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martedì 24 agosto 2021

Dietro le quinte... delle proteine

Il mondo moderno industrializzato minaccia l’ambiente naturale in più e più modi. 
Di queste minacce, e di come porvi rimedio, si discute con passione da anni in vari ambiti.
Ma troppo spesso viene trascurato un fattore fondamentale: l’allevamento di bovini e di altri animali per l’alimentazione umana.

Per consumo di risorse… carne, latte e uova sono indiscutibilmente i cibi più dispendiosi, inefficienti e inquinanti che si possano concepire: questo ha una ripercussione diretta, immediata e irrimediabilmente negativa sia sui paesi più poveri, sia sull’ambiente. ( ... )

840 milioni di esseri umani, soprattutto bambini (e quasi tutti nel Sud del mondo), soffrono di denutrizione cronica (dati FAO 2004). 

Ma, com’è noto, la fame nel mondo non è un problema causato dalla mancanza di cibo prodotto, ma da una sua distribuzione non omogenea e soprattutto dagli sprechi enormi: 36 dei 40 paesi più poveri del mondo esportano cibo verso gli USA e l’Europa ...

lunedì 12 marzo 2018

Nuova Rivoluzione Tribale - Daniel Quinn

Riassunto del messaggio contenuto nei libri di Daniel Quinn

In sostanza, Daniel Quinn sostiene che tutte le società umane siano divisibili in due culture principali (in base alla loro visione del mondo e del posto dell'uomo in esso): la cultura Prendi, ossia la nostra, a cui appartengono tutte le società che condividono la credenza che il mondo sia stato creato per l'uomo e che l'uomo abbia il diritto/dovere di dominarlo e sfruttarlo a piacimento, e la cultura Lascia, ossia quella a cui appartengono tutte le società umane tribali convinte invece che l'uomo appartenga al mondo, il quale sarebbe un luogo sacro da preservare.

La cultura Prendi, ossia la nostra civiltà, viene chiamata così perché all'incirca diecimila anni fa "prese" in mano il proprio destino e si elevò al di sopra dei capricci della natura, di carestie e siccità, cominciando a produrre da sola tutto il proprio cibo tramite l'agricoltura totalitaria (che è tanto efficiente da produrre regolarmente perfino più cibo del necessario), anziché affidarsi alla sempre incerta generosità dell'ambiente come le altre società umane di cacciatori-raccoglitori che la circondavano.

Così facendo, i Prendi acquisirono due cose fondamentali per la nascita della nostra civiltà:

1 - l'agricoltura totalitaria, il più efficiente meccanismo produttore di cibo umano (e quindi di esseri umani) mai esistito, e
2 - una visione che, originata dall'evidente potere che l'agricoltura totalitaria conferiva a chi la praticava, poneva l'uomo al vertice del creato, superiore alle altre creature e distinto da esse, e gli conferiva il destino di dominatore del mondo e il diritto di sfruttare e modificare il pianeta a proprio piacimento ...

domenica 15 maggio 2016

Decrescita: utopia o autentica alternativa?

Intervista a Alain de Benoist - di Manuel Zanarini

La crisi economica e finanziaria sta portando i “padroni della globalizzazione” alla distruzione dello stato sociale e all'impoverimento delle classi lavoratrici; ma, da nessuna parte si sentono voci di un ripensamento del “capitalismo selvaggio”, vero responsabile dello “stato del mondo”. Il crollo della “finanza virtuale”; il colossale indebitamento a cui tutti noi siamo sottoposti dal mercato; il caso dell'inquinamento della BP; la devastazione delle risorse naturali, come l'Amazzonia, ecc. non stanno spingendo i “grandi della Terra”, verso un cambio di rotta. In questa situazione, dobbiamo essere noi a prendere in mano la situazione e reimpostare la nostra vita in modo più sobrio, locale, comunitario e ecologicamente sostenibile. Per fare questo deve cambiare la nostra concezione di vita e del rapporto con la Natura. Le riflessioni di De Benoist sono una “luce” e una guida per condurci su questo arduo, ma necessario, cammino.

D: La decrescita viene presentata come un'utopia, o peggio come un ritorno al passato. Come risponde a questa critica?

R: Sono chiaramente formule polemiche. La teoria della decrescita non solo non promuove un <<ritorno al passato>>, ma neppure ambisce a fermare la storia. La constatazione da cui parte è che le risorse naturali si stanno esaurendo e che non può esservi una crescita materiale infinita in un mondo finito. In altri termini si pone contro la logica del <<sempre di più!>>, contro la dismisura che i Greci chiamavano hybris. In un mondo sempre più impegnato a portare avanti questa deriva, tali proposte possono, ad alcuni, apparire utopiche. Sono tentato di rispondere che l’utopia sta piuttosto nel credere che la fuga in avanti in cui ci siamo imbarcati possa proseguire all'infinito. Gli alberi non possono crescere fino al cielo...

martedì 22 luglio 2014

Nestlé, Danone e Coca Cola si stanno rubando tutta l’acqua

L’acque è una risorsa importante e la Nestlé lo sa bene, continuando nelle sue acquisizioni, in questo caso nella riserva degli indiani Morongo in California.

Gli abitanti di Riverside, vivendo in una terra arida con penuria di acqua al confine di questa regione, si lamentano del fatto che la multinazionale svizzera riesca ad estrarla dal sottosuolo e imbottigliarla con il marchio Pure Life rivendendola in tutto il Nordamerica.

Tutto regolare dal punto di vista giuridico, visto che l’accordo della Nestlé con gli indiani, stipulato nel 2002 con termine 2027, non può essere modificato perché lo Stato della California non ha nessuna giurisdizione in questo territorio, aggiungendo il fatto che sono ignoti i termini del contratto e la quantità di acqua che viene estratta, ma risulta certo il profitto da parte del colosso elvetico stimato in circa 8 miliardi di euro l’anno.

Questa storia è stata raccontata dal regista svizzero Urs Schnell nel documentario “Bottled Life” premiato lo scorso anno al Festival di Berlino, denunciando il fatto che coloro che vivono ai margini della riserva indiana si lamentano della cattiva qualità dell’acqua, e del fatto che durante la giornata, viene interrotta più volte l’erogazione.

Questa è una vera e propria guerra per accaparrarsi le risorse, in questo caso dell’acqua, ambito nel quale la Nestlé ha ormai assunto una posizione di monopolio, assieme a Danone e Coca Cola, e quando questo “risiko” sarà completato potranno chiudere i rubinetti e ricattare il mondo come già stanno facendo ...