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mercoledì 13 agosto 2025

Nuovi indizi sulla presenza di un oggetto compatto nel nucleo del Sole

L'ipotesi che le stelle, incluso il Sole, si siano formate attorno a oggetti compatti provenienti dal primo universo non è nuova. 

E' una delle teorie in fase di studio per spiegare la formazione stellare e la struttura su larga scala dell'universo, ma finora non è stata quella più accreditata dalla comunità scientifica che sostiene che il nucleo della nostra stella sia formato principalmente di plasma.

Oggi una nuova ricerca suggerisce che il Sole potrebbe avere un "nucleo oscuro compatto" 
(o "dark compact core"), aprendo la possibilità che possa essersi formato da un minuscolo buco nero primordiale (o che ne abbia catturato uno a un certo punto). 

L'eliosismologia e i dati sui neutrini suggeriscono l'esistenza di un oggetto compatto nel cuore della nostra stella.
Cosa potrebbe significare per il futuro dell'astrofisica?...

martedì 10 giugno 2025

Buchi neri: sono davvero oggetti singolari?

Dall’11 al 15 novembre scorso, una ventina di astrofisici provenienti da tutto il mondo si è riunita a Trieste per discutere di buchi neri, ma soprattutto di oggetti ultracompatti alternativi ai buchi neri, che potrebbero risolvere una delle più grandi domande dell’astrofisica dopo Einstein: esiste davvero una singolarità oltre l’orizzonte degli eventi? 

Media Inaf ha intervistato Stefano Liberati della Sissa di Trieste
di Valentina Guglielmo (09/05/2025)

Il terreno nel quale devono incontrarsi e raccordarsi le due grandi teorie della fisica moderna, la relatività generale e la fisica quantistica, è il luogo più sconosciuto dell’universo: il centro dei buchi neri. Più precisamente, tutto quel che c’è dentro l’orizzonte degli eventi, il limite osservabile oltre il quale la luce stessa è catturata dalla gravità e non può più uscire, oggi conosciuto come singolarità. Il terreno nel quale si sono incontrati fisici di tutto il mondo per parlarne, invece, è Trieste. È successo nel novembre 2024, e dalla discussione è nato un articolo, pubblicato questa settimana nel Journal of Cosmology and Astroparticle Physics. Fra gli organizzatori dell’incontro e coautori dell’articolo c’è anche Stefano Liberati, nato a Roma e ora professore ordinario alla Sissa di Trieste. 
L’abbiamo raggiunto durante un meeting di lavoro a Bruxelles, per farci raccontare di più su questa discussione ...

sabato 7 dicembre 2024

Cosa sono esattamente i buchi bianchi? Ed esistono davvero?


 I buchi neri sono forse i corpi celesti più affascinanti dell’universo e, nonostante siano oggetto di alcune delle scoperte degli ultimi anni, forse anche i più misteriosi.

Esistono tuttavia degli oggetti cosmici previsti dalla teoria della relatività generale che rappresentano l’esatto opposto dei buchi neri: i buchi bianchi.

Cosa sono di preciso? Esistono davvero i buchi bianchi? Scopriamolo insieme.

Cosa sono i buchi bianchi? E perché si chiamano così?

Per capire cosa sono i buchi bianchi, dobbiamo partire dal loro opposto: i buchi neri.

Fino al 2015, quando LIGO rilevò onde gravitazionali generate dalla fusione di due buchi neri, l'esistenza di quest'ultimi era soltanto una previsione teorica del fisico Albert Einstein e della sua teoria della relatività generale.

Ovviamente non si tratta di “buchi” in senso stretto, ma di corpi celesti con una densità tale da impedire persino alla luce di scappare alla loro attrazione gravitazionale ...

domenica 15 settembre 2024

Super civiltà aliene avanzate prima del Big Bang?

Avete letto bene, ci sarebbero state super civiltà aliene prima del Big Bang.

Roger Penrose, professore all’Istituto di matematica dell’Università di Oxford (Regno Unito), unitamente ad altri astrofisici avrebbero individuato i luoghi nel nostro universo in cui Super Civiltà avanzate potrebbero essere esistite prima del Big Bang.

Essendo noi dei comuni mortali, la prima cosa che ci viene in mente da osservare è come è possibile aver individuato civiltà aliene esistenti prim’ancora della nascita del nostro universo.

La risposta starebbe nella mappa della Radiazione Cosmica di Fondo. E’ quanto rilasciato dal professore in un articolo ad una rivista specializzata, arxiv.org.

A questo punto vi starete domandando cosa c’entra questa mappa e in che modo sono arrivati a questa conclusione.
Me lo sono domandato anch’io.
Scopriamo assieme come stanno le cose...

martedì 15 agosto 2023

Via di fuga dal buco nero

La singolarità sarebbe una imperfezione e la materia catturata dall'abbraccio gravitazionale avrebbe una via di fuga, una porta d'uscita, un wormhole.

di Davide Patitucci

Una porta sul retro di un buco nero, da dove la materia ingoiata potrebbe trovare via di fuga dal suo abbraccio gravitazionale. 

Lo ipotizza uno studio teorico spagnolo del 2016, che suggerisce che la materia ingoiata da un buco nero possa sopravvivere alla sua forza gravitazionale distruttiva, trovando una via di fuga

I buchi neri sono tra gli oggetti più affascinanti e misteriosi dell’Universo. Potrebbero nascondere la chiave per conciliare il mondo dell’infinitamente piccolo, governato dalla meccanica quantistica, con quello dell’infinitamente grande descritto dallaRelatività Generale di Einstein. 
All’interno di un buco nero, infatti, le leggi della fisica così come le conosciamo cessano di funzionare. E non è l’unica bizzarria di questi mostri cosmici, che ingoiano tutto ciò che capiti loro a tiro, luce compresa...

lunedì 7 agosto 2023

Ipotesi sul rapporto tra ufo e universi paralleli


In tale articolo prenderemo in considerazione la possibilità che esista un rapporto tra gli ufo e gli universi paralleli tenendo presente che oggi esiste un forte interesse sia per il fenomeno ufo sia per il mistero degli universi paralleli.

Volendo schematizzare al massimo il contenuto di tale articolo possiamo dire che affronteremo in esso quattro questioni molto interessanti e controverse: in primo luogo esporremo e commenteremo alcuni dati di fatto che permettono, a nostro avviso di affermare che l'esistenza degli universi paralleli è probabile anche se non può essere ancora definita certa; in secondo luogo esporremo due interessanti teorie sull'origine degli universi paralleli; in terzo luogo prenderemo in considerazione la possibilità che esistano rapporti tra gli universi paralleli nonché tra gli abitanti di alcuni di questi universi paralleli; infine ci occuperemo della possibilità che esistano rapporti tra il fenomeno ufo e gli universi paralleli.

Premesso ciò cominceremo ora ad enunciare le argomentazioni formulate dai sostenitori dell'esistenza degli universi paralleli ...

giovedì 21 luglio 2022

Sfere di Dyson degli alieni: dobbiamo cercarle intorno a buchi neri

 
Una civiltà aliena sufficientemente avanzata a livello tecnologico potrebbe trarre l’energia di cui ha bisogno da un buco nero mediante una particolare struttura che ricorda la cosiddetta “sfera di Dyson”. 

È questa la conclusione di un nuovo studio condotto da Tiger Hsiao, astronomo dell’Università Nazionale Tsing Hua, Taiwan.[1] 

Secondo lo stesso ricercatore, e secondo i suoi colleghi, dovremmo dunque cercare queste strutture intorno ai buchi neri e non intorno alle stelle, così come altri scienziati hanno invece suggerito ...

sabato 19 marzo 2022

Paradosso dei buchi neri di Hawking: ecco la soluzione


Gli scienziati affermano di aver risolto il famigerato problema dimostrando che i buchi neri avrebbero una proprietà nota come “capelli quantici”. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

A sinistra: la prima immagine di un buco nero elaborata dall’Event Horizon Telescope nel 2019. (Credit: Event Horizon Telescope Collaboration/EPA)

Il paradosso dei buchi neri di Hawking tormenta gli scienziati da oltre mezzo secolo e ha portato molti di loro a mettere in discussione le leggi fondamentali della fisica. Adesso, però, potrebbero averlo risolto dimostrando una proprietà dei buchi neri nota come “capelli quantici”. Se corretta, questa soluzione segnerebbe un importante progresso nella fisica teorica.

Il paradosso dei buchi neri di Hawking

Stephen Hawking ha trascorso gran parte della sua vita a cercare di comprendere come funzionassero questi misteriosi oggetti cosmici. In sostanza egli si chiedeva: un corpo inghiottito da un buco nero sparirebbe del tutto? O un po’ delle sue informazioni verrebbero conservate? 
In molti, nell’ambito scientifico, hanno sempre creduto che le caratteristiche di un oggetto caduto in un buco nero si conservassero, anche in minima parte ...

sabato 4 dicembre 2021

E se l’universo non avesse mai avuto un inizio?


Secondo una nuova teoria della gravità quantistica il Big Bang non sarebbe l’origine del nostro universo, solo un evento nell’evoluzione di qualcosa che è sempre esistito.

E se il nostro universo non avesse avuto un inizio? 
Se il Big Bang non fosse l’origine di tutto ma solo un evento come un altro nel tempo? 

È l’ipotesi formulata da Bruno Bento, fisico dell’università di Liverpool (Regno Unito), che propone un universo “infinito al passato” che risolve il problema delle singolarità, cioè di quei “punti” (il centro dei buchi neri e il Big Bang) in cui la teoria della relatività generale inciampa e non restituisce risultati affidabili. 

Un’idea che per l’autore regge dal punto di vista matematico e che si basa su una teoria della relatività quantistica chiamata teoria degli insiemi causali, per cui lo spazio-tempo non è un tessuto continuo ma costituito da pezzi discreti, unità fondamentali al di sotto delle quali non si può scendere - un corrispettivo dei quanti di energia ...

martedì 30 marzo 2021

Stephen Hawking: come costruire una macchina del tempo

Tutto ciò che serve è un wormhole, il Large Hadron Collider o un razzo che va molto, molto veloce ..

Salve. Il mio nome è Stephen Hawking. Fisico, cosmologo e una specie di sognatore. Anche se non posso muovermi e sono costretto a parlare attraverso un computer, la mia mente è libera. Libera di esplorare l’universo e porsi grandi domande, come: è possibile viaggiare nel tempo? Possiamo aprire un portale verso il passato o una scorciatoia per il futuro? Possiamo piegare le leggi della natura per diventare assoluti padroni del tempo?

Un tempo il viaggio nel tempo era considerato dalla scienza come un’eresia. Evitavo di parlarne per evitare di essere etichettato come uno “strambo”. Ma oggigiorno non sono più così cauto. Infatti, oggi somiglio di più alle persone che costruirono Stonehenge. Sono ossessionato dal tempo. Se avessi una macchina del tempo farei visita a Marilyn Monroe al suo apice oppure mi catapulterei da Galileo nel momento in cui puntò il suo telescopio verso il firmamento. Magari, volerei alla fine dei tempi per vedere com'è la fine di tutto.
Per capire come tutto questo possa essere possibile, dobbiamo concepire il tempo come lo fanno i fisici – in quarta dimensione. Non è difficile come sembra. Qualsiasi studente diligente sa, anche io su questa sedia, che esistono tre dimensioni. Ogni cosa ha un’altezza, una larghezza ed una profondità.

Ma esiste un altro genere di lunghezza, quella del tempo. Anche se un essere umano può vivere all’incirca 80 anni, le pietre di Stonehenge, per esempio, hanno resistito migliaia di anni. Ed il nostro sistema solare esisterà per miliardi di anni. Ogni cosa ha una lunghezza misurabile nel tempo. 
Viaggiare nel tempo vuol dire viaggiare lungo questa dimensione...

giovedì 4 ottobre 2018

Buchi neri, buchi bianchi e Multiverso


Vorrei riflettere sui buchi neri e sul loro opposto, i buchi bianchi quali “porte” verso altri universi. Si pensa che ce ne siano al centro di ogni galassia e che le galassie siano miliardi di miliardi. Allora anche gli universi collegati ai buchi neri/ bianchi saranno miliardi di miliardi? 

I buchi neri ed i buchi bianchi ci ricordano anch’essi il mondo della dualità. La dualità nella molteplicità. Due perfetti contrari facenti parte di una stessa medaglia, non molto distanti dalla nostra realtà duale. Eppure deve esserci un punto di fusione, in una qualche dimensione ma al di fuori dell’universo! Perché comunque nell’universo la dimensione spazio/tempo che origina la dualità in qualche modo c’è sempre.

Potrebbero quindi esistere infinite “dualità” ed una dimensione superiore o “superspazio” in cui l’infinita molteplicità della dualità diviene la stringa iniziale. Anche i buchi neri ed i loro opposti sono stringhe di gravitoni e la gravità è la forza unificante del Multiverso. Fondendosi formano un’unità
dove si troverà mai un universo senza spazio né tempo che unisca questi due estremi, forse è già qui? Forse questi due estremi che ci appaiono divisi sono l’uno il prolungamento dell’altro uniti da una stringa a noi non visibile? ...

mercoledì 20 giugno 2018

La Teoria del Tutto di Nassim Haramein

Nassim Haramein è un fisico teorico americano, nato in Svizzera nel 1962, conosciuto per la sua La Teoria del Tutto, basata sull'esistenza di un universo infinito, a forma di toroide in cui ogni cosa sarebbe interconnessa, compresi gli esseri umani.

La sua teoria sarebbe il risultato di oltre 20 anni di studi in vari campi, quali la fisica, la cosmologia, la biologia, la filosofia e le antiche civilizzazioni.

I CONCETTI DI BASE

Come tutti sappiamo, Albert Einstein non riuscì mai ad elaborare una teoria che unificasse l'elettromagnetismo e la gravità. Haramein ha proseguito con questa teoria, ponendo le basi per il suo completamento.
Nel 2003 Nassim ha fondato l'organizzazione no-profit "The Resonance Project Foundation" alle Hawaii, dedica all'unificazione di scienza e filosofia, attraverso una costante osservazione della natura.

Al centro della Teoria del Tutto di Nassim Haramein ci sarebbe l'idea che noi tutti saremmo immersi in un mare di energia fondamentale la quale rappresenterebbe la sorgente del mondo fisico...

lunedì 7 maggio 2018

I Viaggi Temporali

La teoria degli Universi paralleli è ben lungi dall’essere inconcepibile ed alcuni fisici come Stephen Hawking addirittura la sostengono. Infatti, Einstein ha dimostrato, grazie ai suoi studi sulla relatività ristretta, che i viaggi intra-dimensionali sono, in teoria, possibilissimi.

Teoria della relatività ristretta

Fu pubblicata da Einstein nel 1905. Prima di tutto, si regge su un’analisi critica delle nozioni di spazio e di tempo, resa necessaria dalla contraddizione della meccanica classica e dell’elettromagnetismo.

Einstein si interrogò sulle nozioni di tempo assoluto e di spazio universale e in particolare sulla nozione di simultaneità di due eventi che si producono in due luoghi diversi: ciò significa che due eventi possono prodursi simultaneamente per un osservatore posto in un punto A senza per questo prodursi per un osservatore posto in un punto A1 in movimento rispetto ad A.

Ecco alcuni dei postulati della relatività ristretta che vale la pena di ricordare: 
"Nulla si sposta più rapidamente della velocità della luce e solo i fotoni o altre particelle senza masse intrinseche possono raggiungerla." ..

sabato 5 marzo 2016

È nata una nuova tecno-scienza: la fisica delle onde gravitazionali

Giorgio Masiero

Tecnologie e conoscenze implicate nell’intercettazione di segnali gravitazionali dallo spazio

Nessun articolo scientifico mi ha suscitato l’impressione di quello apparso il 12 febbraio scorso in Physical Review Letters dal titolo “Observation of Gravitational Waves from a Binary Black Hole Merger” (“Osservazione di onde gravitazionali dalla fusione di due buchi neri”). A segnare il felice esito d’un lavoro collettivo durato 50 anni, l’articolo è firmato da 1.071 scienziati, tra cui un centinaio d’italiani, appartenenti a 133 università e istituti di ricerca sparsi per il mondo.
Dal sunto iniziale ai riconoscimenti finali, si coglie l’annuncio d’un evento epocale, destinato a segnare un salto nell’avanzamento della conoscenza. L’enfasi non è nel tono altisonante, ma all’opposto nella stringatezza quasi dimessa, ricca di dati mai prima acquisiti; nella congruenza tra questi e le predizioni teoriche della relatività generale di Einstein (1915) ed infine nella confidenza delle conclusioni. Lo stile dell’inglese usato mi ha richiamato il latino del “De bello gallico” di Cesare.

La registrazione di onde gravitazionali, la prima e l’unica per ora, era intervenuta il 14 settembre 2015, alle 11:50:45 CET, in due laboratori americani ed era stata subito distribuita alla rete internazionale d’istituzioni che da mezzo secolo cerca di captare questo tipo di segnali non elettromagnetici provenienti dallo spazio. Questa rete è come una famiglia: alcuni membri sono più bravi nel catturare i segnali, altri nell’analizzarli, ma tutti sono ferrati in relatività generale, cioè nella fisica dello spazio-tempo. Quel lunedì di settembre la pipeline scientifica s’intasò di mail e chat. Inimmaginabile l’agitazione che anche dopo 5 mesi i ricercatori conservano, trasmettendola a chi li incontra. Per darne un’idea, riporto nella figura sottostante alcuni passi d’una chat scambiata tra due scienziati italiani quel giorno: l’uno lavora in Italia, è ricercatore all’INFN e membro di Virgo, il gruppo europeo nato per intercettare e studiare le onde gravitazionali attraverso l’interferometro di Cascina (Pisa); l’altro, che ho indicato con un cerchietto rosso, lavora in un istituto di ricerca tedesco e fa parte di LSC, la collaborazione internazionale che per lo stesso tipo di studi utilizza i due interferometri americani ed uno ad Hannover, in Germania. (I rivelatori di Cascina e di Hannover non hanno registrato il fenomeno, il primo perché sotto manutenzione per upgrade, il secondo perché non abbastanza sensibile.) ...