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venerdì 20 febbraio 2026

Alaknanda: la galassia impossibile che anticipa il futuro del cosmo

Il James Webb Space Telescope ha rivelato una galassia a spirale perfetta apparsa quando il cosmo aveva appena un decimo della sua età attuale. La sua esistenza sfida ogni previsione teorica e ci costringe a ripensare la nascita delle prime strutture galattiche.

Per anni abbiamo raccontato la storia dell’universo giovane come un tumulto ancora informe. Le prime galassie, secondo i modelli classici, erano piccoli agglomerati disordinati, dominati da instabilità, collisioni e turbolenze: tutt’altro che pronti a scolpire bracci a spirale netti e simmetrici. Le strutture eleganti - i dischi sottili, i bulge ben definiti, le spirali a grande disegno - venivano considerate il risultato di una lunga maturazione cosmica, il frutto di miliardi di anni in cui la gravità avrebbe lentamente ordinato il caos. Eppure, come spesso accade in cosmologia, la realtà osservata supera l’immaginazione. 

Quando il James Webb Space Telescope ha osservato uno degli angoli più dinamici del cielo, l’ammasso di Pandora (Abell 2744), ha trovato qualcosa che ha lasciato perplessi anche i ricercatori più cauti: una spirale perfettamente formata, antica non nel contenuto ma giovanissima nell’epoca in cui è apparsa. L’hanno chiamata Alaknanda, un nome che evoca un fiume sacro, una sorgente luminosa, un ponte simbolico verso la Via Lattea. E forse non c’era scelta migliore ... 

venerdì 10 ottobre 2025

Una grande onda sta attraversando la Via Lattea e sposta le stelle

Gli scienziati hanno accumulato nuove prove del fatto che l'immagine classica della Via Lattea che è presente in quasi tutti i libri di astronomia è parzialmente sbagliata e dovrà presto essere aggiornata, almeno nei testi inerenti gli studi accademici.

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics, che ha avuto tra i suoi autori diversi ricercatori dell'ESA e alcuni astronomi italiani, ha infatti fornito prove dell'esistenza di una grande increspatura che sembra scuotere la nostra galassia come un'onda marina.

Per scoprire quest'onda, i ricercatori hanno studiato attentamente la mappatura delle stelle della nostra galassia, visto che non possiamo guardare la Via Lattea dall'esterno. Questa mappa è stata realizzata tramite il contributo di generazioni di astronomi e il lungo lavoro dell'osservatorio Gaia dell'Agenzia Spaziale Europea.

Una sorta di “ola stellare” identificata da uno studio guidato dall’Inaf, grazie ai dati raccolti dal telescopio spaziale Gaia...

domenica 23 giugno 2024

HD 140283, la stella che sembra essere più vecchia dell’universo

Se l'universo ha 13,8 miliardi di anni, come può la stella HD 140283 ad avere più di 14 miliardi di anni? Che conseguenze ha ciò sulla teoria cosmologica e sulla costante di Hubble? 

Per più di 100 anni, gli astronomi hanno osservato una stella situata a circa 190 anni luce dalla Terra nella costellazione della Bilancia. Attraversa rapidamente il cielo a 1,3 milioni di chilometri all’ora, ma la cosa interessante è che HD 140283 – o Methuselah come è comunemente nota – è anche una delle stelle più antiche dell’universo, forse la più antica.

Se potesse, HD 140283, ne avrebbe di cose da raccontare, dato che può essere considerata testimone di tutta la storia dell’universo, dalla sua formazione fino ai giorni nostri.

Nata in una galassia primordiale, poi disgregata e risucchiata dalla nostra Via Lattea, più di 12 miliardi di anni fa, HD 140283 porta nella sua traiettoria la memoria di questo ancestrale atto di cannibalismo cosmico ...

sabato 16 aprile 2022

La nostra galassia potrebbe essere morta da miliardi di anni ... e non ce ne siamo accorti.

La Via Lattea è come uno zombie: anche se continua a girare su se stessa, è 'cosmicamente' morta. Ma cosa differenzia 'una galassia viva' da una 'galassia morta'?

Anche le galassie muoiono.

La nostra vicina, la galassia di Andromeda, è abbastanza certo che abbia terminato il suo ciclo vitale qualche miliardo di anni fa, ma solo di recente ha iniziato a mostrare i segni esteriori della sua fine.

La stessa sorte potrebbe essere capitata alla nostra Via Lattea, anche se i segni della sua morte non ci sono ancora pervenuti.

Secondo Kevin Schawinski, professore di astrofisica delle galassie e dei buchi neri presso il Politecnico federale di Zurigo (ETH Zürich), la Via Lattea si troverebbe in uno stato ‘zombie’.

Ma cosa distingue una ‘galassia viva’ da una ‘galassia morta’?..

mercoledì 13 aprile 2022

10 incredibili fotografie che provengono dallo spazio più profondo

Le immagini che quasi ogni giorno ci arrivano dai telescopi spaziali internazionali sono scattate per permettere agli scienziati di studiare l’universo, ma a volte sono delle vere e proprie opere d’arte, bellissime da vedere.

Lo spazio è una delle cose che affascina maggiormente l’essere umano.

In un’epoca come quella in cui stiamo vivendo, in cui tutto ciò che nel mondo c’era da scoprire è stato scoperto, in cui la figura dell’esploratore è ormai scomparsa, è solo alzando gli occhi verso il cielo che si riesce ad immaginare, e sognare. 

Ma mentre noi persone comuni guardiamo le stelle c’è chi le scoperte astronomiche le fa davvero, e spesso e volentieri sono a dir poco spettacolari. 
Come queste ...

martedì 2 febbraio 2021

Il grande Vuoto che ci circonda


La struttura a vasta scala dell’Universo consiste di addensamenti di galassie e materia oscura, circondati da enormi regioni pressoché vuote, percorse da una rete di filamenti che si comportano come superstrade per convogliare la materia verso i nodi più densi dell’intricata ragnatela universale, come gli ammassi galattici. 

Un nuovo studio, pubblicato su The Astrophysical Journal, si pone l’obiettivo di rivelare la vasta struttura cosmica circostante la nostra galassia, che risulta situata ai bordi di un immenso Vuoto Locale.

Il team, guidato da Brent Tully dell’University of Hawaii, ha realizzato simulazioni a computer per mappare dimensione e forma di un vasta regione chiamata Vuoto Locale, ai bordi della Via Lattea. 

Utilizzando osservazioni dei moti delle galassie, gli astronomi hanno ricavato la distribuzione di massa responsabile di quei moti, ricostruendo così mappe tridimensionali del nostro Universo locale. 

La distribuzione delle galassie nell’Universo deriva dall’incessante tiro alla fune tra la spinta espansiva dell’energia oscura e la forza attrattiva della materia oscura e di altre galassie nelle vicinanze ...

domenica 3 febbraio 2019

"La Via Lattea" di Federico Bellini

La Via Lattea (dal latino Via Lactea) è la nostra Galassia. 
Qui si trova il Sistema Solare, il Sole, la Terra, il genere umano ed è la Galassia per antonomasia, presa a modello per studiare tutte le altre dell’Universo.

(a sinistra: Cina, XIII d.C.)


In base agli studi astronomici più recenti, dal punto di vista strettamente morfologico è una Galassia a Spirale Barrata, ovvero è composta da un nucleo attraversato da una struttura a forma di barra dalla quale si dipartono i Bracci di Spirale che seguono un andamento logaritmico. Osservandola dalla Terra, che giace in uno dei suoi bracci di spirale, essa appare nel cielo notturno come una fascia chiara di luce bianca che percorre trasversalmente l’intera volta celeste, una fascia dove si addensano un numero di Stelle maggiore che nelle altre aeree, oltre ad apparire di aspetto leggermente diverso a seconda dell’emisfero in cui si osserva.

Numerose interruzioni di luce sono causate dalla presenza in più punti di nebulose oscure e polveri che offuscano le Stelle più lontane, mentre il tratto più luminoso ricade tra le Costellazioni di Ofiuco, Scorpione e Sagittario, ossia in direzione del Centro Galattico; altri punti brillanti sono anche il tratto costituito dal Braccio del Cigno, nell’omonima Costellazione, dal Braccio della Carena-Sagittario, nella Costellazione della Carena. ...

sabato 19 maggio 2018

La strana orbita di un nuovo mondo è la conferma dell'esistenza del Pianeta Nove?

Un nuovo studio ha svelato l'esistenza di 2015 BP519, un pianeta nano che ruota intorno al Sole con un'orbita molto inclinata rispetto al piano equatoriale del sistema solare.

A portarlo su questa traiettoria potrebbe essere stato il cosiddetto Pianeta Nove, la cui esistenza è stata ipotizzata due anni fa, ma non tutti gli astronomi sono convinti che sia andata così..

All'inizio del 2016, due planetologi hanno dichiarato che nelle profondità del sistema solare, ben oltre l'orbita di Plutone, potrebbe nascondersi un pianeta fantasma. 
La loro affermazione, basata sulle bizzarre orbite di remoti mondi ghiacciati, ha rapidamente scatenato una corsa alla ricerca del cosiddetto Pianeta Nove, la cui massa stimata sarebbe circa 10 volte quella della Terra. 

"E' un'idea affascinante", ha detto Gregory Laughlin, astronomo della Yale University. "Trovare un pianeta di 10 masse terrestri nel sistema solare sarebbe una scoperta scientifica senza precedenti".

Ora gli astronomi riferiscono di aver individuato un altro mondo lontano, grande forse come un pianeta nano, la cui orbita è così strana che potrebbe essere stata plasmata dal Pianeta Nove ...

lunedì 12 gennaio 2015

25 immagini che vi faranno rivalutare la vostra intera esistenza

 “E’ stato detto che l’astronomia è un’esperienza di umiltà e che forma il carattere.

Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo.

Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto.” -



Questa è la terra! 
Qui è dove siete:

giovedì 7 marzo 2013

L’arrivo della super-onda galattica prevista per il 2013, porterà caticlismi globali?

Paul La Violette è stato a Roma qualche anno fa, ospite del team e della Redazione Segnidalcielo. Lui oltre ad essere scrittore (ha scritto Earth Under Fire) e uno dei maggiori studiosi mondiali sulla super-onda galattica, una sorta di bolla di energia emessa dal centro della Galassia che avrebbe raggiunto il nostro sistema solare tra la fine del 2012 e il 2013.

Paul La Violette

Dopo averne discusso approfonditamente con Paul, presente anche in un seminario organizzato da Segnidalcielo, per chi è scettico a questa visione di studi, rimandiamo il tutto alla grossa mole di documentazione scientifica disponibile sull’argomento, compreso il pensiero astronomico e in parte profetico della civiltà Maya, ci sembra opportuno riportare stralci dell’aggiornamento che La Violette ha pubblicato sul suo blog personale.

I Remote Viewing del Farsight Institute
Dopo essere entrato in contatto con gli studi di remote viewing del Farsight Institute curati dal dr. Courtney Brown, ha ammesso che l’impatto sarebbe da collocare più correttamente nella finestra temporale che va da dicembre 2012 a maggio 2013. Questo perchè le letture dei remote viewing relative a giugno 2013 fanno intendere che, a quella data, qualcosa di sconvolgente sul pianeta possa essere già accaduto.

Il Remote Viewing (RV) è una pratica di reperimento di impressioni riguardo un oggetto distante nello spazio-tempo utilizzando mezzi di indagine paranormale, fra cui le percezioni extrasensoriali ESP. Il Farsight Institute ha valorizzato questa pratica inserendola entro un contesto di indagine scientifica e statistica volto a formulare delle predizioni sul futuro con un buon grado di accuratezza.
Nel maggio 2008 il Farsight aveva svolto esperimenti di RV per scandagliare 9 località costiere sparse nel mondo, effettuando letture in date future corripondenti a giugno 2008 e giugno 2013.
Mentre le letture del 2008 riflettevano situazioni pressoché immutate e nella norma, quelle del 2013 mostravano delle deviazioni significative rispetto alla norma, come se la Terra avesse subito una qualche forma di evento su scala globale. Il risultati degli esperimenti possono essere consultati sul sito del Farsight Institute...

sabato 17 dicembre 2011

Pronti ai fuochi d’artificio nella Via Lattea?

Una nube di gas punta dritta verso il buco nero che si trova al centro della nostra galassia. Cosa ci si può aspettare?

Laura Berardi

Se è vero che al centro di ogni galassia c’è un buco nero, e che anche la nostra non fa eccezione, è anche vero che la sorgente Sagittarius A* – oggetto supermassivo nel bel mezzo della Via Lattea – non ha mai dato agli astrofisici particolari soddisfazioni. Le emissioni di radiazione elettromagnetica dell’oggetto sono sempre state poche e di breve durata. Tuttavia, tutto questo potrebbe presto cambiare. Secondo uno studio pubblicato su Nature, infatti, una nube di materia si sta velocemente avvicinando al buco nero: l’interazione tra i due corpi celesti dovrebbe regalare agli scienziati uno spettacolo senza precedenti che potrebbe finalmente svelare molti dei segreti di questi misteriosi oggetti da cui nulla, nemmeno la luce, può scappare.

Gli strumenti del Max Planck Institute in Germania e dell’ università della California di Berkeley – da cui provengono i team che hanno condotto lo studio – sono puntati verso il buco nero della nostra galassia ormai da un decennio. Ma in tutto il periodo di osservazione le emissioni di Sagittarius A*, seppure rilevabili, sono state eccezionalmente basse, poco intense e dalla durata di qualche minuto o al massimo di poche ore ogni volta. “ Il nostro è un buco nero estremamente buio”, scrivono i fisici nello studio, con un velo di ironia. ..