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lunedì 26 gennaio 2026

Stiamo iniziando a parlare come ChatGPT (mentre le AI cercano di imitarci)

di Davide Imeneo

Vi è mai capitato, leggendo l’email di un collega o ascoltando un intervento su Zoom, di pensare che le parole siano troppo perfette, quasi artificiali? 

È il segno di una metamorfosi: noi iniziamo a parlare come i chatbot, mentre le macchine imparano a imitare le nostre fragilità.

L'infiltrazione linguistica: l'ascesa di termini artificiali

Ci sono degli ospiti inattesi che si stanno infiltrando nel modo in cui parliamo e scriviamo: una contaminazione che sta modificando il tessuto stesso della comunicazione umana. Chi presta attenzione alle conferenze su Zoom o ai video accademici su YouTube può notare l’emergere abbondante di termini specifici, un tempo rari, che oggi fungono quasi da veri e propri marcatori di un’intelligenza non “biologica”. 
Parole inglesi come delve (scavare a fondo, approfondire), meticulous (meticoloso), realm (regno, ambito) e adept (esperto) hanno registrato un’impennata nel loro utilizzo, arrivando fino al 51% nei diciotto mesi successivi al rilascio di ChatGPT...

martedì 22 novembre 2022

Non vaccinati? Come malati mentali da curare. Succede in Canada.

I non vaccinati: descritti dai media come dei poveri folli, hanno vissuto negli ultimi anni l’esclusione sociale, gli insulti e l’indifferenza.

Finita l’emergenza sanitaria è però arrivata la rivalsa. 
Molte istanze sostenute dai così detti folli si sono dimostrate vere. 

Prima fra tutti l’ammissione delle stesse case farmaceutiche, che affermano di aver commercializzato un prodotto senza le necessarie prove di efficacia e sicurezza.

Nonostante basti questo a far crollare l’intero castello di carte, in Canada i non vaccinati vengono ancora considerati folli e curati in quanto tali.

Il consiglio che lo Stato ha dato ai propri medici è infatti proprio questo: se il paziente non si vuole vaccinare, si potrebbe invitarlo alla psicoterapia, utilizzando anche dei farmaci “adatti” ...

sabato 21 maggio 2022

Il codice dell'Anima

James Hillman è stato descritto alternativamente come uno psicologo indipendente, un mago, un visionario, un maniaco e un Re-filosofo contemporaneo.

Ha studiato con il grande psichiatra svizzero Carl Jung ed ha insegnato in varie università americane. Malgrado queste credenziali, Hillman è lontano dall'essere considerato una figura appartenente al mondo della psicologia. Infatti è visto da molti suoi colleghi come un pensatore profondamente sovversivo, una spina nel fianco degli psicologi rispettabili.

Come fondatore della "psicologia archetipica", una scuola di pensiero diretta a revisionare e "reimmaginare" la psicologia, Hillman crede che la psicologia debba evolversi oltre il suo "riduzionismo" presente ed abbracciare teorie sullo sviluppo umano.

Dagli anni sessanta ha scritto, insegnato e tenuto conferenze sulla necessità di portare le terapie fuori dalle sale di consulenza e nella realtà del mondo. "La psicologia si è ridotta ad una ricerca banale ed egocentrica, egli afferma, piuttosto che ad un'esplorazione dei misteri della natura umana".

Uno dei più grandi di questi misteri, secondo Hillman, è la questione del carattere e del destino. Nel suo recente bestseller "Il Codice dell'Anima" afferma che il nostro carattere e la nostra vocazione di vita sono qualità innate e che è la missione della nostra vita realizzare quelle spinte. La chiama "la teoria della ghianda", l'idea che le nostre vite sono formate da un'immagine particolare, come il destino della quercia è contenuto nella piccola ghianda. Ecco il suo pensiero...

domenica 22 ottobre 2017

Considerazioni sulla psicoterapia

Lanfranco Mariottini

Allo stato attuale della mia ricerca, sono giunto alla conclusione che le patologie della mente siano solo l’epifenomeno di un disagio diffuso nell’umanità: la perdita della visione spirituale della vita.

Con gli strumenti di conoscenza e di tecnologia in nostro possesso potremmo trasformare il pianeta in un giardino ma è soprattutto con la pratica della gentilezza e della compassione che si cambierà il mondo.
Col tempo, sono convinto, l’umanità si evolverà, e le persone gentili guideranno il Creato.

L’uso della mente, il nostro strumento per interpretare la realtà

Se qualcuno ci ponesse la domanda: “dovendo scegliere tra un pensiero triste e cupo e un pensiero sublime, cosa preferiresti?”, beh, ritengo che poche persone avrebbero dubbi sulla risposta da fornire: “Quello sublime è ovvio, che domande?”.

Eppure, mi chiedo, quante persone conosciamo che veramente, oggi, sono in grado di preferire il pensiero sublime a quello triste o pieno di rabbia?
Quanti sono in grado di osservare obiettivamente i pensieri e scegliere quali vogliamo che abitino la nostra mente?..