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lunedì 10 novembre 2025

"Così gli ultimi saranno i primi, e i primi ultimi" - la teoria del Ghiaccio Eterno

 
Ciò che leggerete è stato tratto da Il Mattino dei Maghi. In questo capitolo, gli autori del libro parlano della teoria del "Ghiaccio Eterno" (Wel). Tale teorema ebbe vasta notorietà nella Germania Nazista, si calcola che Hanns Hörbiger, il padre della Wel, abbia ancora oggi milioni di seguaci.

E' proprio sulle orme di Hanns Hörbiger che personaggi noti come Velikosky e Sitchin hanno creato il loro successo.
Oggi, la nuova e sempre più accreditata teoria dell'Universo Elettrico (modello che secondo me potrebbe spiegare anche gli strani fenomeni che hanno avuto luogo a Canneto), getta nuova luce sulle bistrattate teorie di Hörbiger e Velikovsky, ovviamente, si tratta solo di teorie, come la teoria del Big Bang, la teoria dell'Universo Nucleare, e la teoria della Relatività.. e come tali, possono contenere inesattezze e dati obsoleti.

Comunque ciò che colpisce delle Intuizioni di Hörbiger è la capacità di ricollegare efficacemente elementi diversi in un unico modello, elementi che ancora oggi vengono esclusi dalle credenze "Mainstream" e messi da parte perché "incompatibili". Ma come scrive il buon vecchio Lovecraft: "Penso che la cosa più misericordiosa al mondo sia l'incapacità della mente umana di mettere in relazione i suoi molti contenuti".

Una mattina dell'estate del 1925 il fattorino consegnò una lettera a tutti gli scienziati di Germania e d'Austria. Il tem­po di aprirla: l'idea della scienza serena era morta, i sogni e le grida dei reprobi riempivano improvvisamente i laboratori e le biblioteche.
La lettera era un ultimatum: "Ora bisogna scegliere, essere con noi o contro di noi. Mentre Hitler pulirà la politica, Hans Horbiger spazzerà via le fal­se scienze. La teoria del ghiaccio eterno sarà il segno della ri­generazione del popolo tedesco. Fate attenzione! Schiera­tevi al nostro fianco prima che sia troppo tardi!".

Hanns Horbiger, l'uomo che osava minacciare cosi gli scienziati, aveva sessantacinque anni. Era una specie di profeta fu­rioso. Aveva un'immensa barba bianca e usava una grafia da scoraggiare il miglior grafologo. La sua teoria comincia­va ad essere conosciuta da un largo pubblico con il nome di Wel ...

domenica 3 agosto 2025

2002: Il mistero del gigante di Kandahar

Nelle remote profondità delle montagne afghane si cela un mistero che continua ad affascinare ricercatori e appassionati di fenomeni inspiegabili. Le storie sugli incontri tra il personale militare americano e le enormi creature note come i “Giganti di Kandahar” non cessano di provocare discussioni accese. 

Ma qual è la verità dietro queste narrazioni?

Secondo alcuni racconti, nel 2002, un’unità delle forze speciali statunitensi avrebbe incontrato una creatura alta 13 piedi nelle campagne di Kandahar. La creatura, descritta con capelli rosso fuoco, sei dita per mano e due file di denti, avrebbe ucciso uno dei soldati prima di essere abbattuta dopo un violento scontro a fuoco. 

Questo episodio, riportato nel libro di Nick Orton “Tales from Grid Square”, ha scatenato vivaci dibattiti online, sebbene il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti non abbia mai confermato l’accaduto, negando l’esistenza di qualsiasi documentazione in merito e alimentando così teorie del complotto e curiosità sul soprannaturale...

giovedì 26 ottobre 2023

Conta fino a 12


Cosa sarebbe successo alla matematica se le nostre mani avessero avuto 4 dita ciascuna o addirittura 6? 6 dita per mano, fanno 12 in tutto. Semplice: avremmo avuto il sistema più facile per contare, quello duodecimale su base 12.

Sembra controintuitivo ma il sistema decimale non è il più semplice e il più “malleabile” per gli scopi di tutti i giorni. Per esempio: il sistema decimale non può essere diviso in mezzi, terzi, quarti o sesti come con il duodecimale. Di conseguenza è più facile nell’uso delle frazioni. Molti ricercatori negli ultimi anni hanno proposto di utilizzare questo metodo perché ci permetterebbe di imparare e utilizzare la matematica più velocemente. Tant’è che esistono i cosiddetti dozzinalisti iscritti ufficialmente alla Dozenal Society of America.
D’altronde utilizziamo il sistema duodecimale per molte cose quotidiane: l’orologio è diviso in 12 parti, così come le ore del giorno 2×12=24, le dozzine per le uova o per altri beni.

Tutto questo è interessante perché significa che spesso le costrizioni biologiche che ci ha donato l’evoluzione possono influenzare perfino scienze che chiamiamo esatte o universali come la matematica. (fabristol.wordpress.com)
In effetti non tutti gli uomini hanno 10 dita ...

giovedì 18 novembre 2021

Si-Te-Cah: la leggenda dei giganti cannibali del Nevada

di GianMario Mollar

Dimenticate, solo per un attimo, le teorie evoluzioniste che avete studiato sui banchi di scuola e ricominciamo da capo. 

C’erano una volta… i giganti. Una leggenda Paiute narra la storia dei Si-Te-Cah, un’antica stirpe di giganti cannibali dai capelli rossi che seminava il terrore in quello che oggi viene chiamato Nevada. 

Il nome significa letteralmente «mangiatori di giunchi», e si riferisce alla loro abilità nell’intrecciare le fibre di questa pianta acquatica per costruire zattere, utilizzate per guerreggiare con i loro nemici Paiute. I giganti, infatti, erano in costante conflitto con le tribù native che, dopo lunghi conflitti, si coalizzarono per sterminarli. 

Gli ultimi superstiti riuscirono a trincerarsi nella caverna di Lovelock, nel Nevada, ma gli indiani accumularono degli sterpi davanti all’apertura e li incendiarono. Quelli che non morirono asfissiati dal fumo, vennero uccisi con una pioggia di frecce e così si estinsero questi antichi e misteriosi abitanti del suolo americano ...

giovedì 9 settembre 2021

Il Libro dei Vigilanti - Enoch

Il sesto capitolo della Genesi, il più antico del Vecchio Testamento, si apre con il famoso brano:

“Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. C’erano sulla terra i Giganti a quei tempi, e anche dopo, quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi.”

Il brano è un completamento del capitolo precedente dove si fa l’elenco dei Patriarchi antidiluviani e allude ad avvenimenti precedenti a quell’immane cataclisma che quasi tutte le più antiche tradizioni umane descrivono come “diluvio universale”.

Il contenuto del libro della Genesi proviene da tradizioni orali molto più antiche e sembra quasi evidente che avvenimenti reali siano stati mitizzati in forma religiosa col passare dei secoli.

Nelle prime stesure del Vecchio Testamento, almeno fino al quarto secolo dopo Cristo, nella Genesi, era presente un “Libro di Enoch”, inoltre numerosi riferimenti a questo libro ed agli avvenimenti in esso descritti si trovano sia nel Nuovo che nel Vecchio Testamento ...

lunedì 21 dicembre 2020

Matest Agrest, il matematico russo alle origini della paleoastronautica

Il 20 settembre 2005 moriva, ormai novantenne, il matematico ed etnologo russo Matest Agrest Mendelevitch, conosciuto per il suo contributo alla teoria delle funzioni cilindriche incomplete e ancor di più per l’ipotesi di paleocontatto espressa in tempi davvero non sospetti. 

Infatti, al pari dell’archeologo francese Henri Lhote (che individuò i dipinti e le incisioni del Tassili in Algeria), Agrest deve essere ricordato per essere stato tra i primi scienziati a divulgare la tanto discussa teoria degli antichi astronauti. 

Insomma, almeno un decennio prima che identiche ipotesi fossero poi riprese, sviluppate e strumentalizzate anche da scrittori senza scrupoli. Qualcuno di voi ricorderà che il nome di questo sconosciuto Agrest compariva nei lavori di Peter Kolosimo ma non tutti conoscono la vita di quest’accademico. Vale la pena porre rimedio, anche se in forte ritardo.

Lo scienziato rabbino 

Nato da famiglia ebraica il 20 luglio 1915 a Mogilev, nel villaggio di Knyazhitsy, in Bielorussia, nel 1929 divenne rabbino e, mentre lavorava in fabbrica, riuscì a frequentare la scuola secondaria, diplomandosi cinque anni dopo. 
S’iscrisse poi alla facoltà di matematica e meccanica dell’Università di Leningrado. Laureatosi, entrò nella Graduate School of Astronomical Institute di Mosca, dipartimento di meccanica celeste. 
Qui incontrò e face amicizia con l’astrofisico Joseph V. Sklovskij, membro dell’Accademia delle Scienze. In questo frangente Agrest studiò le caratteristiche meccaniche del movimento degli anelli di Saturno ...

mercoledì 18 novembre 2020

Antica razza di giganti descritta in molte leggende dei nativi americani

L’universo è pieno di misteri che sfidano le nostre conoscenze. Nella sezione ‘Viaggio nei misteri della Scienza’ Epoch Times raccoglie storie che riguardano questi strani fenomeni per stimolare l’immaginazione e aprire possibilità ignote. 
Se siano vere o no, sei tu a deciderlo.

Diverse tribù di nativi americani hanno tramandato leggende su una razza di giganti bianchi che è stata annientata. 
Daremo uno sguardo ad alcune di queste leggende, comprese quelle dei Choctaw e dei Comanche negli Stati Uniti, fino ad arrivare ai Manta nel Perù.

Foto: Un Choctaw dipinto da George Catlin nel 1834. (Dominio pubblico)

CHOCTAW

Horatio Bardwell Cushman ha scritto nel suo libro History of the Choctaw, Chickasaw, and Natchez Indians [Storia degli Indiani Choctaw, Chickasaw, e Natchez, ndt]: «Nella tradizione dei Choctaw si parla di una razza di giganti, che un tempo abitava l’attuale Tennessee, contro la quale i loro antenati hanno combattuto quando arrivarono nel Mississippi, durante la loro migrazione da ovest. Secondo la tradizione i Nahullo (la razza di giganti) avevano una statura eccezionale»...

martedì 10 novembre 2020

Anunnaki: Forse non venivano da Nibiru, forse venivano da Marte

di Paolo Brega

Marte ha da sempre suscitato curiosità e stimolato la fantasia di molti di noi. Fin dai tempi delle prime osservazioni astronomiche del 1600 chi si è approcciato all’osservazione del pianeta rosso non ha potuto fare a meno di sentire una certa “famigliarità” con esso… un legame.

Il primo ad osservare Marte al telescopio fu Galileo nel 1610. In quell’anno Marte fu all’opposizione il 19 ottobre nella costellazione dei Pesci con una magnitudine di -2,5. Il rudimentale strumento di Galileo mostrò un piccolo disco senza dettagli, tuttavia Galileo scoprì che Marte non era perfettamente circolare ma presentava il fenomeno delle fasi.

( ... ) 

Fino a non molto tempo fa l’idea presentata dalla scienza e dalle agenzie astronomiche come la NASA e la ESA era quella di un pianeta sfortunato, situato sì all’interno della cosiddetta zona “abitabile” (o CHZ) e pertanto potenzialmente adatto a supportare la vita, ma che non aveva mai avuto la ‘fortuna’ di possedere quelle condizioni ambientali necessarie allo sviluppo della stessa...

lunedì 13 aprile 2020

Marine USA contro il Gigante di Kandahar

Nel 2002 le truppe USA si trovavano in Afghanistan, a Kandahar una squadriglia di marine ebbe uno scontro con un gigante dalla folta barba e capelli rossi acceso. 
Il Nephilim uccise un soldato prima di perire sotto i colpi dei mitragliatori americani. 

Mito o realtà?

Pubblichiamo la storia del Gigante di Kandahar perché è un bel racconto e intriga quella parte di noi che è affamata di mistero e sconosciuto.

Molte sono le fonti che ne parlano sparse per la rete e nessuno ha potuto dimostrare che la storia sia vera o se fosse un fake.

Anche la famosa trasmissione Coast to Coast si è occupato del mistero, e vi proponiamo il video della puntata ...

sabato 25 gennaio 2020

I Giganti esistevano grazie ad una Luna della Terra?

Partiamo dall'inizio. Come si è formata la Luna?

Sono diverse le teorie che si sono successe negli anni:

- La Luna si è formata insieme alla Terra
- La Luna si è formata dopo la Terra con detriti rimanenti
- In origine vi era la Terra. Poi si scontrò con un pianeta delle dimensioni di Marte (circa) chiamata Theia. Da questo impatto nacque la Terra, la Luna e parte della fascia di Asteroidi tra la Terra e Marte.
- La Luna era un satellite vagabondo catturato dalla gravità della Terra
- La Luna è una base aliena artificiale.

Sulla terza ipotesi ci sarebbe da fare un post in merito perché ricorda molto la teoria di Sitchin tratta dall'Enuma Elish.

Le teorie sono diverse, ognuna con dei pro e dei contro ma attualmente nulla di definito. Forse l'ultimo punto può essere quello più discutibile. Ma non sta a me sindacare.

Leggendo il libro di Peter Kolosimo - Terra senza tempo, mi sono incuriosito molto sul capitolo dei giganti. 
L'autore ripropone gli studi del Francese Denis Surat e dell'inglese H. S. Bellamy. Ne cita altri ma loro due in particolare ...

giovedì 26 settembre 2019

A Mont’e Prama non solo Giganti: “Lì sotto c’è una città intera. Un'antichissima Pompei sarda”

Lo sostiene Gaetano Ranieri, professore di Geofisica Applicata. “I resti si estendono per 16 ettari". Linee rette che ricordano strade, aree geometriche simili a stanze. Ma gli scavi sono stati interrotti.

Sono passati 45 anni da quando i Giganti di pietra - grandi statue raffiguranti spadieri, arcieri e lottatori - furono trovati casualmente nella campagna di Mont’e Prama, nel Sinis, in Sardegna. 
Lunghi periodi di incredibile silenzio hanno fatto seguito da allora agli scavi, innestando inevitabili polemiche, fino a tempi recenti.

I lavori effettuati su quei 750 metri quadri di territorio hanno consentito di portare alla luce molti modelli di nuraghe e ridare vita a 38 giganti. Probabilmente le statue più antiche del Mediterraneo, una vera rarità nel panorama archeologico mondiale.

Eppure, adesso, gli scavi sono di nuovo fermi e ciò ripropone la solita domanda: perché? Perché non si approfondisce la ricerca su quello che potrebbe risultare un sito archeologico di fondamentale importanza per la storia della Sardegna e dell’intera civiltà del Mediterraneo? 

Un sito che pone ancora tante domande e pretende risposte, per esempio sull'epopea dei Popoli del mare e degli Shardana? ...

sabato 8 settembre 2018

I Giganti di Mont'e Prama

Nel marzo del 1974 in località Mont'e Prama – Sinis/Cabras (Or), (Monte e Prama, il luogo del ritrovamento, significa monte per l’altezza di 50 metri e Prama per la palma nana diffusa in questa zona) un contadino durante una semplice aratura del suo terreno, toccò inavvertitamente con la lama qualcosa di anomalo che si rivelò una testa gigantesca di una statua.

Spaventato dal ritrovamento chiese aiuto alle autorità che fecero intervenire due dei più famosi archeologi sardi dell’epoca, Giovanni Lilliu e Enrico Atzeni che diedero il via alla più grande ed enigmatica scoperta in territorio sardo.

Gli scavi da loro organizzati diedero alla luce trenta gigantesche statue di pietra, alte due metri circa, di almeno 2700 anni fa. 

Trattasi di 30 guerrieri, tra arcieri e pugilatori, forse a custodia di una tomba proprio come i famosi guerrieri cinesi, l’unica differenza è che questi personaggi non sono la copia esatta di esseri umani, bensì riportano fattezze anomale: hanno occhi come due cerchi sovrapposti e la bocca è una semplice fessura. Hanno una pettinatura in stile celtico fatta a trecce e abiti orientalizzanti. Ma ciò che li rende unici è la loro titanica altezza, che va tra i 2 e i 2,60 metri, oltre al fatto che portano il 52 di piede!

martedì 11 luglio 2017

I colossali monoliti di Baalbek e l'ipotesi dei Giganti

Stonehenge, Ollantaytambo, Palenque, Isola di Pasqua: noi di Sator ws abbiamo spesso parlato di antiche strutture megalitiche nel mondo. Posti misteriosi come le pietre ciclopiche delle piramidi di Giza in Egitto, le mura gigantesche in Francia, Giappone, Perù, Messico e così via. Strutture peraltro architettonicamente tutte simili, anche se distanti tra loro migliaia di km… Molto probabilmente questi enormi monumenti furono eretti da un'unica razza che abitò sulla Terra in epoche remotissime, prima ancora che i popoli antichi da noi conosciuti vi abitassero. Ma quale poteva essere questa razza così avanzata tecnologicamente e in grado di edificare monumenti colossali strutturati da blocchi di pietra dal peso di centinaia di tonnellate? Ci viene subito in mente l'ipotesi dei Giganti di cui tutte le antiche culture del mondo parlano; sono presenti anche nella Bibbia e conosciuti con il nome di Nefilim. Questi erano descritti come creature gigantesche cadute dal cielo e accoppiatesi con le donne di Palestina dando origine ad una razza ibrida.

(Sopra) Il colossale tempio di Venere a Baalbek, nemmeno il più grande del complesso: i romani costruirono su un preesistente sito megalitico di proporzioni colossali.

Tra i templi colossali più stupefacenti del mondo c'è quello di Heliopolis a Baalbek in Libano. Ciò che colpisce subito di questo enorme e antico complesso sono le dimensioni. Guardando il tempio principale di Giove ci si rende conto che è al di fuori della portata umana, soprattutto per quanto riguarda il basamento dell'edificio dove si possono vedere i massi più grossi, ognuno dei quali misura oltre 21 m di lunghezza per quasi 5 di larghezza e con un peso di circa 1000 tonnellate. Secondo l'archeologia ufficiale il sito attribuito ai Cananei risale all'età del bronzo, intorno al 2900-2300 BCE ed è dedicato alla triade Adad-Ishtar-Shamash. Anche il famoso ricercatore russo Zecharia Sitchin ne parla, secondo la sua opinione il sito è stato costruito da una razza aliena, gli Anunnaki provenienti dal pianeta Nibiru nel 10.500 BCE come affermano gli antichi testi sumeri; questi sono gli stessi giganti Nefilim descritti dalla Bibbia....

venerdì 14 ottobre 2016

Migliaia di scheletri di Giganti distrutti nei primi del ‘900?

Una sentenza della Corte Suprema americana ha costretto la Smithsonian Institution a rilasciare i documenti classificati risalenti agli inizi del 1900 che dimostrano che l’organizzazione è stata coinvolta in una grande storica copertura di prove che dimostrano la scoperta di migliaia di scheletri di giganti umani rinvenuti in tutta l’America per i quali fu ordinato di distruggerli dagli amministratori di alto livello per proteggere la cronologia corrente principale dell’evoluzione umana in quel momento.

Perché gli scheletri di giganti furono distrutti?

Le accuse derivanti dall'istituzione americana di Alternative Archeology (AIAA) affermano che la Smithsonian Institution aveva distrutto migliaia di scheletri di giganti umani nei primi anni del 1900 e questa accusa non è stata presa alla leggera da parte della Smithsonian che ha risposto facendo causa all’organizzazione per diffamazione che cerca di danneggiare la reputazione che ha da 168 anni.

Durante la causa in tribunale, nuovi elementi sono stati portati alla luce, e molti informatori della Smithsonian hanno ammesso l’esistenza di documenti che presumibilmente rivelavano la distruzione di decine di migliaia di Scheletri di Giganti che raggiungevano un'altezza tra i 6 e 12 piedi (fra circa 2 metri e 4 metri), una realtà archeologica corrente principale che non può essere ammessa per motivi diversi, sostiene il portavoce AIAA, James Churward...

martedì 20 settembre 2016

Montagne o antichi alberi fossilizzati? Una strana teoria gira nel web...

 di Daniele Reale

Quello che vi riporto è quanto sta girando ultimamente nel web, ovvero la strana teoria che vuole che in un antico passato abitato da Giganti e Dei, come narrano anche i testi sacri di tutto il mondo, anche gli alberi fossero giganti, estremamente giganti...

Non voglio professare questa teoria come verità, poiché ho numerosi dubbi al riguardo, ma pubblico ugualmente questo articolo per "curiosità", poiché alcuni punti sono interessanti, mentre altri appaiono assai banali.

Questa teoria sostiene che allora sulla Terra esistevano esseri giganti e alberi giganti e che questi vennero tagliati quasi tutti, poi un giorno scoppiò la guerra nucleare, forse la nota guerra tra Titani o l'affossamento di Atlantide, questa nucleare sconvolse rapidamente e drasticamente la vita sulla terra, letteralmente fossilizzando tutto in pochi minuti, ed ecco che gli alberi tagliati si pietrificarono nelle montagne che oggi conosciamo, mentre gli alberi che stavano ancora in piedi si spezzarono trasformandosi nelle montagne di roccia aguzza che oggi conosciamo...

lunedì 30 maggio 2016

Baalbek: centro di controllo?

Mauro Paoletti

Le rovine di Baalbek, in Libano, sono quanto rimane del più grande tempio che sia stato costruito dai romani. Eretto sopra enormi blocchi di pietra granitica, resti ciclopici di quella che viene considerata la più antica costruzione del mondo.
Data la vicinanza della fertile pianura della Beqa’a, più facilmente percorribile, non è pensabile che Baalbek sia sorta come via di scambio commerciale. Nonostante che in primavera l’area divenga più umida, già i romani, a suo tempo, dovettero provvedere al fabbisogno idrico attraverso un acquedotto proveniente da Ain Lejout, distante 6 km.

Non si giustificano facilmente i lunghi viaggi affrontati dagli imperatori romani per giungere a Baalbek solo per ricevere i responsi degli oracoli e costruire il più grande tempio dell’epoca lontano da Roma. Per quale recondito motivo furono spinti a venerare questo luogo e inviarvi colonne di granito rosso affrontando un tragitto di 200 km, da Assuan, attraverso il porto di Tripoli e Homs, girando attorno alle montagne, in un cammino scomodo e tortuoso?

foto sopra: Molti ingegneri si chiedono perché sono stati usati grandi blocchi di pietra, dal momento che era più facile portare a termine la costruzione usando blocchi più piccoli, considerando anche che nelle grandi pietre vi può essere un difetto trasversale, causa di un successivo problema strutturale.

La risposta evidente, documentata, è il culto di una triade di Dèi composta da Giove, Venere e Mercurio.
Giove veniva associato con Baal, che dava il nome al luogo, il cui significato fenicio era "Lord", "Signore", Identificato con Adad. Venere era associata ad Astarte, Ishtar. Mercurio era Adone. Ciò richiama la triade di Adad, Ishtar e Shamash, che nella forma sumera diveniva: Ishkur, Inanna, Utu.
Sappiamo che Greci e Romani fornivano i loro templi di intricati labirinti sotterranei ma, a tutt’oggi, non è stato possibile rintracciare quello sotto le imponenti costruzioni di Baalbek, pur esistendo relazioni di archeologi che ce ne parlano....

domenica 20 marzo 2016

Etruschi: l’ombra dei Rasna

Dino Vitagliano

Una gloriosa migrazione venuta da lontano approda sui lidi italici e da sempre sfugge alle ricerche più approfondite. Dov’era la loro patria? Perché scomparvero senza lasciar traccia? Un’analisi degli aspetti misterici e controversi degli Etruschi.
L’articolo non avrebbe la sua forma attuale senza il contributo prezioso e determinante di Romano Manganelli, da sempre appassionato cultore della civiltà etrusca, che con profonda umiltà mi ha permesso di comprendere i miei sbagli e rafforzare la validità delle mie ricerche. (n.d.A)


L’ombra dei Rasna

Gli Etruschi sono il popolo più enigmatico ed affascinante che appartiene all’Italia, territorio principe della loro influenza. Secondo il ricercatore Mario Gattoni Celli, le notizie storiche su di loro non coprono più di cinque o sei pagine di libro. Nulla di più esatto.

I testi scolastici sorvolano rapidamente sulla potente monarchia etrusca sviluppatasi per molte generazioni, formata da sette re che gli alunni ripetono in successione come una filastrocca, dopo i quali si giunge immediatamente alla nascita della repubblica romana. I saggi degli studiosi, dal canto loro, aggiungono soltanto che gli Etruschi erano autoctoni della nostra penisola che parlavano una lingua indecifrabile e raggiunsero livelli eccelsi nelle arti, nella politica e nell’architettura, evitando di sottolineare le conquiste umane e spirituali donate all’impero romano. Negli ultimi anni, dopo attente riflessioni, si è fatto in strada in chi scrive il sospetto, divenuto pian piano certezza, che un fitto velo di silenzio sia calato sulla stirpe etrusca, per nascondere segreti di vitale importanza. Gli Etruschi non sono mai morti e ci hanno donato un tesoro inestimabile che narra una storia, la nostra, iniziata molto tempo fa...

giovedì 17 marzo 2016

“Giganti di Sardegna”. Un mistero mai svelato lontano 4mila anni

La stampa non ne ha mai parlato, il mistero su questi ritrovamenti si fa sempre più fitto …

Da 4mila anni, grazie ad una scoperta archeologica sensazionale, è stato possibile scoprire l’esistenza clamorosa di esseri viventi umani davvero GIGANTI. E non è uno scherzo. 

Stando ai ritrovamenti effettuati, l’altezza di questi uomini può superare i 4 metri. Ad interessarsi di questa scoperta archeologica sono stato studiosi e scienziati di tutto il mondo…

Hanno condotto ricerche e studi approfonditi i quali hanno permesso di individuare più “CIMITERI” nei quali venivano sotterrati questi uomini giganti. Questa vicenda, oggi è nota come: “I GIGANTI DI SARDEGNA“. Gli stessi ritrovamenti sono stati fatti in Africa… 

In fondo all’articolo troverete una serie di video descrittivi riguardanti i ritrovamenti avvenuti nel corso degli anni nei vari posti del pianeta Terra ...