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venerdì 12 aprile 2024

Il declino dell’uomo secondo il Premio Nobel Konrad Lorenz

 Quando nel 1973 venne attribuito il Premio Nobel per la medicina e la fisiologia a Konrad Lorenz, “padre” dell’etologia, vi fu una sorta di sollevazione negli ambienti scientifici che non mancò di contagiare anche quelli politici.

Il ricercatore austriaco, noto per le sue indagini del comportamento umano attraverso lo studio dell’istinto animale e dell’adattamento ambientale, era ritenuto un fautore dell’antiegualitarismo. 

Non gli vennero risparmiate accuse anche infamanti, ma nel contempo i suoi saggi di carattere antropologico oltre che quelli strettamente connessi alla sua materia venivano sempre più studiati al fine di comprendere la decadenza che Lorenz denunciava tanto nella sfera intima dell’uomo quanto nel mondo circostante.

Al di là della “demonizzazione”, le opere di Lorenz s’imposero anche in ambito a lui non proprio favorevole soprattutto per merito di editori liberi come Adelphi in Italia che l’anno successivo pubblicò il libro di Lorenz di maggior successo, Gli otto peccati capitali della nostra civiltà, seguito da L’altra faccia dello specchio. In entrambi lo scienziato metteva l’umanità davanti dal suo non proprio luminoso destino determinato dagli squilibri demografici, dall’inquinamento atmosferico, dal depauperamento delle risorse naturali, dalla massificazione del consumi, dall’invadenza della tecnologia fino a criticare appunto l’egualitarismo pervasivo del quale la struttura stessa delle megalopoli era lo specchio più evidente...

sabato 15 maggio 2021

La sovrappopolazione mondiale, tra mito ideologico e realtà

di Salvatore Santoru

Al giorno d'oggi si fa un gran parlare del problema della "sovrappopolazione". Stando alla teoria più in voga del momento, l'umanità non sarebbe più sostenibile per il pianeta e occorre fare in modo che venga dimezzata.
Questa teoria non è nient'altro che una nuova variante delle idee di Thomas Malthus, il quale affermava che la crescita della povertà e della fame nel mondo è dovuta quasi solamente alla crescita demografica mentre non indagava gli aspetti relativi alle contraddizioni economiche e sociali del problema.


Malthusianesimo e eugenetica

Il malthusianesimo è stata un'ideologia molto popolare nell'Ottocento e nel primo Novecento e influenzò profondamente Herbert Spencer, il fondatore del darwinismo sociale, ideologia che costituì un fondamentale supporto teorico alla teoria e alla pratica dell'eugenetica.

A partire dal 1899, negli USA furono avviate politiche eugenetiche che consistevano perlopiù nella sterilizzazione coatta delle persone considerate deboli o " inadatte " : sopratutto disabili fisici o mentali, persone affette da disturbi psichici, appartenenti a minoranze etniche e addirittura epilettici.

In seguito le pratiche eugenetiche si diffusero sempre di più oltre i confini statunitensi e raggiunsero l'apice in Germania con il famigerato programma dell' Aktion T4 , basato sulla sterilizzazione coatta e sull'uccisione sistematica di individui disabili fisici e mentali e affetti da problematiche psichiche e sociali...

mercoledì 13 maggio 2020

L’uomo dimentica, e non dovrebbe

Nel corso della storia l’umanità si è ritrovata a dover fronteggiare problematiche enormi, non ultime le epidemie. Le fonti antiche ci raccontano infatti, che le epidemie facevano parte di una realtà ben consolidata nella vita degli uomini venuti prima di noi.

Abbiamo innumerevoli testimonianze di come in passato il genere umano si è trovato ad affrontare tra i più terribili virus conosciuti, riuscendo sempre ad avere la meglio, con strumenti sanitari praticamente inesistenti.

Foto: mascherina durante l'influenza spagnola - 1918

Una delle testimonianze più antiche è quella che riguarda la famosa “peste” di Atene del 430 A.C. Lo storico Tucidide, racconta di come fosse giunta dall’Etiopia una terribile malattia, passando per l’Egitto e dalla Libia, causando centinaia di morti.

Tradizionalmente gli storici identificano la malattia come un focolaio di peste bubbonica, ma i sintomi riportati nelle testimonianze, hanno fatto riconsiderare la valutazione, grazie a più recenti conoscenze. Si trattò probabilmente di vaiolo o morbillo.

Nel 2005 infatti è stata sottoposta ad accurata analisi la polpa dentale rivenuta in tre denti sepolti nel cimitero del Ceramico ad Atene, rilevando chiare evidenze con dei batteri patogeni della febbre tifoidea. Forse una delle pandemie più devastanti conosciute dall’uomo è da identificarsi nella famosa Peste Nera del 1300. Il batterio conosciuto come Yersinia Pestis si trasmette dai ratti agli uomini per mezzo delle pulci ...