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venerdì 27 febbraio 2026

E se l'universo fosse un grande organismo vivente?

 
Dal microbo più piccolo al mammifero più grande, l’uomo è convinto di riuscire a riconoscere la vita.
Ma potrebbe esistere anche su scala molto più grande, diciamo a “livello cosmico”, in cui i pianeti fungono da cellule e i buchi neri da DNA dello spazio? I segreti del cosmo potrebbero risiedere nella biologia invece che nella fisica? Insomma, l’Universo è vivo?

Cosa rende vivo un organismo? Cosa ci rende diversi da un sasso o da un robot? È il battito del cuore? Sono i pensieri che abitano la nostra mente? O per il fatto che nasciamo, cresciamo e moriamo? Alcuni scienziati hanno pensato che potremmo condividere questi aspetti con qualcosa di molto più grande: è possibile che l’intero cosmo sia un unico organismo vivente, nel quale viviamo e ci muoviamo?

Tutta la vita può essere fatta risalire ai pochi organismi unicellulari che esistevano nell’Archeano. Oggi, dopo circa 4 miliardi di anni, ci troviamo a condividere il pianeta con elefanti, balene e altre 8 milioni di specie eucariotiche.
Chiaramente, tutti gli esseri viventi sul nostro pianeta sono interconnessi, tanto da far pensare di essere tutti parte di un unico organismo vivente. Siamo come le centinaia di diversi tipi di cellule del nostro corpo che costantemente muoiono e si rinnovano? Facciamo parte di un organismo complesso più grande di noi? ...

giovedì 5 febbraio 2026

Mi stai dicendo che viviamo dentro a un computer?

 
Secondo questo scienziato della NASA, forse sì.

Anni or sono (l'articolo è del 2012. N d C), Rich Terrile è comparso a Through the Wormhole, il programma di Science Channel sui misteri della vita e dell’universo.

È stato invitato alla trasmissione per discutere della sua teoria secondo la quale l’esperienza umana può essere ricondotta a qualcosa di simile a una versione incredibilmente avanzata e metafisica di The Sims.
È un’idea che ogni studente universitario che possieda un bong autoprodotto e un DVD di Matrix ha accarezzato, ma Rich è uno scienziato molto stimato, direttore del Centro di Computazione Evolutiva e Design Automatizzato del Jet Propulsion Laboratory della NASA, e attualmente sta scrivendo un libro, ancora senza titolo, sull’argomento, quindi procediamo e prendiamolo sul serio.

L’essenza della teoria di Rich è che un “programmatore” del futuro abbia creato la nostra realtà per simulare il corso di ciò che considera storia antica—per qualche ragione che non sappiamo, forse perché si annoia. 

Secondo la legge di Moore, che afferma che la forza computazionale raddoppia all’incirca ogni due anni, teoricamente tutto ciò sarà possibile, nel futuro. 
Prima o poi, arriveremo al punto in cui simulare qualche miliardo di persone—facendo loro credere di essere creature senzienti con la capacità di controllare i propri destini— sarà facile come mandare a uno sconosciuto una foto dei tuoi genitali con il cellulare...

mercoledì 3 settembre 2025

Cancella il tempo e capiremo


Venti secoli fa un uomo che viveva in una città greca sulla costa dell’odierna Turchia ebbe un’idea prodigiosa e stupefacente: e se il cielo sopra la nostra testa continuasse anche sotto i nostri piedi? E se la Terra non fosse che un grosso sasso che galleggia nello spazio, sospesa sul nulla? L’uomo si chiamava Anassimandro, la città era Mileto.

L’idea, nuova nella storia del mondo, era, come ben sappiamo oggi, oltre due millenni e mezzo più tardi, giusta. Il filosofo della scienza Karl Popper ha definito quest’idea «una delle più audaci, più rivoluzionarie e più portentose della storia del pensiero umano».

Ma Anassimandro ci ha lasciato un’eredità ancora più importante. Ha mostrato che la realtà non è come ci appare, che possiamo avere idee sbagliate sul mondo e che, se partiamo da una serena consapevolezza della nostra ignoranza, attenta osservazione e intelligente riflessione possono permetterci di liberarci da qualcuno degli innumerevoli pregiudizi che impastoiano i pensieri: possiamo vedere più lontano. 

Così facendo, Anassimandro ha iniziato un’immensa e affascinante avventura: la strada della conoscenza scientifica...

mercoledì 15 gennaio 2025

Cosa c’è “fuori” dall’Universo e cosa prima del Big Bang?

Rispondiamo a queste domande che causano molta confusione: andiamo alla scoperta dell’Universo volando a miliardi di anni luce.

Se l’Universo è definito come tutto ciò che esiste, allora chiedersi cosa ci sia fuori rappresenta una forte contraddizione: il fuori semplicemente non esiste. 

Se invece parliamo dell’Universo osservabile, quella sfera delimitata dalla radiazione cosmica di fondo, allora ha senso dire cosa ci sia oltre questa impenetrabile barriera spaziotemporale, ma probabilmente non lo scopriremo mai, semplicemente perché da quelle regioni non arriva alcuna informazione ...

sabato 7 dicembre 2024

Cosa sono esattamente i buchi bianchi? Ed esistono davvero?


 I buchi neri sono forse i corpi celesti più affascinanti dell’universo e, nonostante siano oggetto di alcune delle scoperte degli ultimi anni, forse anche i più misteriosi.

Esistono tuttavia degli oggetti cosmici previsti dalla teoria della relatività generale che rappresentano l’esatto opposto dei buchi neri: i buchi bianchi.

Cosa sono di preciso? Esistono davvero i buchi bianchi? Scopriamolo insieme.

Cosa sono i buchi bianchi? E perché si chiamano così?

Per capire cosa sono i buchi bianchi, dobbiamo partire dal loro opposto: i buchi neri.

Fino al 2015, quando LIGO rilevò onde gravitazionali generate dalla fusione di due buchi neri, l'esistenza di quest'ultimi era soltanto una previsione teorica del fisico Albert Einstein e della sua teoria della relatività generale.

Ovviamente non si tratta di “buchi” in senso stretto, ma di corpi celesti con una densità tale da impedire persino alla luce di scappare alla loro attrazione gravitazionale ...

domenica 15 settembre 2024

Super civiltà aliene avanzate prima del Big Bang?

Avete letto bene, ci sarebbero state super civiltà aliene prima del Big Bang.

Roger Penrose, professore all’Istituto di matematica dell’Università di Oxford (Regno Unito), unitamente ad altri astrofisici avrebbero individuato i luoghi nel nostro universo in cui Super Civiltà avanzate potrebbero essere esistite prima del Big Bang.

Essendo noi dei comuni mortali, la prima cosa che ci viene in mente da osservare è come è possibile aver individuato civiltà aliene esistenti prim’ancora della nascita del nostro universo.

La risposta starebbe nella mappa della Radiazione Cosmica di Fondo. E’ quanto rilasciato dal professore in un articolo ad una rivista specializzata, arxiv.org.

A questo punto vi starete domandando cosa c’entra questa mappa e in che modo sono arrivati a questa conclusione.
Me lo sono domandato anch’io.
Scopriamo assieme come stanno le cose...

venerdì 28 giugno 2024

Un Universo gemello, una nuova teoria riformula gli esiti del Big Bang

C’è chi dice che non siamo soli nell’Universo. E c’è chi dice che non si tratta solo di alieni di altre galassie, ma addirittura di un intero universo “gemello”. 

Si troverebbe dalla parte opposta del nostro, sarebbe speculare ad esso ma non uguale, seppur molto simile e sarebbe stato anch’esso generato dal Big Bang.

Per il momento si tratta solo di modelli matematici, sviluppati da fisici e cosmologi britannici, che devono però essere dimostrati. Sono però molto interessanti, perché potrebbero essere la risposta a molti dei problemi della fisica moderna.

Ma come si è arrivati a questa ipotesi? 
Gli studiosi sono partiti dalla freccia del tempo, espressione cara a Ilya Prigogine, che descrive il nostro senso del tempo che passa, ovvero il fatto che gli eventi accadano sempre nel medesimo ordine. Non si verificano mai a ritroso perché il tempo non va all’indietro: la freccia del tempo del nostro universo conosce una sola direzione. 
Perché? 
Per via della Seconda Legge della Termodinamica, più precisamente a causa dell’entropia, cioè l’ordine degli atomi che costituiscono tutta la materia dell’Universo ... 

giovedì 28 marzo 2024

E se l’universo non avesse avuto un inizio?

La rappresentazione attuale dell'universo, quella che è iniziata con il big bang, ha probabilmente avuto un inizio. 
Questo non significa che l'universo, come totalità, sia iniziato col big bang: potrebbe esserci stato qualcosa prima.

Secondo una nuova teoria, l’universo non avrebbe avuto alcun inizio, ma sarebbe sempre esistito. 
E il Big Bang sarebbe solo un’evoluzione di questo universo.

Siamo sempre stati abituati all’idea che al Big Bang corrisponda l’inizio dell’universo, in senso temporale. Ma se così non fosse? Se l’universo esistesse da sempre e non ci fosse alcun inizio, ma solo un’evoluzione chiamata Big Bang, come reagireste? Secondo uno studio condotto dal fisico Bruno Bento dell’Università di Liverpool, l’universo non avrebbe avuto alcun inizio, ma si ritiene sia sempre esistito e che solo di recente si sia evoluto in quello che abbiamo sempre chiamato Big Bang ...

venerdì 22 settembre 2023

"Il Big Bang? Non è l’inizio di tutto. Vi racconto la storia di quel che è avvenuto prima”

Gian Francesco Giudice, capo dei fisici teorici del Cern, riassume in un libro le ultime teorie scientifiche sull’origine dell’universo.“All’inizio c’era il vuoto. Ma un vuoto pieno di energia. Lo spazio cominciò a espandersi furiosamente. Poi arrivò la materia” 

Immagine: Spettacolo pirotecnico dedicato al Big Bang al Cern

E solo alla fine arrivò il Big Bang. L’esplosione iniziale, la materia concentrata in un punto infinitamente piccolo che si espande in un istante, l’evento fatidico prima del quale non esisteva nulla: non è così che è cominciata la nostra storia. 
Anzi, non è nemmeno così che si è svolta la vera storia.

Esiste un capitolo precedente al Big Bang che la scienza inizia ad arredare di dettagli e che Gian  Francesco Giudice, direttore del dipartimento di fisica teorica del Cern di Ginevra e accademico dei Lincei, racconta in “Prima del Big Bang. Come è iniziato l’universo e cosa è avvenuto prima” (Rizzoli, 252 pagine, 19 euro) ...

sabato 4 dicembre 2021

E se l’universo non avesse mai avuto un inizio?


Secondo una nuova teoria della gravità quantistica il Big Bang non sarebbe l’origine del nostro universo, solo un evento nell’evoluzione di qualcosa che è sempre esistito.

E se il nostro universo non avesse avuto un inizio? 
Se il Big Bang non fosse l’origine di tutto ma solo un evento come un altro nel tempo? 

È l’ipotesi formulata da Bruno Bento, fisico dell’università di Liverpool (Regno Unito), che propone un universo “infinito al passato” che risolve il problema delle singolarità, cioè di quei “punti” (il centro dei buchi neri e il Big Bang) in cui la teoria della relatività generale inciampa e non restituisce risultati affidabili. 

Un’idea che per l’autore regge dal punto di vista matematico e che si basa su una teoria della relatività quantistica chiamata teoria degli insiemi causali, per cui lo spazio-tempo non è un tessuto continuo ma costituito da pezzi discreti, unità fondamentali al di sotto delle quali non si può scendere - un corrispettivo dei quanti di energia ...

venerdì 24 gennaio 2020

La Risonanza Morfica

Milioni di persone in tutto il mondo fanno l'esperienza personale di fenomeni inspiegabili, che possono essere per esempio, sapere in anticipo chi li sta chiamando quando il telefono squilla.
La scienza ufficiale non fornisce alcuna spiegazione per questi fenomeni, oltre a respingerli come mera illusione.


Rupert Sheldrake, dopo anni di indagini sulla telepatia, e i fenomeni inspiegabili di precognizione umana, fornisce la sua spiegazione.
Ha elaborato una sua teoria che chiama “risonanza morfica” e mostra anche come semplici forme organiche si possono auto-organizzare in un sistema più complesso, in aggiunta al processo di Darwin sulla selezione naturale.

Secondo Sheldrake:
La formazione delle abitudini dipende da un processo chiamato risonanza morfica, modelli simili di attività che rieccheggiano attraverso lo spazio e il tempo come modelli successivi ai precedenti.
Questa ipotesi si applica a tutti i sistemi auto-organizzati, tra cui gli atomi, le molecole, i cristalli, le cellule, le piante e le società animali, come una memoria collettiva.

Un cristallo di solfato di rame, per esempio, è in risonanza con innumerevoli precedenti cristalli di solfato di rame, segue le stesse abitudini e la stessa organizzazione.

Una piantina di quercia segue sempre le abitudini di crescita e sviluppo di querce precedenti. Quando un ragno inizia a tessere la sua tela, segue le abitudini degli innumerevoli antenati, risuonando attraverso lo spazio e il tempo ...

venerdì 22 novembre 2019

Universo elettrico e cosmologia al plasma

Molte teorie alternative crescono e cercano risposte diverse alle domande fondamentali. Oggi parliamo della Cosmologia al Plasma. Alla luce di un universo fondamentalmente elettromagnetico, troviamo risposte diverse anche al mistero più grande di tutti: la Vita.

VITA ELETTROMAGNETICA

Nel 1831 un ventiduenne fortunato s'imbarcò per sostituire il naturalista di bordo della Beagle, in rotta intorno al mondo sotto il comando del capitano Robert Fitzroy. Quel ragazzo si chiamava Charles Darwin.

Le sue teorie avrebbero influenzato radicalmente duecento anni di storia, cultura e scienze umane. 

Nel corso delle sue esplorazioni però, egli scoprì che molte specie diverse di pesci possiedono organi totalmente elettrici. In un primo momento, perplesso dall'origine ignota e del grado di complessità dell'elettrogenesi (si parla di un'epoca precedente Faraday, Maxwell, Ørsted, Ohm, prima della scoperta della radioattività, del fotone e dell'elettrone) credette che potesse trattarsi di un errore evolutivo, una coincidenza nella selezione naturale. 

In seguito però Charles ammise che quegli organi rappresentavano una grande sfida per la sua teoria, essendosi creati indipendentemente in varie specie (convergenza evolutiva) (1) e coinvolgendo perciò un complesso meccanismo biologico ed energetico. (2) Uno studio odierno di un team di ricercatori di tre università americane, dimostra che sei specie di creature marine hanno utilizzato la stessa identica procedura genetica (e le stesse sequenze di codici) per trasformare i loro organi in apparati elettrici.(3) Un grande mistero latente per la Biologia. (4)

Disse Darwin:
«Se venisse dimostrata l'esistenza di qualsiasi organo complesso, che non si sarebbe mai potuto formare solo da piccole modifiche successive, la mia teoria crollerebbe su sé stessa.» (5) ...

lunedì 10 dicembre 2018

La realtà dell’anima e la fisica quantistica secondo Fabio Marchesi

Fabio Marchesi

Io sono un inventore, per cui sono attratto e affascinato da tutto ciò che è nuovo. Ho una repulsione spontanea verso le cose vecchie. Tutte le volte che incontro qualcuno che ha il coraggio di dire qualcosa che esce anche un pochino dagli schemi… per me è una grande gioia. Se poi siamo in un contesto in cui comunque si parla di medicina, allora la cosa è per me sempre molto interessante.

Che cos’è la medicina?

La medicina è un settore della conoscenza che dovrebbe occuparsi delle malattie dell’uomo. Dovrebbe preoccuparsi di debellare, se vogliamo, le malattie dall’uomo.
Il problema qual è? Il problema nasce da un conflitto di interessi, nel senso che la medicina è comunque fatta da aziende che devono tutto il loro potere e tutta la loro ricchezza alla malattia. Questo è un paradosso: la medicina, in teoria, non ha alcun interesse ad avere una popolazione sana. Immaginiamo che domani ci fosse qualcuno che si inventa qualcosa grazie alla quale tutti guariscono, istantaneamente, da qualsiasi malattia possano avere. Sarebbe la più grave crisi economica mondiale che l’essere umano abbia mai affrontato in tutta la sua storia.

E questo perché? Perché comunque la medicina ha dietro persone, società, aziende. Le industrie farmaceutiche pagano le tasse, hanno dipendenti, fanno pubblicità…

giovedì 4 ottobre 2018

Buchi neri, buchi bianchi e Multiverso


Vorrei riflettere sui buchi neri e sul loro opposto, i buchi bianchi quali “porte” verso altri universi. Si pensa che ce ne siano al centro di ogni galassia e che le galassie siano miliardi di miliardi. Allora anche gli universi collegati ai buchi neri/ bianchi saranno miliardi di miliardi? 

I buchi neri ed i buchi bianchi ci ricordano anch’essi il mondo della dualità. La dualità nella molteplicità. Due perfetti contrari facenti parte di una stessa medaglia, non molto distanti dalla nostra realtà duale. Eppure deve esserci un punto di fusione, in una qualche dimensione ma al di fuori dell’universo! Perché comunque nell’universo la dimensione spazio/tempo che origina la dualità in qualche modo c’è sempre.

Potrebbero quindi esistere infinite “dualità” ed una dimensione superiore o “superspazio” in cui l’infinita molteplicità della dualità diviene la stringa iniziale. Anche i buchi neri ed i loro opposti sono stringhe di gravitoni e la gravità è la forza unificante del Multiverso. Fondendosi formano un’unità
dove si troverà mai un universo senza spazio né tempo che unisca questi due estremi, forse è già qui? Forse questi due estremi che ci appaiono divisi sono l’uno il prolungamento dell’altro uniti da una stringa a noi non visibile? ...

martedì 25 settembre 2018

Il segreto dei quark parla di amore

di Massimo Teodorani

I quark sono i mattoni fondamentali che costituiscono i protoni e i neutroni che si trovano nei nuclei, e sono le particelle di materia più piccole che si conoscano.

Nella materia come la esperimentiamo oggi in un Universo completamente formato dopo il Big Bang, all’interno di ciascun nucleone i quark si combinano in triplette per formare protoni con due quark up e uno down e i neutroni con due quark down e uno up.

E' l’interazione nucleare forte che tiene i quark perennemente uniti a formare i protoni e i neutroni che costituiscono i nuclei atomici.

Ciò avviene grazie a dei fondamentali mediatori rappresentati dai cosiddetti gluoni (da “glue” che in inglese significa “colla”). Ma si tratta di una colla che non irrigidisce la struttura che essa tende a legare. Infatti i gluoni tengono legati i quark in maniera molto elastica.

Quando i quark si spostano verso l’interno del baricentro dei nucleoni, essi si sentono molto liberi di muoversi, ma se essi tentano di uscire verso l’esterno allora l’interazione nucleare forte diventa immensa e i gluoni li ritirano immediatamente verso l’interno come farebbe un elastico attaccato a delle palline ...

domenica 7 maggio 2017

Tempo: realtà o illusione?

Le teorie del Vuoto Quantistico e della Gravità Quantistica stanno rivoluzionando i concetti tradizionali di tempo, spazio e della realtà, aprendo scenari scientifici e filosofici inattesi e sorprendenti

Luigi Maxmilian Caligiuri

Che cos’è il tempo? È reale o è soltanto un prodotto della nostra immaginazione? Esiste un inizio ed una fine del tempo? Perché il tempo scorre sempre in avanti? Perché ricordiamo il passato e non il futuro? Può il concetto di tempo fornire la base per la tanto agognata Teoria del Tutto?

Sant’Agostino, nelle Confessiones, afferma: “Allora che cosa è il tempo? Se nessuno me lo domanda, lo so. Se voglio spiegarlo a chi me lo domanda, non lo so più” e, più recentemente, il fisico Julian Barbour: “possiamo riconoscere e misurare il tempo ma non lo comprendiamo” ed è “significativo che c’è un così debole accordo su cosa esso sia realmente e su come cercare una soluzione a tale domanda”.

La scienza moderna ha sinora adottato, nei confronti del tempo, un approccio sostanzialmente “operazionale”, limitato cioè alla sua misurazione, relegando ad un livello secondario il problema della comprensione profonda del suo significato. In effetti le leggi del moto di Newton, la relatività generale di Einstein e la meccanica quantistica non richiedono la conoscenza della natura del tempo per fornire previsioni corrette.

Nondimeno è possibile individuare una caratteristica fondamentale del tempo sulla quale tutti non possiamo che concordare e che ci può fornire un indizio sulla direzione in cui cercare una risposta alle nostre domande: la possibilità di misurare il tempo esiste solo ove vi sia “cambiamento”, ossia in corrispondenza alla variazione dello stato di un dato sistema....

giovedì 21 maggio 2015

Teorie alternative a quella del Big Bang

Quando, nel 1964, due radioastronomi americani s’imbatterono per la prima volta in quella che divenne subito nota come la radiazione cosmica di fondo dell’universo, i giochi sembrarono chiusi.

Predetta almeno vent’anni prima dal fisico George Gamow, la cosiddetta “eco” del Big Bang metteva la parola fine a decenni di accese dispute sull’origine dell’universo, confermando quello che oggi è noto come il modello standard cosmologico secondo cui il nostro universo è nato circa 13,7 miliardi di anni fa da un minuscolo “atomo primordiale” che, attraverso una rapidissima espansione, ancora oggi in corso, ha fatto sì che ci fosse qualcosa anziché il nulla. 

Ma l’idea di una creazione dal nulla continua a non piacere a molti scienziati. 

C’era forse qualcosa prima del Big Bang? 

Questa domanda, una volta risolta con semplici ragionamenti riguardo l’inesistenza di un “prima”, che rispecchiava la risposta di Sant’Agostino alla domanda su cosa facesse Dio prima di creare il mondo, ha dato vita a nuove eccitanti ipotesi cosmologiche che potrebbero presto uscire dal ristretto ambito della pura teoria per essere sottoposte alla verifica sperimentale. 
Ecco i cinque paradigmi più “quotati”...

mercoledì 18 settembre 2013

Big Bang addio: l’universo è emerso da un iper-buco nero?

Secondo una nuova teoria il nostro universo potrebbe essere il prodotto del collasso di una stella di almeno quattro dimensioni spaziali.

di Roberto Paura

Avete presente un foglio di carta? Fondamentalmente bastano due dimensioni per descriverlo: altezza e larghezza.
Ma il foglio di carta fa parte di un universo con tre dimensioni spaziali (la terza è la profondità, troppo piccola nel foglio per essere apprezzabile). Se disegniamo un omino sul foglio di carta, e immaginiamo che sia vivo, avremo un omino a due dimensioni che vive in un universo a due dimensioni.

È l’idea alla base di un famoso romanzo fantastico della fine del XIX secolo, Flatlandia di Edwin Abbott. 

Oggi potreste trovare quel romanzo nelle librerie di molti fisici e cosmologi in tutto il mondo. Il perché è presto detto: anche il nostro universo potrebbe essere un foglio di carta a tre dimensioni all’interno di un universo con più dimensioni. L’idea non è nuova, soprattutto tra coloro che si occupano di teoria delle stringhe. 

Ma ora è stata ripescata per spiegare anche la nascita stessa del nostro universo, facendo a meno del Big Bang...