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martedì 18 marzo 2025

La Teoria dell'Universo Rotante

Immagina un universo in cui non solo le galassie e i pianeti ruotano, ma l'intero tessuto dello spazio-tempo stesso si muove. Questa idea di un universo in rotazione è affascinante e apre a molte domande su come percepiamo la gravità e il movimento.

In un universo rotante, le leggi della fisica potrebbero comportarsi in modo diverso rispetto a quello che conosciamo. Ad esempio, la rotazione potrebbe influenzare la distribuzione della materia e l'evoluzione delle galassie. Inoltre, ci sono implicazioni interessanti per la cosmologia, come la possibilità di un universo che si espande e si contrae ciclicamente.

Gli scienziati stanno esplorando queste teorie attraverso modelli matematici e simulazioni, cercando di capire come la rotazione possa influenzare la formazione delle strutture cosmiche e il comportamento della luce

Questo ci porta a riflettere su come la nostra comprensione dell'universo possa evolversi costantemente con nuove scoperte ...

martedì 29 ottobre 2024

Grande Attrattore: la misteriosa zona cosmica verso la quale siamo diretti


C’è uno strano posto nel cielo a 150 milioni di anni luce dove tutto è attratto e non sappiamo cosa sia (si trova dall’altra parte della Via Lattea): le ipotesi sul “Grande Attrattore”

Dove stiamo andando? 

Siamo rannicchiati nel nostro piccolo Sistema Solare, sfrecciando attraverso il cosmo alla velocità incredibile di 600km al secondo, 2,2 milioni di chilometri all’ora. 
Siamo sempre in orbita attorno a questo, e alla deriva attraverso quello: ma dove stiamo andando? In giro in un grande grande cerchio? O un’ellisse? 

Non esattamente. La nostra galassia e altre galassie vicine vengono trascinate verso una specifica regione dello spazio. È a circa 150 milioni di anni luce di distanza, e qui è la parte migliore: non siamo esattamente sicuri di cosa sia. 
Lo chiamiamo il “Grande Attrattore“ ...

martedì 24 ottobre 2023

Il Vuoto del Boötes: cos'è questo misterioso buco in mezzo all'Universo?

 
Se pensate che lo spazio sia un tappeto uniforme di stelle e galassie, preparatevi a rimanere sbalorditi. Il Vuoto di Boötes è un'area dello spazio che sembra aver dimenticato di seguire le regole.

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mmagine: Rappresentazione della localizzazione del vuoto di Bootes. Le stelle nel cerchio sono in realtà di fronte al vuoto stesso.
Credit: atlasoftheuniverse

Scoperto quasi per caso 40 anni fa, questo vuoto è così grande da rappresentare il 2% del diametro dell'intero universo osservabile, eppure è... aiutatemi a dire... Vuoto. Cerchiamo di capire meglio.

Un enigma cosmico

C'è una regione dello spazio che sfida le leggi della probabilità: ha un diametro compreso tra 250 e 330 milioni di anni luce, è così grande da contenere oltre 2000 galassie, ma ce ne sono circa 60. Circa una galassia ogni 10 milioni di anni luce. 
È come se l'universo avesse dimenticato di riempire questo spazio ...

martedì 2 maggio 2023

La Grande Nube di Magellano sta plasmando l’evoluzione della Via Lattea

 
L’interazione gravitazionale tra la Grande Nube di Magellano e la Via Lattea sta modellando le regioni dell’alone galattico.

Rappresentazione della Via Lattea con le Nubi di Magellano. Credit: Nina McCurdy / Nick Risinger / NASA.

La più grande compagna vicina della nostra galassia è la Grande Nube di Magellano (LMC), una galassia nana visibile ad occhio nudo dall’emisfero australe. 

Negli ultimi anni, nuove ricerche teoriche e migliori capacità di osservazione hanno insegnato molto agli astronomi su questa galassia satellite e sta diventando sempre più chiaro come LMC sta plasmando l’evoluzione della Via Lattea. 

E con un peso tra il 10% e il 20% della massa della nostra galassia, vale la pena tenere in seria considerazione LMC che gli astronomi ritengono sia alla sua prima orbita attorno alla nostra galassia ...

venerdì 17 marzo 2023

Il misterioso “Disco Colgante” di 2000 anni fa

 
 di Ellen Lloyd

dal sito web AncientPages

Il ‘Disco Colgante’ di 2000 anni è un oggetto che è stato prodotto per ragioni sconosciute, o almeno così sembra a noi umani moderni.

Era uno strumento antico, un dispositivo high-tech, un manufatto rituale o offre prove della vasta conoscenza dell’astronomia dei nostri antenati?

Potrebbe essere solo una coincidenza, ovviamente, ma la “Disco Colgante” ci fa facilmente pensare che si tratti di una rappresentazione grafica della Via Lattea, o forse di qualche altra galassia a spirale. 
Come si formino i bracci di spirale in questo tipo di galassie non è ancora del tutto certo, ma gli astronomi moderni sanno che la maggior parte delle galassie a spirale contiene un rigonfiamento centrale circondato da un disco di stelle piatto e rotante. 

Se il “Disco Colgante” è davvero una rappresentazione della galassia a spirale, allora mostra che gli antichi erano molto più avanzati di quanto si pensasse in precedenza. 
La profonda conoscenza dell’astronomia dei nostri antenati ha sorpreso in diverse occasioni gli scienziati moderni ...

sabato 25 febbraio 2023

Scoperte 6 galassie grazie al telescopio Webb della Nasa. «Sono così antiche che non dovrebbero esistere»

Il telescopio spaziale James Webb della NASA individua sei galassie «massicce» così vecchie che non dovrebbero esistere. 

Si tratta di in una scoperta che «spinge i limiti della nostra comprensione della cosmologia». 

Il nuovo super telescopio spaziale della NASA è stato costruito per scrutare fino all'alba dei tempi e darci indizi su come è nato l'universo. 

In meno di un anno, James Webb ci ha già abbagliato con immagini incredibili, ma ora sta sfidando la nostra stessa comprensione delle origini delle galassie.

Infatti, l'osservatorio da 10 miliardi di dollari ha appena individuato sei galassie «massicce» nell'universo primordiale che sono così vecchie che non dovrebbero esistere.

«Questi oggetti sono molto più massicci di quanto ci si aspettasse», ha dichiarato Joel Leja, professore assistente di astronomia e astrofisica alla Penn State che poi spiega «Ci aspettavamo di trovare solo galassie piccole, giovani e neonate in questo momento, ma abbiamo scoperto galassie mature come la nostra, in quella che in precedenza era considerata l'alba dell'universo»...

giovedì 5 novembre 2020

Materia oscura? Teoricamente disordinata

 
Studiare la distribuzione nel cosmo di una sostanza impossibile da osservare è una sfida non da poco. La materia oscura, mistero per eccellenza dell’astronomia, secondo gli scienziati costituisce oltre l’85% della massa presente nell’universo. 
Ma ancora oggi nessuno è riuscito a dare un volto a questa signora indiscussa dell’oscurità del mondo fisico.

La materia oscura, dicevamo, non può in alcun modo essere osservata direttamente: non assorbe, non riflette e non emette luce. Eppure senza la materia oscura non potrebbe esistere l’universo come lo conosciamo. Ad esempio, questo ingrediente è essenziale per spiegare le forze gravitazionali che tengono insieme le galassie.

Ecco perché gli astronomi continuano a scontrarsi con l’enigma della famigerata dark matter, cercando di colmare con i dati teorici le lacune dei dati osservativi. In questo filone di ricerca si inserisce un team capitanato dall’Istituto di Astrofisica delle Canarie, che ha sviluppato una serie di simulazioni per provare a ricostruire la distribuzione della materia oscura nelle galassie

Secondo i risultati, pubblicati su Astronomy & Astrophysics Letters, la materia oscura avrebbe un andamento sintetizzabile con l’espressione ‘massima entropia’. 

Sarebbe quindi una dark matter teoricamente disordinata, quella immaginata dal team di ricerca a guida spagnola. ‘Teoricamente’, perché come affermano gli stessi autori dello studio si tratta di una stima basata sulle probabilità. Secondo gli scienziati, per raggiungere lo stato di ‘massimo disordine’ la materia oscura dovrebbe collidere al suo interno, proprio come avviene alle molecole di gas. In questo modo raggiungerebbe uno stato – detto equilibro termodinamico – in cui densità, pressione e temperatura sono in relazione ...

venerdì 6 ottobre 2017

Trovata la prima prova di un Universo parallelo?

Un recente studio (articolo pubblicato a maggio 2017 - NdC) su un'anomalia spaziale che ha lasciato perplessi gli scienziati per anni potrebbe aver dato qualche indicazione su una effettiva esistenza di un universo parallelo, e potrebbe dunque provare la validità della teoria del multiverso.

Misurando la radiazione cosmica di fondo in tutto l'Universo, anni fa gli scienziati sono rimasti molto sorpresi davanti a un'anomalia spaziale molto particolare: una "macchia fredda" a circa 1,8 miliardi di anni luce di distanza, la cui temperatura era di circa 0,00015 gradi centigradi minore dei suoi dintorni.

Inizialmente, gli astronomi hanno spiegato la singolarità invocando la quantità di materia contenuta in questa regione; un'area con circa 10 mila galassie in meno rispetto a analoghe sezioni dello spazio con essa confrontabili..