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sabato 13 maggio 2023

Il fascino di una teoria su Atlantide

Atlantide era una terra splendida, occupata da un popolo di marinai fieri che sembrava disporre di tecniche avanzate e dei segreti dell’architettura monumentale. La capitale era un vero gioiello, ma la perfezione di questo regno non doveva durare a lungo. 
 
Mentre il popolo di Atlantide affondava nella corruzione ed nel materialismo, le stelle si sono mosse nel cielo ed il sole si è alzato in un punto diverso dall’orizzonte. Un maremoto apocalittico fece scomparire il regno di Atlantide sotto un’inondazione che lo cancellò dalla faccia della terra. 


Questo è il mito di Atlantide descritto, quattro secoli prima della nostra era, dal filosofo greco Platone. 
Oggi, oltre 2.000 anni dopo il resoconto di Platone, una coppia di Canadesi – Rand e Rose Flem Ath – ha fatto rivivere questa civiltà dopo 20 anni di studi ad essa dedicati. 

Abbandonando temporaneamente la loro casa di Nanaimo, sull’isola canadese di Vancouver, i Flem Ath sono venuti ad indagare in Europa, precisamente allo British Museum di Londra. È là, nelle sale di lettura di una biblioteca dove molte scoperte erano state già fatte, che hanno esumato i documenti che permettono loro di costruire un’ipotesi stupefacente. Correlando scoperte scientifiche moderne con vecchi manoscritti e carte dimenticate da tutti, i Flem Ath (ma prima di loro fu l'ingegnere italiano Flavio Barbiero a formulare quell'ipotesi - NdC -) sono, a poco a poco, arrivati ad una conclusione inattesa: le vestigie della civiltà perduta di Atlantide sarebbero nascoste sotto i ghiacci dell’Antartico, dall’anno 10000 prima a.C. ...

martedì 28 febbraio 2023

A proposito della sfericità della Terra e la scoperta del Mondo Nuovo

Malgrado le leggende gli studiosi non credevano alla teoria del disco piatto.

(A sinistra: Sandro Botticelli, La voragine infernale, illustrazione per la Divina Commedia, 1480 cr., Biblioteca Apostolica Vaticana)

di Umberto Eco

Quando si è iniziato a riflettere su quale fosse la forma della Terra, era stato abbastanza realistico per gli antichi ritenere che essa fosse quella di un disco. 
Per Omero il disco era circondato dall’Oceano e ricoperto dalla calotta dei cieli, e – a giudicare dai frammenti dei presocratici, talora imprecisi e contraddittori a seconda delle testimonianze – per Talete era un disco piatto; per Anassimandro aveva la forma di un cilindro e Anassimene parlava di una superficie piatta, contornata dall’Oceano, che navigava su una sorta di cuscino di aria compressa. 

Solo Parmenide pare ne avesse intuito la sfericità e Pitagora la riteneva sferica per ragioni mistico-matematiche. Su osservazioni empiriche si erano invece basate le successive dimostrazioni della rotondità della terra, come testimoniano i testi di Platone e Aristotele. 

Dubbi sulla sfericità sopravvivono in Democrito ed Epicuro, e Lucrezio nega l’esistenza degli Antipodi, ma in generale per tutta l’antichità posteriore la sfericità della Terra non viene più discussa ...

venerdì 7 ottobre 2022

Grazie a una mappa medievale, ora sappiamo dove si trova questa 'Atlantide' perduta

Per secoli sono circolate leggende su un regno chiamato Cantre’r Gwaelod che sarebbe esistito anticamente nella Baia di Cardigan, in Galles, prima di affondare fra le onde e trasformarsi nel mito di una “Atlantide gallese”.

I racconti su Cantre’r Gwaelod si sono evoluti negli anni: prima si diceva che una donna avesse perso di vista un pozzo traboccante che aveva inondato il territorio, mentre più avanti si è diffuso il mito del guardiano ubriaco che si è dimenticato di controllare le chiuse. Leggenda vuole che le campane del campanile sommerso si sentano ancora nel silenzio di certe sere.

Ora un team di ricercatori ha presentato nuove prove dell’esistenza delle due isole nella baia basate sull’analisi di una mappa medievale, racconti folkloristici, studi sul campo e indagini geologiche. Realizzato con la guida di Simon Haslett, professore onorario di geografia fisica all’Università di Swansea in Galles, il lavoro, pubblicato in Atlantic Geoscience, dimostra che “l’esistenza delle isole ‘perdute’ è considerata plausibile e può rappresentare un nuovo dato per l’osservazione dell’evoluzione costiera post-glaciale della Baia di Cardigan.” ...

martedì 30 gennaio 2018

Assemblato per la prima volta il Planisfero Rinascimentale di Urbano Monte

Dopo secoli di attesa, finalmente il desiderio di Urbano Monte si è realizzato: la preziosa mappa da lui disegnata, composta da 60 fogli, è stata finalmente esposta nel modo in cui voleva lui.

Le pagine, ricche di colori e di particolari fantastici, sono state disposte in cerchio, secondo le indicazioni dell’autore, per dare a chi le guarda una visione del mondo dall’alto, come se si trovasse al Polo Nord. 

Una prospettiva sorprendentemente moderna, che pochi cartografi hanno usato prima del 20° secolo.

La ricca decorazione del planisfero mostra un mondo reale, popolato anche da creature mitiche, come unicorni, sirene, centauri. “Un capolavoro di manoscritto cartografico, che ti porta via”: così descrive la mappa del 1587 G. Salim Mohammed, curatore del David Rumsey Map Center della Stanford University...