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martedì 20 gennaio 2026

Il mistero cosmico di 3I/ATLAS

3I/ATLAS non smette di stupire. 

Il punto sulla situazione, di Sabrina Pieragostini

Un nuovo studio internazionale, coordinato dalla Johns Hopkins University e realizzato con la partecipazione di istituzioni di prestigio come l’Arizona State University, il Caltech e il Centro di Astrofisica di Harvard, ha analizzato le caratteristiche di questo oggetto interstellare, il terzo individuato dal 2017 ad oggi. 

Gli astrofisici hanno utilizzato immagini raccolte dal satellite NASA SPHEREx subito dopo il perielio (ovvero il punto di minima distanza dal Sole), raggiunto da 3I/ATLAS tra l’8 e il 15 dicembre 2025. 

Queste osservazioni hanno portato alla scoperta di una gigantesca anti-coda dalla forma a pera lunga circa 300.000 chilometri, oltre a sei pennacchi secondari di aspetto tondeggiante.

Una peculiarità mai riscontrata prima in altre comete...

sabato 30 agosto 2025

Loeb rilancia: la cometa interstellare 3I/ATLAS forse tecnologia aliena

 Nelle ultime settimane un oggetto proveniente dalle profondità dello spazio ha catturato l’attenzione della comunità scientifica e del grande pubblico. 
Si chiama 3I/ATLAS ed è stato individuato a luglio 2025: si tratta solo del terzo corpo interstellare mai osservato dopo 1I/ʻOumuamua' nel 2017 e '2I/Borisov' nel 2019. 

Diversamente dalle comete del nostro Sistema solare, questo visitatore è destinato a proseguire la sua traiettoria e a lasciare il Sole alle spalle, rimanendo soltanto un passeggero in transito.

Come spesso accade con eventi di questo genere, la scoperta ha però assunto connotati quasi fantascientifici: a far discutere sono ancora una volta le ipotesi avanzate dal professore di Harvard Avi Loeb. L’astronomo, già noto per le sue teorie non convenzionali su ʻOumuamua', ha suggerito che 3I/ATLAS potrebbe non essere un semplice corpo naturale, bensì una costruzione artificiale alimentata da energia nucleare. 

La sua riflessione nasce da un’analisi di un’immagine ottenuta dal telescopio spaziale Hubble, nella quale compare un bagliore luminoso proprio davanti al nucleo dell’oggetto...

giovedì 10 luglio 2025

3I/ATLAS: il terzo messaggero interstellare in arrivo

All’alba del 1 luglio 2025 il telescopio cileno del progetto ATLAS ha individuato un oggetto di magnitudine apparente +18 situato a circa 510 milioni di chilometri dalla Terra. 

Inizialmente catalogato come asteroide con la sigla provvisoria A11pl3Z, l’analisi delle immagini ha rivelato una tenue coda lunga pochi secondi d’arco, confermando la sua natura cometaria. 

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha subito riconosciuto la traiettoria iperbolica e retrograda, rendendo 3I/ATLAS il terzo oggetto finora confermato proveniente dallo spazio interstellare dopo ’Oumuamua e 2I/Borisov...

sabato 9 settembre 2023

Anno 536 - I 18 mesi che sconvolsero il mondo

Nel 536 una combinazione di circostanze sfortunate ha portato al collasso delle società: vulcani, eclissi di Sole e comete hanno messo in ginocchio interi popoli.

Nel 536 d.C. giunse una catastrofe che se ricapitasse in tempi moderni metterebbe in ginocchio gran parte degli Stati del mondo.

Il Sole si eclissa. Un anno di oscurità

Il primo segno della ribellione della natura fu l’oscuramento del Sole.

Alcune mitologie antiche, per esempio quella dei norreni, raccontano che la fine dei tempi sarà segnata da un’eclissi di Sole che durerà anni e che farà piombare il mondo in una morsa di gelo.

Forse fu un evento simile a quello accaduto nel 536 d.C. a dare vita a una leggenda tanto funesta...

martedì 15 gennaio 2019

Panspermia guidata: la teoria degli inseminatori cosmici

Francis Crick è stato forse uno degli scienziati più importanti degli ultimi due secoli. Assieme a James Watson, fu lo scopritore della struttura a doppia elica del DNA, segnando una pietra miliare nel campo della biologia, della chimica e della medicina, ed aggiudicandosi il Nobel per la Medicina nel 1953.

Ma Francis Crick non è stato solo un fondamentale elemento per la storia della scienza moderna: assieme all'anima dello scienziato, dentro di lui albergava un'indole da visionario. Da una parte una forma mentis orientata alla scienza, dall'altra una visione della vita che ha toni per alcuni fantastici, per altri realistici, ma sempre preservando un'onesta intellettuale invidiabile.

Francis Crick, assieme a Leslie Orgel, fu l'elaboratore di una teoria che per molti decenni è stata elegata all'ambito della fantascienza, e probabilmente lo è tutt'ora. Il concetto di panspermia non era nuovo negli anni '60, circolava già dalla fine del XIX° secolo in ambiente scientifico. 
Francis Crick tuttavia elaborò una sua personale teoria di panspermia, la cosidetta Panspermia Guidata (Directed Panspermia). 

Se il concetto di panspermia tradizionale prevede che gli ingredienti fondamentali della vita si siano diffusi in tutto l'universo usando come mezzo di locomozione le comete o frammenti di materia inorganica espulsi da corpi rocciosi e che hanno funzionato come vettore per trasportare la vita su altri mondi, la Panspermia Guidata è un'idea che va oltre il caos e l'evento naturale ...

lunedì 16 giugno 2014

Il ritorno di Nibiru


Mauro Paoletti
(articolo del 2004)

Come già scritto nell’articolo "La battaglia degli Dei", la ricerca del Decimo Pianeta iniziò quando venne accertato che le orbite di Urano e Nettuno erano disturbate da un corpo celeste che non poteva essere Plutone.

Nel momento in cui il sistema solare prese forma gli elementi leggeri vennero spinti all’esterno dalla radiazione del sole, di conseguenza i primi quattro pianeti sono piccoli, solidi, ricchi di elementi pesanti. Al contrario i pianeti più lontani sono molto più grandi, gassosi e quindi formati da elementi leggeri. Quando nel 1930 venne individuato Plutone, in base alle anomalie di Urano, si pensò che il nuovo pianeta fosse grande e gassoso in modo da influenzare l’orbita di Urano.
Plutone è però meno luminoso del previsto, la sua rotazione di sei giorni è tipica dei piccoli pianeti; possiede un orbita più estesa ed ellittica fuori di 17 gradi e quando raggiunge il perielio attraversa l’orbita di Nettuno e non può causare anomalie nelle orbite degli altri due pianeti a lui vicini.

Per questo è iniziata la caccia al decimo pianeta (Pianeta X), sicuramente un gigante gassoso con una massa capace di causare le anomalie accertate ...

martedì 12 marzo 2013

Tyche: gli scienziati cominciano a credere alla sua esistenza

Nel 1999, una coppia di ricercatori constatò che molte comete osservate, presentavano forti deviazioni in relazione alle orbite calcolate. Secondo loro, questo sarebbe provocato dal’attrazione gravitazionale di un pianeta quattro volte più grande di Giove, nascosto dentro il sistema solare.
Hanno battezzato questo grande oggetto col nome di TYCHE.

Nell'occasione, John Matese e Daniel Whitmire, legati alla Università della Lousiana-Lafayette, pubblicarono un articolo proponendo che solamente la presenza di un oggetto di grande massa dentro la nube di Oort, una regione circolare localizzata a quasi 1 anno luce dal Sole, poteva spiegare le anomalie viste nelle traiettorie delle comete provenienti da quella regione. Secondo gli scienziati, a causa della luminosità molto tenue e della bassissima temperatura, l´esistenza di Tyche poteva essere provata solo attraverso delle immagini a infrarosso e di quella regione spaziale e hanno atteso che il telescopio spaziale WISE, lanciato nel 2009, cominciasse a inviare le immagini.

Recentemente, a causa della divulgazione parziale di dati del telescopio WISE, la teoria di Matese e Whitmire è ritornata ad essere oggetto di speculazioni e dibattiti tra gli astrofisici. Questo a causa che la NASA ha confermato che la prima parte dei dati raccolti dal satellite, saranno divulgati ad aprile 2011 e la seconda parte dei dati sarà resa pubblica nel marzo del 2012. “esistono forti evidenze che esiste un grande oggetto in quella regione” ha detto Mantese. “Il tipo di deviazione nella orbita di alcune comete persiste. È possibile che sia appena una casualità statistica, ma questa probabilità diminuisce man mano che abbiamo più dati accumulati negli ultimi 10 anni”. Mantese spiega che la quantità di dati generati dal telescopio è immensa e che utilizzare e sfruttare questo banco di dati può significare un lavoro molto lungo. “Non abbiamo una previsione esatta, forse 2 o 3 anni fino a che possiamo trovare qualche cosa, ma se l´oggetto è lì allora lo troveremo”. Nel caso che Tyche esista realmente, secondo i due astrofisici, esso si troverà a 2,25 trilioni di chilometri di distanza. Sarebbe un oggetto gassoso e avrebbe un periodo di rivoluzione di 375 anni...