Nel marzo del 2002, McKinnon veniva arrestato dagli agenti di Scotland Yard nel suo squallido appartamento in Wood Green, zona nord di Londra.
L’accusa era di aver violato 97 sistemi informatici, tra computer militari e della NASA, scaricando dati segreti, tra cui informazioni sulla strage dell’11 settembre.
La rete di computer violata includeva reti possedute dalla NASA, dallo US Army, US Navy, dipartimento della difesa e della Forza Aerea degli Stati Uniti, oltre ad un sistema appartenente al Pentagono.
Stime USA dichiarano che i costi del monitoraggio e correzione dei problemi erano tra i 450.000 e i 700.000 dollari.
McKinnon venne all’inizio rintracciato nella rete telematica ed arrestato dalla National Hi-Tech Crime Unit (NHTCU) del Regno Unito nel 2002, e successivamente nello stesso anno venne posto sotto giudizio dal governo degli Stati Uniti.
In aggiunta venne bandito dall’utilizzo di qualsiasi computer con accesso ad internet.
Verso la fine del 2005 gli Stati Uniti formalmente cominciarono le procedure di estradizione chiedendo 70 anni di carcere.
Le gravi accuse di attacchi informatici sono state respinte da McKinnon, che si autodescrive come uno “smanettone” che sotto l’influenza della cannabis è entrato non distruttivamente in sistemi lasciati senza misure di sicurezza ...











