Nella mia mente non esisteva alcun dubbio che John dicesse la verità.
Qui di seguito un compendio di storie simili. Non so come valutarle, se non affermando che quasi tutto quello che mi fu insegnato all'Università in merito ai primi uomini, mezzo secolo più tardi è stato provato essere errato.
Stephan A. Schwartz

GRAHAM PICK -
Malta Now (Malta)

Nel giugno 1936 Max Hahn e sua moglie Emma stavano passeggiando accanto a una cascata vicino a London, Texas, quando hanno notato una roccia con il legno che sporgeva dal suo nucleo. Hanno deciso di portare la stranezza a casa e poi aprirla con un martello e uno scalpello. Quello che hanno trovato all'interno ha sbalordito la comunità archeologica e scientifica. Incastonato nella roccia, c’era quello che sembrava essere un antico martello fatto a mano.

Un team di archeologi l’ha analizzato e datato. La roccia che racchiudeva il martello è stata datata più di 400 milioni di anni. Il martello si è rivelato essere vecchio più di 500 milioni di anni. Inoltre, una sezione del manico di legno aveva iniziato la metamorfosi in carbone. La testa del martello, fatta di oltre il 96% di ferro, è molto più pura di qualsiasi altro risultato si sarebbe potuto ottenere senza l’utilizzo di moderni metodi di fusione ....

sabato 26 luglio 2014

Una forma di magia nera: la psicanalisi

Francesco Lamendola

Non diciamo nulla di particolarmente originale quando affermiamo che la psicanalisi è una forma di magia nera.

Lo avevano già osservato studiosi del calibro di René Guénon e, più recentemente, Ivan Illich e Jean Osipovici.
Quel che merita di essere sottolineato è la conseguenza implicita in una tale affermazione: lo psicanalista evoca delle forze oscure di cui non sa assolutamente nulla; peggio, che crede di conoscere ma sono tutt'altro da quanto egli crede.
Le conseguenze sono terribili, per il paziente e anche per l'analista; anzi, per l'analista forse ancor più che per il paziente.

In effetti, si tratta di una forma di possessione da parte delle forze infere; e, se si pensa che oggi milioni e milioni di persone si sottopongono alla psicanalisi credendo di trovare un sollievo ai loro tormenti, mentre invece si consegnano a un male irrimediabile, si può facilmente comprendere quale immensa minaccia questa pseudo-scienza rappresenti per la salute spirituale della società contemporanea.

Ci sia consentito citare per esteso una pagina de "La scienza oscurantista", di Jean Osipovici, singolare figura di filosofo e psichiatra francese la cui vita è stata tutta una battaglia per affermare la visione di una scienza non materialista, aperta alla trascendenza e alla complessità spirituale del soggetto umano.
«...la limitazione che fissa il rapporto terapeuta-malato su un piano non spirituale lo trasforma in rapporto paziente-carceriere. La conclusione è evidente: non possono sussistere in questa relazione interpersonale che zone oscure, campi propizi a conflitti interminabili, estenuanti e senza via d'uscita. Ciò spiega l'effetto antiterapeutico, quasi inevitabile per il suo stesso meccanismo, della cura psicanalitica. La quale insidiosamente conduce nel corso dei mesi e degli anni a stringere, tra paziente e carceriere, uno strano rapporto sado-masochista. Il rito stesso del trattamento suscita reminiscenze di bassa cerimonia religiosa. L'officiante, suo malgrado talvolta, si fregia degli attributi d'una funzione quasi magica ...

venerdì 25 luglio 2014

Dal 1915 c'era chi sapeva che sei milioni di ebrei erano destinati a morire?


Semplice coincidenza o sterminio pianificato, difficile dirlo, ma il fatto è che il conteggio ufficiale dei sei milioni di ebrei sterminati dai nazisti durante la seconda guerra mondiale (1939 - 1945) era stato già "annunciato" in modo ricorrente da alcune grandi testate giornalistiche nordamericane, e questo fin dal 1915.
E' vero che gli Ebrei in Europa erano ufficialmente stimati, probabilmente dalle stesse comunità ebraiche, intorno ai 6 milioni nei primi del '900, ma ciò non spiega il fatto che gli Americani abbiano diffuso la notizia dell'Olocausto decenni prima che accadesse effettivamente.

Ad esempio, come mai nel 1919 sei milioni di ebrei hanno potuto avere notizia del proprio sterminio? Come mai, nel 1936, quando la seconda guerra mondiale non era ancora scoppiata, e anche se alcuni lager erano probabilmente già istituiti sin dal 1934 (avvento al potere di Hitler), circolava la richiesta per gli ebrei di essere mandati in Palestina per sfuggire all'olocausto?

Se la lista seguente dei titoli di stampa è autentica, forse dovremmo porci alcune domande.

Nel video in fondo all'articolo si possono visionare anche i quotidiani dell'epoca ...

giovedì 24 luglio 2014

I sei piani di realtà secondo lo studioso americano Jean Bale Colsale

Secondo Jean Bale Colsale, docente di simbologia all’Università di Bangor, Maine, ci sono diversi piani di realtà.

Il piano 0 è costituito dal 60 per cento degli individui che non percepisce altra realtà che la casa in cui vive, la partita di pallone, e il sesso.
Fin qui sarebbe una scelta legittima.
Ma la degenerazione patologica di questo piano è costituita da quelli che si fanno la foto con dietro la nave Concordia che affonda, sorridendo contenti.
O di quelli che vanno a vedere la villa di Cogne solo per curiosità.
O di quelli che, a fronte della futura crisi economica, dicono: “E a me che mi frega? Basta che non tocca me”.

Agli altri piani c’è chi si occupa della vita e della realtà in cui viviamo.

1) Ad un primo piano c’è la realtà ufficiale.

La seconda guerra mondiale è scoppiata perché Hitler voleva conquistare il mondo e l’America buona l’ha fermato.
L’11 settembre è scoppiato perché Bin Laden è cattivo e l’America ora ha dichiarato guerra al terrorismo.
L’Unione Europea è un normale processo di integrazione tra stati, che vogliono la pace tra di loro e vogliono evitare conflitti futuri.
La Concordia è affondata perché Schettino ha sbagliato.
Chi vive in questo piano crede praticamente a tutto, e il livello patologico di esso è costituito da coloro che, a fronte di una persona che si suicida con tre coltellate sul cuore, come il collaboratore campano di Di Pietro pochi anni fa, dicono: “Beh, ma se lo dice il magistrato sarà senz’altro un suicidio. Che c’è di strano in un Tizio che si da tre coltellate al cuore?”.
Altra manifestazione patologica di questo piano è costituita da coloro secondo cui Berlusconi non è riuscito a governare per colpa del complotto comunista, e quindi l’Italia è in questo casino per colpa dei comunisti ..

mercoledì 23 luglio 2014

I segreti della ghiandola pineale

Tratto da "LIFE i segreti della Ghiandola Pineale"
di A.M. King - Arcangelo Miranda

La Ghiandola Pineale è un corpuscolo grande come una lenticchia, a forma di cono (quindi potrebbe ricordare una minuscola coppa, il Graal), situata alla base del nostro cervello (quindi dentro di noi).

La Ghiandola Pineale, secondo le filosofie orientali, nella sua piena attività produce 972 sostanze ed ormoni; l’interezza di questa produzione corrisponde a quella del liquido dell’immortalità del Graal, ambrosia o amrita, il nettare degli dei, cioè quella sostanza capace di cambiare il codice genetico, provocando un’azione opposta a quella dei malefici peptidi ipotalamici (neuroumori) creati a seguito di stress emozionale.

È noto che chi beve dal Graal ottiene l'eterna giovinezza, la guarigione da tutte le malattie e l'illuminazione; la Ghiandola Pineale è il nostro Graal fisiologico e possiamo "bere" da essa un liquido di questa portata, se la programmiamo in merito ...