Atlantide era una terra splendida, occupata da un popolo di marinai fieri che sembrava disporre di tecniche avanzate e dei segreti dell’architettura monumentale. La capitale era un vero gioiello, ma la perfezione di questo regno non doveva durare a lungo.
Mentre il popolo di Atlantide affondava nella corruzione ed nel materialismo, le stelle si sono mosse nel cielo ed il sole si è alzato in un punto diverso dall’orizzonte. Un maremoto apocalittico fece scomparire il regno di Atlantide sotto un’inondazione che lo cancellò dalla faccia della terra.
Mentre il popolo di Atlantide affondava nella corruzione ed nel materialismo, le stelle si sono mosse nel cielo ed il sole si è alzato in un punto diverso dall’orizzonte. Un maremoto apocalittico fece scomparire il regno di Atlantide sotto un’inondazione che lo cancellò dalla faccia della terra.
Questo è il mito di Atlantide descritto, quattro secoli prima della nostra era, dal filosofo greco Platone.
Oggi, oltre 2.000 anni dopo il resoconto di Platone, una coppia di Canadesi – Rand e Rose Flem Ath – ha fatto rivivere questa civiltà dopo 20 anni di studi ad essa dedicati.
Abbandonando temporaneamente la loro casa di Nanaimo, sull’isola canadese di Vancouver, i Flem Ath sono venuti ad indagare in Europa, precisamente allo British Museum di Londra. È là, nelle sale di lettura di una biblioteca dove molte scoperte erano state già fatte, che hanno esumato i documenti che permettono loro di costruire un’ipotesi stupefacente. Correlando scoperte scientifiche moderne con vecchi manoscritti e carte dimenticate da tutti, i Flem Ath (ma prima di loro fu l'ingegnere italiano Flavio Barbiero a formulare quell'ipotesi - NdC -) sono, a poco a poco, arrivati ad una conclusione inattesa: le vestigie della civiltà perduta di Atlantide sarebbero nascoste sotto i ghiacci dell’Antartico, dall’anno 10000 prima a.C. ...



