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venerdì 28 novembre 2025

Multiversi dal Medioevo


Nel 1225 il teologo inglese Roberto Grossatesta scrive De Luce, un testo in cui sono preconizzate alcune idee che stanno alla base della moderna cosmologia. Alcuni ricercatori hanno provato a tradurre in equazioni quelle idee, dimostrando che sono addirittura compatibili con le attuali teorie sull'esistenza di universi multipli.

Chi l’avrebbe detto che in pieno Medioevo, periodo storico non certo aperto alla scienza, sarebbero stati gettati, seppur involontariamente, i semi di una delle teorie oggi più avanzata e dibattuta sull’evoluzione del cosmo, ovvero quella che prevede l’esistenza di più universi?

Quando le ‘streghe’ venivano bruciate come fossero fiammiferi e i più eminenti dotti giuravano e spergiuravano che la Terra fosse al centro dell’Universo, fulcro di quella ordinatissima e perfettissima armonia celeste, il teologo inglese Roberto Grossatesta scriveva il trattato De Luce (La Luce).

Era il 1225 quando Grossatesta, che aveva studiato le opere recentemente riscoperte di Aristotele sul moto delle stelle e della Terra in una serie di nove sfere concentriche, propone nel suo scritto l’idea di un universo iniziato con un lampo di luce. 
Questo lampo avrebbe spinto tutta la materia verso l’esterno, da un piccolo punto fino a trasformarla in una grandissima sfera. 
Questa analogia vi ricorda qualcosa? Ma sì, è sorprendente moderna, assai vicina al concetto che sta alla base della ben nota teoria del Big Bang...

venerdì 15 novembre 2024

Se realmente esiste un Multiverso, cosa c'è nello spazio che divide gli Universi?


L'idea di un multiverso in cui esistono infiniti universi paralleli al nostro è uno dei concetti più affascinanti e al contempo misteriosi della fisica moderna. Ma se davvero il multiverso esiste, cosa c'è nello "spazio" che divide un universo dall’altro? 

Sebbene si tratti di una domanda ancora nel campo della speculazione scientifica, poiché l’esistenza stessa del multiverso non è stata dimostrata empiricamente, la fisica teorica e la cosmologia hanno elaborato una serie di ipotesi intriganti. 

Diverse di queste ipotesi sono pubblicate su riviste scientifiche di rilievo, come Physical Review D e Nature Physics, che cercano di esplorare le possibilità riguardanti l’esistenza del multiverso e ciò che potrebbe trovarsi al di fuori dei singoli universi ...

giovedì 10 ottobre 2024

La teoria dell'immortalità quantistica

In meccanica quantistica c’è un esperimento concettuale conosciuto come esperimento del suicidio quantistico.

La meccanica quantistica e l'ipotesi dei molti mondi

L’esperimento è una variante di quello del gatto di Schrödinger, visto dalla prospettiva del gatto stesso. Il suicidio quantistico potrebbe dimostrare, in principio, se l’interpretazione dei molti mondi della meccanica quantistica è corretta o no.

Secondo l’interpretazione dei molti mondi, ogniqualvolta una misura quantistica avviene, tutti i risultati della misura esistono effettivamente, in differenti ramificazioni della realtà.

Ad esempio, quando apriamo la scatola del gatto di Schrödinger noi potremo sapere che il gatto è vivo o che è morto. Avremo effettuato la misura quantistica osservando il sistema. Prima dell’osservazione, entrambe le condizioni erano vere.

Dopo, una sarà vera in un ramo della realtà e l’altra in un altro ...

mercoledì 24 luglio 2024

La lezione di John Titor

Forse vale la pena riproporre questa strana vicenda. E' più che probabile che la storia di John Titor non sia autentica, ma gli ammonimenti che contiene potrebbero fornire validi spunti di riflessione ..
Catherin
e


“Saluti. Sono un viaggiatore temporale proveniente dall'anno 2036. Sto tornando a casa dopo aver recuperato un computer IBM 5100 dal 1975.”

Questo particolare modello sarebbe indispensabile alla gente del suo tempo perché intorno al 2036, un bug dovrebbe colpire l’UNIX rendendo così inutilizzabili numerose macchine funzionanti con la vecchia tecnologia IBM. 
Con queste parole, un uomo di nome John Titor si presentò in un forum Internet il giorno 2 novembre 2000 usando come nick "TimeTravel_0". Ovviamente, nessuno, immediatamente, volle credergli, ritenendo le sue parole semplicemente i deliri di un pazzo.

I post che John Titor inviò successivamente, le discussioni che sostenne, le risposte alle domande che gli furono poste, fecero cambiare idea a molti, i quali finirono per credere a quanto l'uomo affermava. 
Che sia un folle o un reale viaggiatore temporale, i suoi interventi hanno formato due gruppi, i “credenti” e i “non credenti”, tutti coloro che si sono imbattuti nei suoi scritti. Il sedicente viaggiatore del tempo dice di essere originario di Tampa, in Florida, dove è nato nel 1998, Titor afferma che il futuro non sarà affatto dei più rosei...

domenica 26 maggio 2024

Universi paralleli abitabili?

Uno studio ipotizza la presenza di forme di vita nelle cosiddette ‘dimensioni parallele’ alla base della teoria del multiverso. I risultati su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society (2018).
E se il nostro universo non fosse l’unico esistente? 

Questa ipotesi è stata formulata da tempo, ed è nota come teoria del multiverso. Sostenuta da diversi fisici, tra cui Stephen Hawking, afferma che fuori dal nostro spazio-tempo potrebbero esserci diverse dimensioni parallele, che darebbero vita appunto a universi multipli. 

Ora un nuovo studio condotto dall’Università di Durham in Gran Bretagna e dall’Università di Sydney in Australia porta all’estremo la teoria del multiverso: non solo i cosmi paralleli al nostro esistono, ma potrebbero persino ospitare la vita. 
 Questa la sintesi dei risultati che emergono dall’articolo pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

Secondo gli scienziati, la chiave di tutto sarebbe nell’energia oscura, la forza misteriosa responsabile dell’accelerazione dell’universo. Le attuali teorie dell’origine del cosmo predicono molta più energia oscura di quanto effettivamente emerge dai calcoli sperimentali. Che fine ha fatto dunque l’energia mancante? ...

mercoledì 16 marzo 2022

Alchimia e scienza dei magi

 di Francis Xavier

Generalmente quando si parla di alchimia si pensa ad un personaggio bislacco con il barbone e tunica che maneggia all'interno della sua officina tra alambicchi, liquidi magici ed erbe rare. Una favola per ben nascondere all'opinione pubblica la vera natura dell'alchimia: il laboratorio è il corpo stesso e gli strumenti sono già tutti lì nelle nostre viscere e nella nostra mente.

Per comprendere l'alchimia è necessario deprogrammarsi dalla dottrina ufficiale che vede l'uomo vittima di sé stesso e degli eventi accidentali che ne determinano l'esistenza. 
E' ora che si faccia veramente luce su questo aspetto della biologia umana che sfocia direttamente nella metafisica.

Per farlo è necessario dare una serie di definizioni che chiariscano al lettore che ciò che tratterò di seguito non è una favola o un racconto di fantascienza, ma piuttosto un qualcosa che è sempre esistito e che abbiamo dimenticato a causa di un ideologia oscurantista figlia del medio evo. L'epoca della caccia alla streghe ha ricacciato nel mistero e nel segreto quello che viene chiamato esoterismo oppure occultismo e che il sottoscritto invece considera una tecnologia alla stessa stregua dell'ingegneria elettronica o bio-chimica.

Prima di tutto è necessario parlare della natura della materia: come è stato dimostrato all'inizio del XX secolo esiste un equivalenza tra energia e massa e che gli insiemi energetici che normalmente definiamo come quark, elettroni, positroni non sono altro che contenitori di tale energia che messi in talune condizioni si comportano esattamente come onde elettromagnetiche (interferometria). Inoltre recenti scoperte hanno evidenziato, come nel fenomeno del Casimir Effect, si generino delle forze in spazi nanometrici apparentemente inspiegabili con la fisica classica.

Non essendo un fisico non mi addentrerò nella spiegazione di tali effetti, ma mantenendo un linguaggio semplice dirò che ciò che costituisce il visibile e l'invisibile è composto da energia vibrante che in talune condizioni si condensa in massa.
La massa posta in certe condizioni si ritrasforma nuovamente in energia vibrante....

venerdì 11 marzo 2022

Perché siamo qui e non altrove?

Nel linguaggio comune utilizziamo spesso il termine probabilità per dare indicazioni quantitative sul verificarsi o meno di azioni o eventi. 
Esistono certamente significati più tecnici, ciascuno dei quali appartiene ad un ambito scientifico particolare; ciò posto, non esitiamo a dire che è probabile qualunque fenomeno osservabile solo dal punto di vista della possibilità o meno del suo verificarsi, a prescindere dalla sua natura. 

Non sbagliamo se diciamo che ad una possibilità teorica (o logica) segue una probabilità fattuale.

L’affermazione è vera quando abbiamo a che fare con gli oggetti che ci circondano. Un articolo comparso su ArXiv.org, intitolato Origin of probabilities and their application to themultiverse, consente di riflettere sul significato del termine da un punto di vista trasversale. 
Possiamo applicare lo stesso concetto di probabilità a un atomo di idrogeno, al mio pappagallo e all’asteroide 433 Eros?

Gli autori del saggio, il Prof. Andreas Albrecht e il Dott. Daniel Phillips, entrambi afferenti al Dipartimento di Fisica dell’Università della California, hanno dimostrato che la probabilità quantistica è una chiave epistemica valida e applicabile su larga scala. Universo compreso.

Partendo dall’analisi delle fluttuazioni quantistiche, è stato possibile dimostrare che la probabilità qui in gioco ha effetti molto ampi, non circoscrivibili ad atomi e particelle. Le implicazioni di questi effetti su larga scala potrebbero addirittura correggere alcune teorie sull’origine e la natura dell’Universo. Vediamo come ...

mercoledì 10 febbraio 2021

Universi paralleli, la prova della loro esistenza e interazione

Può sembrare la sceneggiatura di un film, eppure i fisici teorici studiano questi scenari da almeno 50 anni, ed esistono complicati ed eleganti calcoli matematici in grado di descriverli. 

L’ultima formulazione è stata pubblicata su “Physical Review X” da un team di studiosi australiani e statunitensi.

Secondo lo strano mondo della meccanica quantistica, abitato da atomi e particelle, esiste un universo in cui questo articolo non è mai stato scritto. E, a un tempo, un altro mondo in cui è possibile leggerlo e commentarlo. Bizzarrie della realtà a livello dei suoi costituenti più intimi, governata da fenomeni che spesso fanno a pugni con il senso comune. E che hanno fatto storcere il naso persino ad Albert Einstein.

Come la teoria del multiverso, in base alla quale esisterebbe una pluralità di universi paralleli, al punto che ogni decisione che ciascuno di noi prende in questo mondo ne creerebbe di nuovi. Secondo questa interpretazione, ci sarebbe, ad esempio, un mondo in cui il Terzo Reich è uscito vincitore dalla II guerra mondiale, e un altro in cui Hitler è uno sconosciuto pittore.

Può sembrare la sceneggiatura di un film, eppure i fisici teorici studiano questi scenari da almeno 50 anni, ed esistono complicati ed eleganti calcoli matematici in grado di descriverli. Secondo la formulazione, pubblicata (2014) su “Physical Review X”da un team dell’University of California a Davis, e della Griffith University australiana, non solo gli universi paralleli esisterebbero davvero, ma potrebbero persino interagire ...

martedì 31 marzo 2020

Il Tempo Circolare e l’Eterno Ritorno come Spirale Cosmica

Molte volte, quando viviamo alcune esperienze, siamo assaliti dalla strana sensazione “di aver già vissuto quel determinato momento”. I fautori del “tempo circolare” sono soliti ricorrere alla figura della “eternità anteriore”, che altro non è che la nostra incapacità di concepire un inizio del tempo, come del resto una precisa delimitazione dello spazio.

La teoria del cosiddetto “eterno ritorno” che determina una sorta di concezione del tempo  in senso circolare e, non come una linea retta, affonda radici in miti e dottrine antiche. 
In linea generale, si può dire che i modi per concepire l’eterno ritorno sono fondamentalmente tre. 
Cercheremo, di seguito, di analizzarne le caratteristiche principali di ciascuno.

La prima teoria sull’eterno ritorno viene attribuita al pensiero di Platone, il quale, in una delle sue opere più famose, il “Timeo”, sostiene che i sette pianeti, allora conosciuti del nostro sistema solare, una volta equilibrate le loro rispettive velocità, sarebbero tornati al punto di partenza iniziale, completando un ciclo di rivoluzione in grado di formare “l’anno perfetto”.
A tale proposito, alcuni secoli dopo, Cicerone affermerà che il calcolo di questo periodo celeste non è affatto semplice, ma che ovviamente non si potrebbe trattare di un periodo illimitato. Tacito, nel suo “Dialogus de oratoribus”, riporta che Cicerone, in una delle sue opere andate perdute, avrebbe dato a questo ciclo celeste la durata di 12.954 anni.

Non a caso, si tratta di un periodo più o meno corrispondente alla metà del periodo completo della “precessione degli equinozi”, attraverso l’intero sistema zodiacale, come descrivo nel mio libro “I miti- luci e ombre” (Ed. Cavinato International, 2018) e nell’articolo “La precessione degli equinozi” (www.il.sapere.org).
Dopo la morte di Platone, ad Atene si diffuse l’enigmatica “astrologia giudiziaria”, secondo cui il destino degli uomini era determinato dal movimento degli astri.

Alcuni astrologi asserirono che se i periodi planetari sono ciclici, lo stesso principio potrà essere applicato alla storia universale ...

mercoledì 10 aprile 2019

Riflessioni sull’universo e sul nostro esistere, sul tempo e sulla sua vera natura: l’eternità.

Leggendo il mio precedente lungo articolo sull’iperspazio ed i fenomeni temporali è possibile rimanere estasiati, ma al tempo stesso un po' smarriti per la grandiosità degli argomenti che vengono trattati riguardo gli universi paralleli e l’inimmaginabile “macchina del tempo”.

È il pensiero che genera la materia. 

Anche Giordano Bruno ha precorso quello che è stato detto da Einstein e cioè che dall’energia si ricava la massa (e viceversa) ed oggi, con la Teoria delle Stringhe, che dai bosoni, cioè le particelle mediatrici di forza, quindi le particelle di energia, derivano i fermioni, cioè le particelle di materia. 

Non è semplice riuscire a immaginare come possano esistere delle copie di noi stessi che vivano altre esistenze negli universi paralleli. Sono forse delle proiezioni di noi stessi che si espandono all’infinito assumendo così una propria identità in una dimensione virtuale? Potrebbero essere “proiezioni” di noi stessi, ognuna con il suo “quantitativo” di energia che si espandono all’infinito. Io, nel mio articolo, approfondisco il tema dei paradossi dei viaggi del tempo e giungo a delle conclusioni che credo siano le più ovvie, dal punto di vista della scienza ...

sabato 5 gennaio 2019

La teoria quantica della reincarnazione

Roger Ebert

"Se vuoi vedere la paura negli occhi di un fisico quantistico, pronuncia la parola MISURA."

La reincarnazione è possibile per un punto di vista razionalistico, scientifico? Ora come ora risponderei: Si. 

Però, noi non ne siamo mai coscienti e il “noi”, nel senso che viene dato a questo pronome personale abitualmente, non fa parte dell’analisi che voglio proporvi. Affronto il problema dal punto di vista della meccanica quantistica. Ignoro tutto di questo argomento, e discuterne dà l’occasione agli altri di prendermi per un pazzo.

Cominciamo col dire che in fondo, quando si va al cuore del problema, tutto, e voglio dire IL TUTTO, è fatto di particelle quantiche.

Queste particelle possono trovarsi in un luogo o in un altro, nello stesso tempo. L’interpretazione dei multimondi formulata nel 1956 dal professor Hugh Everett, ci dice che tutte le possibilità descritte dalla teorie quantica si producono istantaneamente in un “multiverso” composto di universi paralleli indipendenti, e SIMULTANEI.

Qui la parola importante è: SIMULTANEAMENTE. Penso che questo significhi che TUTTO non si trova in qualche luogo particolare in un particolare momento. Se voi pensate a ciò in questo modo, benvenuti! ...

giovedì 4 ottobre 2018

Buchi neri, buchi bianchi e Multiverso


Vorrei riflettere sui buchi neri e sul loro opposto, i buchi bianchi quali “porte” verso altri universi. Si pensa che ce ne siano al centro di ogni galassia e che le galassie siano miliardi di miliardi. Allora anche gli universi collegati ai buchi neri/ bianchi saranno miliardi di miliardi? 

I buchi neri ed i buchi bianchi ci ricordano anch’essi il mondo della dualità. La dualità nella molteplicità. Due perfetti contrari facenti parte di una stessa medaglia, non molto distanti dalla nostra realtà duale. Eppure deve esserci un punto di fusione, in una qualche dimensione ma al di fuori dell’universo! Perché comunque nell’universo la dimensione spazio/tempo che origina la dualità in qualche modo c’è sempre.

Potrebbero quindi esistere infinite “dualità” ed una dimensione superiore o “superspazio” in cui l’infinita molteplicità della dualità diviene la stringa iniziale. Anche i buchi neri ed i loro opposti sono stringhe di gravitoni e la gravità è la forza unificante del Multiverso. Fondendosi formano un’unità
dove si troverà mai un universo senza spazio né tempo che unisca questi due estremi, forse è già qui? Forse questi due estremi che ci appaiono divisi sono l’uno il prolungamento dell’altro uniti da una stringa a noi non visibile? ...

lunedì 23 luglio 2018

La geometria dello spazio

Nassim Haramein

Vi siete mai chiesti da cosa sia prodotta questa realtà? Questa struttura atomica palpabile, che sembra così reale? Com'è possibile che dal nulla emerga tutto? 

Gli atomi sono composti per il 99,99999% di spazio, quindi risulta che quella che chiamiamo realtà è soprattutto spazio con una piccolissima oscillazione, una piccola fluttuazione vibratoria o, come descritto nella teoria quantistica, una forma d'onda che genera quella che chiamiamo struttura atomica.

Una persona può chiedersi, questa fluttuazione potrebbe essere una funzione dello spazio stesso? Lo spazio potrebbe essere veramente pieno invece che vuoto? Le strutture atomiche potrebbero essere solo il sintomo della fluttuazione dello spazio?

Questo non è nulla di nuovo; le civiltà più antiche credevano in una zuppa di energia onnipervadente incorporata nel tessuto dello spazio e più tardi molti dei grandi pensatori del mondo, inclusi scienziati come Albert Einstein, Nicolas Tesla, Buckminster Fuller e Walter Russell, hanno creduto in una energia onnipervadente alla base del tessuto dello spazio.

La premessa di questa ricerca è semplice; lo spazio non è vuoto, è pieno! ...

lunedì 7 maggio 2018

I Viaggi Temporali

La teoria degli Universi paralleli è ben lungi dall’essere inconcepibile ed alcuni fisici come Stephen Hawking addirittura la sostengono. Infatti, Einstein ha dimostrato, grazie ai suoi studi sulla relatività ristretta, che i viaggi intra-dimensionali sono, in teoria, possibilissimi.

Teoria della relatività ristretta

Fu pubblicata da Einstein nel 1905. Prima di tutto, si regge su un’analisi critica delle nozioni di spazio e di tempo, resa necessaria dalla contraddizione della meccanica classica e dell’elettromagnetismo.

Einstein si interrogò sulle nozioni di tempo assoluto e di spazio universale e in particolare sulla nozione di simultaneità di due eventi che si producono in due luoghi diversi: ciò significa che due eventi possono prodursi simultaneamente per un osservatore posto in un punto A senza per questo prodursi per un osservatore posto in un punto A1 in movimento rispetto ad A.

Ecco alcuni dei postulati della relatività ristretta che vale la pena di ricordare: 
"Nulla si sposta più rapidamente della velocità della luce e solo i fotoni o altre particelle senza masse intrinseche possono raggiungerla." ..

venerdì 6 ottobre 2017

Trovata la prima prova di un Universo parallelo?

Un recente studio (articolo pubblicato a maggio 2017 - NdC) su un'anomalia spaziale che ha lasciato perplessi gli scienziati per anni potrebbe aver dato qualche indicazione su una effettiva esistenza di un universo parallelo, e potrebbe dunque provare la validità della teoria del multiverso.

Misurando la radiazione cosmica di fondo in tutto l'Universo, anni fa gli scienziati sono rimasti molto sorpresi davanti a un'anomalia spaziale molto particolare: una "macchia fredda" a circa 1,8 miliardi di anni luce di distanza, la cui temperatura era di circa 0,00015 gradi centigradi minore dei suoi dintorni.

Inizialmente, gli astronomi hanno spiegato la singolarità invocando la quantità di materia contenuta in questa regione; un'area con circa 10 mila galassie in meno rispetto a analoghe sezioni dello spazio con essa confrontabili..

mercoledì 3 agosto 2016

Ayahuasca, DMT - di cosa si tratta?

E' da un po' che m'incuriosisce... Vediamo di scoprirne un po' di più su questa sostanza conosciuta da tempi immemori da sciamani e curanderi, e che sembra provocare un interesse crescente anche da noi..
Catherine


La dimetiltriptamina (DMT), è una triptamina endogena psichedelica, presente in molte piante e nel fluido cerebrospinaledegli esseri umani, sintetizzata per la prima volta nel 1931 dal chimico Richard Manske.

La DMT è presente in alcune varietà di mimosa, acacia, virola, desmodium, graminacee della specie phalaris,anadenanthera e molte altre piante. L’estrazione è possibile con alcuni solventi quali alcool, gasolio, esano oppure perdistillazione. Nel bacino amazzonico alcuni popoli tribali hanno una tradizione di uso di piante contenenti DMT (utilizzando lalinfa degli alberi virola, parente della noce moscata, o i semi macinati e tostati di Anadenanthera peregrina, un enorme albero della famiglia delle Leguminose)....

giovedì 21 maggio 2015

Teorie alternative a quella del Big Bang

Quando, nel 1964, due radioastronomi americani s’imbatterono per la prima volta in quella che divenne subito nota come la radiazione cosmica di fondo dell’universo, i giochi sembrarono chiusi.

Predetta almeno vent’anni prima dal fisico George Gamow, la cosiddetta “eco” del Big Bang metteva la parola fine a decenni di accese dispute sull’origine dell’universo, confermando quello che oggi è noto come il modello standard cosmologico secondo cui il nostro universo è nato circa 13,7 miliardi di anni fa da un minuscolo “atomo primordiale” che, attraverso una rapidissima espansione, ancora oggi in corso, ha fatto sì che ci fosse qualcosa anziché il nulla. 

Ma l’idea di una creazione dal nulla continua a non piacere a molti scienziati. 

C’era forse qualcosa prima del Big Bang? 

Questa domanda, una volta risolta con semplici ragionamenti riguardo l’inesistenza di un “prima”, che rispecchiava la risposta di Sant’Agostino alla domanda su cosa facesse Dio prima di creare il mondo, ha dato vita a nuove eccitanti ipotesi cosmologiche che potrebbero presto uscire dal ristretto ambito della pura teoria per essere sottoposte alla verifica sperimentale. 
Ecco i cinque paradigmi più “quotati”...

venerdì 14 giugno 2013

Sonda Planck - prima prova dell'esistenza di universi paralleli?

Se la scoperta dovesse venire confermata, la parola ‘universo’ potrebbe diventare desueta ed essere sostituita da ‘multiverso’.

Gli astronomi, infatti, sono persuasi di aver trovato la prima prova dell’esistenza di altri universi oltre il nostro, partendo dall’analisi dalla ‘radiazione cosmica di fondo’ lasciata dal Big Bang.

I dati raccolti da Planck, la sonda dell’Agenzia Spaziale Europea, hanno permesso ai ricercatori di mappare la radiazione di fondo, una sorta di traccia di sottofondo predente da quando l’Universo ha cominciato ad esistere 13,8 miliardi anni fa.

La mappa mostra delle anomalie che secondo i cosmologi potrebbero essere causate dall’attrazione gravitazionale esercitata da altri universi al di fuori del nostro. I risultati implicano che il nostro universo potrebbe essere solo uno tra miliardi di altri universi, o anche, di infiniti universi.

Nel modello teorico elaborato dai cosmologi, dopo il Big Bang la materia risulta distribuita equamente in tutto lo spazio visibile, ma la mappa fornita da Planck mostra una concentrazione più forte nell’emisfero sud del cielo e un punto più ‘freddo’ che non è possibile spiegare con le attuali conoscenze della fisica.

“Queste anomali sono causate dall’attrazione gravitazionale esercitata sul nostro da altri universi”, ha detto Laura Mersini Houghton, fisico teorico presso l’Università della Carolina del Nord. “Ci troviamo di fronte alla prima prova concreta dell’esistenza di altri universi”....