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lunedì 10 novembre 2025

"Così gli ultimi saranno i primi, e i primi ultimi" - la teoria del Ghiaccio Eterno

 
Ciò che leggerete è stato tratto da Il Mattino dei Maghi. In questo capitolo, gli autori del libro parlano della teoria del "Ghiaccio Eterno" (Wel). Tale teorema ebbe vasta notorietà nella Germania Nazista, si calcola che Hanns Hörbiger, il padre della Wel, abbia ancora oggi milioni di seguaci.

E' proprio sulle orme di Hanns Hörbiger che personaggi noti come Velikosky e Sitchin hanno creato il loro successo.
Oggi, la nuova e sempre più accreditata teoria dell'Universo Elettrico (modello che secondo me potrebbe spiegare anche gli strani fenomeni che hanno avuto luogo a Canneto), getta nuova luce sulle bistrattate teorie di Hörbiger e Velikovsky, ovviamente, si tratta solo di teorie, come la teoria del Big Bang, la teoria dell'Universo Nucleare, e la teoria della Relatività.. e come tali, possono contenere inesattezze e dati obsoleti.

Comunque ciò che colpisce delle Intuizioni di Hörbiger è la capacità di ricollegare efficacemente elementi diversi in un unico modello, elementi che ancora oggi vengono esclusi dalle credenze "Mainstream" e messi da parte perché "incompatibili". Ma come scrive il buon vecchio Lovecraft: "Penso che la cosa più misericordiosa al mondo sia l'incapacità della mente umana di mettere in relazione i suoi molti contenuti".

Una mattina dell'estate del 1925 il fattorino consegnò una lettera a tutti gli scienziati di Germania e d'Austria. Il tem­po di aprirla: l'idea della scienza serena era morta, i sogni e le grida dei reprobi riempivano improvvisamente i laboratori e le biblioteche.
La lettera era un ultimatum: "Ora bisogna scegliere, essere con noi o contro di noi. Mentre Hitler pulirà la politica, Hans Horbiger spazzerà via le fal­se scienze. La teoria del ghiaccio eterno sarà il segno della ri­generazione del popolo tedesco. Fate attenzione! Schiera­tevi al nostro fianco prima che sia troppo tardi!".

Hanns Horbiger, l'uomo che osava minacciare cosi gli scienziati, aveva sessantacinque anni. Era una specie di profeta fu­rioso. Aveva un'immensa barba bianca e usava una grafia da scoraggiare il miglior grafologo. La sua teoria comincia­va ad essere conosciuta da un largo pubblico con il nome di Wel ...

domenica 28 luglio 2024

Il misterioso libro di Oera Linda

Nel 1876 compare a Londra un libro sconvolgente dal titolo "Libro di Oera Linda", sottotitolato “Da un manoscritto del XIII secolo”. L’editore, Trubner & Co., è uno dei più seri presenti sul mercato e non c’è alcun motivo di pensare a una falsificazione.

Il fatto poi che accanto al testo in inglese venga riportato a fronte quello originale in frisone (la lingua della Frisia, la parte più settentrionale dell’Olanda) è una garanzia aggiuntiva di serietà, offrendo l’opportunità agli studiosi di verificarne l’autenticità. 
La cosa è lo stesso scottante, perché se ciò che sta scritto nelle pagine del libro è vero, la storia del mondo antico va completamente riveduta e corretta.

Si racconta che nel III millennio a.C., nel tempo in cui vennero innalzate le grandi piramidi e Stonehenge, nel nord dell’Europa esisteva una grande isola continente, abitata da una razza altamente civilizzata.

Nel 2193 a.C. l’isola era scomparsa, svanita come l’altrettanto leggendaria Atlantide, completamente disintegrata da immense catastrofi. Molti superstiti erano riusciti a trasferire la loro civiltà altrove. Egitto e Creta compresi.

E infatti nel “Libro di Oera Linda” leggiamo che Minosse, il favoloso re di Creta, costruttore del labirinto, era un frisone e che era stata questa sua civiltà a originare in seguito quella ancora più splendente di Atene.
Tutto questo era sembrato così straordinario e sconvolgente che in prima battuta gli studiosi tedeschi e olandesi sorrisero fra loro, pensando a una colossale presa in giro ...

sabato 25 maggio 2024

Atlantide e gli Aztechi

La descrizione della particolarissima struttura di Atlantide, articolata su tre zone concentriche di canali alternati con lingue di terra circolari, collegate da ponti, costituisce uno dei passi più straordinari del Crizia di Platone.

Platone ci descrive tutto quanto, l’intera isola, la pianura che sta al centro dell’isola e la città che sta al centro della pianura e lo fa riportando le misure esatte, senza possibilità di interpretazioni personali, utilizzando ovviamente il sistema di misurazione di quei tempi: l’antico stadio greco.

Al riguardo, si chiede Enrico Turolla,  grecista, latinista, filologo classico, traduttore e accademico italiano, tra i più insigni nella storia degli studi classici del Novecento, se sarà casuale la coincidenza con la struttura di città messicane preistoriche

L’isola con una montagna circondata da anelli concentrici di mura e canali viene raffigurata anche nei disegni aztechi dell’Aztlan, la patria appunto degli Aztechi. Notevole la consonanza Aztlan con Atlante ...

giovedì 7 marzo 2024

Atlantide e il Cicap


 di Mattia Luisetto

“Ascolta o Socrate, un discorso certamente singolare, ma tutto vero, come lo raccontò un giorno Solone, il più saggio dei sette”.

Era circa il 360 a. C. quando, con queste parole, il filosofo greco Platone dava inizio ad un racconto destinato a fissarsi nella memoria dell'umanità. Protagonista è un'isola situata nel mezzo dell'atlantico Pelago, la cui popolazione aveva raggiunto elevati livelli di civiltà decine di migliaia di anni prima del nostro tempo.

Atlantide, questo il suo nome, è probabilmente il mistero più dibattuto della storia, complici due schieramenti che da 2000 anni si contrappongono. Da una parte chi ritiene che il racconto contenga delle basi di verità, dall’altra (come, gran parte del mondo accademico), chi riduce il tutto ad un semplice mito di carattere filosofico.

Tra questi, neanche a dirlo, si erge il Cicap, nel cui sito esistono circa 400 articoli dedicati alla questione, riassumibili in una frase: Atlantide è un’invenzione di Platone. 
Punto e basta ...

lunedì 11 dicembre 2023

La mappa della griglia mondiale

 di David Hatcher Childress

Cos'è la griglia del mondo? Come possiamo farne una mappa? Perché dovremmo preoccuparcene? Cos'ha a che fare con l'anti-gravità? 

Nei miei molti viaggi per il mondo alla ricerca di città perdute e antichi misteri, mi sono chiesto spesso se ci fosse qualche legame tra i molti siti megalitici antichi. Alcuni anni fa ho scoperto che non esistono le coincidenze. 
Se il posizionamento di un sito antico non era una coincidenza, allora quale poteva essere il principio organizzante della curata disposizione di un modello? I siti megalitici sono disposti su una griglia? Cos'è la griglia? 

Secondo il mio affidabile dizionario Webster, una griglia è "una rete di linee orizzontali e perpendicolari uniformemente distanziate, nello specifico usate per localizzare dei punti (come su una mappa, un grafico o una foto aerea) tramite un sistema di coordinate."

In altre parole, parliamo di uno schema geometrico intelligente in cui, teoricamente, la Terra e le sue energie sono organizzate e possibilmente, in cui sono posizionati i siti megalitici antichi onnipresenti ...

domenica 5 novembre 2023

Itacoatiara - Il mistero del monolito di Ingà

Si tratta di un lungo masso orizzontale ricoperto di misteriosi simboli e notevoli formazioni geometriche.

Gli indigeni Tupi che vivevano in questa zona la chiamavano “Itacoatiara”, che nella loro lingua significava semplicemente “la pietra”.

È lunga 26 metri e alta 4 e si trova nel bel mezzo del fiume Ingá, nei pressi dell’omonima cittadina a circa 96 km da João Pessoa, nello stato di Paraíba, a nordest del Brasile.
Il monolite di Ingá è completamente inciso con simboli e figure in bassorilievo che sembrano rappresentare animali, frutta, esseri umani e costellazioni come Orione e galassie come la Via Lattea. Altri simboli, invece, sono del tutto irriconoscibili.

Chi ha scolpito questo antico monolite ? Cosa voleva descrivere o significare? E’ possibile che i glifi incisi sulla roccia rappresentano un’antica lingua terrestre sconosciuta? Nonostante l’interessamento degli archeologi, ad oggi la Pietra di Ingá rimane ancora un enigma ...

sabato 13 maggio 2023

Il fascino di una teoria su Atlantide

Atlantide era una terra splendida, occupata da un popolo di marinai fieri che sembrava disporre di tecniche avanzate e dei segreti dell’architettura monumentale. La capitale era un vero gioiello, ma la perfezione di questo regno non doveva durare a lungo. 
 
Mentre il popolo di Atlantide affondava nella corruzione ed nel materialismo, le stelle si sono mosse nel cielo ed il sole si è alzato in un punto diverso dall’orizzonte. Un maremoto apocalittico fece scomparire il regno di Atlantide sotto un’inondazione che lo cancellò dalla faccia della terra. 


Questo è il mito di Atlantide descritto, quattro secoli prima della nostra era, dal filosofo greco Platone. 
Oggi, oltre 2.000 anni dopo il resoconto di Platone, una coppia di Canadesi – Rand e Rose Flem Ath – ha fatto rivivere questa civiltà dopo 20 anni di studi ad essa dedicati. 

Abbandonando temporaneamente la loro casa di Nanaimo, sull’isola canadese di Vancouver, i Flem Ath sono venuti ad indagare in Europa, precisamente allo British Museum di Londra. È là, nelle sale di lettura di una biblioteca dove molte scoperte erano state già fatte, che hanno esumato i documenti che permettono loro di costruire un’ipotesi stupefacente. Correlando scoperte scientifiche moderne con vecchi manoscritti e carte dimenticate da tutti, i Flem Ath (ma prima di loro fu l'ingegnere italiano Flavio Barbiero a formulare quell'ipotesi - NdC -) sono, a poco a poco, arrivati ad una conclusione inattesa: le vestigie della civiltà perduta di Atlantide sarebbero nascoste sotto i ghiacci dell’Antartico, dall’anno 10000 prima a.C. ...

venerdì 25 novembre 2022

Il libro di Dzyan e la storia proibita dell'umanità

 di Francesco Lamendola

Esistono, nella storia delle cosiddette scienze occulte, due generi di "libri maledetti": quelli relativi alle pratiche della magia nera - i grimori - come la famigerata "Clavicola di Salomone"; e quelli relativi alla storia segreta dell'umanità, che narrano vicende altrimenti sconosciute e, generalmente, in contrasto con quanto insegnato sia dalla scienza accademica, sia dalle religioni, come è il caso del "Libro di Dzyan".

( ... ) L'unica versione nota in occidente del "Libro di Dzyan" è quella che Helena Petrovna Blavatskij ha tradotto in versi, intitolandola "Le Stanze dal Libro di Dzyan" (di fatto, sovente i non specialisti confondono i due titoli e le due opere) ed esponendola nel suo volume "La dottrina segreta"; che, assieme ad "Iside svelata", è generalmente considerata l'opera più importante della mistica russa e fondatrice della Società Teosofica.

D'altra parte, "La dottrina segreta", pubblicata per la prima volta nel 1888, in ben otto volumi, è un'opera la quale - sia per la mole spropositata, che per l'estrema complessità del linguaggio - ben poche persone hanno avuto la possibilità e la capacità di leggere integralmente; tanto che, se si può dire che assai pochi sono stati e sono i marxisti che abbiano letto davvero tutto "Il capitale", crediamo che perfino tra teosofi non siano molti coloro che possano vantarsi di aver letto dall'inizio alla fine questo libro sconcertante di Madame Blavatskij ...

martedì 23 agosto 2022

Il mistero dei Guanci

I Guanci sono uno dei popoli più misteriosi che abbiano mai abitato le Isole Canarie, una civiltà che ha lasciato ben poche tracce poiché venne quasi decimata dagli Spagnoli durante l’invasione dell’arcipelago, intorno al XV Secolo.

Alti, biondi, con gli occhi azzurri, questo popolo ha da sempre affascinato gli antropologi, soprattutto in ragione del fatto che tali caratteristiche fisiche sono del tutto anomale, una vera rarità locale. 

L’Enciclopedia Britannica parla dei Guanci attribuendogli una discendenza diretta dagli antichi Cro-Magnon, ma esistono anche evidenti legami con i Berberi del vicino Marocco, mentre altri ricercatori avanzano l’ipotesi che potrebbe trattarsi di una popolazione legata ai Celti dell’Europa occidentale. 

Un mistero ancora oggi insoluto in una regione che di certo non è povera di enigmi, basti pensare alle sue connessioni con il mitico regno di Atlantide e con il Giardino delle Esperidi, due storie rispetto alle quali daremo maggiori particolari più avanti ...

mercoledì 23 marzo 2022

E se la capitale di Atlantide si trovasse in Africa e fosse ancora visibile?


Moltissimo è stato detto fino ad ora sulla celebre Atlantide, definita “il continente perduto”, che si pensa fosse abitato da una civiltà molto evoluta vissuta migliaia di anni fa. 

Per la maggior parte delle persone Atlantide è semplicemente un mito e quindi non è mai esistita, e naturalmente questa visione è incoraggiata dai mass media e dalle “autorità” in generale.

Nel 2019 ancora si vuole far credere alla popolazione che in passato sono esistiti solamente popoli primitivi e che noi siamo la civiltà più evoluta che sia mai esistita, e addirittura c’è chi difende strenuamente la tesi che la nostra storia è iniziata circa 6000 anni fa per tenere fede alla propria religione ma anche per non portarci a riflettere sulle implicazioni che deriverebbero dall’accettazione del fatto che sono esistite civiltà evolute prima di noi. 

Perché una persona “normale” dovrebbe interessarsi di questi argomenti? In fin dei conti a noi cosa importa del passato? Non dobbiamo pensare al nostro futuro? 

Invece se ignoriamo il passato e continuiamo a vivere in una bolla di vetro, ignorando cosa si cela dietro la “realtà” dei 5 sensi non abbiamo futuro come civiltà. Ci troviamo ad un punto di svolta e sappiamo che nei prossimi 5 -10 anni il mondo come lo conosciamo sarà cambiato radicalmente, forse in modo graduale forse in modo repentino, e se oggi, nel 2019, non ci poniamo una domanda fondamentale: “Chi siamo? Da dove siamo venuti? Chi ci ha creati? Perché siamo qui? Qual è la nostra storia? Cosa è avvenuto in passato?”, non possiamo evolvere in modo consapevole e positivo e rischiamo di creare danni a noi stessi, alla nostra Anima e al nostro Pianeta ...

giovedì 1 luglio 2021

Le Ere del Pianeta Terra – Lemuria, Atlantide e tutte le altre

 
 di Nicola Zegrini

Sono sempre stato affascinato dal mito di Atlantide, dal fatto che una civiltà estremamente evoluta, forse più della nostra attuale, fosse scomparsa in fondo al mare, lasciando della sua grandezza solo uno sbiadito ricordo, oltre ad alcune affascinanti e misteriose vestigia sparse in ogni angolo del mondo. 
Infatti mi è sempre piaciuto immaginare che opere misteriose come le piramidi d’Egitto, Stonhenge in Inghilterra o il sito di Baalbek in Libano, solo per fare alcuni esempi, fossero state fatte usando conoscenze ignote per la nostra civiltà del ventunesimo secolo e quindi, probabilmente, da popolazioni od entità estremamente evolute dal punto di vista tecnologico, al punto da riuscire a muovere un monolite di oltre mille tonnellate come quelli che si trovano nel sito suddetto di Baalbek, sempre per fare un esempio. 

Non mi riferisco solamente al medio oriente o all’Europa: si può discutere delle pietre inca del Perù, incastrate tra di loro come se fossero fatte di pongo; della strana struttura sottomarina scoperta sotto il mare al largo delle coste del Giappone o di strutture simili a piramidi trovate in ogni parte del globo, dal sud America alla Cina, dall’Indonesia alla Bosnia. Come possiamo discutere di strane tecnologie, troppo evolute, per l’epoca alla quale vengono fatte risalire e qui di esempi ce ne sono troppi per cui valga la pena di dilungarsi, vengono chiamati “oggetti fuori dal tempo”, per sottolineare il fatto che non avrebbero dovuto esistere, secondo la storia ufficiale, all’epoca in cui vengono fatti risalire ...

lunedì 5 aprile 2021

Alieni, Covid, Atlantide: è la “resurrezione” della verità?

 

Ora non potranno più raccontarci la solita favoletta: l’ammissione della Us Navy ha la portata storica e definitiva di un cambio d’epoca, preceduta di pochissimo dall’annuncio – da parte di Donald Trump – della creazione di una Space Force, unità militare per la difesa aerospaziale. 

Roberto Pinotti è uno degli ufologi più prestigiosi che esistano: ha collaborato con autorità militari e, negli Usa, ha partecipato al grande progetto internazionale Seti, che ricerca le eventuali “intelligenze non terrestri”. Ha scritto libri tradotti in tutto il mondo, ha fondato e diretto il Cun (centro ufologico nazionale) che ha spesso cooperato con l’aeronautica militare italiana. Quando si parla di Ufo, Pinotti finisce spesso in televisione: nel 2019, ospite della Rai, ha sottolineato il carattere inequivocabile delle esternazioni della Us Navy sugli incontri (frequenti) con oggetti volanti non identificati. Affermazioni poi confermate ufficialmente dal Pentagono nel 2020, mentre il mondo era già intrappolato nel disastro globale chiamato Covid.

In teoria, si tratta solo di un evento epidemico: la cui sovragestione ha però tutta l’aria di rappresentare un caso da manuale di manipolazione, su scala mondiale, per indirizzare l’umanità verso un orizzonte di obbedienza sociale, propiziato dalla paura. 

C’è chi parla di apocalisse, in senso letterale (rivelazione). Nel giorno della Pasqua cristiana si può parlare di “resurrezione”, quantomeno della verità? ...

mercoledì 23 dicembre 2020

Nan Madol, un mistero da superuomini ?


di Fabrizio Fattori

Ancora oggi la ricerca archeologica ed antropologica si interroga su alcune ciclopiche costruzioni realizzate con tecnologie primitive da uomini di antiche civiltà. 

Ma non solo le piramidi o Stonehenge o le mura megalitiche precolombiane hanno da sempre catturato l’attenzione dei ricercatori.

Esiste una città santa, semisommersa, sul margine sud orientale di un isola della Micronesia Occidentale (Temwen al largo di Pohnpei - arcipelago delle Caroline) che presenta tutte le caratteristiche per alimentare l’affascinante mistero. Possenti piattaforme poggiate direttamente sulla barriera corallina creano la base per un insieme architettonico gravante su decine di isolotti collegati da canali. Il materiale da costruzione è costituito da basalto colonnare dalla tipica forma esagonale od ottagonale dovuta ai processi di raffreddamento di lontane eruzioni vulcaniche, in grande disponibilità nell’isola maggiore.

Strati sovrapposti di questo ideale materiale edificano mura ed ogni altra costruzione, per un totale di migliaia di tonnellate di pietra movimentate, i cui singoli blocchi arrivano a pesare molte decine di tonnellate. Questa misteriosa realtà, come altre similari, ha solo trovato ipotesi di spiegazione e ancora oggi si alimenta del mito legato ai suoi fondatori, i fratelli Olisihpa e Olosohpa capaci di far levitare le pietre con l’aiuto di un essere sovrannaturale ...

sabato 5 dicembre 2020

Ciò che resta di Atlantide

di Leonella Cardarelli

Per molti la storia o l'esistenza del continente Atlantide, prima del diluvio universale, è pura fantasia... eppure se ne parla molto e numerose testimonianze ci arrivano, da studiosi e intellettuali.

Secondo Corrado Federici "alla base di lontane leggende c'è sempre un nucleo di verità simbolica e spirituale".

Ciò vuol dire che dietro ad ogni nostra forma di pensiero, dietro ogni nostro modo di dire si nasconde qualcosa che è andato perduto. Purtroppo più un evento è cronologicamente lontano e non collocabile in uno spazio temporale ben definito... più viene visto come una leggenda, una fiaba o una favola. Il mito non è fantasia ma un racconto simbolico che contiene una verità.

Per la conoscenza esoterica il mito di Atlantide rappresenta il passaggio verso la nostra razza, la razza aria.
Esamineremo insieme le testimonianze e i resti archeologici attribuiti a questa civiltà antichissima e poi sarà il lettore a decidere se credere o meno all'esistenza del continente perduto.

Atlantide è il continente che, secondo molti studiosi di storia antica, è esistito prima del diluvio universale.

Si sostiene che gli abitanti di Atlantide erano dei giganti e che l'atmosfera in cui vivevano era un'atmosfera acquosa, non a caso in lingua maya la sillaba "ATL" vuol dire acqua, forza dell'acqua. Da qui deriva il termine greco "atlas", che significa instancabile, da cui la parola "atleta"...

domenica 12 luglio 2020

13 Teschi di Cristallo per evitare la Fine del Mondo

Qualche anno fa la leggenda dei teschi di cristallo è tornata alla ribalta grazie ad un film che aveva come protagonista l’archeologo dell’avventura per eccellenza, Indiana Jones. Come spesso accade, la verità è molto più intrigante della fantasia: perché l’alone di mistero che ammanta questi manufatti è ben lungi dall’essere dissolto. 

Raccontare la loro storia e la loro origine è un po’ come ricostruire un complesso puzzle a cui, alla fin fine, manca sempre un pezzo. Proviamoci lo stesso.

Cosa sono i teschi di cristallo

I teschi di cristallo sono esattamente quello che dice il nome. Si tratta di sculture, solitamente a grandezza naturale, che riproducono un cranio umano.

Ognuna di esse è ricavata da un unico cristallo di quarzo. Il cristallo di quarzo è un minerale molto abbondante in natura che si trova di solito in blocchi di grandi dimensioni.

I teschi di cui si conosce l’esistenza sono numerosi, ma sono 13 quelli di maggiori dimensioni e di particolare bellezza. Alcuni fanno parte di collezioni private e sono spariti dalla circolazione già da un po’. Altri invece si trovano esposti in prestigiosi musei, ad esempio a Londra, a Parigi, a New York ...

martedì 12 maggio 2020

Antiche conoscenze geografiche

di Mauro Paoletti

"Chiunque abbia costruito la grande piramide sapeva in che modo disegnare ottime carte celesti con cui calcolare la longitudine e tracciare carte geografiche, per affrontare qualsiasi viaggio attraverso continenti e oceani." 

Così scrive Peter Tompkins nel libro "I segreti della grande piramide", Horizon 1971.

Sembra anche che ai tempi del Faraone Necao, navigatori egiziani abbiano doppiato il Capo di Buona Speranza e superato l'equatore. Lo proverebbe la frase: "perché il sole dava a Nord", riportata in alcuni documenti. A Venezia è conservato un planisfero del 1459 che raffigura il Capo di Buona Speranza scoperto da De Gama solo nel 1497 (1). Sul planisfero esiste un'annotazione in lingua fenicia riguardante le Isole di Capo Verde, di un viaggio effettuato nel 1420 e la raffigurazione di un vascello cinese.

Certamente le conoscenze geografiche dei popoli che ci hanno preceduto erano molto più vaste di quanto noi riteniamo; la spiegazione nell'esistenza di un'antica razza di navigatori che lasciò in eredità documenti, in seguito ricopiati dai loro successori in quanto ritenuti validi per affrontare viaggi sicuri.

Le famose "portolane", ossia carte di navigazione tracciate sulla base di esperienze dirette, disegnate da cartografi del tredicesimo secolo grazie all'aiuto della bussola, che rappresentavano solo zone delimitate e servivano alla navigazione in piccoli mari, dove, di solito si poteva avvistare la terra nell'arco delle ventiquattro ore. Usando la bussola si poteva seguire una rotta prestabilita, per questo tali carte si chiamavano anche "carte da bussola"...

sabato 19 gennaio 2019

Hy Brazil: L’isola degli Dei


Hy Brazil o Brazil o Brasil è il nome di un’isola leggendaria che si pensava esistesse nell’Oceano Atlantico.
Plinio il vecchio la chiamò "Insulae purpuraricae" e per secoli si ritenne la sua esistenza certa tanto che i geografi la disegnarono sulle loro carte fino al 1853.

Generalmente si ritenne che Hy Brazil si trovasse nel mezzo dell’oceano, a centinaia di miglia a ovest dell’Irlanda, anche se non mancò chi ne segnò la posizione a poca distanza dalle Azzorre.
Nei miti irlandesi si narra fosse avvolta perennemente nella nebbia, tranne un giorno ogni sette anni.

L’etimologia di Hy-Brasil sono sconosciute, ma nella tradizione irlandese, si pensa provenga dal Breasail Uí, “discendenti (clan) di Breasal”, uno dei più antichi clan del nord-est dell’Irlanda. 
Carte nautiche identificano un’isola chiamata “Bracile”, al largo dell’Irlanda occidentale, nel lontano 1325, in una mappa di Angelino Dulcert. 

In seguito appare come Insula de Brasil nella mappa veneziana di Andrea Bianco (1436), come una delle isole più grandi di un arcipelago dell’Atlantico ...

lunedì 7 gennaio 2019

L’età della Sfinge

di Marco di Nunzio

Analizziamo cosa dicono West e Schoch e gli altri studiosi per bocca di C.Wilson.

La Sfinge, un’opera architettonica da considerarsi ciclopica.

Secondo le convinzioni degli egittologi moderni la Sfinge fece la sua comparsa durante l’Antico regno, nella forma di un leone accovacciato con la testa del faraone coperta dal “nemes”, come rappresentazione e simbolo della potenza e della forza del sovrano, sterminatore dei nemici : tale è la Sfinge che raffigura il faraone Chefren.

Successivamente, pur conservando la sua funzione di immagine regale, essa fu anche connessa con il culto solare e divenne pure “immagine vivente di Horo all’orizzonte”. Il suo carattere divino la portò infine a fungere da custode e protettrice delle porte dei templi e dei palazzi. Dobecky, il geofisico che collaborava con J. A. West(autore della teoria sull’erosione della Sfinge da parte dell’acqua, di cui parleremo successivamente), fece alcune interessanti scoperte.
Uno dei metodi di base per studiare gli strati più profondi della roccia consiste nell’uso delle vibrazioni...

mercoledì 1 agosto 2018

Le Tavole di Smeraldo

Nel 1930 furono pubblicate in forma ciclostilata queste "Tavole di Smeraldo", tradotte da un misterioso Dr. Maurice Doreal. Oggi sono parte integrante dei corsi del "Fiore della Vita" ideati e portati avanti da un certo Drunvalo, ricercatore americano.

L’unica prova storica riguarda la "Tavola di Smeraldo" di Ermete Trismegisto, della quale riportiamo una delle traduzioni più diffuse:

"Tavola di Smeraldo" di Ermete Trismegisto

I. Egli è vero senza menzogna, certo e verissimo.
II. Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per fare i miracoli della Cosa Unica.
III. E poiché tutte le cose sono e provengono da Una, per la mediazione di Una, così tutte le cose sono nate da questa Cosa Unica mediante adattamento.
IV. Il Sole è il padre, la Luna è la madre, il Vento l’ha portata nel suo grembo, la Terra è la sua nutrice.
V. Il Padre di tutto, il Fine del mondo è qui; La Sua forza è intera se essa è convertita nella Terra.
VI. Tu separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dal grosso, dolcemente e con grande industria.
VII. Egli sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve la forza dalle cose superiori ed inferiori.
VIII. Tu avrai con questo mezzo tutta la gloria del mondo e per mezzo di ciò l’oscurità fuggirà da te.
IX. C’è la Forza più forte di tutte le forze, perché vincerà tutte le cose sottili e penetrerà tutte le cose solide.
X. È così che tutto il mondo è stato creato.
XI. Da ciò saranno e deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui metodo è qui.
XII. È perciò che sono stato chiamato Ermete Trismegisto, avendo le tre parti della filosofia del mondo.
XIII. È completo ciò che ho detto del lavoro del Sole ...

venerdì 12 febbraio 2016

Le tavole di smeraldo di Thoth l'Atlantideo

La storia delle tavolette tradotte è così strana che va al di là della comprensione degli scienziati moderni. La loro età risalerebbe a circa 36.000 anni prima di Cristo.

L'antico scrittore di queste tavole fu Thoth, un Re-Sacerdote Atlantideo, che fondò una colonia nell'antico Egitto dopo l'affondamento della madre patria.

Egli fu il costruttore della Grande Piramide di Giza, erroneamente attribuita a Cheope. In essa aveva incorporato la sua conoscenza dell'antica saggezza e custoditi in modo sicuro gli strumenti dell'antica Atlantide.

Per circa 16.000 anni, ha governato l'antica razza d'Egitto, tra il 36,000 ed il 52,000 AC. A quel tempo, l'antica razza barbara, presso la quale lui e i suoi seguaci si erano stabiliti era stata elevata a un alto grado di civiltà.

Thoth era un immortale, poiché aveva vinto la morte. La sua vasta saggezza lo rese governatore di varie colonie di Atlantide, tra il Sud ed il Centro America.

Quando arrivò il momento di lasciare l'Egitto, creò la Grande Piramide che forniva l'ingresso alle Grandi Sale di Amenti, nelle quali custodì i suoi dischi, riferendo ai guardiani che i suoi segreti erano tra i più grandi del suo popolo Atlantideo.

In tempi successivi, i discendenti di questi guardiani divennero dei sacerdoti della piramide, attraverso la quale Thoth venne venerato come una divinità,il Dio della saggezza, poiché avrebbe custodito le conoscenze per quel periodo buio che seguì la sua morte.
Nella leggenda, le Sale di Amenti divennero l'oltretomba, le Sale degli Dei, dove l'anima veniva sottoposto al giudizio dopo la morte...