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sabato 2 maggio 2026

2017 OF201: Il nuovo pianeta nano che cambia il sistema solare


Nel vasto e misterioso Sistema Solare, oltre l’orbita di Plutone, è stata fatta una scoperta (2025) che potrebbe cambiare radicalmente la nostra comprensione della struttura planetaria. 

Si tratta di 2017 OF201, un corpo celeste che rientra nella categoria dei pianeti nani. 

Con un diametro di circa 700 chilometri, questo oggetto roccioso si unisce a Plutone e Cerere, ampliando la nostra conoscenza sui pianeti nani. 

La scoperta di 2017 OF201 non è solo un’aggiunta alla lista dei pianeti, ma offre anche nuove prospettive sulla formazione e l’evoluzione del nostro sistema solare...

mercoledì 22 aprile 2026

Il sistema solare e la sezione aurea

Tutti i periodi del sistema solare si adattano alle serie di Fibonacci e la sezione aurea. 

Molte altre persone hanno notato i rapporti Phi del sistema solare in passato, a partire da Keplero, e ci sono diversi siti web che trattano questo argomento interessante. Ma fino ad ora, per quanto ne so, nessuno è stato in grado di trovare un unico schema semplice che collega tutti i pianeti e il Sole in un sistema tutto armonico descritto dalla serie di base di Fibonacci. Un paio di settimane fa, mentre ero in vacanza, ho avuto un paio di lunghe ‘sessioni’ di brainstorming con Tim Cullen, che ha deciso di arrotolarsi le maniche e tenere la calcolatrice calda per testare le mie idee. Quello che ho scoperto è presentato qui di seguito nello stile di un semplice ‘carta’.

Astratto
L’equazione lineare ricorrente: an = an-1 + an-2 con le condizioni di partenza: a1 = a2 = 1 genera la serie di Fibonacci familiare: 1,1,2,3,5,8,13 … Questo documento utilizza i primi 20 termini della sequenza per dimostrare una stretta corrispondenza tra la serie di Fibonacci e le relazioni dinamiche tra tutti i pianeti, e due pianeti nani del Sistema Solare. L’errore medio di tutti i 28 punti di dati è dimostrato essere sotto il 2,75%. L’implicazione scientifica del risultato è qui discussa ...

sabato 30 agosto 2025

Loeb rilancia: la cometa interstellare 3I/ATLAS forse tecnologia aliena

 Nelle ultime settimane un oggetto proveniente dalle profondità dello spazio ha catturato l’attenzione della comunità scientifica e del grande pubblico. 
Si chiama 3I/ATLAS ed è stato individuato a luglio 2025: si tratta solo del terzo corpo interstellare mai osservato dopo 1I/ʻOumuamua' nel 2017 e '2I/Borisov' nel 2019. 

Diversamente dalle comete del nostro Sistema solare, questo visitatore è destinato a proseguire la sua traiettoria e a lasciare il Sole alle spalle, rimanendo soltanto un passeggero in transito.

Come spesso accade con eventi di questo genere, la scoperta ha però assunto connotati quasi fantascientifici: a far discutere sono ancora una volta le ipotesi avanzate dal professore di Harvard Avi Loeb. L’astronomo, già noto per le sue teorie non convenzionali su ʻOumuamua', ha suggerito che 3I/ATLAS potrebbe non essere un semplice corpo naturale, bensì una costruzione artificiale alimentata da energia nucleare. 

La sua riflessione nasce da un’analisi di un’immagine ottenuta dal telescopio spaziale Hubble, nella quale compare un bagliore luminoso proprio davanti al nucleo dell’oggetto...

lunedì 2 settembre 2024

L’origine della materia

Tutti gli oggetti che ci circondano, dai più piccoli ai più grandi, dai più vicini ai più lontani hanno una caratteristica in comune: sono fatti di atomi; una scoperta, quest’ultima, relativamente recente.

Fin dagli inizi della filosofia naturale l’uomo si è sforzato infatti di capire di che cosa sia fatta la materia ma solo due secoli fa i chimici sono riusciti a dimostrare, attraverso esperimenti di laboratorio, che la materia ordinaria è formata dalla aggregazione di un numero enorme di particelle elementari: in una goccia di acqua, ad esempio, si contano alcuni miliardi di miliardi di molecole costituite a loro volta di atomi.

Da questa osservazione si deduce che gli atomi sono estremamente piccoli rispetto agli oggetti macroscopici (il diametro medio di uno di essi è di circa un centomilionesimo di centimetro: bisogna metterne in fila cento milioni per fare un centimetro) ma, a dispetto del loro nome (atomo in greco significa “indivisibile”), a loro volta gli atomi sono costituiti da altre particelle ancora più piccole, che sono i protoni, i neutroni e gli elettroni ...

lunedì 1 luglio 2024

Dove finisce il sistema solare?

La posizione del confine esterno del sistema solare è un punto di contesa tra gli astronomi. I possibili candidati sono tre e "tutti meritevoli". Ma quale è il migliore?

Il sistema solare è un posto enorme. Il nostro vicinato cosmico comprende otto pianeti, circa una mezza dozzina di pianeti nani, diverse centinaia di lune e milioni di asteroidi e comete, tutti che ruotano attorno al sole (e in molti casi l'uno all'altro) a velocità di migliaia di miglia orarie, come una trottola gigante.

Ma dove finisce? Beh, la risposta potrebbe dipendere dalle persone a cui lo chiedi e da la loro definizione del sistema solare .

Secondo la NASA , non ci sono uno, ma tre potenziali confini per il sistema solare : la cintura di Kuiper, l'anello di corpi rocciosi oltre l'orbita di Nettuno ; l'eliopausa, il limite del campo magnetico solare ; e la Nube di Oort, un lontano serbatoio di comete appena visibili dalla Terra ...

giovedì 6 giugno 2024

Giorni più lunghi grazie alla Luna

Il clima globale sulla Terra è influenzato dai cicli di Milankovitch, impressi nelle sequenze di sedimenti antichi.

Un recente studio pubblicato su Pnas mostra come tali cicli, osservati in due sequenze di sedimenti, siano coerenti con una rotazione della Terra più rapida e una distanza Terra-Luna più corta. 

A causa delle maree, la Luna continuerà ad allontanarsi e la Terra continuerà a rallentare, portando ad avere giorni più lunghi di 24 ore.

Per tutti quelli che desiderano giornate più lunghe di 24 ore, i geologi hanno buone notizie: i giorni sulla Terra si stanno allungando. Un nuovo studio ricostruisce la storia della relazione del nostro pianeta con la Luna e mostra che, 1.4 miliardi di anni fa, un giorno sulla Terra durava poco più di 18 ore. Questo, almeno in parte, è dovuto al fatto che la Luna era più vicina e ha cambiato il modo in cui la Terra ruotava attorno al suo asse.

Il sistema Terra-Luna può essere paragonato a una pattinatrice che esegue una trottola, la cui velocità di rotazione cambia allontanando o avvicinando le braccia al corpo. «Mentre la Luna si allontana, la Terra si comporta come una pattinatrice che sta girando su se stessa e che rallenta la sua rotazione allargando le braccia», spiega Stephen Meyers, professore di geoscienza presso la University of Wisconsin-Madison e coautore dello studio pubblicato nei Proceedings of the National Academy of Sciences ...

domenica 10 settembre 2023

Forse c'è un pianeta nel Sistema solare che non abbiamo ancora scoperto

 
Avrebbe dimensioni di poco superiori a quelle della Terra e la sua esistenza spiegherebbe alcuni fenomeni che si osservano nella zona di Spazio nota come fascia di Kuiper.

Per quanti pianeti, buchi neri e altri oggetti “misteriosi” continuiamo a individuare nel spazio, altrettanti ne restano da scoprire. 

Il prossimo potrebbe essere nel nostro Sistema solare, un pianeta con una massa di poco superiore a quella della Terra e che, stando ai modelli ottenuti attraverso uno studio recentemente pubblicato su The Astronomical Journal, potrebbe nascondersi nella cosiddetta fascia di Kuiper

Il condizionale è d’obbligo, visto che si tratta al momento di simulazioni e non ancora di osservazioni dirette. Simulazioni che, comunque, nascono proprio nell’intento di dare una spiegazione ad alcune “anomalie” rilevate in questa zona dello Spazio e non ancora chiarite. Vediamo di che cosa si tratta ...

venerdì 8 settembre 2023

In realtà, Giove non ruota intorno al Sole


Nella nostra immaginazione, il Sistema Solare appare come una stella centrale, attorno alla quale ruotano tutti gli altri oggetti. 
E questo è logico, perché davanti a noi c'è l'oggetto più massiccio con la gravità dominante. 

Solo Giove viola questa regola, perché non ruota intorno al sole.

Giove non è solo un gigante gassoso, è il pianeta più grande e massiccio del nostro sistema, la sua massa corrisponde a due volte e mezzo la somma di quelle di tutti gli altri pianeti messi insieme.

Giove è composto principalmente di idrogeno ed elio (in proporzioni rispettivamente di 90% e 10%), con una massa molto superiore a quella attuale (altre 70–75 masse Gioviane), per ipotesi, si sarebbe potuto innescare la reazione di fusione dell'idrogeno e Giove sarebbe potuto diventare una stella.
Pertanto, essendo il pianeta più massiccio del sistema solare è stata stabilita una relazione speciale tra il Sole e Giove.

In sostanza, Giove non "ruota" intorno alla nostra stella. Non esattamente ...

mercoledì 8 febbraio 2023

Europa, la luna ghiacciata di Giove, è la miglior candidata a ospitare la vita

Secondo una nuova ipotesi, lo strato ghiacciato presente sul satellite naturale del pianeta subisce meccanismi molto complessi che lo rendono un sito di potenziale abitabilità. 

Per cercare la vita extraterrestre una delle lune di Giove, Europa, potrebbe essere la miglior candidata. 
Infatti, il suo spesso strato di ghiaccio, che ha affascinato per decenni il mondo scientifico, potrebbe non essere più una barriera inerte ma un sistema dinamico che la rende un sito di potenziale abitabilità. 

A ipotizzarlo sulle pagine di Nature Communications sono oggi i ricercatori della Stanford University, che confrontando le osservazioni radar svolte sul ghiaccio della Groenlandia, sono giunti alla conclusione che il guscio presente su Europa potrebbe nascondere un'abbondanza di “sacche d'acqua” poco profonde con caratteristiche simili e comuni alla superficie e che quindi potrebbero esistere i presupposti per lo sviluppo della vita ...

domenica 30 gennaio 2022

Cintura fotonica: Il Sistema Solare si sta spostando nell’Universo

E’ necessario fare un breve riepilogo: il moto di rotazione della Terra sta rallentando, il suo campo magnetico si sta indebolendo, lo strato di ozono si sta assottigliando, i fenomeni sismici si stanno incrementando, moltissimi sono gli squilibri climatici, le tempeste solari potrebbero raggiungere un picco massimo (l'articolo è del 2012 NdC), tutto il sistema solare si sta surriscaldando.

Il geofisico russo Alexei Dmitriev ha trovato per tutto questo una spiegazione molto convincente: il sistema solare sta entrando in un’area di plasma magnetizzato, un’area che lui chiama la Cintura Fotonica. La prova definitiva di ciò è il riscontrato accrescimento di 10 volte del plasma interstellare nella eliosfera.
Per comprendere la teoria della Cintura Fotonica di Dmitriev è necessario fare per un attimo un passo indietro.

La Terra, oltre a compiere quotidianamente un giro completo intorno al proprio asse e annualmente un giro completo intorno al Sole, si muove anche, insieme al sistema solare, attraverso la Via Lattea che, a sua volta, si sposta nell’universo. 
L’ipotesi di poter entrare in una regione caratterizzata da condizioni diverse, con un contenuto di energia più elevato, con requisiti forse ostili, non solo quindi non è scartabile, ma è addirittura molto plausibile. 

In fondo perché lo spazio interstellare dovrebbe essere omogeneo? ...

venerdì 26 marzo 2021

C’è di meglio della Terra: i pianeti superabitabili


Da un recente studio della Washington State University, sembrerebbe che ci siano pianeti migliori per sviluppare e sostenere la vita, rispetto alla Terra. 

Si chiamano pianeti superabitabili e i ricercatori ne hanno identificate due dozzine, tutti a più di 100 anni luce di distanza dalla Terra. 
Tutti i dettagli sulla rivista Astrobiology.

Da un recente studio della Washington State University (Wsu), sembra che la Terra non sia necessariamente il miglior pianeta nell’universo. I ricercatori hanno infatti identificato due dozzine di pianeti al di fuori del Sistema solare che potrebbero avere condizioni più adatte alla vita rispetto al nostro pianeta.

Lo studio – pubblicato sulla rivista Astrobiology e condotto dallo scienziato Dirk Schulze-Makuch, professore della Wsu e della Technical University di Berlino – descrive in dettaglio le caratteristiche dei potenziali pianeti superabitabili, che includono pianeti più vecchi, un po’ più grandi, leggermente più caldi e forse più umidi della Terra. 
Inoltre, la vita potrebbe prosperare più facilmente su pianeti che ruotano attorno a stelle che cambiano più lentamente, la cui vita è più lunga di quella del Sole ...

venerdì 28 agosto 2020

Cosa c'è ai confini del sistema solare?

Nel mese di Luglio 2013 la NASA annuncia che la navetta Voyager, lanciata nel lontano 1977, ha raggiunto un'area prima sconosciuta e si trova al momento sospesa sull'orlo del nostro Sistema Solare.
( ... )

Dopo un viaggio di quasi 36 anni (oggi 43 anni NdC) ad una velocità di 17,035 km al secondo la sonda è entrata in un'"autostrada magnetica" che collega il sistema solare allo spazio interstellare.

Questa "autostrada" sembra essere un mezzo di collegamento fra il campo magnetico del sole ed il campo magnetico interstellare.

Gi scienziati ora non hanno idea di cosa aspettarsi: "È la prima volta che qualcosa raggiunge una tale distanza" ha dichiarato Ed Stone, una dei costruttori della navetta, "non conoscevamo questa regione, la heliosheath, e non potevamo sapere che Voyager ci sarebbe mai finita, ma questa è la cosa affascinante e ora che lo sappiamo possiamo almeno dargli un nome, grazie a Voyager".

mercoledì 21 agosto 2019

Per Giove, la Terra esiste

 di Francesco Rea

La nascita del pianeta gigante avrebbe condizionato la nascita dei pianeti nel nostro sistema solare, Terra compresa. 
Un'ipotesi degli anni '60 che in uno studio IAPS-INAF non solo trova un'ulteriore conferma, ma risultati inattesi.

La Terra deve dire grazie a Giove? Non è un richiamo teologico, tantomeno al paganesimo. Può apparire paradossale, ma non sembra così lontano dalla realtà. Il nostro pianeta forse deve la sua esistenza al pianeta gigante del nostro sistema solare.
È quanto appare emergere da uno studio condotto da ricercatori dell’IAPS dell’INAF (2012) che sarà pubblicato su APJ (Astrophysical Journal).

Secondo Diego Turrini, che ha condotto a termine lo studio avviato con Angioletta Coradini recentemente scomparsa, insieme a Gianfranco Magni, l’idea che la formazione di Giove abbia avuto importanti ripercussioni sulla formazione del nostro sistema solare, trova ulteriore conferma dai dati analizzati simulando la formazione di Giove e la sua successiva migrazione, così da studiarne gli effetti sull’evoluzione della fascia degli asteroidi.

I risultati delle simulazioni, inizialmente focalizzate su Vesta e Cerere e successivamente estese alla fascia interna degli asteroidi, hanno mostrato come la nascita del pianeta gigante avrebbe dato inizio alla prima breve ma violenta fase di bombardamento della storia del Sistema Solare, che il team ha battezzato Jovian Early Bombardment o, in breve, JEB ...

venerdì 9 agosto 2019

Forse abbiamo scoperto cosa si trova ai limiti più estremi del Sistema Solare

New Horizons è la prima sonda spaziale in quasi trent'anni a osservare quella che potrebbe essere la prova di una barriera di idrogeno ai margini dell'eliosfera.

Di Daniel Oberhaus (16.08.2018)

Nel luglio 2015, la sonda New Horizons è stata la prima sonda spaziale a esplorare Plutone e le sue lune dopo aver abbandonato quasi dieci anni prima la Terra.

Tre anni dopo, New Horizons continua a fare scoperte sul Sistema Solare esterno, questa volta confermando le osservazioni di quella che sembra essere una megastruttura a idrogeno rilevata per la prima volta dalla sonda spaziale Voyager quasi 30 anni fa — la cosiddetta eliosfera.

Come spiegato in un paper pubblicato su Geophysical Research Letters, la New Horizons ha rilevato la presenza di luce ultravioletta.

Diversi fisici pensano che questa derivi da un ”bolla” di idrogeno collocata ai margini del nostro Sistema Solare. In altre parole, se paragonassimo il Sistema Solare a una sorta di uovo, è come se New Horizons avesse appena esaminato quello che potrebbe essere il suo guscio ...

giovedì 16 maggio 2019

Una città sopra le nuvole di Venere?

Secondo la N.A.S.A. è possibile.

Venere potrebbe rivelarsi il giusto sostituto per il nostro pianeta. O meglio, le nuvole al di sopra del pianeta!

A sostenerlo è Geoffrey Landis, ricercatore della NASA che ha esposto la sua teoria per la prima volta nel 2011, nel corso di una conferenza sull'esplorazione spaziale ad Albuquerque.

Da quel giorno Landis ha conquistato sempre più sostenitori, tanto che, lo scorso ottobre due colleghi della nasa hanno progettato la missione HAVOC.

HAVOC prevede un’esplorazione preliminare di 30 giorni attorno alla cintura del pianeta Venere, grazie all'ausilio di velivoli a energia solare e giganteschi palloni aerostatici.

Seguiranno poi diverse analisi per capire se è possibile vivere al di sopra di questo pianeta.

Sono in molti a pensare che sarà Marte l’“erede” della Terra, tuttavia gli scienziati chiedono che le ricerche si concentrino anche su Venere ...

domenica 20 gennaio 2019

Perché Avi Loeb pensa che ‘Oumuamua sia un oggetto artificiale

 Avi Loeb, astronomo ed astrofisico, presidente del dipartimento di astronomia dell’Università di Harvard e autore di uno degli articoli più controversi nel campo della scienza dell’anno scorso difende con passione la sua affermazione in base alla quale ‘Oumuamua potrebbe essere un oggetto artificiale di origine aliena.

In una recente intervista apparsa sul web sul sito del quotidiano israeliano Haaretz, Loeb ha difeso le ipotesi contenute nell’articolo.

“Non mi interessa cosa dice la gente, dico quello che penso, e se il vasto pubblico si interessa a quello che dico, questo è un risultato positivo per quanto mi riguarda, ma un risultato indiretto. La scienza non è come la politica: non si basa su sondaggi di popolarità“.

Il prof. Abraham Loeb è nato a Beit Hanan, un moshav nel centro di Israele, e ha studiato fisica all’Università Ebraica di Gerusalemme come parte del programma Talpiot delle Forze di Difesa Israeliane per le reclute che dimostrano eccellenti capacità accademiche. Freeman Dyson, il fisico teorico e il compianto astrofisico John Bahcall ammisero Loeb all’Istituto per gli studi avanzati di Princeton, di cui furono membri Albert Einstein e J. Robert Oppenheimer ...

sabato 19 maggio 2018

La strana orbita di un nuovo mondo è la conferma dell'esistenza del Pianeta Nove?

Un nuovo studio ha svelato l'esistenza di 2015 BP519, un pianeta nano che ruota intorno al Sole con un'orbita molto inclinata rispetto al piano equatoriale del sistema solare.

A portarlo su questa traiettoria potrebbe essere stato il cosiddetto Pianeta Nove, la cui esistenza è stata ipotizzata due anni fa, ma non tutti gli astronomi sono convinti che sia andata così..

All'inizio del 2016, due planetologi hanno dichiarato che nelle profondità del sistema solare, ben oltre l'orbita di Plutone, potrebbe nascondersi un pianeta fantasma. 
La loro affermazione, basata sulle bizzarre orbite di remoti mondi ghiacciati, ha rapidamente scatenato una corsa alla ricerca del cosiddetto Pianeta Nove, la cui massa stimata sarebbe circa 10 volte quella della Terra. 

"E' un'idea affascinante", ha detto Gregory Laughlin, astronomo della Yale University. "Trovare un pianeta di 10 masse terrestri nel sistema solare sarebbe una scoperta scientifica senza precedenti".

Ora gli astronomi riferiscono di aver individuato un altro mondo lontano, grande forse come un pianeta nano, la cui orbita è così strana che potrebbe essere stata plasmata dal Pianeta Nove ...

venerdì 14 febbraio 2014

Similitudini tra i lavori di Keshe e di Nassim Haramein


Ci sono parecchie similitudini tra le visioni di Nassim Haramein e Mehran Tavakoli Keshe anche se il metodo di porsi è completamente diverso.

Mentre Nassim è un buon comunicatore, e pone molta attenzione alla forma nelle spiegazioni e alla parte teorica, Keshe non è un comunicatore e demanda tutto alla lettura dei suoi brevetti e a quanto scritto sui suoi libri creando più di una perplessità a chi lo ascolta.

Mi faccio assistere dall’aiuto di Richard di Altrogiornale che è grande conoscitore del lavoro di Nassim per valutare i punti di incontro tra le due posizioni:

Parto dalla premessa che Keshe è ingegnere e Haramein è ingegnere e teorico autodidatta, ma da anni studia la fisica teorica con le terminologie relative. Keshe no e in piu’ teorizza con una sua personalissima terminologia usando termini comuni ma con diverse accezioni che porta a confusione. Comunque se dobbiamo rivedere profondamente la fisica e i suoi concetti, cerchiamo di trovare una visione unificabile...

mercoledì 28 agosto 2013

Una scoperta scioccante costringe a rivedere l'origine del nostro pianeta

Il sole potrebbe non essere la nostra stella originaria? Il sistema solare era un sistema binario? La Terra è stata spostata dal suo sistema di origine?
Domande fantasiose certo, e sicuramente senza risposte, ma questa teoria apre nuovi orizzonti ..
Catherine

Per un intero secolo, gli scienziati hanno ipotizzato che la Terra avesse la stessa composizione chimica del Sole.
Questa teoria si basa sull'idea che tutto il Sistema Solare si sia formato dalla stessa nebulosa solare che circondava il Sole 4,6 miliardi di anni fa e che, quindi, tutti i corpi celesti in esso contenuti condividano la stessa composizione chimica. Dal momento che il Sole comprende il 99% del Sistema Solare, questa composizione è essenzialmente quella del Sole.

Questa ipotesi, tuttavia, è stata contestata in un nuovo studio condotto da due ricercatori dell'Australian National University, nel quale è riportata una scoperta che potrebbe costringere gli scienziati a formulare una nuova teoria sull'origine della Terra.

Ian Campnell e Hugh O'Neil hanno scoperto che il rapporto tra la quantità di isotopi di neodimio contenuti nelle rocce vulcaniche della Terra è molto superiore a quella contenuta nei condriti, i meteoriti che si sono formati dalla nebulosa solare.
Questo significa che la Terra ha una composizione chimica diversa rispetto ai condriti, preziose rocce particolarmente amate dagli scienziati a causa della loro provenienza dalla materia primordiale.

I due ricercatori concludono che la Terra deve aver avuto un'origine differente e non dall'aggregazione progressiva dei condriti...

sabato 3 agosto 2013

Tyche, il pianeta gigante nascosto nel nostro sistema solare, potrebbe esistere davvero

(Foto: Il pianeta Tyche fotografato dal telescopio WISE)

Sembra quasi uno scherzo, eppure si attende la conferma da parte di alcuni scienziati dell’Università della Louisiana che sembrano certi della presenza di un massiccio pianeta che sta contribuendo al cambiamento di rotta di comete e asteroidi che entrano nel Sistema Solare.

Un nuovo pianeta gigante nascosto nel nostro sistema solare
Questo pianeta di nome Tyché è il più grande dei pianeti conosciuti del nostro sistema solare e la sua esistenza è stata ipotizzata in un articolo pubblicato sulla rivista Icarus nel novembre del 2010 dagli astrofisici John Matese e Daniel Whitmire, dell’Università della Louisiana, che effettuavano indagini sul cambiamento di rotta di comete e asteroidi che entrano nel Sistema Solare.

Ora, secondo gli scienziati, la prova empirica dell’esistenza del gigante gassoso è già stata raccolta dal telescopio spaziale WISE della Nasa ed è solo in attesa di essere analizzata. Una volta che Tyche verrà localizzato, altri telescopi potrebbero essere puntati per confermarne l’esistenza.

I due astrofisici sono convinti che Tyché è quattro volte più grande di Giove, ed è qui che si basa la loro ipotesi sul fatto che. questo enorme esopianeta, durante il suo percorso spinge molte comete a lungo periodo (che quindi dovrebbero provenire dalla nube di Oort) verso l’interno del nostro sistema planetario. Infatti alcuni asteroidi e comete mostrano orbite anomale, come ad esempio un’ellitticità che mal si accorda con la loro origine e quindi probabilmente qualcosa deve disturbare la loro traiettoria....