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mercoledì 18 giugno 2025

Sarà possibile creare un computer consapevole?

 
di Federico Faggin

Dopo aver elucidato i concetti fondamentali di coscienza, computer, e cellule viventi, questo articolo considera la differenza cruciale tra una cellula e un computer, concludendo che una cellula è un nanosistema dinamico basato sulle leggi della meccanica quantistica, mentre il computer è un sistema “statico” che usa le leggi riduttive della meccanica classica.


L’essenza della coscienza è la sua capacità di percepire e conoscere attraverso sensazioni e sentimenti. Però non c’è nessun fenomeno fisico noto che ci permetta di tradurre segnali elettrici, sia nel computer come nel cervello, in sentimenti: si tratta di due classi di fenomeni incommensurabili. 

Per spiegare la natura della coscienza, quindi, l’autore introduce un modello della realtà basato su principi cognitivi anziché materialistici. Secondo questo modello, la coscienza è una proprietà olistica irriducibile dell’energia primordiale di cui tutto è costituito (spazio, tempo e materia). 

Come tale, la coscienza può crescere soltanto se i componenti di un sistema si aggregano olisticamente, come avviene in una cellula. Essendo il computer un sistema riduttivo, la sua “coscienza” non può aumentare con il numero dei suoi componenti elementari (i transistor), e pertanto non può superare quella di un transistor ...

sabato 31 dicembre 2022

Ecco le 10 assurdità scientifiche che ci rifileranno nel prossimo futuro

Un elenco di 10 anni fa, un po' provocatorio, esagerato? Fantascienza?
Forse ...
Catherine


La 'scienza' industriale ha in mente per noi un futuro molto diverso dai paradisi utopistici previsti dai media main-stream. 

Secondo i mass-media asserviti la scienza sarebbe sempre e comunque benigna per l'umanità. Ogni conseguimento scientifico è sempre stato dipinto come 'progresso', anche se molti di essi alla lunga si sono rivelati disastrosi (le bombe atomiche, ad esempio, oppure gli OGM).

Mentre la scienza pura risulta essere una componente necessaria di qualsiasi civiltà che cerca di espandere la propria comprensione dell'universo, il tipo di scienza che oggi domina il paesaggio è industriale, quindi al servizio dei profitti aziendali più che della umana comprensione.

La scienza business sta per partorire una nuova nidiata di tecnologie proprio terrificanti, le quali potrebbero trasformare il mondo. Di seguito ho compilato una lista di dieci possibili nuove tecnologie che potrebbero essere utilizzate per ridurre ulteriormente le vostre libertà e assoggettarvi in modo ancora più schiavizzante ai padroni globalisti, il tutto spacciato per progresso della 'scienza.' ...

lunedì 23 novembre 2020

Perché la gente non ascolta

di Paolo Franceschetti

Una delle constatazioni più evidenti che ho sempre fatto nella mia vita, è quella della mancanza di capacità di ascolto da parte delle persone.

Il 90 per cento delle persone non ascolta, in genere aspetta il momento di parlare, senza porsi il problema che, se lui non ha alcuna intenzione di ascoltare ma solo di parlare, e se l’altro fa lo stesso, le conversazioni diventano un monologo tra sordi.

La dimensione del fenomeno assumeva contorni per me stupefacenti quando constatavo che la mancanza di ascolto era presente pure in contesti dove la cosa nuoceva all’ascoltatore: l’investigatore che sta seguendo una pista, ma che non ascolta tesi diverse che pure potrebbero servirgli; l’oncologo che non si informa sulle teorie alternative e non legge altri libri oltre a quelli consigliati dall’università in cui ha studiato; lo studioso che si definisce tale ma non ascolta tesi diverse o punti di vista diversi sul fenomeno da lui studiato.

Tutte queste situazioni erano per me al limite dell’incomprensibilità ...

sabato 17 ottobre 2020

Il bisogno di essere speciali


"Mi sento depressa e mi giudico molto, ma senza sapere perché …"

Questo è un modo per non cambiare, un trucco della mente. 

Invece di essere usata per comprendere, l’energia va nel giudizio, nella condanna. 
Ma un cambiamento può avvenire solo tramite la comprensione, non la condanna. 

La mente è molto astuta; appena nota dei fatti, ci salta subito sopra e inizia a condannarli. Ora tutta l’energia diventa giudizio, quindi la comprensione viene messa da parte … e il giudizio non può aiutarti.

Ti può deprimere, ti può far infuriare, ma depressa e infuriata non potrai mai cambiare. Rimarrai la stessa e continuerai a girare in tondo, in un circolo vizioso.

La comprensione libera. Quindi, appena noti un certo fatto, non devi né condannarlo né preoccupartene ... 

mercoledì 15 maggio 2019

Metacognizione: caratteristiche e peculiarità

Per comprendere a fondo la metacognizione è fondamentale avere chiaro che si tratta di un concetto dalle molteplici sfaccettature.

Il termine metacognizione è complesso. Può essere riassunto nel concetto di conoscenza sulla conoscenza, ovvero la capacità di conoscere e di regolare il modo in cui pensiamo, che coinvolge il controllo cosciente di processi cognitivi come la memoria, l’attenzione e la comprensione.

Lo studio sulla metacognizione ebbe inizio con l’epistemologo e psicologo cognitivo J. Flavell e con l’antropologo e psicologo inglese Gregory Bateson. Quest’ultimo concentrò i suoi studi sulla metacognizione applicata agli animali.

La metacognizione apporta quella elasticità extra che caratterizza la mente umana.

Di conseguenza, bisogna conoscerla in quanto conoscenza di secondo grado, che ha se stessa come oggetto. Da qui il prefisso “meta”. Ci permette di valutare i processi esecutivi e agire di conseguenza al fine di migliorare le nostre azioni ...

martedì 17 aprile 2018

Il 70 per cento degli italiani è analfabeta (legge, guarda, ascolta, ma non capisce)


Non è affatto un titolo sparato, per impressionare; anzi, è un titolo riduttivo rispetto alla realtà, che avvicina la cifra autentica all'80 per cento. 

E questo vuol dire che tra la gente che abbiamo attorno a noi, al caffè, negli uffici, nella metropolitana, nel bar, nel negozio sotto casa, più di 3 di loro su 4 sono analfabeti: sembrano “normali” anch'essi, discutono con noi, fanno il loro lavoro, parlano di politica e di sport, sbrigano le loro faccende senza apparenti difficoltà, non li distinguiamo con alcuna evidenza da quell’unico di loro che non è analfabeta, e però sono “diversi”.

Qual è questa loro diversità? 

Che sono incapaci di ricostruire ciò che hanno appena ascoltato, o letto, o guardato in tv e sul computer. Sono incapaci! La (relativa) complessità della realtà gli sfugge, colgono soltanto barlumi, segni netti ma semplici, lampi di parole e di significati privi tuttavia di organizzazione logica, razionale, riflessiva. 

Non sono certamente analfabeti “strumentali”, bene o male sanno leggere anch’essi e – più o meno – sanno tuttora far di conto (comunque c'è un 5 per cento della popolazione italiana che ancora oggi è analfabeta strutturale, “incapace di decifrare qualsivoglia lettera o cifra”); ma essi sono analfabeti “funzionali”, si trovano cioè in un'area che sta al di sotto del livello minimo di comprensione nella lettura o nell'ascolto di un testo di media difficoltà. Hanno perduto la funzione del comprendere, e spesso – quasi sempre - non se ne rendono nemmeno conto ...