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domenica 12 ottobre 2025

Warka Water, la torre che produce acqua dall’aria

 
Progettata inizialmente dall'architetto italiano Arturo Vittori fornisce fino a 100 litri di acqua al giorno, si chiama Warka Water ed è una sorta di albero che toglie la sete. 

Produce acqua a Dorze, nel sud dell'Etiopia, regione del mondo in cui la siccità è molto diffusa e dove la grave crisi alimentare ha toccato nel 2016, secondo un rapporto Onu, oltre 10 milioni di uomini, donne e bambini.

Ovviamente 100 litri di acqua al giorno non bastano a dissetare un intero villaggio, quindi è improbabile che queste costruzioni possano soppiantare i veri pozzi, o le opere ingegneristiche, sempre necessarie in Africa. 

Ma certamente, data la leggerezza del progetto, la Warka Water può alleviare le gravissime condizioni di disagio di piccole comunità. 

E poi, se ne possono costruire molte altre...

giovedì 31 luglio 2025

Il filtro che rende potabile l'acqua di mare

Nel 2008 un team di ricercatori dell'Università di Manchester ha sviluppato una membrana innovativa a base di ossido di grafene capace di filtrare il sale dall'acqua marina, una scoperta che potrebbe rivoluzionare la dissalazione e risolvere una delle crisi più gravi e sottovalutate del nostro tempo: la scarsità di acqua potabile. 

Il progetto è stato guidato dal dottor Rahul Nair, e potrebbe cambiare le sorti di milioni di persone in tutto il mondo che ancora non hanno accesso a fonti sicure di acqua potabile.

Il potenziale di questa tecnologia è enorme. Attualmente, i metodi di dissalazione più comuni sono energeticamente intensivi e richiedono una manutenzione costante. Le membrane polimeriche utilizzate, infatti, si deteriorano rapidamente, impedendo una filtrazione efficace a lungo termine. L'ossido di grafene potrebbe risolvere questi problemi, riducendo i costi e migliorando l'efficienza della dissalazione, con un impatto energetico minimo...

mercoledì 20 settembre 2023

PFAS - Gli inquinanti eterni

 
Sono note come sostanze chimiche permanenti o inquinanti eterni: si tratta di elementi pericolosi perché in grado di resistere a lungo nell’ambiente e nel nostro organismo.

I Pfas, acronimo di Perfluorurati e Polifluorurati, sono oltre 4700 e possono causare danni al fegato, malattie della tiroide, obesità, problemi di fertilità e cancro. 

Il governo degli Stati Uniti, di comune accordo con l’agenzia per la protezione ambientale, ha varato il primo limite federale a 6 sostanze chimiche perfluoroalchiliche. 

Negli USA sembra che i PFAS siano stati assimilati da oltre 200 milioni di cittadini con l’acqua potabile, per cui ci potrebbero essere tracce di queste sostanze nel 98% della popolazione
Da un lato le associazioni come Safer States chiedono maggiori controlli e un’ammissione di responsabilità ai produttori, dall’altro associazioni di categoria come l’American Chemistry Council definiscono il decreto troppo restrittivo ...

sabato 18 maggio 2019

Bisogni indotti: l'acqua in bottiglia


Noi Italiani siamo i primi consumatori al mondo di acque minerali in bottiglia. E' un dato di fatto. 
Mezzo litro a testa in media, ogni giorno. Quasi 190 litri a testa ogni anno.

E' opinione comune che la qualità dell'acqua di rubinetto sia inferiore a quella dell'acqua in bottiglia. E' un bisogno indotto dalla pubblicità: le aziende investono 379 milioni di euro in spot tv, giornali e radio. Fa concorrenza a quella distribuita dagli acquedotti che è buona, controllata, comoda (arriva in casa) e poco costosa.

Molti di voi potrebbero ora dire che l'acqua di rete è sporca, puzza, è imbevibile; beh analizziamo qualche dato per capire perché le opinioni comuni sono totalmente errate, conseguenti esclusivamente dalle poche informazioni e dal bisogno di bere acqua imbottigliata indotto dalla tv.

Le grandi marche dell’imbottigliamento ringraziano e condizionano le nostre vite. Ci inquinano l’aria con le diossine prodotte dall’incenerimento delle bottigliette in pet e con i gasoli dei trasporti su strada. Strapagano veline, calciatori e passerotti parlanti da fare invidia a San Francesco, per convincerci a consumare addirittura l’acqua “a zero calorie” (!), e il bello è che ci riescono, visto che ogni italiano consuma tre volte più di vent’anni fa ...

venerdì 22 marzo 2019

Sete di profitto


"Chiare, fresche, dolci acque. E redditizie .."

Un articolo del 2011.. quanta strada abbiamo fatto dalla privatizzazione! (sigh)

Il mondo della finanza, istituti di credito in testa, non si lascerà sfuggire l’occasione d’oro offerta dal governo, che ha dato vita ad una privatizzazione forzata del comparto idrico. Che dovrà concludersi entro il 2015.

Chiare, fresche, dolci acque. E redditizie. Senza fare troppo rumore, le banche stanno mettendo le mani su una delle risorse vitali del Paese (e del mondo intero). Dopo aver acquisito piccole quote nelle principali società idriche del settore, ora si avvicina il momento di fare il grande salto. Restano due ostacoli da superare: le tariffe (troppo basse) e il referendum per l’acqua pubblica.

Poi sul resto ci si può mettere d’accordo. La svolta è arrivata con l’operazione San Giacomo, nuovo polo dell’acqua controllato da Iren (frutto della fusione tra la ligure-piemontese Iride e l’emiliana Enìa) in partnership con F2i, il fondo di private equity guidato da Vito Gamberale e partecipato al 55% da Intesa SanPaolo, Unicredit, Merryl Lynch e sette fondazioni bancarie. F2i nella nuova società – che ha inglobato la genovese Mediterranea delle Acque – avrà una quota del 35%, con l’opzione di salire al 40%. Altro socio di rilievo con l’8% è la Cassa Depositi e Prestiti, a sua volta partecipata al 30% dalle stesse fondazioni...

martedì 11 novembre 2014

Fracking, l’ultima diavoleria dei petrolieri per spremere la Terra

La parola fracking è arrivata al grande pubblico da quando il regista americano Josh Fox ha realizzato un documentario sulle estrazioni di “gas non convenzionale” negli USA. 

Correva l’anno 2009, sebbene il fracking fosse stato inventato nel 1947, poi ottimizzato e diffuso su larga scala a partire dal 1997 nel Barnett Shale in Texas. Il fracking ha poi preso il definitivamente il sopravvento nel 2005 grazie all’amministrazione del duo petrolifero Bush-Cheney che esentò questa pratica dalle leggi di protezione ambientale negli USA, fra cui il Safe Water Drinking Act e che aprì le terre demaniali degli stati centrali degli USA ai petrolieri.

Fracking è una abbreviazione di “hydraulic fracturing” che significa fratturazione idraulica. Queste due parole racchiudono tutto il concetto del fracking: frantumare la roccia usando fluidi saturi di sostanze chimiche ed iniettati nel sottosuolo ad alta pressione.
Il fracking è un modo “non convenzionale” per estrarre gas da roccia porosa di origine argillosa detta scisti (shale in inglese), le cui vacuità ospitano in prevalenza metano. 
Con le tecniche “tradizionali” questo gas non potrebbe essere estratto, visto che il gas è intrappolato in una miriade di pori sotterranei e la classica trivella verticale non arriverebbe ad aprirli tutti.

Con il fracking invece, giunti ad una certa profondità la trivella ed i fluidi di perforazione vengono direzionati orizzontalmente e l’alta pressione innesca una serie di microsismi frantumando la roccia e lasciando sprigionare il gas. Esistono varianti per petrolio, per geotermia e per metano intrappolato in carbone invece che in scisti, detto Coal Bed Methane ...