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giovedì 21 maggio 2026

Viaggiare nel passato: le teorie scientifiche che sfiorano l’impossibile


 Viaggiare nel tempo è uno dei sogni più affascinanti dell’essere umano: la possibilità di tornare indietro per vivere eventi storici, rimediare a errori del passato o semplicemente osservare il mondo in altre epoche ha ispirato scienziati, scrittori e filosofi per secoli.

Il viaggio nel tempo è sempre stato considerato solo una fantasia, qualcosa di impossibile, per via dei problemi logici e scientifici che comporta, tra cui il famoso paradosso del nonno: cosa succederebbe se qualcuno tornasse indietro nel tempo e impedisse a suo nonno di avere figli cancellando così l’esistenza del viaggiatore stesso? E se vi dicessimo che nuovi studi hanno evidenziato la possibilità di un “tuffo nel passato”? 

Infatti, combinando relatività generale, meccanica quantistica e termodinamica si potrebbe trovare la chiave per viaggiare nel tempo senza incongruenze logiche. Nella nostra esperienza quotidiana il tempo scorre in modo lineare, si tratta di un concetto profondamente radicato nella fisica newtoniana; tuttavia, secondo la teoria generale della relatività di Einstein del 1915, il tempo è strettamente collegato allo spazio, formando un tessuto a quattro dimensioni noto come spazio-tempo che può essere alterato, comportandosi quindi in modi controintuitivi...

giovedì 5 febbraio 2026

Mi stai dicendo che viviamo dentro a un computer?

 
Secondo questo scienziato della NASA, forse sì.

Anni or sono (l'articolo è del 2012. N d C), Rich Terrile è comparso a Through the Wormhole, il programma di Science Channel sui misteri della vita e dell’universo.

È stato invitato alla trasmissione per discutere della sua teoria secondo la quale l’esperienza umana può essere ricondotta a qualcosa di simile a una versione incredibilmente avanzata e metafisica di The Sims.
È un’idea che ogni studente universitario che possieda un bong autoprodotto e un DVD di Matrix ha accarezzato, ma Rich è uno scienziato molto stimato, direttore del Centro di Computazione Evolutiva e Design Automatizzato del Jet Propulsion Laboratory della NASA, e attualmente sta scrivendo un libro, ancora senza titolo, sull’argomento, quindi procediamo e prendiamolo sul serio.

L’essenza della teoria di Rich è che un “programmatore” del futuro abbia creato la nostra realtà per simulare il corso di ciò che considera storia antica—per qualche ragione che non sappiamo, forse perché si annoia. 

Secondo la legge di Moore, che afferma che la forza computazionale raddoppia all’incirca ogni due anni, teoricamente tutto ciò sarà possibile, nel futuro. 
Prima o poi, arriveremo al punto in cui simulare qualche miliardo di persone—facendo loro credere di essere creature senzienti con la capacità di controllare i propri destini— sarà facile come mandare a uno sconosciuto una foto dei tuoi genitali con il cellulare...

mercoledì 28 gennaio 2026

Il campo akashico


Dopo l’esperimento di Michelson-Morley (1887) la fisica ha definitivamente abbandonato la nozione di “etere”.

L’esperimento, basato sull’uso di un interferometro, mostrava che la velocità della luce non rispondeva ai principi della relatività classica-galileiana, era cioè indipendente dal sistema di riferimento; inoltre si doveva escludere, per le stesse ragioni, la teoria dell’ “etere luminifero” che ipotizzava quale mezzo di propagazione delle onde elettromagnetiche un ‘etere’, un fluido di cui si supponeva l’aderenza alle leggi della fluidodinamica (fatto questo sul quale si basavano i dati attesi dall’esperimento ideato da Michelson).

 L’accettazione dell’idea che le onde elettromagnetiche si propaghino nel “vuoto”, senza un mezzo, è fra i presupposti che hanno portato alla relatività ristretta di Einstein. 

A noi interessa tuttavia questo passaggio per il fatto che – per un certo tempo – la fisica moderna ha utilizzato il concetto di “etere”, termine di derivazione antica ed aristotelica, sebbene con un’accezione diversa e rivisitata. 

Il fatto che questa nozione sia stata esclusa deriva tuttavia dal fraintendimento circa la natura “materiale” dell’etere, confusione che non può essere attribuita ad Aristotele, dato che come ho mostrato in altri articoli e come spiegherò ancora in futuro, anche quando gli Antichi elaboravano una “fisica” non si riferivano al mondo materiale, così quando parlavano dei quattro o cinque elementi si riferivano a realtà sottili e non certo agli elementi grossolani che oggi designano le parole “fuoco” o “aria”....

mercoledì 3 settembre 2025

Cancella il tempo e capiremo


Venti secoli fa un uomo che viveva in una città greca sulla costa dell’odierna Turchia ebbe un’idea prodigiosa e stupefacente: e se il cielo sopra la nostra testa continuasse anche sotto i nostri piedi? E se la Terra non fosse che un grosso sasso che galleggia nello spazio, sospesa sul nulla? L’uomo si chiamava Anassimandro, la città era Mileto.

L’idea, nuova nella storia del mondo, era, come ben sappiamo oggi, oltre due millenni e mezzo più tardi, giusta. Il filosofo della scienza Karl Popper ha definito quest’idea «una delle più audaci, più rivoluzionarie e più portentose della storia del pensiero umano».

Ma Anassimandro ci ha lasciato un’eredità ancora più importante. Ha mostrato che la realtà non è come ci appare, che possiamo avere idee sbagliate sul mondo e che, se partiamo da una serena consapevolezza della nostra ignoranza, attenta osservazione e intelligente riflessione possono permetterci di liberarci da qualcuno degli innumerevoli pregiudizi che impastoiano i pensieri: possiamo vedere più lontano. 

Così facendo, Anassimandro ha iniziato un’immensa e affascinante avventura: la strada della conoscenza scientifica...

mercoledì 18 giugno 2025

Sarà possibile creare un computer consapevole?

 
di Federico Faggin

Dopo aver elucidato i concetti fondamentali di coscienza, computer, e cellule viventi, questo articolo considera la differenza cruciale tra una cellula e un computer, concludendo che una cellula è un nanosistema dinamico basato sulle leggi della meccanica quantistica, mentre il computer è un sistema “statico” che usa le leggi riduttive della meccanica classica.


L’essenza della coscienza è la sua capacità di percepire e conoscere attraverso sensazioni e sentimenti. Però non c’è nessun fenomeno fisico noto che ci permetta di tradurre segnali elettrici, sia nel computer come nel cervello, in sentimenti: si tratta di due classi di fenomeni incommensurabili. 

Per spiegare la natura della coscienza, quindi, l’autore introduce un modello della realtà basato su principi cognitivi anziché materialistici. Secondo questo modello, la coscienza è una proprietà olistica irriducibile dell’energia primordiale di cui tutto è costituito (spazio, tempo e materia). 

Come tale, la coscienza può crescere soltanto se i componenti di un sistema si aggregano olisticamente, come avviene in una cellula. Essendo il computer un sistema riduttivo, la sua “coscienza” non può aumentare con il numero dei suoi componenti elementari (i transistor), e pertanto non può superare quella di un transistor ...

martedì 6 maggio 2025

Quantum Gravity Research: la geometria dello spazio e del tempo


E se il tessuto dello spazio e del tempo non fosse composto da stringhe monodimensionali o dall’energia per come la conosciamo, ma fosse un codice o linguaggio generato dalla proiezione geometrica?

Il gruppo “Quantum Gravity Research” è un team di Los Angeles, che unisce matematici e fisici per sviluppare un quadro teorico che generi una teoria di gravità quantistica che chiamano teoria dell’emergenza.

Essa è ancora ai primi stadi di sviluppo e ha lo scopo di unificare, attraverso rigore matematico e scientifico, la teoria della Relatività, della meccanica quantistica e della coscienza.

Il film è presentato in linguaggio semplificato e spiega i punti principali della teoria dell’emergenza, della meccanica quantistica e della fisica digitale, tuttavia potete trovare documenti più specifici nel nostro sito web ...

venerdì 17 gennaio 2025

Perché alcuni scienziati famosi denigrano la filosofia? Non potrebbe essere una disciplina utile alla scienza?


Tommaso Tosi, Saggista in Filosofia, Scienza e Tecnologia

Apparentemente si potrebbero trovare molte motivazioni, alcune più fondate di altre per spiegare il fenomeno, ma la radice da cui il fraintendimento parte è un’altra: così come alcuni filosofi denigrano la scienza per pura ignoranza, alcuni scienziati denigrano la filosofia perché non la conoscono effettivamente, oppure ne hanno una visione distorta e semplicistica, non riconoscendone la centralità conoscitiva.

Sotto determinate condizioni, la filosofia (specificamente alcune sue branche) può certamente essere molto utile alla scienza - ancorché non sia questo il suo fine -, e risulta anzi imprescindibile a definire la scientificità e a risolvere le questioni inerenti il metodo scientifico.

Come premessa alla riposta, va precisato che anche le lacune scientifiche di molti filosofi sono cosa grave, soprattutto quando si tratta di argomenti intrinsecamente legati a problematiche di natura eminentemente filosofica - ad esempio, non si può in effetti occuparsi dei paradossi zenoniani senza conoscere le basi dell’analisi e il concetto di serie numerica convergente, nonché lo stato dell'arte della fisica teorica per quanto riguarda il problema della continuità/discrezione dello spazio-tempo e quindi almeno le basi delle proposte di unificazione in gravità quantistica come la loop quantum gravity, come non si può parlare del dibattito tra platonisti e costruttivisti in matematica senza conoscere lo sviluppo della logica-matematica contemporanea (teoria della dimostrazione e teoria dei modelli in primis) fino alla fondazione delle teorie assiomatiche degli insiemi Zermelo-Fraenkel-Choice, von Neumann-Bernays-Gödel, Morse-Kelley, Tarski-Grothendieck, ecc. per giungere infine alla teoria delle categorie e alla teoria dei topos ...

giovedì 5 settembre 2024

Spazio e tempo? Solo un'illusione

Il libro di Carlo Rovelli è onesto: già dal titolo ci fa sapere che è meglio rassegnarci perché “La realtà non è come ci appare

Rovelli, fisico teorico che insegna all’università di Aix-Marsiglia, ci porta a spasso lungo 25 secoli per spiegarci come è cambiata la nostra immagine del mondo grazie ad alcuni grandi visionari della storia. 

Aiutato da un’ottima capacità narrativa, ci fa arrampicare sulle vette del pensiero di Democrito e Lucrezio, di Galileo e Newton, ci fa digerire cose complesse come la meccanica quantistica e la relatività di Einstein e ci costringe addirittura a prendere seriamente in esame alcune idee estremiste emerse dai recenti studi sulla gravità quantistica, come quella secondo cui il tempo non esiste. 

“A livello fondamentale il tempo non c’è. (....) ci sono processi elementari in cui quanti di spazio e materia interagiscono tra loro in continuazione. L’illusione dello spazio e del tempo continui intorno a noi è la visione sfocata di questo fitto pullulare di processi” ...

venerdì 22 settembre 2023

"Il Big Bang? Non è l’inizio di tutto. Vi racconto la storia di quel che è avvenuto prima”

Gian Francesco Giudice, capo dei fisici teorici del Cern, riassume in un libro le ultime teorie scientifiche sull’origine dell’universo.“All’inizio c’era il vuoto. Ma un vuoto pieno di energia. Lo spazio cominciò a espandersi furiosamente. Poi arrivò la materia” 

Immagine: Spettacolo pirotecnico dedicato al Big Bang al Cern

E solo alla fine arrivò il Big Bang. L’esplosione iniziale, la materia concentrata in un punto infinitamente piccolo che si espande in un istante, l’evento fatidico prima del quale non esisteva nulla: non è così che è cominciata la nostra storia. 
Anzi, non è nemmeno così che si è svolta la vera storia.

Esiste un capitolo precedente al Big Bang che la scienza inizia ad arredare di dettagli e che Gian  Francesco Giudice, direttore del dipartimento di fisica teorica del Cern di Ginevra e accademico dei Lincei, racconta in “Prima del Big Bang. Come è iniziato l’universo e cosa è avvenuto prima” (Rizzoli, 252 pagine, 19 euro) ...

mercoledì 19 luglio 2023

Legge di Attrazione e Legge di Consapevolezza

Sono molto felice di presentarvi un articolo davvero intelligente sulla famigerata Legge di Attrazione. 
Ha il merito di epurare la Legge di Attrazione sia dalle contaminazioni positiviste-giuliviste della new-age che dai pompaggi commerciali che spesso si incontrano nei corsi di crescita personale, e di farla rientrare in un contesto attuativo in cui la logica smonta il paradosso del “pensiero positivo” a tutti i costi, che spesso non denota altro che cecità spirituale e faciloneria.  - Lòthlaurin
- Tom Montalk -
 
La Legge di Attrazione dice che si attrae sincronicamente fuori ciò che è in risonanza con il dentro, ovvero che puoi portare nella tua vita quello su cui al momento ti stai molto concentrando. Quindi se hai un’attitudine positiva e ti concentri sul successo, lo attrai; mentre se hai un’attitudine cinica e depressa attrai esperienze negative.

Allo stesso tempo però, l’esperienza mostra che le possibilità negative si manifestano quando meno ce le aspettiamo ed anticiparle è ciò che in verità fa evitare che accadano.

Dunque come può essere che concentrandoci sulle possibilità negative le attraiamo da un lato e le evitiamo dall’altro? Questo è il paradosso di cui parliamo in questo articolo. Tutto quel che dobbiamo fare è osservare alcuni casi tipici e trovare la regola che li rappresenta...

mercoledì 10 febbraio 2021

Universi paralleli, la prova della loro esistenza e interazione

Può sembrare la sceneggiatura di un film, eppure i fisici teorici studiano questi scenari da almeno 50 anni, ed esistono complicati ed eleganti calcoli matematici in grado di descriverli. 

L’ultima formulazione è stata pubblicata su “Physical Review X” da un team di studiosi australiani e statunitensi.

Secondo lo strano mondo della meccanica quantistica, abitato da atomi e particelle, esiste un universo in cui questo articolo non è mai stato scritto. E, a un tempo, un altro mondo in cui è possibile leggerlo e commentarlo. Bizzarrie della realtà a livello dei suoi costituenti più intimi, governata da fenomeni che spesso fanno a pugni con il senso comune. E che hanno fatto storcere il naso persino ad Albert Einstein.

Come la teoria del multiverso, in base alla quale esisterebbe una pluralità di universi paralleli, al punto che ogni decisione che ciascuno di noi prende in questo mondo ne creerebbe di nuovi. Secondo questa interpretazione, ci sarebbe, ad esempio, un mondo in cui il Terzo Reich è uscito vincitore dalla II guerra mondiale, e un altro in cui Hitler è uno sconosciuto pittore.

Può sembrare la sceneggiatura di un film, eppure i fisici teorici studiano questi scenari da almeno 50 anni, ed esistono complicati ed eleganti calcoli matematici in grado di descriverli. Secondo la formulazione, pubblicata (2014) su “Physical Review X”da un team dell’University of California a Davis, e della Griffith University australiana, non solo gli universi paralleli esisterebbero davvero, ma potrebbero persino interagire ...

giovedì 12 novembre 2020

Il fisico Jack Sarfatti: «So come volano gli UFO”

 
Il 2020 passerà alla storia. 
Non solo per la pandemia che sta stravolgendo la vita di miliardi di persone in ogni angolo del pianeta, ma anche per una ammissione senza precedenti che ha aperto uno squarcio in decenni di segreti, bugie e disinformazione: gli UFO esistono. 

Lo scorso aprile, il Dipartimento della Difesa di Washington ha infatti riconosciuto come autentici i tre filmati ripresi nel 2004 e nel 2015 dai jet della US Navy lanciati all’inseguimento di altrettanti velivoli dalle prestazioni a dir poco impressionanti. 

Dunque, gli oggetti volanti non identificati - o se preferite, gli UAP (i fenomeni aerei non identificati) oppure gli AAV (i veicoli aerei anomali) come si preferisce dire adesso in ambienti militari e scientifici - non sono fantasie, ma realtà: lo dice il Pentagono. 

Un fatto di rilevanza storica che l’emergenza sanitaria rischia di far passare in secondo piano ...

lunedì 5 ottobre 2020

Creato Entanglement tra oggetti diversi

Questa è la prima foto (storica, luglio 2019) in assoluto di entanglement quantistico (credito: Università di Glasgow). 
All'Università di Glasgow, con grande intelligenza e perizia, e anche un po' di fortuna, sono riusciti a fotografare per la prima volta in assoluto due particelle che si scambiano informazioni a distanza, fenomeno noto sulla carta ma mai visto in azione. 

Ora ci sono novità: 

Realizzato sperimentalmente un entanglement tra oggetti quantistici completamente diversi. I risultati possono essere utili nel campo del rilevamento quantistico e dell'informazione quantistica.

Un team di ricercatori del Niels Bohr Institute – Università di Copenhagen – è riuscito a creare un effetto entanglement tra due oggetti quantistici molto diversi.

Il risultato, pubblicato su Nature Physics, ha una serie di potenziali applicazioni, che vanno dal rilevamento ad alta precisione alla comunicazione quantistica.

Il fenomeno dell’entanglement è alla base della comunicazione quantistica e del rilevamento quantistico. 
Può essere considerato come un legame quantistico tra due oggetti, in modo che essi si comportino come un’unica entità ...

sabato 29 febbraio 2020

Fisica della coscienza - Interpretazioni della Meccanica Quantistica

La meccanica quantistica fornisce molte informazioni sulla realtà e permette di spiegare dei fenomeni altrimenti inspiegabili con la fisica classica. Non è un lusso di cui si può fare a meno ma una teoria fisica indispensabile per comprendere ciò che ci circonda. 

Ma qual è il quadro di riferimento generale a cui la meccanica quantistica riconduce? Quale tipo di realtà viene in effetti descritta? Su questo non c'è alcun accordo e qui nascono le molteplici interpretazioni che andremo di seguito a conoscere.

Il concetto espresso dalla frase "Zitto e calcola" (attribuita a R. Feynman) è il punto di vista pragmatico di molti fisici, non è una vera e propria interpretazione, ma semplicemente l'idea che la fisica non si debba occupare di questioni ontologiche (riguardanti cioè l'essenza della realtà). Sebbene la frase venga spesso attribuita a Richard Feynman, è stata coniata dal meno noto fisico americano David Mermin ("Shut up and calculate!").

Si parla a questo proposito di "Interpretazione Strumentalistica", intendendo con questa definizione che non è necessario che le ipotesi formulate siano vere o verosimili, ciò che è importante è che siano degli utili strumenti per effettuare delle previsioni. La meccanica quantistica utilizza i teoremi più avanzati dell'algebra lineare per calcolare la probabilità statistica del risultato di un esperimento ed è molto efficace in questo ...

martedì 30 luglio 2019

Che cos'è l'Entanglement?

L’entanglement quantistico rappresenta uno dei fenomeni più misteriosi, e tuttora sostanzialmente inspiegati, di tutta la fisica: capiamo meglio di cosa si tratta e in cosa consiste questo "mistero".

 di Luigi Maxmilian Caligiuri - 03/07/2019

Anche se la loro spiegazione è ancora lontana, i bizzarri fenomeni della meccanica quantistica, tra i quali l'Entanglement, sono alla base di tante tecnologie quotidianamente utilizzate, dal computer al laser, dalle celle solari ai dispositivi biomedicali. Inoltre costringono la scienza a indagare nuove teorie e possibilità, dalle interazioni superluminali alla “morte” quantistica dell’Universo.

La meccanica quantistica rappresenta senza dubbio il capitolo più misterioso di tutta la fisica: anche chi non possiede una formazione scientifica specialistica può rendersi facilmente conto e delle sue innumerevoli stranezze, in grado di violare così palesemente il senso comune.

Queste “contraddizioni” rappresentano, d’altra parte, il fondamento concettuale delle più importanti teorie fisiche moderne e sono oramai comunemente accettate “in quanto tali”, dal momento che i modelli che da esse derivano sono in grado di descrivere buona parte dei risultati sperimentali finora disponibili ...

giovedì 23 maggio 2019

Un esperimento indica che non esiste una realtà oggettiva. Ma cosa significa per la meccanica quantistica?

Un esperimento primo nel suo genere ha indagato uno dei principi cardine della meccanica quantistica, ossia il rapporto tra osservatore e realtà.

(Immagine: Getty Images)

Prendete un pallone. Da calcio, da basket, da pallamano; non importa. Sparatelo con un cannone e riprendete la scena con telecamere ad altissima definizione. Ora riesaminate il video al computer – vi è concessa tutta la potenza computazionale di cui avete bisogno – e provate a determinare, istante per istante, posizione e velocità del pallone.
Se siete stati abbastanza accurati, riuscirete senza dubbio a portare a termine il processo di misura in modo più che soddisfacente: i numeri che otterrete coincideranno, con ottima approssimazione, con quelli previsti dalle equazioni dei modelli teorici che descrivono il moto del pallone. 

E potete star certi che il pallone, con o senza telecamere, avrebbe percorso esattamente la stessa traiettoria con le medesime caratteristiche. In altre parole, e generalizzando: ai sistemi macroscopici poco importa chi li sta osservando, e come lo sta facendo. O ancora, riprendendo un motto spicciolo da libro di filosofia dell’autogrill, “un albero che cade nella foresta fa rumore eccome, anche se non c’è nessuno ad ascoltarlo” ...

giovedì 30 agosto 2018

Grovigli quantistici

La meccanica quantistica alla prova

di Fabio Sciarrino

La meccanica quantistica è forse la più grande rivoluzione scientifica del secolo scorso, la cui nascita ha dato luogo a un intenso dibattito nella comunità scientifica dell’epoca e degli anni seguenti.

I suoi fondamenti risalgono agli anni venti del secolo scorso, quando la teoria dei quanti si affermò come la teoria maggiormente accreditata per lo studio degli atomi.

Elemento fondamentale di questa teoria è la funzione d’onda: essa contiene al suo interno tutte le informazioni dinamiche di un sistema fisico. Sulla natura della funzione d’onda si è a lungo dibattuto. In particolare nella metà degli anni venti ci si chiedeva se la meccanica quantistica fosse una teoria ontologica, ovvero se la funzione d’onda rappresentasse la realtà del mondo, o se rendesse possibile solo una lettura epistemologica, in grado di descrivere bene i risultati sperimentali e il funzionamento della natura.

Infatti, il fisico danese Niels Bohr, probabilmente il massimo rappresentante di quest’ultima interpretazione, detta per questo di Copenaghen, affermava che “lo scopo della descrizione della natura non è cercare l’essenza reale dei fenomeni ma soltanto l’indagare, con la massima profondità possibile, le relazioni fra i molteplici aspetti della nostra esperienza”...

domenica 7 maggio 2017

Tempo: realtà o illusione?

Le teorie del Vuoto Quantistico e della Gravità Quantistica stanno rivoluzionando i concetti tradizionali di tempo, spazio e della realtà, aprendo scenari scientifici e filosofici inattesi e sorprendenti

Luigi Maxmilian Caligiuri

Che cos’è il tempo? È reale o è soltanto un prodotto della nostra immaginazione? Esiste un inizio ed una fine del tempo? Perché il tempo scorre sempre in avanti? Perché ricordiamo il passato e non il futuro? Può il concetto di tempo fornire la base per la tanto agognata Teoria del Tutto?

Sant’Agostino, nelle Confessiones, afferma: “Allora che cosa è il tempo? Se nessuno me lo domanda, lo so. Se voglio spiegarlo a chi me lo domanda, non lo so più” e, più recentemente, il fisico Julian Barbour: “possiamo riconoscere e misurare il tempo ma non lo comprendiamo” ed è “significativo che c’è un così debole accordo su cosa esso sia realmente e su come cercare una soluzione a tale domanda”.

La scienza moderna ha sinora adottato, nei confronti del tempo, un approccio sostanzialmente “operazionale”, limitato cioè alla sua misurazione, relegando ad un livello secondario il problema della comprensione profonda del suo significato. In effetti le leggi del moto di Newton, la relatività generale di Einstein e la meccanica quantistica non richiedono la conoscenza della natura del tempo per fornire previsioni corrette.

Nondimeno è possibile individuare una caratteristica fondamentale del tempo sulla quale tutti non possiamo che concordare e che ci può fornire un indizio sulla direzione in cui cercare una risposta alle nostre domande: la possibilità di misurare il tempo esiste solo ove vi sia “cambiamento”, ossia in corrispondenza alla variazione dello stato di un dato sistema....

martedì 16 agosto 2016

Come interpretare la meccanica quantistica?

Sarebbe bello poter dire che la storia della meccanica quantistica non ha nulla a che fare con la nostra, e che non è necessaria per comprendere i segreti dell'Universo. Ma sfortunatamente non è così, perché la meccanica quantistica ha completamente cambiato la nostra comprensione delle leggi fisiche.

La meccanica quantistica ha a che fare con lo studio della fisica a livello atomico, il livello delle particelle che costituiscono i mattoni della materia. All'inizio di questo secolo l'impresa era di riuscire a capire il comportamento dell'elettrone: a volte, come la luce, esso si comportava come una particella, e a volte come un'onda.

Nel 1925 comparve una nuova teoria delle particelle subatomiche, battezzata meccanica quantistica. Essa rivoluzionò definitivamente la scienza.

La meccanica quantistica dice che le forze sono create dallo scambio di "pacchetti" discreti di energia, chiamati "quanta". Questi pacchetti (chiamati fotoni, nel caso della luce) vengono misurati in unità estremamente piccole. Il grande problema è che a volte le particelle si comportano come tali e a volte come onde. Così non sappiamo che cosa siano e non sappiamo come chiamarle; molti scienziati si riferiscono quindi alle particelle, in meccanica quantistica perlomeno, come "entità quantiche".

La teoria quantistica stabilisce che esse si comportano come particelle od onde, ma noi non siamo ancora riusciti a spiegare questo dualismo. Il fisico Erwin Schrödinger concepì un esperimento immaginario, chiamato il gatto di Schrödinger, solo per dimostrare quanto tutto questo sia stupido.
Dategli un'occhiata. ...

giovedì 21 maggio 2015

Teorie alternative a quella del Big Bang

Quando, nel 1964, due radioastronomi americani s’imbatterono per la prima volta in quella che divenne subito nota come la radiazione cosmica di fondo dell’universo, i giochi sembrarono chiusi.

Predetta almeno vent’anni prima dal fisico George Gamow, la cosiddetta “eco” del Big Bang metteva la parola fine a decenni di accese dispute sull’origine dell’universo, confermando quello che oggi è noto come il modello standard cosmologico secondo cui il nostro universo è nato circa 13,7 miliardi di anni fa da un minuscolo “atomo primordiale” che, attraverso una rapidissima espansione, ancora oggi in corso, ha fatto sì che ci fosse qualcosa anziché il nulla. 

Ma l’idea di una creazione dal nulla continua a non piacere a molti scienziati. 

C’era forse qualcosa prima del Big Bang? 

Questa domanda, una volta risolta con semplici ragionamenti riguardo l’inesistenza di un “prima”, che rispecchiava la risposta di Sant’Agostino alla domanda su cosa facesse Dio prima di creare il mondo, ha dato vita a nuove eccitanti ipotesi cosmologiche che potrebbero presto uscire dal ristretto ambito della pura teoria per essere sottoposte alla verifica sperimentale. 
Ecco i cinque paradigmi più “quotati”...